{"id":111310,"date":"2019-06-17T16:54:32","date_gmt":"2019-06-17T14:54:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/rende-ex-legnochimica-i-rifiuti-liquidi-non-sono-pericolosi\/"},"modified":"2023-01-16T18:29:06","modified_gmt":"2023-01-16T17:29:06","slug":"298625-rende-ex-legnochimica-i-rifiuti-liquidi-non-sono-pericolosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/298625-rende-ex-legnochimica-i-rifiuti-liquidi-non-sono-pericolosi\/","title":{"rendered":"Rende, ex Legnochimica: &#8220;I rifiuti liquidi non sono pericolosi&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>I tecnici Arpacal nella relazione scrivono che i rifiuti liquidi non si possono ritenere pericolosi perch\u00e8 contengono contaminanti che non superano la soglia di pericolosit\u00e0 prevista dalla legge. Intanto con la stagione calda la terra &#8220;fuma&#8221;<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Prima udienza del processo &#8220;Ex Legnochimica&#8221; che vede come unico imputato con un processo in corso rimane <strong>Pasquale Bilotta<\/strong> <strong>difeso dall&#8217;avvocato Pietro Perugini<\/strong> che, secondo l\u2019accusa, avrebbe omesso di presentare un progetto di bonifica conforme a quanto richiesto nelle varie conferenze dei servizi con conseguente disastro ambientale. Sempre secondo l\u2019accusa, che si basa su perizie svolte negli anni, il sito della<strong> ex Legnochimica\u00a0<\/strong>presenta acque sotterranee fortemente contaminate dalla presenza di sostanze quali alluminio, manganese, ferro, cromo, nichel, arsenico e piombo. Inoltre non sarebbero stati osservati gli obblighi di messa in sicurezza finalizzati ad impedire la propagazione di contaminanti, provocando un disastro ambientale. Pi\u00f9 in particolare si legge nel capo di accusa<\/p>\n<p>&#8220;Bilotta in qualit\u00e0 di liquidatore della societ\u00e0 Legnochimica srl ometteva in presenza di inquinamento delle acque sotterranee, con il superamento delle concentrazioni soglia di rischio CSR, equivalenti, per le acque sotterranee per ciascuna contaminante alle concentrazioni soglia di contaminazione relativamente ad alluminio, manganese e ferro, nonch\u00e9 cromo, nichel arsenico e piombo, di provvedere alla bonifica dell\u2019area ove insiste l\u2019ex stabilimento della societ\u00e0 in contrada Lecco di Rende pur essendovi obbligato per legge;<\/p>\n<p>Con la condotta negligente a cagione della quale scaturiva un disastro ambientale consistito nell\u2019arrecare offesa alla pubblica incolumit\u00e0 in ragione sia della rilevanza che dal numero delle persone esposte a pericolo. In particolare il Bilotta responsabile per la bonifica dei siti\u00a0 cos\u00ec detti laghetti ubicati in contrada Lecco inquinati dalla medesima Legnochimica Srl durante lo svolgimento delle attivit\u00e0 protrattesi fino all\u2019anno 2006, non osservando gli obblighi di messa in sicurezza, la cui realizzazione avrebbe potuto neutralizzare le costanti emissioni nocive e la conseguente forte esposizione al rischio per la salute dei residenti nella zona e di tutti coloro che, nel medesimo ambito territoriale svolgono attivit\u00e0 lavorative; esposizione a rischio che aumenta in occasione dei ripetuti e prevedibili incendi verificatisi anche per autocombustione nei pressi dei predetti siti inquinati, con la seguente propagazione di fumi altamente tossici per l\u2019uomo&#8221;.<\/p>\n<h2>IL SINDACO MANNA FU TIRATO NEL CALDERONE INSIEME A DUE DIRIGENTI DEL COMUNE<\/h2>\n<p>Insieme al liquidatore della societ\u00e0 erano stati imputati anche il\u00a0<strong>sindaco di Rende Marcello Manna<\/strong>, difeso dagli avvocati Nicola Carratelli e Gianluca Garritano, e il\u00a0<strong>dirigente dell\u2019ufficio tecnico comunale<\/strong>\u00a0settore Ambiente\u00a0<strong>Francesco Azzato<\/strong>, difeso dall\u2019avvocato Gianluca Acciardi, assolvendo\u00a0<strong>Francesco D\u2019Ippolito, ex assessore all\u2019Ambiente<\/strong> del Comune di Rende, difeso dall\u2019avvocato Michele Franzese, che aveva scelto di essere giudicato con rito abbreviato. Per tutti l\u2019<strong>accusa era di disastro ambientale causato dalla mancata bonifica<\/strong> dei luoghi e dall\u2019esposizione a rischio e pericolo a cui avrebbe sottoposto la cittadinanza.\u00a0Il 19 aprile 2018 il Gup emise sentenza di <strong>non luogo a procedere<\/strong>. <strong>La formula assolutoria pronunciata fu \u201cper non aver commesso il fatto\u201d.