{"id":111744,"date":"2019-06-25T00:53:07","date_gmt":"2019-06-24T22:53:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/omicidio-lenti-gigliotti-in-aula-franco-pino\/"},"modified":"2023-01-16T18:29:36","modified_gmt":"2023-01-16T17:29:36","slug":"300035-omicidio-lenti-gigliotti-in-aula-franco-pino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/300035-omicidio-lenti-gigliotti-in-aula-franco-pino\/","title":{"rendered":"Omicidio Lenti Gigliotti, in aula Franco Pino"},"content":{"rendered":"<h4>Sul banco dei teste siede Franco Pino, imputato insieme a Francesco Patitucci del duplice omicidio dei due affiliati alla cosca. I due hanno scelto il rito ordinario<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; L&#8217;aula uno della Corte di Assise di Cosenza \u00e8 gremita di forze dell&#8217;ordine, carabinieri e polizia, avvocati e giornalisti. Dalla cancelleria arriva il paravento sistemato davanti alla sedia su cui sieder\u00e0 &#8220;l&#8217;ex collaboratore di giustizia&#8221; che, per come affermer\u00e0 pi\u00f9 volte durante l&#8217;udienza &#8220;mi sento ancora un collaboratore di giustizia&#8221;.<\/p>\n<p>Nell\u2019udienza presieduta dal giudice Garofalo, a latere Granata sono presenti il pubblico ministero della Distrettuale di Catanzaro Falvo e il collegio difensivo: gli avvocati Marcello Manna, Luigi Gullo per Francesco Patitucci e Vittorio Colosimo per Franco Pino. Gli altri due imputati del duplice omicidio Gianfranco Bruni e Gianfranco Ru\u00e0 scelsero il rito abbreviato e furono giudicati colpevoli e condannati a 30 anni di carcere, ma senza l\u2019aggravante dell\u2019associazione mafiosa, il 27 novembre del 2017. Tutti sono considerati dagli inquirenti elementi di spicco della \u2018ndrangheta cosentina. Secondo gli inquirenti Francesco Lenti e Marcello Gigliotti furono uccisi attirati in una trappola perch\u00e9 considerati ormai scomodi e disubbidienti al clan Pino \u2013 Sena. Furono invitati ad un \u201cmaiale\u201d a casa di Patitucci e Gigliotti venne fucilato e Lenti decapitato. I loro corpi furono ritrovati vicini, coperti dalla neve a pochi metri dall\u2019auto completamente bruciata, all\u2019interno della quale era stato abbandonato un fucile.<\/p>\n<h2>LA COLLABORAZIONE NASCE NEL 1995<\/h2>\n<p>Franco Pino prima di sedere si rivolge alla Corte dichiarando che non aveva chiesto il paravento ma il presidente ha chiarito che \u00e8 stata una scelta della Corte stessa. Poi \u00e8 la pubblica accusa a prendere la parola e Franco Pino inizia il lungo racconto.<\/p>\n<p>\u00abSono collaboratore di giustizia a tutt&#8217;oggi e ho iniziato nel maggio 95. Dagli anni 70 fino all&#8217;87 ho fatto parte del gruppo Pino Sena. Poi mi sono staccato nell\u201987 da Sena e ho fatto un gruppo Pino e altri. Ho riportato diverse condanne anche per omicidio e associazione. Nell\u201987 ho formato un nuovo gruppo. Ho passato diverso tempo in carcere. Fino all\u201987 avevo fatto pochissima liber\u00e0: dal \u201878 all\u201987 meno di un anno di libert\u00e0. Nell\u201987 sono uscito a semi libert\u00e0: c\u2019era una guerra in corso a Cosenza.\u00a0 Abbiamo fatto una tregua, poi una pace con gli ex nemici e successivamente con altre persone, Arturi, Ru\u00e0 e altri, abbiamo costituito un gruppo capeggiato da me. Nell\u201986 stavo scontando 15 anni definitivi perch\u00e9 in un processo fui prima assolto e poi condannato in appello; poi venni imputato nel processo \u201cLa mafia delle tre province\u201d sulle dichiarazioni di Pino Scriva. Il gruppo avverso era Luigi Palermo, Franco Perna, Mario Pranno e i fratelli Vitelli. Poi c\u2019era Pino Sena ed altri.