{"id":109514,"date":"2019-05-08T09:35:42","date_gmt":"2019-05-08T07:35:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/passepartout-nellinchiesta-anche-il-trenino-della-sila-e-la-linea-cosenza-catanzaro\/"},"modified":"2023-01-16T18:27:05","modified_gmt":"2023-01-16T17:27:05","slug":"291751-passepartout-nellinchiesta-anche-il-trenino-della-sila-e-la-linea-cosenza-catanzaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/291751-passepartout-nellinchiesta-anche-il-trenino-della-sila-e-la-linea-cosenza-catanzaro\/","title":{"rendered":"Passepartout: nell&#8217;inchiesta anche il &#8220;trenino della Sila&#8221; e la linea Cosenza-Catanzaro"},"content":{"rendered":"<h4>Nell&#8217;inchiesta emerge il ruolo centrale del direttore di Ferrovie della Calabria Giuseppe lo Feudo. Per i PM sarebbe lui la figura di collegamento tra Adamo, Oliverio e Zinno e gli operatori economici di settore\u00a0beneficiari delle <strong>condotte di turbative nelle procedure di gara pubblica<\/strong><br \/>\n<!--more--><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>CATANZARO &#8211;\u00a0\u00a0Per la Procura di Catanzaro, tra le opere pubbliche e strategiche finite al centro dell&#8217;<strong><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6889\">inchiesta Passepartout<\/a><\/strong>, ci sarebbero anche <strong>gli interventi su due tratte ferroviarie gestite da Ferrovie della Calabria<\/strong>: la <strong>riqualificazione e velocizzazione della linea Cosenza- Catanzaro<\/strong> e quella <strong>Cosenza-San Giovanni in Fiore<\/strong>, con particolare riferimento alla tratta t<strong>uristica tra Moccone e San Nicola-Silvana Mansio<\/strong>. Tutto ruota intorno alla figura di Giuseppe Lo Feudo, scrivono i PM &#8220;<em>figura di collegamento tra la parte pubblica e istituzionale (Adamo, Oliverio e Zinno) e gli operatori economici di settore (Ventura, Borgia e Trifir\u00f2), beneficiari delle <strong>condotte di turbative nelle procedure di gara pubblica<\/strong><\/em>. Per i PM \u00e8 Lo Feudo che organizza e promuove incontri, fa circolare informazioni e suggerimenti tecnici, allo scopo di assicurare l&#8217;attivazione delle procedure di gara e di mantenere il controllo sulle principali opere pubbliche d&#8217;interesse regionale.<\/p>\n<h4>Linea Cosenza-Catanzaro: &#8220;bandi privi di sub-criteri e sub-punteggi&#8221;<\/h4>\n<p>Uno degli interventi finiti al centro dell\u2019inchiesta \u201cPassepartout\u201d \u00e8 quello relativo la r<strong>iqualificazione e velocizzazione della linea ferroviaria Cosenza- Catanzaro<\/strong> di Ferrovie della Calabria. Le contestazioni sono mosse a carico di <strong>Luigi Giuseppe Zinno<\/strong>, nella qualit\u00e0 di dirigente dei lavori pubblici e componente della commissioni giudicatrice nella procedura di gara per lo studio di fattibilit\u00e0 dell&#8217;opera, <strong>Giuseppe Lo Feudo<\/strong> in qualit\u00e0 di direttore generale di Ferrovie della Calabria e della stessa commissione giudicatrice e<strong> Tito Berti Nulli<\/strong>, rappresentate legale del raggruppamento temporaneo d&#8217;imprese composto da Sintagma srl \u2013 Alberto Milotti \u2013 Maria Elisabetta-Barbale aggiudicatario definitivo della procedura di gara per lo studio di fattibilit\u00e0. Tutti, \u00e8 scritto nelle carte di avviso di conclusione indagini, attraverso collusioni, accordi, promesse e mezzi fraudolenti: &#8220;<strong><em>avrebbero predisposto il bado privi \u201cdi sub-criteri con i relativi sub-punteggi per una corretta, omogenea e trasparente valutazione della documentazione&#8221;<\/em><\/strong> e &#8220;<em>con la nomina nella commissione giudicatrice di membri favorevoli alla realizzazione del progetto<\/em><strong><em> per agevolare e favorire l\u2019aggiudicazione dell\u2019opera in favore dell\u2019offerente raggruppamento temporaneo tra prestatori di servizi<\/em><\/strong>.