<\/strong> L&#8217;accusa rappresentata dal Procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Cosenza Marisa Manzini decise di ricorrere in appello ma, il 19 febbraio scorso la\u00a0<strong>sentenza della Corte di Appello di Catanzaro<\/strong>\u00a0presieduta dal Presidente Saullo ha confermato la sentenza del Gup Santese e, dunque, l\u2019<strong>estraneit\u00e0 ai fatti dei tre imputati<\/strong>, riformando la\u00a0<strong>formula assolutoria in \u201cperch\u00e8 il fatto non costituisce reato\u201d. Costituiti Parte civile GF Motors, Gf Car titolari marchi automobilistici Bmw, rappresentati dall&#8217;avvocato Salvatore Tropea, Legambiente Calabria rappresentata dall&#8217;avvocato Rodolfo Ambrosio<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-222405\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/legnochimica-autocombustione-24.jpg\" alt=\"\" width=\"4000\" height=\"3000\" title=\"\"><\/p>\n<h2>Sul banco dei teste gli operatori di pg dei carabinieri forestali e i tecnici Arpacal<\/h2>\n<p>Il pubblico Ministero Antonio Bruno Tridico davanti al Tribunale in composizione monocratica ha escusso gli operatori di polizia giudiziaria che svolsero le indagini: il maggiore, il maresciallo e il brigadiere dei carabinieri Forestali<\/p>\n<p>Il maresciallo ha risposto alle domande dell&#8217;accusa\u00a0riferendo l\u2019attivit\u00e0 di indagine. Conosco la situazione che c\u2019\u00e8 in contrada Lecco ex area Legnochimica dall&#8217;Agosto 2013 in cui ci fu il primo intervento perch\u00e9 in corso movimentazioni di cumuli di materiali di rifiuti circa 60 mila metri cubi all\u2019interno della propriet\u00e0 della Legnochimica. L\u2019anno prima c\u2019erano stati degli incendi in questi laghetti, in cui principalmente si trova fibra di legno. Si verificavano autocombustione per attivit\u00e0 di movimentazione in corso. L&#8217;autocombustione escluse una natura dolosa degli incendi all\u2019epoca dei fatti. Nel tempo ho avuto modo di accertare circostanze di sollevamento fumo all\u2019interno dei laghetti.<\/p>\n<p>Nel 2017 fui interessato da una segnalazione di combustione incorso sempre dei cumuli e sulla base accertata si stabil\u00ec che il fuoco proveniva dai cumuli. In estate con l\u2019innalzamento delle temperature \u00e8 pi\u00f9 facile che avvengano autocombustioni. Oltre al personale della Forestale c\u2019era personale specializzato dell\u2019Arpacal per qualificare i rifiuti e misurare la temperatura all\u2019interno dei cumuli.<\/p>\n<h2>L\u2019aria non era respirabile<\/h2>\n<p>Ci fu una segnalazione da parte dei dipendenti dell&#8217;azienda Weber. L\u2019autocombustione la riconosciamo applicando un metodo scientifico sulla forma, e le tracce che lascia il fuoco passando risale al punto di insorgenza. Questa attivit\u00e0 applicata nell\u2019occasione proveniva dal lato nord dei cumuli, dai rifiuti dell\u2019attivit\u00e0 della Legnochimica depositata ai margini dei laghetti.<\/p>\n<p>Il teste esclude che fumi e cumuli di materiali siano stati contaminati da altri rifiuti. &#8220;Sono quasi esclusivamente fibre di legno, su questi cumuli c\u2019\u00e8 uno strato di cenere di circa 80 centimetri formatasi negli anni con le varie autocombustioni. Sono cumuli di circa 60 mila metri cubi che sono rimasti abbandonati su questi terreni che erano della Legnochimica. C\u2019era in corso un\u2019attivit\u00e0 per rimuovere questi cumuli ma illegalmente perch\u00e9 considerati sottoprodotti&#8221;.<\/p>\n<h2>L&#8217;incendio sviluppatosi a giugno 2017 fu doloso<\/h2>\n<p>&#8220;A giugno 2017 si sviluppa un incendio nei laghetti. Svolsi la medesima attivit\u00e0 il 12 giugno 2017 dopo l\u2019incendio verificatosi l\u20198 giugno. Si era gi\u00e0 individuata l\u2019area posta lungo la strada di accesso dei laghetti, chiusa con una catena e si era capito che il fuoco era partito da l\u00ec. Attraverso una telecamera di Calabra Maceri servizi il fuoco part\u00ec dalla scarpata a margine della strada e l\u2019incendio fu di origine dolosa, solo in quell\u2019occasione. Io sono qui dal 2013 e il fenomeno che si innalza dai laghetti l\u2019ho sempre visto innalzare perch\u00e9 con il caldo evapora l\u2019acqua e vengono fuori questi materiali in cui non avviene una combustione vera e propria ma si innalza tutta l\u2019estate. La protezione civile ebbe il compito di &#8220;allagare&#8221; i laghetti per evitare l\u2019autocombustione&#8221;.