<\/p>\n<p>Nel \u201877 venne ucciso Luigi Palermo vicino al cinema Garden. Per questo omicidio venni arrestato io, Luigi Pirillo e dopo circa 40 giorni fummo scarcerati. Poi nasce una guerra con altre persone da parte del gruppo Perna nei confronti miei e di Sena e poi \u00e8 stato un susseguirsi di sparatorie, omicidi, ferimenti e quant&#8217;altro. Inizialmente il gruppo era capeggiato da Sena Antonio, da Bruni Francesco detto \u201cbella bella\u201d e mio fratello che \u00e8 10 anni pi\u00f9 grande di me. Successivamente Bruni non faceva parte pi\u00f9 del gruppo e siamo rimasti io e Sena e lo abbiamo nominato gruppo Pino \u2013 Sena; poi dall\u201987, quando sono uscito in semilibert\u00e0, mi sono staccato da Sena pur rimanendo amici ma non ci trattavamo pi\u00f9.<\/p>\n<p>Sono stato detenuto 15 anni: nel carcere di Cosenza, poi trasferito a Caltanissetta, poi a Messina e poi sono tornato a Palmi dove \u00e8 iniziato il processo in cui ero imputato e nel periodo specifico 85 \u2013 86 ero nel supercarcere di Palmi\u00bb<\/p>\n<h2>I COMPONENTI DEL GRUPPO PINO &#8211; SENA<\/h2>\n<p>\u00abDel gruppo ne faceva parte della gente che entrava e usciva dal carcere. Non c\u2019erano nominativi sempre uguali. In questo periodo specifico di questo gruppo Pino &#8211; Sena, Sena si trovava ai domiciliari e io detenuto. C\u2019era Ru\u00e0 Gianfranco, Bartucci Francesco, Bruni Gianfranco, Gigliotti Marcello e altri nominatici secondari che io neanche conoscevo mai frequentato. Pagani Roberto faceva parte del gruppo e prima di lui ne ha fatto parte il fratello. Fu uno dei principali artefici a consolidare la tregua tra noi e il gruppo avversario. Maurizio Lanzino non era un affiliato vero e proprio perch\u00e9 fratello di Ettore, ma era amico di Demetrio Amendola che faceva parte del gruppo. Non era proprio dentro al gruppo perch\u00e9 c\u2019era il fratello e se doveva entrare nel gruppo era una decisione del fratello e non nostra\u00bb.<\/p>\n<h2>LA TREGUA<\/h2>\n<p>\u00abLa tregua \u00e8 iniziata nel 1985. Una prima pace l\u2019ho consolidata io con Mario Pranno, prima di Natale nell\u201986 quando sono uscito in semilibert\u00e0. \u00c8 venuto a trovarmi alla boutique dei fiori ci siamo stretti la mano e ci siamo detti \u201csmettiamola\u201d e tutta sta roba di pace. Mario Pranno dice s\u00ec ma si riserva: \u201cQuesta pace la gestisco io e mio fratello fino a quando Perna non riacquista definitivamente la libert\u00e0, poi vi stringete la mano con Perna e la pace \u00e8 al 100%. E cos\u00ec fu.<\/p>\n<p>La tregua dell\u201985: c\u2019erano stati pi\u00f9 di 30 omicidio non so quantificare. Io non ero nel carcere di Cosenza. Ma all\u2019interno del carcere di Cosenza incominciano degli avvicinamenti tra padiglioni. Quelli adepti al gruppo di Sena erano al padiglione G, quelli di Perna a due padiglioni distaccati che non si incontravano mai. Poi sono iniziati degli avvicinamenti. Con il permesso di chi dirigeva all\u2019epoca, durante le partite di pallone in carcere. Si iniziava a ragionare tra la gente dei due padiglioni e da questi avvicinamenti \u00e8 iniziato un discorso di smetterla.<\/p>\n<p>Contestualmente fuori, in semilibert\u00e0 c\u2019era Antonio Sena ai domiciliari che trattava con un certo Musacco per quel che mi risulta per smettere la guerra. Poi poco dopo ci fu un collaboratore di giustizia e hanno arrestato 200 persone sia dalla parte nostra che quella avversa. Poi la convenzione della pace avvenne per quello che era successo. De Rose Antonio, il collaboratore di giustizia era pure col discorso Pino Sena\u00bb<\/p>\n<p><strong>Il pubblico ministero Falvo domanda quale fosse l\u2019atteggiamento di Pino rispetto alla tregua e alla pace<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSena la voleva per forza perch\u00e9 era messo alla strette: &#8220;qua non si fanno pi\u00f9 affari e non si campa&#8221;. Io volevo la tregua per\u00f2 sapevo che era un obiettivo principale e dissi: l\u2019accetto quando