{"id":110088,"date":"2019-05-21T05:00:22","date_gmt":"2019-05-21T03:00:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/duplice-omicidio-chiodo-tucci-per-i-periti-balistici-nessun-dubbio-sullarma-utilizzata\/"},"modified":"2023-01-16T18:27:43","modified_gmt":"2023-01-16T17:27:43","slug":"293745-duplice-omicidio-chiodo-tucci-per-i-periti-balistici-nessun-dubbio-sullarma-utilizzata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/293745-duplice-omicidio-chiodo-tucci-per-i-periti-balistici-nessun-dubbio-sullarma-utilizzata\/","title":{"rendered":"Duplice omicidio Chiodo &#8211; Tucci, per i periti balistici nessun dubbio sull&#8217;arma utilizzata"},"content":{"rendered":"<h4>Furono uccisi nel novembre del 2000 in via Popilia, nei pressi del carcere. A rimanere ferito anche Mario Trinni. Chiodo e Tucci vennero crivellati di pallottole<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Duplice omicidio Chiodo &#8211;\u00a0 Tucci, presenti in aula collegati in videoconferenza\u00a0dalle varie case circondariali di Cuneo, Cagliari, Ascoli Piceno, <strong>Antonio Abruzzese di 48 anni,\u00a0 Luigi Berlingieri, di 48 anni, Saverio Madio di 56 anni, Celestino Bevilacqua di 57 e Fiore Abruzzese, di 52 anni,\u00a0<\/strong>per gli inquirenti tutti stabilmente inseriti nella\u00a0<strong>criminalit\u00e0 mafiosa cosentina<\/strong>\u00a0di etnia nomade. Nel collegio difensivo\u00a0Rossana Cribari, Cesare Badolato, Filippo Cinnante, Nicola Rendace, Gianfranco Giunta e Maria Rosaria Bugliari.<\/p>\n<p>Il duplice omicidio di Chiodo 39 anni e Tucci, 48enne, avvenne a novembre del 2000. I due vennero crivellati di colpi in via Popilia. Tucci sarebbe stato ucciso solo perch\u00e8 si trovava in compagnia di Chiodo, vero bersaglio del delitto, cos\u00ec come Mario Trinni rimasto ferito nell\u2019agguato. Chiodo, Tucci e Trinni stavano chiacchierando in una piazzetta nei pressi del carcere di via Popilia, quando da un\u2019auto scesero due sicari incappucciati che iniziarono a sparare all\u2019impazzata. Trinni riusc\u00ec a fuggire mentre Chiodo e Tucci furono colpiti. I sicari, poi, spararono alla testa delle due vittime il colpo di grazia con una pistola calibro 9.<\/p>\n<p>Le indagini portate avanti dalla Distrettuale antimafia di Catanzaro, con il coordinamento del sostituto procuratore Camillo Falvo e del procuratore capo Nicola Gratteri, hanno portato a novembre scorso a richiedere l\u2019applicazione di una misura cautelare per far luce su un omicidio lasciato \u201cimpunito\u201d.<\/p>\n<p>Nel corso dell\u2019udienza tenutasi in Corte di Assise di Cosenza e presieduta dal giudice Lucente, a latere De Vuono, il sostituto procuratore della Dda Camillo Falvo ha chiesto l\u2019acquisizione delle consulenze redatte all\u2019epoca dei fatti dei periti Barbaro e Mancini nonch\u00e9 del figlio di Chiodo e di uno dei soci del circolo \u201cPopoly street\u201d davanti al quale avvenne il duplice omicidio. Nello specifico il figlio di Chiodo ha dichiarato: \u00abSono uscito dal bar e ho visto mio padre che era a terra. Avevo 16 anni. Sono andato verso di lui per vedere se era vivo e si muoveva. Non ricordo di avere visto killer e auto o moto\u00bb<\/p>\n<p>Aldo Barbaro venne nominato per l\u2019esame autoptico sia di Tucci che di Chiodo. Mancino in qualit\u00e0 di perito balisti redasse due perizie. La prima redatta il 10 novembre 2000, riguardava i reperti rinvenuti sul luogo del delitto, bossoli 7.62 e 9 dei proietti sparati esplosi da una unica arma <em><strong>kalashnikov<\/strong><\/em> anche per i proiettili 7.62<\/p>\n<p>La seconda redatta un anno dopo, il 2 marzo 2001, fu richiesta a seguito del rinvenimento di un \u201ccastello\u201d beretta serie 98 per accertare se facesse parte dell\u2019arma che aveva esploso colpi d\u2019arma da fuoco, e delle cartucce una calibro 9 e le altre 7.62 della stessa tipologia. Per il perito balistico il castello apparterrebbe senza ombra di dubbio all\u2019arma utilizzare per il duplice omicidio: \u00abMontato sul castello una serie di carrelli di armi assemblate, riscontrai che l\u2019escursore di quest\u2019arma aveva un piccolo difetto rilasciando tracce caratteristiche. Facendo le comparazioni riscontrai che il castello era parte dell\u2019arma utilizzata\u00bb.