<\/p>\n<p>E sull&#8217;odore che si sentiva nell&#8217;area: &#8220;Io che mi recavo sul posto e sentivo fumo, odore acre e pungente. Non era possibile rimanere in loco, nelle vicinanze non si poteva stare. Era odore diverso da quello di un comune fumo da combustione&#8221;.<\/p>\n<div id=\"attachment_298904\" style=\"width: 1610px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-298904\" class=\"wp-image-298904 size-full\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/7285d249-2fdd-4e8b-8bbe-55ff83f29346.jpg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1200\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-298904\" class=\"wp-caption-text\">Da destra la difesa dell&#8217;imputato, l&#8217;avvocato Pietro Perugini e l&#8217;avvocato Salvatore Tropea in rappresentanza della GF Motors GF Car costituitasi parte civile<\/p><\/div>\n<h2>Il controesame<\/h2>\n<p>L&#8217;avvocato Rodolfo Ambrosio in rappresentanza di Legambiente Calabria domanda al teste se i cumuli fossero incustoditi sulla terra o in altro contenitore e se vi fosse la presenza di animali morti Il teste ha risposto che i cumuli erano abbandonati sulla terra e non aveva visto animali morti. stessa risposta data anche dal brigadiere e dal maggiore dei carabinieri Forestali<\/p>\n<p>La difesa di Bilotta interviene sui cumuli e laghetti chiarendo che l&#8217;intervento del 2013 era inerente al cumulo che era di propriet\u00e0 di Legnochimica perch\u00e9 era sul terreno di Legnochimica. Agli atti il materiale fu acquistato da una terza persona che \u00e8 stata assolta in altro procedimento. Pi\u00f9 in particolare la Legnochimica vendette il materiale a terza persona che non lo venne mai a ritirare. Fu diffidato dal liquidatore Bilotta ma i cumuli rimasero sul terreno di propriet\u00e0 di Legnochimica con la conseguente autocombustione. Sempre rimanendo sull&#8217;argomento l&#8217;operatore di Pg conclude dicendo che all&#8217;epoca dei fatti aveva denunciato l&#8217;acquirente che compiva attivit\u00e0 di movimento di gestione di rifiuti non autorizzati. Venivano inviate ad una centrale biomassa nel vibonese con una normale bolla. In realt\u00e0 poi l&#8217;acquirente venne assolto.<\/p>\n<p>Sempre l&#8217;operatore di Pg rispondendo alla difesa dell&#8217;imputato spiega che Bilotta era liquidatore dal novembre 2012. Il precedente liquidatore risultante dalla visura camera era Pellicori, defunto qualche mese prima. Poi ritorna sull&#8217;incendio ai laghi dell&#8217;8 giugno 2017 (la societ\u00e0 fallita nel 2016 e all\u2019epoca c\u2019era un curatore fallimentare) specificando che si trattava di un incendio doloso e non di autocombustione : &#8220;Accertammo che fu un incendio di origine doloso. \u00c8 stato appiccato il fuoco sulla scarpata&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-222399 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/legnochimica-autocombustione-16.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo il maresciallo dell&#8217;Arma \u00e8 stato escusso il brigadiere che ha risposto alle domande dell&#8217;accusa: &#8220;All\u2019epoca dei fatti ero in servizio presso il nucleo investigativo, il periodo era 2013 \u2013 2017. Durante quel periodo in cui si verificarono gli incendi nella zona ex Legnochimica il nucleo intervenne per capire cosa succedesse un po\u2019 anche per le lamentele che giungevano dai cittadini. Personalmente atti a mia firma non ne ho redatti ma visivamente ho visto quello che stava succedendo. Sul posto si percepiva l\u2019aria irrespirabile, fumo e cattivo odore che si sprigionava. Sembrava dal terreno uscissero pennacchi di fumo che si espandevano nell\u2019aria. Sul posto, oltre il personale della Forestale c\u2019erano i vigili del fuoco e ho accompagnato i tecnici dell\u2019Arpacal deputati al prelievo dei campioni.<\/p>\n<p>A mio avviso pi\u00f9 volte sembrava che l\u2019incendio fosse spento e pi\u00f9 volte il fumo usciva proprio dai terreni al centro dell\u2019invaso dei laghi. La struttura interessata dall&#8217;incendio \u00e8 paragonabile ad un campo di calcio. Secondo noi era autocombustione perch\u00e9 si riaccendeva nel bruciato&#8221;.