la posso trattare io. Riservatevi sul mio nominativo come dalla parte avversa si riservano sul nominativo di Perna. Quando esco io e mi metter\u00f2 a gestire io, vi prometto che sar\u00f2 a disposizione affinch\u00e8 finisca tutto. Forse alla base il motivo principale era quello economico\u00bb E sul ruolo di Pino: \u00abIo ero stato imputato con Antonio Sena, Franco Muto di Cetraro e mio fratello Pietro perch\u00e9 con il gruppo di Rosarno per il 416 bis e il traffico internazionale di stupefacente ma tengo a precisare io ero innocente perch\u00e9 non ho mai trafficato per droga. E come infatti sono uscito assolto per il traffico di droga. Anche per il 416 bis perch\u00e9 collegato al traffico di droga (processo tre mafie) e collegato con i Pesce e i Piromallo di Gioia Tauro. Io i collegamenti ce li avevo ma erano sbagliati i capi di accusa. Se mi avessero accusato di omicidio era vero, per il traffico di droga non era vero. Quando Scriva parla di me non poteva sapere il collegamento nostro con questa gente e quello che questa gente ha fatto per noi\u00bb.<\/p>\n<p>Antonio De Rose ha sempre fatto parte del mio gruppo criminale, anche quando c\u2019era Antonio Sena era sempre vicino a me. Oltre ad essere legato a me era legato a Gianfranco Ru\u00e0 e legatissimo a Francesco Lenti che poi \u00e8 stato ucciso. Era un ragazzo Francesco Lenti era legato con Marcello Gigliotti che era legato ad Arturi che era vicino a me. Feci amicizia con Gigliotti che era abbastanza legato a me. Mi risulta Lenti era legato a Gigliotti, si rispettavano moltissimo. De Rose gli voleva bene e ci teneva moltissimo\u00bb.<\/p>\n<h2>CHI ERA FRANCESCO GIGLIOTTI: I PRIMI OMICIDI<\/h2>\n<p>Gigliotti Marcello l\u2019ho conosciuto bene; di nome l\u2019ho conosciuto fino al 79 \u2013 80; poi successivamente ha fatto una cosa verso l\u201981. Senza che nessuno avesse detto niente \u00e8 andato ad attentare alla vita di Carlo Rotundo uno dei nostri peggiori nemici: mentre era in piazza piccola a bordo di una Bmw blindata gli ha sparato da solo. Ma non sapeva fosse blindata e Rotundo \u00e8 scappato. Ha fatto un\u2019azione che nessuno gli aveva detto niente, per dimostrare che voleva la mia amicizia e quella di Arturi. Poi nell\u201982 mise la bomba alla questura di Cosenza. Lui era di idee di estrema destra e fece l\u2019attentato alla questura perch\u00e9 era patito di queste cose qua. Lui proveniva dagli ambienti di estrema destra, terrorismo vero e proprio e non dagli ambienti delinquenziali. Non penso che sia stato implicato in fatti eclatanti. Lui guardava agli ideali, dei soldi non gliene importava nulla.<\/p>\n<p>Se commetteva delle rapine era solo per autofinanziarsi, non era legato ai soldi pi\u00f9 di tanto. Noi avevamo un tacito accordo con lui, senza neanche ragionare: commetteva rapine come voleva e in quantit\u00e0 come voleva. Lo stesso poteva fare la guerra per noi e senza avere assistenzialismo da parte nostra. Si autofinanziava, sparava per conto nostro, se aveva problemi in carcere se la sbrigava da solo, senza chiedere a noi. Se delle rapine c\u2019era qualcosa che mi interessava mi restituiva la roba per darla ai proprietari. Siamo stati una decina di giorni in carcere insieme nella stessa cella. Lui stravedeva per me. Voleva essere un mio amico ma anche un uomo libero senza \u2018ndrangheta.<\/p>\n<p>Io sono stato battezzato negli anni 80 \u2013 81 gi\u00e0 con il grado \u201cvangelo\u201d. Successivamente a Palmi nell\u201983 mi hanno dato un altro titolo che si diceva fosse l\u2019ultimo grado \u201cdiritto e medaglione\u201d che Pino Scriva non poteva sapere. Gigliotti in termini criminali possiamo definirlo \u201cun azionista\u201d molto impegnato di spontanea volont\u00e0, allineato alle idee nostre di combattere i nemici. Le altre idee sue nessuno le ha toccate fino ad un certo periodo.