<\/p>\n<p>Nel collegio difensivo l\u2019avvocato Rendace ha chiesto al perito di spiegare meglio tecnicamente il castello a cosa si riferisse: \u00abUna parte interiore in cui ci sono delle scanalature. Sul castello va assemblato l\u2019insieme di carrello dell\u2019arma con la canna. Su questa tipologia di arma c\u2019\u00e8 un elemento a punta escursore che nel momento in cui l\u2019arma semiautomatica spara la cartuccia per effetto della pressione il carrello di sposta all\u2019indietro e si ha tra la canna e il carrello, che continua ad uscire e si tira indietro, il bossolo esploso (estrattore). L\u2019elemento che si trova alla parte opposta e urta sul fondello del bossolo genera l\u2019espulsore del bossolo. Se c\u2019\u00e8 qualche difetto di rifinitura la parte in negativa rimane sul fondello. Questi elementi si chiamano identificativi. In questo caso l\u2019unico dato, l\u2019estrattore, presentava difetti che sono rimasti sul fondello, sui bossoli rinvenuti e sui bossoli derivanti dalle cartucce. Ho fatto la comparazione sui bossoli rinvenuti e su quelli generati dalle cartucce che ho esploso io e mi danno una compatibilit\u00e0 certa delle striature esistenti\u00bb.<\/p>\n<p>Sulla base di questa spiegazione l\u2019avvocato Cinnante ha chiesto al perito dell\u2019accusa se un\u2019arma come quella della quale ne aveva analizzato il carrello potesse presentare un difetto di costruzione. E se di un\u2019arma costruita lo stesso anno, la serie precedente o successiva, se lavorata con le stesse attrezzature, si potesse escludere che avesse lo stesso difetto. Il perito Mancino lo ha escluso categoricamente \u00abNon \u00e8 possibile per via delle non omogeneit\u00e0 del materiale. Io ho sparato 50 bossoli\u00bb. L\u2019avvocato Cinnante ha portato all\u2019attenzione della Corte il fatto che non si possa escludere in quanto l\u2019arma era mancante di matricola per cui il perito non ebbe modo di testare armi della stessa serie fabbricate prima e dopo: \u201cquindi noi non abbiamo la possibilit\u00e0 di escludere che se si fossero verificate le armi precedenti e successive \u2026una serialit\u00e0 di difetti di fabbricazione riconducibili alla stessa arma\u201d\u2026 il perito in ogni caso ha continuato a sostenere la compatibilit\u00e0 dell\u2019arma con quella utilizzata per il duplice omicidio \u00abPer quello che ha domandato lei nessuna comparazione pu\u00f2 farsi perch\u00e9 quest\u2019arma non aveva nessuna matricola (matricola abrasa) quindi non ho potuto farlo \u2013 afferma il perito Mancino-. Escludo per quello che penso io caratteristiche del genere; che caratteristiche identiche non si sarebbero potute ripetere perch\u00e9 abbiamo fatto esperimenti con armi costruite con la stessa serie e danno caratteristiche diverse\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LEGGI ANCHE<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>https:\/\/quicosenza.it\/news\/le-notizie-dell-area-urbana-di-cosenza\/cosenza\/286601-omicidio-chiodo-tucci-parla-il-nuovo-pentito-micetto<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Furono uccisi nel novembre del 2000 in via Popilia, nei pressi del carcere. A rimanere ferito anche Mario Trinni. 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