<\/p>\n<p>Rispondendo alle domande dell&#8217;avvocato Rodolfo Ambrosio in rappresentanza di Legambiente Calabria specifica che sono presenti tre laghi e la vegetazione era bruciata. &#8220;Non so come fosse la vegetazioni. Nelle vicinanze c\u2019erano coltivazioni di ortaggi, verdure; sicuramente ci sono privati che coltivavano. C\u2019erano delle colture agrarie destinate per la vendita ma \u00e8 una mia deduzione. Non so se venivano consumate o vendute&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;avvocato Perugini a difesa dell&#8217;imputato chiarisce come l&#8217;operatore di Pg in realt\u00e0 abbia fatto considerazioni perch\u00e8 di fatto non ha svolto indagini per verificare l\u2019eventuale natura di questi incendi per come ha dichiarato &#8220;Non posso essere esatto perch\u00e9 non ho redatto alcun verbale&#8221;.<\/p>\n<h2>LA LEGNOCHIMICA OPERAVA DAL 1960<\/h2>\n<p>Il maggiore Mirabelli dell&#8217;Arma forestale chiamato dall&#8217;ufficio di Procura per chiarire su cosa si sia basata l&#8217;attivit\u00e0 investigativa fa un piccolo excursus sull&#8217;attivit\u00e0 della Legnochimica negli anni. \u00abL&#8217;inchiesta nasce a seguito di delega della Procura della Repubblica e si \u00e8 basata su acquisizione della documentazione e sui rilievi di campagna e studi effettuati precedentemente sullo stato dell\u2019inquinamento nonch\u00e8 l&#8217;escusse a sommarie informazioni delle persone informate sui fatti e dei residenti. La Legnochimica ha operato dal 1960 produceva tannino e truciolato; si svolgeva il tutto attraverso un processo industriale con tre laghetti. All\u2019epoca erano 5 laghetti non impermeabilizzati perch\u00e9 la normativa non lo prevedeva. Le acque riportavano la sostanza che aveva subito delle trasformazioni<\/p>\n<p>La propriet\u00e0, 50 mila metri quadri viene posta in liquidazione. Parte viene venduta ed oggi sorgono delle concessionarie di auto. Ci sono state anche vari sequestri nel corso del tempo\u00bb. Sulle denunce dei cittadini continua il maggiore: \u00abLa Legnochimica \u00e8 stata sempre oggetto di attenzione da parte dei cittadini residenti che lamentavano maleodore in particolare in occasione di eventi di incendi che si sviluppavano proprio nei laghetti.<\/p>\n<h2>PROCEDURE DI SMALTIMENTO<\/h2>\n<p>Gi\u00e0 dal 2008 si avvia un procedimento della bonifica in modo non conforme a ci\u00f2 che prevede la normativa. L\u2019avvia direttamente e autonomamente la societ\u00e0 che voleva alienare i terreni rimasti per la vendita dei laghetti. La norma prevedeva che gi\u00e0 un evento potenzialmente inquinante venisse comunicato alle autorit\u00e0 competenti e immediatamente mettere in atto misure di prevenzione e messa in sicurezza. Le acque contenute nei laghetti gi\u00e0 di per se sono considerati rifiuti. in base alla normativa dovevano essere smaltiti nell&#8217;immediatezza. Ma non sono stati smaltiti mai. Le acque sono ancora l\u00ec. Non fu eseguita neanche la messa in sicurezza perch\u00e9 erano rifiuti speciali e, da quello accertato da studi sul sito, contenenti sostanze pericolose dichiarate dalla normativa tossiche e cancerogeni. Sono ancora l\u00ec e continuano ad inquinare le falde acquifere anche perch\u00e9 i laghi non sono impermeabilizzati. I dati sono stati acquisiti dalla documentazione effettuata dall\u2019Arpacal\u00bb.<\/p>\n<p>Rispondendo ancora alle domande del pubblico ministero spiega: \u00abSe questi rifiuti speciali vengono lasciati nel laghetto a distanza di anni la situazione non pu\u00f2 migliorare. Tra l\u2019altro anche i rifiuti possono cambiare origine. Anche quei rifiuti speciali possono cambiare caratteristiche tecnico fisiche a cambiare la loro natura.<\/p>\n<h2>L&#8217;AUTOCOMBUSTIONE<\/h2>\n<p>L\u2019autocombustione \u00e8 data da un aumento dell\u2019innalzamento della temperatura. \u00c8 stato accertato che il punto di insorgenza arrivava dal centro del laghetto e che dall\u2019esterno non era possibile entrare. Un incendio doloso al centro del laghetto era difficile. Il laghetto soprattutto quando si abbassano le acque non si pu\u00f2 raggiungere perch\u00e9 diventa una sorta di sabbie mobili dove \u00e8 difficile arrivare. Sono stati effettuati numerosi accertamenti e monitoraggi negli anni 2008 \u2013 2012 su richiesta del comune di Rende e dei cittadini, svolti dall\u2019Arpacal. Nel giugno 2017 si sono verificato eventi di incedi. Tecnici Arpacal hanno svolto prelievi e restituiti valori di benzo alfa molto elevati.