{"id":111016,"date":"2019-06-08T10:56:17","date_gmt":"2019-06-08T08:56:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/collettivo-femminista-su-corso-mazzini-nessuno-dei-consultori-adeguato-a-soddisfare-le-necessita-territoriali\/"},"modified":"2023-01-16T18:28:46","modified_gmt":"2023-01-16T17:28:46","slug":"297621-collettivo-femminista-su-corso-mazzini-nessuno-dei-consultori-adeguato-a-soddisfare-le-necessita-territoriali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/297621-collettivo-femminista-su-corso-mazzini-nessuno-dei-consultori-adeguato-a-soddisfare-le-necessita-territoriali\/","title":{"rendered":"Sanit\u00e0: collettivo Fem.In. su corso Mazzini: &#8220;nessun consultorio adeguato alle necessit\u00e0 territoriali&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Il collettivo femminista Fem.in. ha organizzato un&#8217;iniziativa di sensibilizzazione ieri su corso mazzini. Al centro, la sanit\u00e0 cosentina &#8220;che &#8211; scrive il collettivo &#8211; sfrutta e abusa i corpi. <strong>Se partorire \u00e8 ingiustamente doloroso o addirittura pericoloso, abortire \u00e8 quasi impossibile<\/strong>.&#8221;<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Nel marasma dei diritti negati, dell\u2019oscurantismo e della sopraffazione di alcuni gruppi sociali, il collettivo femminista si organizza e intente &#8220;denunciare le catastrofiche condizioni in cui vertono alcune delle strutture sanitarie del territorio, come i Consultori e i reparti di Ginecologia ed Ostetricia. I disservizi, le negligenze e gli abusi di potere in questi luoghi, hanno serie conseguenze sulle persone, ed in particolare sulle donne cosentine e migranti, con difficolt\u00e0 economiche, che non hanno accesso alle sontuose cliniche private, sulle quali la regione Calabria ha dirottato i <strong>servizi che non riesce a garantire nel pubblico<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>&#8220;In primis &#8211; scrive il collettivo femminista Fem.in. &#8211; abbiamo rilevato alcune anomalie rispetto agli spazi fisici dove i presidi sono collocati; il Consultorio familiare di Via Popilia, il pi\u00f9 frequentato nel Comune di Cosenza e con lunghe liste d\u2019attesa, ha una sola sala visite, contesa dal personale di ginecologia e pediatria. Il Consultorio, inoltre, che stando ai progetti regionali, dovrebbe garantire corsi preparto gratuiti, \u00e8 impossibilitato per ragioni di spazio. I <strong>locali angusti del Consultorio <\/strong>sono di propriet\u00e0 di un privato, al quale <strong>l\u2019ASP di Cosenza<\/strong> paga migliaia di euro di affitto ogni mese. In questa struttura, il dirigente medico, responsabile del Consultorio, afferma serenamente di non voler effettuare certificati per l\u2019aborto farmacologico, poich\u00e9 non lo ritiene un metodo adeguato (La <strong>pillola abortiva<\/strong> Ru486 \u00e8 gi\u00e0 in uso in vari Paesi e dal 2005 \u00e8 inserita nella lista dei farmaci dell\u2019organizzazione mondiale della Sanit\u00e0 Oms)&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-297624 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/fem-in-aborto-cosenza-03.jpg\" alt=\"\" width=\"652\" height=\"348\" title=\"\"><\/p>\n<p>&#8220;Lo <strong>stesso ginecologo non \u00e8 disponibile a visitare le minorenni non accompagnate<\/strong>, non garantendo, di fatto, quelli che sono i servizi che un Consultorio dovrebbe offrire. Nel Consultorio di Piazza de Chiara, la maggioranza delle ginecologhe, se non tutte, sono obiettrici di coscienza e si rifiutano di certificare la volont\u00e0 di una donna ad abortire, interpretando, tra l\u2019altro, il diritto di obiezione in modo del tutto personale, poich\u00e9 solo il personale che effettua fattivamente l\u2019aborto pu\u00f2 rifiutarsi per questioni morali. Il Consultorio di Piazza de Chiara, inoltre, ha strumenti diagnostici obsoleti, con i quali \u00e8 impossibile valutare i casi di endometriosi e di ovaio policistico. Lo stesso impedimento si registra nel Consultorio dell\u2019Unical, che addirittura non dispone di ecografo&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;In generale, nessuno dei presidi consultoriali risulta adeguato a soddisfare le necessit\u00e0 territoriali. Non viene implementata nessuna forma di educazione sessuale, n\u00e9 rispetto alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, n\u00e9 sul piano della contraccezione e, non a caso, il 90% degli\/delle adolescenti non sa neppure cosa sia un Consultorio. Se sul fronte ambulatoriale la situazione \u00e8 carente, sul fronte ospedaliero la situazione \u00e8 molto grave.