<\/p>\n<h2>OMICIDIO SALERNI E PALMIERI<\/h2>\n<p>Oltre alla sparatoria della macchina blindata e all\u2019attentato di Cosenza, a parte le sparatorie che non so quantificare: aveva un motorino Ciao all\u2019epoca, e a parte Lenti c\u2019erano altri tre o 4 ragazzini. Lui guidava il motorino o faceva guidare il motorino ad un altro. Si mettevano a girare cos\u00ec dentro Cosenza: dove vedeva gruppo Pranno e Vitelli o altri sparava a viso scoperto. Nell\u201985 aveva commesso il primo omicidio. Aveva ammazzato Salerni Francesco mi sembra. Era convinto che gli insidiava la moglie. Un difetto di Gigliotti che si autoconvinceva delle cose. Gli ha dato un appuntamento l\u2019ha ammazzato e fatto sparire. E poi aveva commesso un altro omicidio alla salita di Pagliaro; una serata che pioveva e tante persone si erano rifuggiate in un portone. Tra le tante persone rifuggiate c\u2019era Palmieri, il cognato di Carmine Pezzullo e Gigliotti lo seguiva, che lo voleva uccidere. \u00c8 entrato nel portone Sergio Palmieri per ripararsi dalla pioggia, Gigliotti l\u2019ha seguito aveva con s\u00e9 questa pistola col silenziatore e gli ha sparato un colpo e l\u2019ha ucciso. Poi hanno incolpato un certo Masala per l\u2019omicidio. L\u2019ha ucciso perch\u00e9 faceva furti e rapine e Gigliotti quando rubava oro, per la maggior parte lo vendeva a questo Palmieri.<\/p>\n<h2>IL MOVENTE DELL&#8217;OMICIDIO PALMIERI: LA VENDITA DI UNA PARTITA DI ORO<\/h2>\n<p>C\u2019era una partita di oro in cui c\u2019erano dei brillanti e quindi l\u2019incasso valeva di pi\u00f9. \u00c8 andato da questo Palmieri e gli ha detto \u201cmi hai dato tanti soldi ma questa partita vale dieci volte tanto\u201d. Quello gli ha detto non \u00e8 vero e Palmieri si \u00e8 stato zitto e si \u00e8 convinto di ammazzarlo e l\u2019ha ammazzato. Venne condannato un innocente: Masala.<\/p>\n<p>Successivamente nell\u201987 quando ebbi la licenza di cinque giorni dal carcere Carmine pezzulli mi spieg\u00f2 che Gigliotti era un pazzo: si era convinto che il cognato gli doveva dei soldi e l\u2019ho appresi direttamente dall\u2019interessato che era il cognato. Faceva rapine, furti. Gigliotti di testa sua nell\u201982 fece una rapina al dottore &#8220;X&#8221; abitante a corso Italia, quel corso lungo che poi si svoltava e si andava alla questura vecchia di Cosenza. Tra tutte le cose che rub\u00f2 c\u2019era una partita di armi, armi funzionanti da collezione e le diete tutte a Nunzio Basile, un altro personaggio della criminalit\u00e0 organizzata affiancato alla guerra mia di Cosenza. Gliele diede per rispetto mio. Dopo poco tempo, sono stato un paio di mesi libero dal carcere e ho saputo tutta la storia e seppi che aveva queste armi da collezioni e gliele chiesi. Me le diede. Ho chiamato ad un gioielliere amico e gli dissi a tale punto c\u2019\u00e8 una busta di armi dentro. Falle ritrovare alla polizia, a chi vuoi. Sono in un punto dell\u2019autostrada Salerno &#8211; Reggio Calabria.<\/p>\n<h2>IL DUPLICE OMICIDIO LENTI GIGLIOTTI<\/h2>\n<p>Quando avvenne l\u2019omicidio io mi trovavo al carcere di Palmi. L\u2019omicidio avvenne o alla fine di gennaio 86 o inizio febbraio 87. In quel periodo avevo tantissimi contatti con le persone del mio gruppo. A colloquio non gli era permesso parlarmi. Ogni tanto venivano in aula e c\u2019erano delle sospensioni, come tutti i processi, perch\u00e9 duravano dalle 10 del mattino fino alle 5 \u2013 6 del pomeriggio, anche fino a sera. C\u2019erano sospensioni per permettere un panino e un caff\u00e8 ai detenuti. Nelle sospensioni venivano parenti che portavano un termos di caff\u00e8, sotto controllo dei carabinieri e forza pubblica. Facevano avvicinare i parenti senza aprire le gabbie e distribuivano panini, caff\u00e8 e bibite e c\u2019era qualche minuto, dieci minuti di saluto. E pi\u00f9 volte veniva, per dire, Ru\u00e0, De Rose e altri del mio gruppo con la scusa dei panini e ci salutavamo, ma era limitatissimo. Il tempo materiale di prendere il panino da questi vassoi e poi se ne andavano.