<\/p>\n<p>Gli obblighi di messa in sicurezza dell\u2019area dovevano essere fatti e sono previsti dalla normativa con immediata messa in sicurezza in emergenza. Questa messa in sicurezza secondo Crisci e gli studi che ho letto, sarebbe dovuta consistere nella rimozione dei rifiuti. Su questa problematica ci furono nell\u2019arco di 8 anni 14 conferenze di servizi.<\/p>\n<p>Excursus<\/p>\n<p>La Legnochimica all\u2019epoca dei fatti era in liquidazione volontaria dal 2006 aprile con individuazione di un liquidatore Pellicori deceduto nell\u2019anno 2012, del Csa societ\u00e0 fiduciaria proprietaria. Poi \u00e8 subentrato nel novembre 2012 Bilotta Pasquale. Succesivamente il comune di Rende convoca l\u2019ottava conferenza di servizi nel gennaio 2013 e si fa un punto della situazione con il nuovo liquidatore. E\u2019 necessario un progetto del piano di caratterizzazione che viene presentato dalla societ\u00e0 a fine gennaio 2013. La settimana successiva viene esaminato in sede di conferenza e si rilevano incongruenze procedurali e tecniche. Si giunge a marzo 2013. Il progetto non viene approvato per la modifica. La societ\u00e0 si dichiara disponibile e presenta un nuovo progetto che non viene approvato in data 8 aprile 2013. Lo smaltimento dei rifiuti liquidi non \u00e8 conforme alla normativa: vengono considerati reflui come se fossero provenienti da una condotta. Dalla conferenza emerse che fossero rifiuti liquidi a tutti gli effetti.<\/p>\n<p>Il 22 maggio 2013 un nuovo esame sulle integrazioni proposte da Legnochimica con un nuovo parere negativo, perch\u00e9 mancano i provvedimenti necessari per la messa in sicurezza e la nomina per eseguire la caratterizzazione della bonifica del sito e sulle somme necessarie per potere condurre a termine la bonifica. Il sindaco incarica l\u2019ingegnere Ricca per arrivare alla bonifica del sito vero e proprio. L\u2019ingiunzione viene eseguita dal comune di Rende con una ordinanza contingibile urgente<\/p>\n<p>La legnochimica il 14 giugno 2013 chiede autorizzazione per accedere nell\u2019area per la rimozione rifiuti. La legnochimica fa ricorso al Tar perch\u00e9 l\u2019ordinanza non rispettava i criteri di contingibilit\u00e0 ed urgenza e viene annullata. Successivamente si invita di nuovo la Legnochimica a presentare un nuovo progetto. Nel frattempo i rifiuti sono sempre l\u00ec con i soliti problemi. La nuova proposta non viene accettata perch\u00e9 i rifiuti sarebbero stati trattai e immessi nella fognatura pubblica.<\/p>\n<p>La regione Calabria il 22 luglio 2014 trasmetta una nota con la quale richiede la compilazione di schede per la conferma di siti inquinati o gi\u00e0 comunicati o l\u2019inserimento di eventuali nuovi siti. Il comune di Rende trasmette le schede della Legnochimica comunicando che ci sono in corso attivit\u00e0 di bonifica e quindi non viene neanche inserita nell\u2019elenco dall regione Calabria.\u00a0Ancora scambi di carteggio tra comune e Legnochimica. Ancor una nota da parte del comune di Rende a porre in essere tutti gli adempimenti a norma di legge. Viene fatta una diffida anche da parte delle associazioni costituitesi parti civili.<\/p>\n<p>Continuano le denunce presentate dall\u2019associazione Crocevia e dai cittadini che lamentano l\u2019inquinamento diffuso, in particolare a giugno 2015 una serie di incendi che rendono l\u2019aria irrespirabile e costringono molti cittadini a cure sanitarie. Nel 2015 il sindaco Manna present\u00f2 una denuncia contro Legnochimica perch\u00e9 non ottemperava alla bonifica. Queste denunce sono state corredate da certificati medici di persone, sei in tutto, che attestano sintomi di irritazione occhi e mucose per fumi sprigionati dagli incendi nei laghetti. Da quella data in poi si susseguono le denunce delle associazioni dei cittadini. Un&#8217;altra ordinanza contingente anche questa sospesa dal Tar. A seguito di tutte le denunce anche il Ministero dell\u2019Ambiente richiede informazioni sullo stato di inquinamento e avanzamento dei lavori.<\/p>\n<p>Se c\u2019\u00e8 stato un comportamento omissivo da parte degli organi di amministrazione di Rende c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 che la regione possa sostituirsi al comune di Rende. La regione pu\u00f2 subentrare solo per una questione economica qualora il comune di Rende non abbia le disposibilit\u00e0 economiche. La situazione attuale \u00e8 allo stallo con un autocombustione a breve atteso che le condizioni siano le stesse\u00bb.