{"id":110132,"date":"2019-05-21T17:01:02","date_gmt":"2019-05-21T15:01:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/asp-e-sportello-legale-assolti-funzionari-dallaccusa-di-abuso-dufficio\/"},"modified":"2023-01-16T18:27:47","modified_gmt":"2023-01-16T17:27:47","slug":"293898-asp-e-sportello-legale-assolti-funzionari-dallaccusa-di-abuso-dufficio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/293898-asp-e-sportello-legale-assolti-funzionari-dallaccusa-di-abuso-dufficio\/","title":{"rendered":"Asp e sportello legale, assolti funzionari dall&#8217;accusa di abuso d&#8217;ufficio"},"content":{"rendered":"<h4>In cinque a giudizio per una delibera (poi revocata) che affidava un incarico ad una parente di un funzionario. Delibera mai transitata dall&#8217;ufficio ragioneria perch\u00e8 priva di impegno di spesa<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PAOLA (CS) &#8211; Dopo quattro anni di processo assolti perch\u00e8 non esiste il vantaggio patrimoniale e perch\u00e8 la delibera incriminata non ha mai contenuto un impegno di spesa.\u00a0Il Tribunale collegiale di Cosenza presieduto dal giudice Salvatore Carpino, (a latere Urania Granata e Palmira Formoso) ha assolto Luigi Palumbo, Aldo Senatore, Giuliana Bernaudo e Carmine Bruno, accusati del reato di abuso d\u2019ufficio. Gli imputati, rispettivamente, Direttore Sanitario, Direttore Amministrativo, Direttore del Distretto Sanitario \u201cTirreno\u201d e Responsabile del procedimento dell\u2019Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, secondo l&#8217;accusa, avrebbero affidato con la deliberazione n. 2524 del 2014, l\u2019incarico di <strong>giurista collaboratrice per l\u2019attivazione di uno sportello di informazione ed orientamento giuridico contravvenendo ai principi di buon andamento ed imparzialit\u00e0 della pubblica amministrazione<\/strong>. La collaborazione tra l&#8217;altro era stata affidata ad una parente, l&#8217;avvocato Greco, del dirigente Bernaudo.<\/p>\n<p>Secondo la Procura bruzia\u00a0 non sussistevano le esigenze da parte dell\u2019Asp e perch\u00e9, non si era tenuto conto della possibilit\u00e0 di impiegare personale gi\u00e0 in servizio. Per queste motivazioni gli imputati avrebbero perci\u00f2 procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale alla beneficiaria del contratto di collaborazione.\u00a0In sede di discussione la Procura aveva richiesto di riqualificare il fatto in tentato abuso d\u2019ufficio. In esito alla chiusura dell\u2019istruttoria dibattimentale, l\u2019Ufficio di Procura, rappresentato dal pubblico ministero Donatella Donato, ha concluso chiedendo il riconoscimento della penale responsabilit\u00e0 degli imputati e <strong>la condanna<\/strong> degli stessi a <strong>quatto mesi di reclusione<\/strong>: &#8220;L&#8217;ingiusto vantaggio patrimoniale non si \u00e8 verificato a seguito della revoca della delibera intervenuta la settimana successiva alla pubblicazione di un articolo di stampa che esprimeva in termini scandalizzati la vicenda &#8211; commenta l&#8217;accusa durante la requisitoria-; la Bernaudo si asteneva dal partecipare alla delibera citata in presenza dell&#8217;interesse diretto della stretta parente. Dalle indagini \u00e8 emerso che non ci fosse una esigenza della pubblica amministrazione sul merito; ed infatti c&#8217;\u00e8 il riscontro formidabile, a distanza di una settimana, in cui viene revocata la delibera sulla base <strong>della inesistenza di un reale interesse all&#8217;adozione dello sportello di informazione<\/strong> determinato a seguito del fatto che la stampa &#8220;cane da guardia&#8221; aveva evidenziato l&#8217;illegittimit\u00e0 della questione stessa. Alla stessa funzione poteva adempiere personale gi\u00e0 dipendente della stessa struttura&#8221;. Sul legale scelto per l&#8217;incarico il pubblico minisetro aggiunge: &#8220;non \u00e8 stata comprovata la specializzazione della parente della Bernaudo, anche perch\u00e8 neo laureata, ma avrebbe avuto un arricchimento determinato dalla sua presenza in una pubblica amministrazione che avrebbe costituito titolo nel curriculum e quindi superare e passare avanti ad altri soggetti. Questo \u00e8 il vantaggio patrimoniale al netto del discorso che la stessa avrebbe avuto anche se non previsto nessun tipo di compenso&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;avvocato Massimiliano Coppa, insieme agli altri difensori, durante il lungo iter dibattimentale ha, per\u00f2, dimostrato l\u2019estraneit\u00e0 ai fatti della dirigente Bernaudo mediante una copiosa documentazione gi\u00e0 acquisita dalla Guardia di Finanza e, soprattutto, mediante un lunghissimo elenco di delibere emesse a titolo gratuito prima e dopo il fatto incriminato troppo frettolosamente, rappresentando al Tribunale come tutte le delibere emesse a titolo gratuito dall\u2019Asp di Cosenza, prima e dopo i fatti in contestazione, fossero ed ancora oggi rappresentano una prassi consolidata da lungo tempo ed ancora oggi utilizzata sia dall\u2019Asp di Cosenza.