{"id":110086,"date":"2019-05-21T04:30:50","date_gmt":"2019-05-21T02:30:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/omicidio-ruffolo-porcaro-e-delia-davanti-al-gip-respingono-le-accuse\/"},"modified":"2023-01-16T18:27:43","modified_gmt":"2023-01-16T17:27:43","slug":"293741-omicidio-ruffolo-porcaro-e-delia-davanti-al-gip-respingono-le-accuse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/293741-omicidio-ruffolo-porcaro-e-delia-davanti-al-gip-respingono-le-accuse\/","title":{"rendered":"Omicidio Ruffolo, Porcaro e D&#8217;Elia davanti al Gip respingono le accuse"},"content":{"rendered":"<h4>&#8220;Rispolverato&#8221; dopo otto anni il caso irrisolto di Giuseppe Ruffolo freddato a colpi di pistola, alla guida della sua autovettura Alfa Romeo, mentre percorreva via degli Stadi<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Interrogatorio di garanzia per Roberto Porcaro e Massimiliano D\u2019Elia, rispettivamente di 35 e 33 anni ritenuti dalla Distrettuale Antimafia di Catanzaro mandante ed esecutore materiale dell\u2019omicidio di Giuseppe Ruffolo avvenuto nel 2011 a Cosenza. Porcaro difeso dagli avvocati Gianluca Acciardi e Sergio Rotundo e D\u2019Elia difeso dall\u2019avvocato Fiorella Bozzarello, in carcere, davanti al giudice per le indagini preliminari hanno respinto tutte le accuse dichiarando di non avere nulla a che vedere con l\u2019intera vicenda. I due sono stati tratti in arresto all\u2019alba del 17 maggio scorso dalle forze dell\u2019ordine dopo accurate indagini sotto il coordinamento del sostituto procuratore della Dda Camillo Falvo e il Procuratore capo Nicola Gratteri. Le accuse sono\u00a0di omicidio, aggravato dal metodo e dall\u2019aver agevolato un\u2019associazione mafiosa, e porto illegale di armi.<\/p>\n<p>Gioved\u00ec pomeriggio Massimiliano D\u2019Elia 33 anni, si trovava in un bar in centro citt\u00e0 a consumare una bibita fresca ignaro che da l\u00ec a poche ore lo avrebbero prelevato a casa le forze dell\u2019ordine con l\u2019accusa di omicidio e porto abusivo d\u2019arma. Nello specifico D\u2019Elia \u00e8 accusato dalla Distrettuale Antimafia di Catanzaro di essere l\u2019esecutore materiale dell\u2019omicidio di Giuseppe Ruffolo con il quale avrebbe avuto dell\u2019astio che, secondo gli inquirenti avrebbe determinato il suo agire per togliere di mezzo uno che in fatto di usura e spaccio stava pestando i piedi al clan Lanzino \u2013 Patitucci ed andava eliminato. Parliamo di un fatto accaduto nel settembre 2011 in via degli Stadi a Cosenza.<\/p>\n<p>Insieme al 33enne \u00e8 finito dietro le sbarre anche Roberto Porcaro, 35 anni, appartenente al clan Lanzino \u2013 Patitucci e definito dagli inquirenti il mandante del disegno criminoso. A mettere i due nei guai sarebbero stati ben otto pentiti, otto collaboratori di giustizia: Mattia Pulican\u00f2, Ernesto Foggetti, Daniele Lamanna, Vincenzo De Rose, Francesco Noblea, Luciano Impieri, Edyta Aleksandra Kopaczynska, Giuseppe Montemurro, Giuseppe Zaffonte. Per il sostituto Procuratore della Dda Camillo Falvo \u201ctutti i collaboratori di giustizia a conoscenza del fatto omicidiario, individuano senza alcuna titubanza, in maniera inequivocabile, Massimiliano D\u2019Elia quale esecutore materiale seppur riferendo in modo differente i dettagli in ordine al movente\u201d<\/p>\n<p>I due sono indagati per avere, in esecuzione di un unico disegno criminoso, deliberato e cagionato la morte di Ruffolo Giuseppe. In particolare D\u2019Elia anche quale esecutore materiale, lo avrebbe attinto con numerosi colpi d&#8217;arma da fuoco (almeno 6), con una pistola calibro 7,65. Quest\u2019ultimo a bordo uno scooter &#8220;Apulia Scarabeo 500&#8221; avrebbe affiancato la vittima che viaggiava sulla sua autovettura near &#8220;Alfa Romeo Giulietta&#8221; su via degli Stadi, a Cosenza<\/p>\n<p>Sempre secondo gli inquirenti dalle testimonianze rese dai collaborator di giustizia, D\u2019Elia avrebbe agito a causa dei contrasti insorti all&#8217;intemo del clan mafioso confederato Lanzino-Patitucci per il quale era impegnato in attivit\u00e0 estorsive e spaccio. Ruffolo agiva senza il consenso del clan sull\u2019attivita usuraria che esercitava in citt\u00e0 e, ancor di pi\u00f9 senza far confluire parte dei proventi illeciti nella bacinella dell&#8217;organizzazione criminale; D&#8217;Elia all\u2019interno del clan si relazionava direttamente con Roberto Porcaro considerate uno dei vertici. Ma ci sarebbe anche un\u2019altra motivazione alla base dell\u2019omicidio di Ruffolo. D\u2019Elia avrebbe avuto contrasti con Ruffolo per via di una condanna di un amico di quest\u2019ultimo che lo stesso D\u2019Elia avrebbe indicato quale esecutore materiale di un attentato alla sua persona la sera del 28 ottobre 2006 presso la discoteca B-Side<\/p>\n<p>In buona sostanza D\u2019Elia il 22 settembre del 2011, avrebbe sparato e ucciso Ruffolo per fatti futili, con la premeditazione e compiendo il fatto con metodo Mafioso al fine di agevolare l\u2019associazione mafiosa Lanzino \u2013 Patitucci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LEGGI ANCHE<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>https:\/\/quicosenza.it\/news\/le-notizie-dell-area-urbana-di-cosenza\/cosenza\/293177-lomicidio-ruffolo-8-anni-fa-un-agguato-in-pieno-centro-e-in-stile-mafioso<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Rispolverato&#8221; dopo otto anni il caso irrisolto di Giuseppe Ruffolo freddato a colpi di pistola, alla guida della sua autovettura Alfa Romeo, mentre percorreva via degli Stadi<\/p>\n","protected":false},"author":37,"featured_media":110087,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-110086","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/110086","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/37"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=110086"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/110086\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/110087"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=110086"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=110086"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=110086"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}