<\/p>\n<p>Il maggiore risponde poi alle domande dell&#8217;avvocato Perugini, legale di Bilotta e di Ambrosio per Legambiente Calabria. Perugini evidenzia come il maggiore non abbia mai partecipato ad una conferenza dei servizi, come sulla pericolosit\u00e0\u00a0 dei rifiuti l&#8217;Arpacal abbia riferito non fossero pericolosi cos\u00ec come la relazione a firma dell&#8217;ingegnere Filice dell&#8217;Arpacal del 31 agosto 2015; come a marzo nel 2009 c\u2019\u00e8 il trasferimento delle competenze ai Comuni. A seguito di questa modifica i componenti rinviano la Conferenza dei servizi a data da destinarsi e si riprende nel 2010 con una nuova conferenza e si perdono quasi due anni. Il comune di Rende che \u00e8 il protagonista viene commissariato. Il commissariamento dura dalla gestione dal luglio 2013 al maggio 2014. Poi la societ\u00e0 fallisce. L&#8217;attivit\u00e0 industriale cessa nel 2002, mentre quella giuridica nel 2005.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>I FUNZIONARI ARPACAL : \u00abrifiuti liquidi non pericolosi perch\u00e9 non contengono contaminanti che superano la soglia consentita dalla legge\u00bb<!--nextpage--><\/h2>\n<p>Il primo dei due funzionari escussi \u00e8 stato Borzillo: \u00abSono addetto al servizio rifiuti dell\u2019Arpacal e ho seguito la vicenda a partire dall\u2019anno 2009: ho partecipato alla conferenza dei servizi. Ho partecipato alla procedura prevista quando c\u2019\u00e8 stata la segnalazione di una contaminazione. Questa procedura prevede la caratterizzazione dell\u2019area ritenuta inquinata; la caratterizzazione eseguita nel 2012 previo approvazione del piano da parte della conferenza dei servizio. Le conferenze sono partite dal 2009 e con tante sedute abbiamo convinto il Comune che la proposta di bonifica avanzata da Legnochimica non poteva essere eseguita. Prima bisognava fare un piano di caratterizzazione: i risultati poi, dovevano essere valutati.. in seguito e con parere positivo\u00a0 si sarebbe proceduto.<\/p>\n<p>Dal 24 maggio 2012 la sesta conferenza dei servizi approva il piano di caratterizzazione. Ho esaminato il progetto di bonifica. Il sito \u00e8 risultato contaminato e si passa alla bonifica. Era contaminato da verifica: mentre i suoli di quest\u2019area non sono risultati contaminati, lo sono le acque sotterranee. Noi stiamo parlando di un\u2019area in cui sono presenti i laghi. Su questi laghi \u00e8 stata fatta confusione anche in sede di perizia affidata all\u2019universit\u00e0. Sono bacini artificiali che venivano utilizzati per il trattamento di acque di processo. Non certo di laghi o acque superficiali. Acque di processo decantano il loro contenuto che si stratifica in fondo al lago e abbiamo acque di processo derivanti dalla lavorazione di pannelli in fibra di legno e le acque in cui il legno cedeva le sostanze vengono chiamate acque nere.<\/p>\n<p>Io sono intervenuto ben 7 anni dopo la chiusura dello stabilimento. Una volta che il sito viene dichiarato contaminato non basta solo il dettaglio della caratterizzazione ma anche l\u2019analisi di rischio in cui di definisce se \u00e8 contaminato. Il passaggio successivo \u00e8 la bonifica. La conferenza dei servizi ha ritenuto non validi questi progetti di bonifica. Ci fu anche l\u2019ipotesi di lasciare in sito tutto questo materiale. Ma facemmo presente che erano rifiuti e lasciandoli in sito, si sarebbe formata una discarica. Ammesso che questi rifiuti non producano la contaminazione delle falde il terreno era vincolato.<\/p>\n<p>Noi Arpacal abbiamo sempre bocciato i progetti perch\u00e9 ritenuti non risolutivi della problematica. O si procede al trattamento dei rifiuti o nulla. Il progetto viene rigettato. Poi la cosa si \u00e8 fermata. Venne dissequestrato il terreno per permettere alla\u00a0Legnochimica di eseguire la sperimentazione del trattamento dei rifiuti liquidi, acque di processo potevano poi essere scaricate in fognatura ossia raggiungevano i parametri chimici per essere assimilate alle acque reflue. I risultati non furono esaminati dalla Conferenza di servizi. Noi come Arpacal non l\u2019abbiamo monitorata. E\u2019 stata eseguita dai tecnici della Legnochimica. Non so l\u2019esito della sperimentazione.