\u00a0 Nello svolgimento della suddetta procedura di gara &#8220;<em>non sarebbe stata inoltre<\/em> <strong>garanti<\/strong><em><strong>ta la sufficiente sicurezza dei plichi e, dunque, la segretezza delle offerte<\/strong><\/em>, mentre in vista dell\u2019aggiudicazione i rappresentanti dell\u2019ente appaltante avrebbero mantenuto contatti con il rappresentante legale del raggruppamento temporaneo dal quale &#8220;<strong><em>si recepivano suggerimenti in ordine ai contenuti ed alle modalit\u00e0 di gara in vista dell\u2019aggiudicazione&#8221;<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6891\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-213677\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6891\" alt=\"\" width=\"590\" height=\"332\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>Il &#8220;Trenino della Sila&#8221; senza nulla osta tecnico<\/h4>\n<p>E ci sarebbe sempre il presidente di Ferrovie della Calabria S.RL, <strong>Giuseppe Lo Feudo<\/strong>, anche nell&#8217;intervento relativo al ripristino della <strong>linea ferroviaria Cosenza-San Giovanni in Fiore<\/strong>, con particolare riferimento al cosiddetto<strong> &#8220;Trenino della Sila&#8221;, <\/strong>ovvero\u00a0la tratta\u00a0turistica\u00a0che <strong>da Moccone arriva a\u00a0San Nicola-Silvana Mansio<\/strong>. Lo Feudo \u00e8 indagato insieme a <strong>Santo Marazzita<\/strong>, in qualit\u00e0 di direttore d&#8217;esercizio servizio ferroviario e direttore dei lavori del sistema integrato manutenzione e infrastrutture. Per i PM &#8220;<em>avrebbero violato le norme in ordine all&#8217;efficienza e buon andamento della pubblica amministrazione, in particolare quelle in <strong>materia di sicurezza e regolarit\u00e0 dell&#8217;esercizio delle ferrovie<\/strong> e di altri servizi di trasporto<\/em>. In pratica &#8220;<strong>a<em>vrebbero aperto la tratta turistica che da Moccone arriva a Silvana Mansio senza il nulla osta tecnico del competente ufficio speciale trasporti a impianti fissi<\/em> <\/strong><em>procurando, cos\u00ec, vantaggi patrimoniali a favore di Pietro Ventura (socio e rappresentante della Francesco Ventura S.r.l) in quanto beneficiario dell&#8217;attivit\u00e0 illecita. In pi\u00f9, cosa ancor pi\u00f9 rilevante, <strong>avrebbero arrecato agli utenti del servizio di trasporto pubblico ferroviario<\/strong>, un danno derivante dall&#8217;assenza delle verifiche di regolarit\u00e0 e sicurezza&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6892\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-257366\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6892\" alt=\"\" width=\"592\" height=\"305\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>Pericoli del Ponte Cannavino non segnalati<\/h4>\n<p>Nella carte del&#8217;inchiesta si parla anche del <strong>ponte Cannavino di Celico<\/strong>. Lo Feudo e il dirigente Zinno, entrambi con competenze di vigilanza sulle strutture del trasporto pubblico e regionale, &#8220;<em>avrebbero messo in pericolo anche la sicurezza del trasporto veicolare e stradale (quindi tutte le persone che giornalmente attraversavano e attraversano il ponte di Celico). <\/em>Questo perch\u00e8, si legge ancora, visto che la tratta ferroviaria Cosenza- San Giovanni in Fiore si interseca proprio sotto il viadotto Cannavino\u00a0<em>&#8220;<strong>avrebbero omesso di segnalare la rilevata insorgenza del pericolo di cedimento\u00a0del ponte alle autorit\u00e0 competenti (Regione Calabria, Anas, Prefettura, Protezione Civile)<\/strong>&#8220;.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;inchiesta emerge il ruolo centrale del direttore di Ferrovie della Calabria Giuseppe lo Feudo. 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