{"id":112147,"date":"2019-07-02T11:16:34","date_gmt":"2019-07-02T09:16:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/carcere-e-paradossi-la-sicurezza-allesterno-dipende-da-cio-che-succede-dentro\/"},"modified":"2023-01-16T18:30:02","modified_gmt":"2023-01-16T17:30:02","slug":"301368-carcere-e-paradossi-la-sicurezza-allesterno-dipende-da-cio-che-succede-dentro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/301368-carcere-e-paradossi-la-sicurezza-allesterno-dipende-da-cio-che-succede-dentro\/","title":{"rendered":"Sistema carcerario e paradossi: la sicurezza fuori, dipende da ci\u00f2 che succede &#8220;dentro&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Il segretario nazionale del Sindacato di Polizia Penitenziaria, Aldo Di Giacomo, non usa mezzi termini circa la situazione del sistema carcerario italiano e soprattutto in Calabria e Campania: &#8220;in 20 anni questo \u00e8 il peggior momento che io ricordi. Lo Stato ha perso il controllo&#8221;.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Quanto accaduto negli ultimi tempi a <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7303\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Cosenza<\/a><\/span><\/strong>, con l&#8217;arresto di due agenti penitenziari che avrebbero favorito i detenuti del carcere Cosmai per anni, consentendo loro di ricevere qualsiasi cosa (anche droga e farmaci), di portare fuori <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7333\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">messaggi e &#8216;pizzini&#8217;<\/a><\/strong><\/span> e di scegliere addirittura la cella in cui trascorrere il periodo di detenzione, con tanto di ripercussioni anche violente sui colleghi &#8216;fedeli&#8217;, costringe ad una riflessione allargata ad un sistema, quello carcerario che presenta evidenti &#8216;falle&#8217;. E il problema principale \u00e8 che lo Stato, non \u00e8 pi\u00f9 nei luoghi di detenzione\u00a0 &#8211; spiega in un&#8217;intervista radiofonica ai microfoni di <strong>Rlb<\/strong> il segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria<strong>, <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/7475\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Aldo Di Giacomo<\/a><\/span><\/strong>. &#8211; Queste situazione le segnaliamo da almeno due anni: <strong>nelle carceri della Calabria e della Campania lo Stato ha perso il controllo<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<h4><span style=\"color: #ff0000;\">ASCOLTA l&#8217;intervista<\/span><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/645116847&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true\" width=\"100%\" height=\"166\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/h4>\n<h4>&#8220;Alcuni si fanno arrestare, per garantirsi l&#8217;incolumit\u00e0 e gestire i traffici da dentro&#8221;<\/h4>\n<p>&#8220;In Campania ad esempio, dopo l&#8217;arresto di numerosi camorristi, si \u00e8 creato uno spazio occupato oggi da <strong>giovani<\/strong>, nuove leve, che sono <strong>spietatissimi<\/strong>: ammazzano, sparano, bruciano attivit\u00e0&#8230; All&#8217;interno dei clan, <strong>chi si sente in pericolo ed \u00e8 in difficolt\u00e0 si fa arrestare; <\/strong>questo perch\u00e8 la galera garantisce la sicurezza personale ma anche la possibilit\u00e0 di poter continuare a gestire traffici e attivit\u00e0 illecite&#8221;.<\/p>\n<p>Aldo Di Giacomo racconta anche una delle recenti scoperte fatte dalla Dda di Napoli: alcuni impianti televisivi di un canale utilizzati abusivamente:\u00a0&#8220;Qualche settimana fa la Dda di Napoli ha scoperto un sistema che permetteva la comunicazione nelle carceri attraverso un noto canale televisivo. Detenuti e familiari si scambiavano &#8220;messaggi&#8221; e notizie. Purtroppo non \u00e8\u00a0 qualcosa che scopriamo oggi: <strong>il procuratore Gratteri<\/strong> -spiega Di Giacomo &#8211; dice una cosa importantissima: <strong>le carceri non sono pi\u00f9 sotto il controllo dello Stato&#8221;.