{"id":110152,"date":"2019-05-22T07:34:39","date_gmt":"2019-05-22T05:34:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/assi-pigliatutto-riscuotono-le-pensioni-di-madre-e-suocera-decedute-da-anni\/"},"modified":"2023-01-16T18:27:48","modified_gmt":"2023-01-16T17:27:48","slug":"293946-assi-pigliatutto-riscuotono-le-pensioni-di-madre-e-suocera-decedute-da-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/293946-assi-pigliatutto-riscuotono-le-pensioni-di-madre-e-suocera-decedute-da-anni\/","title":{"rendered":"&#8220;Assi pigliatutto&#8221;: riscuotono le pensioni di madre e suocera decedute da anni"},"content":{"rendered":"<h4>La madre morta nel 2005, la suocera ancora prima nel 1998. Due persone sono state denunciate dalla Guardia di Finanza nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8220;Assi pigliatutto&#8221;<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CATANZARO\u00a0 &#8211; Le due persone finite nel mirino del nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro avrebbero riscosso\u00a0indebitamente la pensione, rispettivamente, d<strong>ella madre e della suocera decedute da molti anni<\/strong>. Nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione denominata \u201cAssi pigliatutto\u201d, i finanzieri hanno sequestrato <strong>denaro, beni e attivit\u00e0 finanziarie ai due denunciati<\/strong>. Le somme riscosse con l&#8217;indebita percezione delle pensioni sono pari a oltre <strong>184 mila euro<\/strong>.<\/p>\n<p>In un caso il <strong>figlio di una delle due pensionate scomparse<\/strong> riscuoteva indebitamente, <strong>da oltre 13 anni, la pensione della madre, deceduta nel 2005<\/strong>, omettendo di comunicarne la morte e, da allora, prelevava ogni mese dal libretto postale di cui era cointestatario di circa 700 euro accreditati a titolo di pensione della madre. Cos\u00ec facendo <strong>avrebbe incassato indebitamente, in questi anni, oltre 84 mila euro<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7025\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-293196\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Guardia-di-finanza-720x400.jpg\" alt=\"\" width=\"598\" height=\"332\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>L&#8217;altra persona denunciata, essendo stata a suo tempo delegata a riscuotere la <strong>pensione dell\u2019anziana suocera<\/strong>, morta nel 1998, aveva continuato <strong>per 20 anni<\/strong> a certificarne falsamente l\u2019esistenza in vita, arrivando cos\u00ec a riscuotere fraudolentemente oltre<strong> 100 mila euro di erogazioni pensionistiche<\/strong>. L\u2019ulteriore particolarit\u00e0 del secondo caso \u00e8 che l\u2019indagato ha anche presentato <strong>domanda per la percezione del reddito di cittadinanza<\/strong>, attestando <strong>falsamente che tutto il suo nucleo familiare non possedeva alcuna fonte di reddito<\/strong>, sicch\u00e9 l\u2019importo mensile del beneficio (poco meno di 500 euro) era stato moltiplicato fino al massimo previsto dalla legge e ulteriormente integrato dalla quota fissa di rimborso per il canone di locazione dell\u2019abitazione, a<strong>rrivando a un ammontare complessivo di oltre 1.300 euro mensili<\/strong>.<\/p>\n<p>Per tale condotta, consistente nelle false dichiarazioni rese al fine di ottenere il reddito di cittadinanza, \u00e8 stato <strong>indagato anche per il reato introdotto della legge con cui \u00e8 stato istituito il beneficio economico a favore delle famiglie in stato di bisogno e dei disoccupati in cerca di impiego<\/strong>. Si tratta di una delle primissime applicazioni di questa norma, di recentissima introduzione, che punisce con la reclusione da due a sei anni chi dichiara il falso al fine di ottenere indebitamente il beneficio del reddito di cittadinanza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La madre morta nel 2005, la suocera ancora prima nel 1998. 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