{"id":111802,"date":"2019-06-26T04:48:27","date_gmt":"2019-06-26T02:48:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/dipendenti-pubblici-assenti-dal-lavoro-per-accudire-parenti-disabili-ma-e-una-truffa\/"},"modified":"2023-01-16T18:29:40","modified_gmt":"2023-01-16T17:29:40","slug":"300211-dipendenti-pubblici-assenti-dal-lavoro-per-accudire-parenti-disabili-ma-e-una-truffa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/300211-dipendenti-pubblici-assenti-dal-lavoro-per-accudire-parenti-disabili-ma-e-una-truffa\/","title":{"rendered":"Dipendenti Arcea assenti dal lavoro per accudire parenti disabili, ma \u00e8 una truffa"},"content":{"rendered":"<h4>L&#8217;accusa \u00e8 di truffa ai danni dello Stato e falso. Due persone, dipendenti pubblici si assentavano dal lavoro per le loro faccende private. In permesso retribuito uno di loro doveva essere in permesso retribuito ed era al Festival di Sanremo<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CASSANO ALLO JONIO (CS) &#8211; Prendevano permessi e congedi per assistere parenti disabili ma facevano il proprio comodo, addirittura viaggi fuori dalla Calabria per assistere a <strong>spettacoli televisivi<\/strong>. A scoprire l&#8217;ignobile truffa i militari della Guardia di Finanza di Sibari al termine di un&#8217;indagine della Procura della Repubblica di Castrovillari, diretta dal Procuratore Eugenio Facciolla. I due dipendenti <strong>dell&#8217;Arcea<\/strong>, l&#8217;Agenzia della Regione Calabria per le erogazioni in agricoltura, uno di <strong>Castrovillari e l&#8217;altro di Cosenza<\/strong>, attraverso sistematici raggiri, avrebbero fruito di permessi e congedi retribuiti per l&#8217;assistenza a persone disabili, previsti dalla cosiddetta Legge 104\/92 e dal D.Lgs. 151\/01, utilizzandoli, in realt\u00e0, per svolgere incombenze private e familiari.<\/p>\n<p>Le indagini coordinate dal Sostituto Procuratore Dott. Antonino Iannotta, hanno verificato il reale utilizzo dei giorni di assenza dal lavoro retribuiti di due dipendenti pubblici che, per fruire dei benefici di legge, avevano appositamente e fittiziamente <strong>variato il proprio indirizzo di residenza<\/strong> presso le abitazioni dei congiunti disabili bisognosi di assistenza.<\/p>\n<p>E cos\u00ec le Fiamme Gialle li hanno pedinati, hanno svolto servizi di appostamento e soprattutto li hanno ripresi con video e foto. Inoltre dal riscontro del traffico telefonico, hanno accertato un utilizzo illegale dei congedi e permessi retribuiti, ovvero l&#8217;abuso dei benefici,<strong> non utilizzati per prestare assistenza ai parenti disabili ma per adempiere a incombenze private,<\/strong> anche fuori regione, nonch\u00e9 per partecipare a <strong>spettacoli ed eventi<\/strong> <strong>televisivi<\/strong>.<\/p>\n<h3>Il dipendente dell&#8217;Arcea al Festival di Sanremo<\/h3>\n<p>In un caso, uno dei due soggetti denunciati, pur essendo in permesso retribuito si trovava a Sanremo per assistere\u00a0 in platea, ad una delle serate del Festival della canzone italiana, realizzando anche un video e postandolo sui social.<\/p>\n<p>\u00c8 stato constatato come gli indagati pertanto, abbiano truffato <strong>l\u2019Arcea<\/strong> dove prestano servizio, grazie a un cambio di residenza ad hoc e alle <strong>false dichiarazioni<\/strong> nelle quali hanno fittiziamente attestato di <strong>convivere e prestare assistenza<\/strong> in via continuativa ed esclusiva ai rispettivi <strong>parenti disabili<\/strong>. Con tali comportamenti, i dipendenti hanno leso sia l&#8217;Ente pubblico di appartenenza, che ha dovuto fronteggiare l\u2019assenza dei propri lavoratori, che l\u2019I.N.P.S., chiamata a rimborsare la quota di retribuzione anticipata dal datore di lavoro. Grazie ai successivi approfondimenti documentali, allargati al <strong>trienno 2017-2019<\/strong>, sono stati calcolati i giorni di effettiva assenza ingiustificata (tra permessi e congedi retribuiti) e l\u2019ammontare della retribuzione percepita indebitamente.<\/p>\n<p>In particolare, gli indagati si sono assentati per 117 giorni di permessi retribuiti e 169 giorni di congedi retribuiti, per un complessivo importo indebitamente percepito di circa <strong>23.000 euro a titolo di retribuzione<\/strong>. All&#8217;esito delle indagini i due soggetti sono stati segnalati alla Procura della Repubblica, per reati di falsit\u00e0 materiale e truffa ai danni dello Stato.<\/p>\n<p>I due dipendenti pubblici ora rischiano, oltre alla <strong>restituzione dell\u2019indebito<\/strong> percepito e il procedimento disciplinare da parte dell\u2019Ente di appartenenza, la pena della reclusione da 1 a 6 anni e della multa sino a 1549 euro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;accusa \u00e8 di truffa ai danni dello Stato e falso. Due persone, dipendenti pubblici si assentavano dal lavoro per le loro faccende private. 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