<\/p>\n<h2>LE ACQUE DEI LAGHI<\/h2>\n<p>Le acque contenute nei laghi non devono superare nessuna soglia, sono rifiuti liquidi, acque di processo che provengono dall\u2019attivit\u00e0 industriale; <strong>noi li abbiamo qualificati rifiuti liquidi non pericolose perch\u00e9 non contengono contaminanti che superano la soglia consentita dalla legge. <\/strong>Le analisi condotte nelle acque di falde risultarono contaminate e quindi la necessit\u00e0 di bonifica<\/p>\n<p>Rispondendo alle domande della difesa dell&#8217;imputato sottolinea come il contenuto dei laghi sia stato classificato non pericoloso e che il suolo non \u00e8 contaminato: il rifiuto sedimentale sta sotto e quello liquido sta sopra. Ancora chiarisce che nelle acque sotterranee sono state trovate delle falde. La conferenza dei servizi ha ritenuto che si poteva ipotizzare il passaggio di questi metalli dal rifiuto liquido alla falda. Al momento della conferenza dei servizi, nel 2012, le acque sotterranee erano contaminate e l\u2019asportazione dei rifiuti poteva accertare se la contaminazione era da ritenere alla presenza dei rifiuti. I rifiuti dovevano essere tolti. Non c\u2019era un\u2019autorizzazione a tenere quei rifiuti l\u00ec.\u00a0 I metalli contenuti nei rifiuti liquidi e solidi erano dappertutto: mercurio, ferro manganese superamenti di piombo. La fermentazione e la decantazione cedeva questi metalli che possono essere riconducibili ma la certezza non si ha. Al contempo il comune di Rende promosse lo studio per verificare i valori delle acque circostanti la Legnochimica e quindi risultanti anche in aree circostanti. E questo lavoro \u00e8 in corso.<\/p>\n<p>Per questi rifiuti non c\u2019\u00e8 una autorizzazione allo stoccaggio. Questi rifiuti andavano rimossi. Successivamente si sarebbero controllati i livelli di contaminazione. C\u2019era la presenza di sostanze organiche anche cancerogini che nel 2015 furono trovate molto attenuate. Nel 2012 c\u2019era il piano di caratterizzazione e i dati erano diversi da quelli precedenti e da quelli successivi: l\u2019acqua di falda corre quindi saranno sempre nuovi risultati.<\/p>\n<p>Il secondo funzionario discute sui monitoraggi eseguiti nel 2015 e nel 2017 in seguito ad incendi verificatisi nella zona. \u00abNel 2017 siamo andati anche intorno al laghetto, sui bordi e abbiamo preso come base operativa un concessionario di auto. L\u2019aria era abbastanza pesante ed io ero munita di mascherina. Sono stata allertata di sabato mattina. Sono andata al comune di Rende dove c\u2019\u00e8 stata una riunione. Il pomeriggio siamo andati sul luogo e posizionata la strumentazione a ridosso dei laghi che avevano preso fuoco. Pomeriggio abbiamo preso i campioni e portati in laboratorio, per poi ritornare la sera dove ancora non era stato spento il fuoco. Nel 2017 era giugno, quindi le scuole erano gi\u00e0 chiuse. Il sindaco fece l\u2019ordinanza di tenere i balconi chiusi. C\u2019erano i fumi, era impregnata di fumi l\u2019aria: i certificati dimostrano un fumo carico di inquinamento, una forte concentrazione di idrocarburi policiclici aromatici che noi utilizziamo come tracciante per vedere nel tempo come diminuisce la concentrazione. Noi vediamo in che quantit\u00e0 ci sono. E abbiamo riscontrato anche valori di altri di metalli come arsenico, piombo, ecc., cos\u00ec detti normati. Noi facciamo i monitoraggi per capire se il fumo \u00e8 carico di inquinamento. Nel 2017 abbiamo fatto un campionamento sabato notte e i primi risultati erano alti. Poi dopo il mezzo Canadair i nuovi campioni si sono abbassati e sono rientrati. Una volta che i limiti rientrano le misurazioni dei campioni non si ripetono pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p>In ultimo sono stati escusse le persone offese, un residente e il presidente dell&#8217;associazione Crocevia. Il primo dichiara che \u00e8 residente della zona da 44 anni: \u00abAbito l\u00ec da quando sono nato a 200 metri dalla Legnochimica. Sono uno dei proprietari oggetto del sequestro. Ho presentato denuncia per tutte le problematiche, fumi maleodori e la problematica dell\u2019acqua, innanzitutto. L&#8217;acqua era fonte di sostentamento; sia io che mio padre essendo agricoltori la utilizzavamo per irrigamento gli ortaggi e il giardino e abbeverare gli animali. Lo abbiamo utilizzato fino al 2001. Poi