<strong> Non \u00e8 un segreto che i reparti dell\u2019Annunziata siano pericolosamente inadeguati,<\/strong> con ingenti mancanze di personale e strumenti. L\u2019Azienda Ospedaliera di Cosenza, come tante altre, tenta di rispettare i diktat ministeriali sulla pelle delle persone che frequentano I suoi reparti. Moltissime donne, ad esempio, sono costrette a partorire naturalmente, anche quando le condizioni non lo permetterebbero, mentre i parti cesarei sono quasi un\u2019esclusiva dei presidi ospedalieri privati, significante fonte di speculazione. Nell\u2019ospedale pubblico, anche quando il parto naturale \u00e8 la scelta pi\u00f9 idonea, \u00e8 di norma difficilmente accessibile l\u2019epidurale, specialmente alle donne migranti&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-297622 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/fem-in-aborto-cosenza-01.jpg\" alt=\"\" width=\"693\" height=\"416\" title=\"\"><\/p>\n<h3>L&#8217;interruzione di gravidanza<\/h3>\n<p>&#8220;<strong>Se partorire \u00e8 ingiustamente doloroso o addirittura pericoloso, abortire \u00e8 quasi impossibile<\/strong>. L\u2019unica sede provinciale dove \u00e8 disponibile il servizio di IVG \u00e8 il presidio ospedaliero di Rogliano, spesso intasato dalle numerose richieste e che, nel migliore dei casi, offre solo ed esclusivamente la possibilit\u00e0 dell\u2019aborto chirurgico. Il servizio viene garantito a fatica in un\u2019Azienda Ospedaliera costretta a fare richieste di assunzione specificatamente per medici\/che non obbiettori\/trici, in quanto il 95% dei\/delle ginocologi\/ghe si rifiutano di effettuare gli interventi di IVG. Le donne, a <strong>Cosenza<\/strong>, per <strong>interrompere una gravidanza<\/strong> indesiderata o frutto di violenze sessuali, devono necessariamente spostarsi a <strong>Rogliano, a Catanzaro o a Lamezia<\/strong>, in un viavai di visite, accertamenti ed esami, che non implicano quindi la trasferta di un giorno soltanto. Come per l\u2019aborto, sono innumerevoli i servizi sanitari per i quali le donne, e non le donne solamente, sono costrette a viaggiare, spesso macinando anche migliaia di chilometri. Pensiamo alle cure per il cancro, per le sindromi croniche, da quelle pi\u00f9 lievi a quelle molto gravi, che costringono i\/le malati\/e a spendere risparmi e ingenti somme per potervi accedere. Pensiamo anche a tutte quelle persone che non hanno le risorse per curarsi altrove, lontani\/e da casa, e che rinunciano ai trattamenti e alle terapie. Noi crediamo che non ci sar\u00e0 Commissario\/a ad Acta che tenga, riteniamo che nessun progetto, regionale o locale che sia, possa risanare miracolosamente il servizio sanitario calabrese. Crediamo che i miracoli, a meno che non esistano interessi economici o politici di questo o di quell\u2019altro partito, non avvengano. Il cambiamento \u00e8 possibile solo se le persone che vivono e attraversano il territorio diventano portatrici dirette delle istanze di autodeterminazione e liberazione. Dobbiamo conoscere i nostri diritti, saper riconoscere e denunciare gli abusi e le negligenze, trovando la forza di reagire, senza delegare a nessuno\/a quella che \u00e8 una lotta urgente e necessaria. Sulle nostre vite e sui nostri corpi decidiamo noi&#8221;.<\/p>\n<p><strong> Fem.In. Cosentine<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il collettivo femminista Fem.in. ha organizzato un&#8217;iniziativa di sensibilizzazione ieri su corso mazzini. Al centro, la sanit\u00e0 cosentina &#8220;che &#8211; scrive il collettivo &#8211; sfrutta e abusa i corpi. 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