<\/p>\n<p>Nel tempo ho avuto modo di parlare con Patitucci, Ru\u00e0 lo stesso Gigliotti, De Rose, Bruni Gianfranco, mio cognato dell\u2019epoca, un po\u2019 con la maggior parte delle persone che erano vicino a me e con lo stesso Sena che era ai domiciliari e lo portavano durante il processo in gabbia. I colloqui li facevo con la mia convivente e con mia madre. Erano consentiti a familiari diretti e non agli estranei. La mia compagna veniva a Palmi quasi costantemente una volta a settimana. Quando mi trovavo in carceri lontani si faceva una volta al mese. La mia compagna veniva con la macchina a Palmi. Dato che era sola molte volte veniva accompagnata da qualcuno che era vicino a me, altre volte \u00e8 venuta con mia madre.<\/p>\n<h2>LENTI ERA UN RAGAZZO<\/h2>\n<p>C\u2019era un interesse particolare nei confronti di Gigliotti ma Lenti non era destinato a nulla, non doveva essere toccato per nessun motivo. Gigliotti doveva essere ucciso perch\u00e9 verso ottobre, novembre \u201885 Sena era agli domiciliari veniva tradotto dai carabinieri durante i processi. Sena mi inizi\u00f2 a parlare di Gigliotti garbatamente \u201csai tu ti fidi tanto di Gigliotti, \u00e8 un confidente del dottore Calipari della questura di Cosenza&#8221;. Non ci creder\u00f2 mai perch\u00e9 se un terrorista parla con un commissario di polizia non deve essere per forza un confidente. Sapeva tante di quelle cose. Avrebbe potuto vendere a tutti. Successivamente mi disse che voleva uccidere a Fernando Vitelli fratello di Francesco e Giuseppe Vitelli, perch\u00e8 andava dietro alla moglie. Gigliotti aveva detto a Sena che come aveva occasione avrebbe ucciso Fernando Vitelli che dava fastidio alla moglie. Io non so se sia vero ma erano questi i discorsi che facevo con Sena. E Sena mi diceva \u201cse lui tocca a Vitelli qui salta la pace: la gente non si parla, non paga pi\u00f9; dobbiamo sparare, dovremo camminare armati&#8230; inizia la guerra ecc.. Io ho detto \u201cSe spara perch\u00e9 autorizzato da noi \u00e8 una cosa e siamo complici, ma se \u00e8 un fatto personale di Gigliotti che si accerta della cosa non \u00e8 un fatto delinquenziale ma un fatto personale&#8221;.<\/p>\n<p>Poi successivamente esce fuori che il figlio di Sena aveva visto due volte Gigliotti sotto casa del padre, di notte, perch\u00e8 gli aveva vietato di uccidere Vitelli. Mi sono allarmato. Gli ho detto a Sena fammi una cortesia quando rientri a casa domani fai venire qualcuno per i panini e ci deve essere anche Marcello Gigliotti. Come infatti alla successiva udienza venne a Palmi Marcello Gigliotti, questo ragazzo Lenti, giovanissimo e Antonio De Rose. Si avvicin\u00f2 alla gabbie con il solito sistema, gli ho dato la mano e ci siamo baciati da dietro la gabbia. \u201cMarc\u00e8 ma che stai combinando anche a Sena vuoi sparare? E mi ha detto di s\u00ec. Dammi la parola che la chiudi con Sena e mi ha dato la parola\u201d. Contestualmente ho chiamo a Sena \u201cAnto\u2019 datevi la mano. Si sono dati la mano e l\u2019ha chiusa\u201d<\/p>\n<p>Successivamente a questo dialogo venne perpetrata una rapina nei confronti dell\u2019ex sindaco di Castrolibero all\u2019epoca, il sindaco Celestino. Una grossa rapina proprio in casa. Legarono i familiari, i figli, una signora come domestica. L\u2019hanno imbavagliato e fatto man bassa. Da questo aggiustamento con la mano tra Gigliotti e Sena, la rapina \u00e8 successa nella prima 15na di gennaio &#8217;86, mentre l\u2019episodio lo daterei dicembre 85.