{"id":110367,"date":"2019-05-26T08:41:00","date_gmt":"2019-05-26T06:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/legambiente-abbattere-gli-oltre-500-abusi-edilizi-di-san-giovanni-chiesti-dalla-procura\/"},"modified":"2023-01-16T18:28:02","modified_gmt":"2023-01-16T17:28:02","slug":"294793-legambiente-abbattere-gli-oltre-500-abusi-edilizi-di-san-giovanni-chiesti-dalla-procura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/294793-legambiente-abbattere-gli-oltre-500-abusi-edilizi-di-san-giovanni-chiesti-dalla-procura\/","title":{"rendered":"Legambiente &#8220;abbattere gli oltre 500 abusi edilizi di San Giovanni chiesti dalla Procura&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4 dir=\"auto\">Per Legambiente Calabria &#8220;Il sequestro da parte dei carabinieri Forestali di alcune opere abusive in Sila, conferma che San Giovanni in Fiore continua ad essere la capitale del cemento. Chiediamo al Prefetto di Cosenza di procedere con l&#8217;abbattimento degli oltre 500 abusi edilizi di cui la Procura chiede l&#8217;esecuzione&#8221;<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">COSENZA &#8211; &#8220;Gli amministratori proclamano cemento zero, ma nei fatti nel centro urbano si continua a costruire e nel territorio dilaga il cemento abusivo&#8221;. <strong>Lo scrive con una nota Legambiente Calabria<\/strong>\u00a0&#8220;Il<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7091\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong> sequestro di alcune opere edilizie abusive<\/strong><\/a><\/span> in un&#8217;area a vincolo forestale effettuato nei giorni scorsi dai Carabinieri nel territorio di San Giovanni in Fiore &#8211; si legge &#8211; \u00e8 la conferma che il vizio di costruire abusivamente nel pi\u00f9 grosso centro silano non si \u00e8 mai fermato. La vicenda, inoltre, conferma che basta aumentare i controlli, e ci fa piacere che i Carabinieri Forestali di San Giovanni in Fiore abbiano ripreso le attivit\u00e0 di controllo sul territorio silano, per scoprire abusi ed illegalit\u00e0 frutto anche della incapacit\u00e0 degli amministratori locali di p<strong>orre fine ad una piaga che ha sfigurato il centro urbano<\/strong> e rischia di compromettere irrimediabilmente anche le aree extraurbane di San Giovanni in Fiore compresa la parte ampia del suo territorio interessata dal Parco nazionale della Sila. E&#8217; un fatto risaputo che i sangiovannesi prediligono il cemento e vanno matti per quello abusivo. E&#8217; un fatto evidente certificato anche dalla <strong>Procura della Repubblica di Cosenza che ha chiesto l&#8217;abbattimento di oltre 500 opere abusive<\/strong> nel comune, cos\u00ec com&#8217;\u00e8 storia nota che chi amministra il comune viene votato perch\u00e9 garantisce di non vedere cosa accade al territorio e non declina in nessun modo la parola legalit\u00e0, tant&#8217;\u00e8 che in alcuni casi tra i primi abusivi ci sono politici locali&#8221;.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8220;Per questa ragione &#8211; continua la nota di Legambiente &#8211; abbiamo trovato fuori luogo che il Piano strutturale comunale avesse come slogan cemento zero, poi pi\u00f9 prudentemente riconvertito in &#8230;verso consumo zero di territorio, solo perch\u00e9 si proponeva di tagliare le previsioni delle zone C del vecchio Piano Regolatore Generale che, se completamente realizzate, avrebbe portato a una capacit\u00e0 edificatoria per oltre 100mila abitanti! Cos\u00ec come troviamo vergognoso che, di fronte a questi numeri e all&#8217;impatto delle costruzione nel tessuto urbano, s<strong>i possa realizzare all&#8217;inizio di\u00a0 Viale della Repubblica un nuovo edifico nell&#8217;unico spazio che era rimasto libero<\/strong> per poterne fruire in maniera diversa. Assistiamo alla nascita di un nuovo edificio senza che l&#8217;amministrazione muova un passo per impedire, con scelte politiche supportate da strumenti giuridici legittimi, che si compi un &#8220;abuso legale del territorio&#8221; che ci appare politicamente grave al pari degli abusi coperti e tollerati dalla passata classe politica locale&#8221;.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<p>&#8220;Per questa ragione non nutriamo speranze che chi amministra possa invertire la tendenza e garantire la tutela del territorio, anzi, chiediamo che sia il prefetto di Cosenza il garante del rispetto dell&#8217;ambiente in questi casi. E proponiamo, come abbiamo gi\u00e0 chiesto che avvenga per legge nazionale, che nei casi di inottemperanza degli ordini di <strong>demolizione di manufatti abusivi passati in giudicato siano i Prefetti ad eseguire le demolizioni d&#8217;intesa con la Procura della Repubblica<\/strong> che ha emesso le ordinanze di demolizione. Chiediamo pure\u00a0 &#8211; conclude la nota &#8211; <strong>al Parco nazionale della Sila, nel caso di abusi commessi nel proprio territorio, di sottoscrivere con le Procure competenti la convenzione per adempiere alle demolizioni abusive<\/strong> come hanno gi\u00e0 fatto i Parchi nazionali del Gargano, Vesuvio e Cilento&#8221;.<\/p>\n<p>Legambiente Calabria<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per Legambiente Calabria &#8220;Il sequestro da parte dei carabinieri Forestali di alcune opere abusive in Sila, conferma che San Giovanni in Fiore continua ad essere la capitale del cemento. 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