<\/p>\n<p>Nutrita l&#8217;arringa del collegio difensivo. In particolare gli avvocati Massimiliano e Paolo Coppa in difesa dell&#8217;imputato Bernaudo chiariscono: &#8220;l&#8217;istruttoria dibattimentale ha fatto emergere un unico dato inequivocabile a prescindere dalle conclusioni dell&#8217;ufficio di Procura requirente: questo vantaggio patrimoniale e di conseguenza il danno all&#8217;Asp di Cosenza non si \u00e8 verificato solo perch\u00e8 \u00e8 intervenuta la revoca della delibera una settimana dopo: in realt\u00e0 \u00e8 un dato non corrispondente al vero perch\u00e8, anche se non fosse stata revocata e la persona in questione avesse dato avvio all&#8217;attivit\u00e0 allo sportello giuridico all&#8217;interno dell&#8217;Asp, non si sarebbe verificato n\u00e8 un vantaggio patrimoniale a favore del legale, n\u00e8 soprattutto un danno a carico dell&#8217;amministrazione all&#8217;interno della quale avrebbe svolto l&#8217;attivit\u00e0 perch\u00e8, ammesso da tutti i teste sentiti nonch\u00e8 dalla responsabile di ragioneria dell&#8217;Asp provinciale di Cosenza, questa delibera non pass\u00f2 mai dall&#8217;ufficio ragioneria dal quale transitano delibere che contengono solo impegni di spesa.<\/p>\n<p>La revoca della delibera\u00a0 &#8211; continua la difesa &#8211; interviene perch\u00e8 &#8220;non era pi\u00f9 ritenuto il progetto prioritario rispetto alle esigenze del servizio&#8221;. Non vi \u00e8 alcun riferimento allo scandalo che sarebbe emerso dagli organi di stampa, n\u00e8 tanto meno alla risonanza mediatica che avrebbe dato impulso all&#8217;azione dell&#8217;ufficio di Procura. Relativamente al punto in cui la Bernaudo insieme agli altri imputati avrebbe posto in essere la delibera senza valutare i titoli e la comprovata esperienza, ricordiamo che avevamo in progetto l&#8217;istituzione di uno sportello di formazione giuridica all&#8217;esito di un avviso di selezione che prevedeva tirocini di inserimento al lavoro e quindi si parla di soggetti che non possono avere una comprovata esperienza. In ogni caso il legale scelto viene ritenuto idoneo a svolgere questo incarico all&#8217;esito di un avviso di selezione per titoli ed esami e all&#8217;esito di un posizionamento in graduatoria direttamente alla figura del giurista.<\/p>\n<p>Sul vantaggio patrimoniale\u00a0 &#8211; conclude il legale Coppa &#8211; n\u00e8 si era verificato con l&#8217;emissione della delibera 2524 n\u00e8 si sarebbe mai potuto verificare perch\u00e8, \u00e8 vero che c&#8217;era l&#8217;assenza di un impegno di spesa ma non si \u00e8 verificata mai la presenza dello stesso. Non c&#8217;\u00e8 negli atti della manifestazione nessun elemento da cui trarre il vantaggio economico,\u00a0 n\u00e8 alcuno per il danno a carico dell&#8217;amministrazione. Quale sarebbe il danno se questa condotta non \u00e8 mai stata posta in essere e quale il vantaggio per la Bernaudo?&#8221;.<\/p>\n<p>Il collegio giudicante, ritiratosi in camera di consiglio, ha accolto le argomentazioni del collegio difensivo, composto dagli avvocati Massimiliano Coppa, Paolo Coppa, Antonio Vanadia, Giovanni Zagarese, Eugenio Garritano, ha posto il sigillo sulla piena legittimit\u00e0 della condotta della dirigente Bernaudo e degli altri imputati assolvendo gli stessi con la formula pi\u00f9 ampia perch\u00e9 il fatto non sussiste.<\/p>\n<p>La Bernaudo dichiara \u201c <em>L\u2019amarezza rimane per una vicenda rivelatasi strumentale, e proprio per questo ho gi\u00e0 conferito espresso mandato al mio legale di approntare tutte le tutele previste dalla legge in mio favore per tutti i danni a me causati<\/em>\u201d.<\/p>\n<h2>I FATTI<\/h2>\n<p>La vicenda processuale era iniziata nel 2015 quando l\u2019allora presidente del Collegio sindacale dell\u2019Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza Dott. Giorgio Champeyront trasmise alcuni atti formati direttamente dalla Dott.ssa Giuliana Bernaudo, in concorso con altri dipendenti dell\u2019ASP identificati in Carmine Bruno (difeso dall\u2019Avv. Eugenio Garritano) Aldo Senatore (difeso dall\u2019Avv. Antonio Vanadia) e Luigi Palumbo (difeso dall\u2019Avv. Giovanni Zagarese) al tempo direttore del Distretto del Tirreno dell\u2019Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, laddove la stessa con delibera n.2524\/ del 2.12.2014 ebbe a conferire un <strong>incarico a titolo gratuito<\/strong>, dopo una selezione per titoli all\u2019Avvocato Alessia Greco la quale, sempre dopo essersi posizionata al quarto posto della graduatoria, fu collocata come vincitrice per i titoli e le competenze appropriate sempre a titolo gratuito e senza alcun obbligo futuro di assunzione per l\u2019Asp di Cosenza.<\/p>\n<p>Il problema per chi ebbe a trasmettere gli atti all\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria competente fu il fatto che tra la dirigente Bernaudo e l\u2019Avvocato Greco intercorreva un vincolo di parentela al punto da far gridare allo scandalo comportando addirittura un\u2019accusa di abuso d\u2019ufficio per la Bernaudo, senza per\u00f2 che l\u2019Avvocato Greco fosse mai indagata nello stesso procedimento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In cinque a giudizio per una delibera (poi revocata) che affidava un incarico ad una parente di un funzionario. 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