<\/p>\n<p>Venne Sena al processo e disse Gigliotti non \u00e8 quello che vuole apparire, non \u00e8 bravo come dici tu ma \u00e8 un fetende perch\u00e9 gli ho detto che deve restituire tutto il bottino e non mi \u00e8 arrivato neanche un anello. Su Sena intervenne qualcuno che disse che non era giusto quell\u2019episodio perch\u00e9 quella era un persona per bene e questi fatti non dovevano succedere. Se qualche pazzo avrebbe esploso un colpo di pistola avrebbe ammazzato qualche figlio. La mancata restituzione del bottino per Sena significava perdere la faccia. Lui era qualcuno nell\u2019ambito delinquenziale, all\u2019epoca era una persona in vista. Sena era andato su tutte le furie per questo fatto e ha iniziato a dire \u201cGigliotti deve morire, Gigliotti deve morire&#8221;,\u00a0 ed andava avanti dal 14 novembre \u201885 anche se gli aggiustamenti sembravano avessero portati frutti ma non so se avevano stabilito al 100% se fosse la causa scatenante dell\u2019uccisione di Gigliotti<\/p>\n<h2>GIGLIOTTI E IL GRUPPO: REGISTRAVA TUTTO SU CASSETTE AUDIO<\/h2>\n<p>De rose lo vedeva bene Gigliotti. Da parte di Patitucci neanche c\u2019era la volont\u00e0 di ammazzare Gigliotti. Io parlavo con Sena, non avevo costanti chiarimenti con altri per discutere una faccenda cos\u00ec seria. Sena pressava su Ru\u00e0, su Patitucci, come su me in carcere con lo stesso tenore. Anzi mi sono dimenticato di dire che Marcello Gigliotti registrava sulle cassette tutto quello che facesse: appuntamenti, rapine, vendita di oro. Ed erano conservate in qualche posto, diceva lui. Non mi risulta che Gigliotti registrava cassette. Le cassette non furono mai trovate. Alla prima licenza ci furono discussioni, si buttava fango sulle persone per screditarlo. Non era vero niente.<\/p>\n<p>Gigliotti aveva contatti con tutti anche se lo definivo un\u2019anima libera ma era in contatto costantemente con tutti quelli che erano fuori Ru\u00e0, De Rose ecce cc. Si parlava, Gigliotti pressava andiamo a via Panebianco e ammazziamo \u201cx\u201d. Se le registrazioni fossero state vere avrebbero contenuto argomenti brutti per tantissime persone.<\/p>\n<h2>L\u2019ATTENTATO ALLA VITA DI SENA<\/h2>\n<p>Il figlio di Sena, ma sono parole di Sena io non ho mai parlato con il figlio di Sena, mi sembra il figlio pi\u00f9 grande, disse al padre che lui rincasava di sera intorno alla mezzanotte e aveva visto a Marcello Gigliotti che faceva un sopralluogo sotto la casa situata in una traversa di corso Mazzino che dava su via 24 maggio, mi sembra via Adua, all\u2019altezza di Quintieri negozio abbigliamento: si svoltava a destra e si scendeva su via 24 maggio.<\/p>\n<p>Io non ho mai detto a Sena che Gigliotti voleva ammazzarlo. Io ho cercato di risanare una situazione tra i due. Perch\u00e9 Gigliotti prima o poi qualcosa l\u2019avrebbe fatta. Io ho cercato solo di risanare una frattura chiara perch\u00e9 era un periodo brutto specialmente nel nostro gruppo, e di chiudere tutte le discussioni\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSena a torto o ragione pensava che Gigliotti potesse attentare alla sua vita. Il figlio aveva riferito testuali parole: \u201cMarcello Gigliotti sotto casa mia la notte faceva un sopralluogo. C\u2019era un motivo specifico che Sena aveva collegato: quando qualcuno bussava alla casa di Sena, l\u2019abitazione aveva una finestra al primo piano contestuale al portone. Quando qualcuno bussava lui si affacciava alla finestra e si faceva dire. Quindi, Sena pensava che Gigliotti avesse studiato di bussare a casa sua e, come Sena si affacciava, avrebbe sparato da sotto, dal portone alla finestra del primo piano.