{"id":109848,"date":"2019-05-15T09:33:41","date_gmt":"2019-05-15T07:33:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/omicidio-boss-femia-in-due-assolti-dopo-lergastolo-in-primo-grado\/"},"modified":"2023-01-16T18:27:28","modified_gmt":"2023-01-16T17:27:28","slug":"292875-omicidio-boss-femia-in-due-assolti-dopo-lergastolo-in-primo-grado","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/292875-omicidio-boss-femia-in-due-assolti-dopo-lergastolo-in-primo-grado\/","title":{"rendered":"Omicidio boss Femia, in due assolti dopo l&#8217;ergastolo in primo grado"},"content":{"rendered":"<h4>In primo grado erano stati condannati all&#8217;ergastolo. L&#8217;omicidio del boss Femia risale al\u00a024 gennaio 2013. Venne ucciso con numerosi colpi di pistola mentre era dentro l&#8217;auto della moglie.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ROMA &#8211; Una sentenza completamente ribaltata in appello nei confronti di Massimiliano Sestito e Francesco Pizzata, finiti sotto processo con l&#8217;accusa di essere componenti del gruppo &#8216;ndranghetista che nel gennaio 2013, in localit\u00e0 Castel di Leva, all&#8217;estrema periferia di Roma, uccise il <strong>boss<\/strong> calabrese <strong>Vincenzo Femia<\/strong>. La seconda Corte d&#8217;appello di Roma ha assolto entrambi con la formula &#8216;per non aver commesso il fatto&#8217; nell&#8217;ambito di un intricato iter processuale.<\/p>\n<p>Sestito e Pizzata in primo grado erano stati condannati all&#8217;ergastolo; i giudici d&#8217;appello per\u00f2 confermarono il carcere a vita per Sestito, riducendo invece a 25 anni di carcere la condanna per Pizzata, al quale riconobbero le attenuanti generiche equivalenti alle contestate aggravanti del &#8216;metodo mafioso&#8217; e della premeditazione.<\/p>\n<p>L&#8217;intervento della Cassazione, nel settembre dello scorso anno, port\u00f2 all&#8217;annullamento della seconda sentenza, con l&#8217;invio del processo a un&#8217;altra Corte d&#8217;assise d&#8217;appello con la richiesta di rinnovare il giudizio. E i nuovi giudici, dopo una lunga camera di consiglio, ieri sera hanno ribaltato completamente il giudizio, assolvendo Sestito e Pizzata con la formula pi\u00f9 ampia, disponendone la scarcerazione se non detenuti per altra causa.<\/p>\n<p>Il boss Vincenzo Femia, all&#8217;epoca dell&#8217;omicidio, era ritenuto un personaggio di primo piano nella malavita della Capitale, con diversi precedenti penali tra cui associazione mafiosa e appartenenza alla cosca di San Luca, conosciuta per la strage di Duisburg del 2007. Fu trovato morto il 24 gennaio 2013, ucciso con numerosi colpi di pistola mentre era dentro l&#8217;auto della moglie. Lo spessore criminale della vittima e le modalit\u00e0 dell&#8217;omicidio indussero gli investigatori a ricondurre il delitto a un <strong>contesto di tipo mafioso<\/strong>. Tutto rimase per\u00f2 oscuro fino a quando <strong>Gianni Cretarola, diventato collaboratore di giustizia<\/strong> (e per questi fatti giudicato separatamente col rito abbreviato), con le sue dichiarazioni disse la sua anche su questo delitto e confess\u00f2 di far parte della cellula &#8216;ndranghetista e che il reale movente dell&#8217;omicidio era da ricollegare i contrasti insorti nella spartizione del mercato della droga nella capitale (160 chili di cocaina colombiana trasportati a Roma dalla Spagna nell&#8217;agosto 2012). Il compito del collaboratore (che, oltre a descrivere le modalit\u00e0 dell&#8217;azione, indic\u00f2 i partecipanti e addirittura il numero dei colpi esplosi) era stato quello di accompagnare Femia al posto individuato per l&#8217;agguato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In primo grado erano stati condannati all&#8217;ergastolo. L&#8217;omicidio del boss Femia risale al\u00a024 gennaio 2013. 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