si \u00e8 proceduto a sequestro del pozzo per via della Legnochimica<\/p>\n<p>Dalle analisi fatte dalla Procura si \u00e8 evinto nell\u2019acqua la presenza di Alluminio in quantit\u00e0 elevata consentita dalla legge. Io mi sono avvelenato da solo. Oltre gli ortaggi abbiamo abbeverato anche agli animali. Poi abbiamo dismesso tutto perch\u00e9 mio padre \u00e8 andato in pensione. Io ne facevo consumo di questi alimenti. Se avessi saputo non avrei mai mangiato i prodotti. Poi ho presentato querela per il sequestro che mi ha penalizzato inerente l\u2019attivit\u00e0 che ho un piccolo giardino fatto con molti sacrifici\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-94515 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/legnochimica-autocombustione-6.jpg\" alt=\"\" width=\"735\" height=\"551\" title=\"\"><\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2>LA LEGNOCHIMICA E GLI INCENDI<\/h2>\n<p>\u00abL\u2019aria non \u00e8 respirabile: fumo e cattivo odore di cui io sono assuefatto e ormai lo percepisco meno rispetto ad uno che viene dall\u2019esterno, ho una sopportazione superiore. La situazione \u00e8 tragica perch\u00e9 se andiamo a considerare il periodo estivo, oltre al caldo, sentendo la puzza non puoi aprire neanche le finestre di casa. La puzza si verifica durante i periodi di autocombustione. L\u2019anno scorso si sono verificati uno \u2013 due fenomeni di autocombustione: temperature calde, siccit\u00e0 con erbacce e sterpaglie. Nel 2017 le temperature si aggiravano intorno ai 35\u00b0 a salire e le autocombustioni si verificavano nel pomeriggio. Si accende il pozzo e inizia a prendere fuoco. Non ha una durata ben precisa anzi a testimonianza i vigili del fuoco che spegnevano focolai e se ne accendevano altri perch\u00e9 le temperature sono molto elevate. Non sono fiamme vere e proprie ma fumi. Spento l\u2019incendio la puzza rimane sempre, magari non si vede l\u2019ondata di fumo che pu\u00f2 durare anche pi\u00f9 giorni: sono delle cappe. In inverno succede anche quando c\u2019era la neve. I vigili del fuoco intervengono sempre per domare il fuoco\u00bb<\/p>\n<p>Il residente della zona industriale su cui sorge la Legnochimica (a 200 metri dall&#8217;abitazione) \u00e8 un fiume in piena: \u00abIl valore economico delle abitazioni \u00e8 crollato. Nessuno costruisce anzi stanno scappando. Le attivit\u00e0 ne hanno risentito come i lavoratori\u00bb. Poi risponde alle domande del legale dell&#8217;imputato, Perugini tornando sulla questione del pozzo sequestrato. \u00abHo una propriet\u00e0 adiacente alla Legnochimica e il pozzo si trova parallelo al fiume Crati. I pozzi ci sono sempre stati: sono stati creati dalla seconda guerra mondiale. In zona ogni abitazione ha un pozzo. Il pozzo non l\u2019ho realizzato io ed \u00e8 collegato a delle sorgenti ed \u00e8 profondo sette metri\u00bb. A questo punto la difesa di Bilotta solleva la questione se prima del caso Legnochimica fossero mai state analizzate le acque del pozzo per capire la qualit\u00e0 delle acque: &#8220;Ha verificato se questo pozzo risulta autorizzato presso l\u2019attivit\u00e0 comunale? ha mai fatto esami sull\u2019acqua di sorgente? Conosciamo la qualit\u00e0 di quest\u2019acqua?&#8221; e il teste: \u00abIl pozzo fu acquistato dal nonno negli anni 70 e risulta autorizzato dal Comune ma non ho mai fatto analisi alla sorgente: l\u2019ho utilizzato in fiducia\u00bb.<\/p>\n<p>Ultimo teste della giornata il presidente dell&#8217;associazione Crocevia che ha lamentato\u00a0cattivi odori e il mancato impegno a prevenire queste cose da parte delle autorit\u00e0 competenti. \u00abDa met\u00e0 maggio in poi si avvistano i focolai nelle vasche e chiediamo gli interventi della municipale perch\u00e9 il Comune \u00e8 responsabile del sito e poi dei vigili del fuoco. Spesso nessuno interveniva e i focolai sfociavano negli incendi come nel 2018 che ha interessato l\u2019aera, il 2013 un altro grosso incendio e intervennero i pompieri cos\u00ec come nel 2015\u00a0 e 2017: il fenomeno dura per giorni\u00bb<\/p>\n<h2><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I tecnici Arpacal nella relazione scrivono che i rifiuti liquidi non si possono ritenere pericolosi perch\u00e8 contengono contaminanti che non superano la soglia di pericolosit\u00e0 prevista dalla legge. 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