<\/p>\n<p>Poi mi disse che era un confidente del dottore Calipari che era alla questura di Cosenza. Lui dava per certa la registrazione delle cassette. E poi il fatto della rapina e l\u2019omicidio di Fernando Vitelli e la rapina a Celestino<\/p>\n<h2>LA PERSONALITA\u2019 DI GIGLIOTTI<\/h2>\n<p>Gigliotti ha ammazzato una persona e l&#8217;ha fatta sparire: era Salerni, non so se si chiamasse Francesco, maggio 1985. Questo precedente dell\u2019uccisone della persona era a conoscenza di Sena e del gruppo. Sena in una frase che lo definivano schizzo frenico diceva &#8220;questo si fissa e fa sparire le persone&#8221;. Non si fidavano per niente. Fernando Vitelli in quel periodo della tregua faceva parte del gruppo di Franco Vitelli. I gruppi erano Pranno con il fratello e il seguito; Vitelli Francesco col fratello e il seguito; i fratelli Bartolomeo che erano un gruppo anche loro. Vitelli aveva un ruolo di spicco come Pranno e Bartolomeo, un gradino sotto di Perna\u00bb. Il procuratore della Dda Falvo domanda se \u201cquesto timore che Vitelli avesse mire e facesse avance alla moglie di Gigliotti era fondato?\u201d \u00abNon mi posso spingere nel personale, ma che erano amici e conoscenti mi risultava, ma non so a che titolo. Non so se successivamente c\u2019\u00e8 stato questo rapporto tra vitelli e la moglie di Gigliotti;<\/p>\n<p>Quando c\u2019\u00e8 stata la pace non abbiamo mai parlato del passato neanche di una fesseria. Solo del futuro dal 1987 in poi. Solo nel 90 ci siamo trovato in un bar di Cosenza, ci siamo stretti la mano e abbiamo fatto la pace ufficiale con Perna. Io ho parlato con Gigliotti perch\u00e9 vedevo molto serio il discorso; perch\u00e9 se il figlio di Sena, e ci credo che l\u2019ha visto sotto casa, la cosa \u00e8 pi\u00f9 seria di quello che sembra e mi sono preoccupato subito. Per questo ho chiamato Gigliotti perch\u00e9 per le altre cose non ci credo. Per Celestino non mi interessava niente. Io non ho niente contro Celestino non so neanche chi sia. Con Gigliotti avevamo un tacito accordo che facesse quello che voleva nei limiti, perch\u00e9 sparava contro i nemici ed era vicino a me. Tanto che se qualcuno veniva da me a chiedermi la refurtiva lui me la dava<\/p>\n<p>Erano dei bravi ragazzi e si facevano volere bene. Io avevo una guerra in corso. Ero la persona pi\u00f9 debole della delinquenza di Cosenza. Scontavo 15 anni, non avevo familiari che potevano rappresentarmi; soldi non avevo, gli avvocati mi difendevano senza che potessi pagare. Era un periodo brutto per me. Il massimo che ho fatto di libert\u00e0 sono stati 5 mesi dal 1982 all\u201983. Nell\u201987 sono stato bene, ho detto la mia e quando qualcosa non mi stava bene mi contrapponevo anche contro il gigante Polifemo. In quel periodo non stavo bene ma ci tenevo ad uscire dal carcere e riprendere la mia posizione. Non \u00e8 piacevole stare ad un angolo e scontare 15 anni di carcere con una revisione che puoi prenderne altri 30.<\/p>\n<h2>IL PRANZO A CASA DI PATITUCCI (continua&#8230;)<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7386\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CLICCA PER APPROFONDIRE<\/a><\/span><\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul banco dei teste siede Franco Pino, imputato insieme a Francesco Patitucci del duplice omicidio dei due affiliati alla cosca. I due hanno scelto il rito ordinario<\/p>\n","protected":false},"author":37,"featured_media":111745,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-111744","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/111744","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/37"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=111744"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/111744\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/111745"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=111744"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=111744"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=111744"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}