<\/strong><\/p>\n<h4>Agenti infedeli, per loro pene esemplari<\/h4>\n<p>&#8220;Se poi si scopre che chi indossa la divisa &#8211; continua nell&#8217;intervista il segretario del SPP &#8211; non fa il proprio dovere ma si comporta in un modo delinquenziale, mettendo a rischio la vita propria e quella dei colleghi che lavorano negli istituti, questi vanno puniti con pene esemplari: i poliziotti penitenziari, riscontrato con certezza il reato compiuto, vanno puniti raddoppiando le pene. Non \u00e8 pensabile un comportamento del genere&#8221;.<\/p>\n<h4>La sorveglianza dinamica, solo per chi \u00e8 &#8216;incline&#8217; alla rieducazione<\/h4>\n<p>&#8220;Io ritengo che abbiamo avuto un peggioramento negli istituti penitenziari da quando \u00e8 stata attivata la sorveglianza dinamica&#8221;,\u00a0 afferma Di Giacomo. <strong>Che cos&#8217;\u00e8?<\/strong> In sintesi \u00e8 un <strong>sistema a \u201ccustodia aperta\u201d<\/strong> che, da una parta ha migliorato le condizioni di vita all\u2019interno degli istituti, ma dall&#8217;altra ha determinato l\u2019aumento degli eventi critici e degli attacchi agli agenti da parte della popolazione detenuta.<\/p>\n<p>Si tratta in pratica <strong>dell&#8217;apertura delle celle per i soggetti detenuti in media e bassa sicurezza per almeno 8 ore al giorno e fino a un massimo di 14<\/strong>, con la possibilit\u00e0 per gli stessi, di muoversi all&#8217;interno della propria sezione e di usufruire di spazi pi\u00f9 ampi per le attivit\u00e0. Cambia anche la operativa in sezione della Polizia penitenziaria, che non \u00e8 pi\u00f9 chiamata ad attuare un controllo statico sulla popolazione detenuta, ma piuttosto un controllo incentrato sulla conoscenza e l\u2019osservazione della persona detenuta.<\/p>\n<p>&#8220;E&#8217; un <strong>sistema premiale<\/strong> che va bene per quei detenuti che hanno dimostrato nell&#8217;arco della vita detentiva, con atteggiamenti riscontrabili, l&#8217;inclinazione a rieducarsi.<strong> La rieducazione \u00e8 il perno essenziale ma evidentemente<\/strong>\u00a0<strong>qualcosa non funziona<\/strong>, e soprattutto va a discapito della sicurezza degli agenti che vengono aggrediti ma anche dei detenuti che devono essere rieducati. Purtroppo chi ha pi\u00f9 &#8220;forza&#8221; fisica, mentale e soprattutto economica (e nel carcere in qualche modo i soldi girano; vino, medicine, sigarette come merce di scambio&#8230;) riesce a sopraffare gli altri. Il sistema di vigilanza dinamica deve essere garantita a chi \u00e8 in determinate condizioni. E&#8217; un passo essenziale ma la parte importante \u00e8 che <strong>la politica e l&#8217;amministrazione penitenziaria devono &#8216;capire&#8217; le problematiche.<\/strong> Questo ruolo non deve essere svolto solo dal sindacato o dall&#8217;Autorit\u00e0 Giudiziaria. Altrimenti \u00e8 come un malato che non ammette la malattia: morir\u00e0. <strong>Non vi \u00e8 una presa di coscienza reale delle problematiche che ci sono. Si fanno proclami ma non norme e leggi&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-301426 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Aldo-di-Giacomo-segretario-SPP-.jpg\" alt=\"\" width=\"470\" height=\"285\" title=\"\"><\/p>\n<h4>Il carcere: &#8220;non si buttano i detenuti dentro pensando di tenerli a freno&#8221;<\/h4>\n<p>&#8220;Paradossalmente oggi, la sicurezza all&#8217;esterno degli istituti penitenziari dipende pi\u00f9 di quanto si possa immaginare da quello che succede dentro al carcere (islamizzazione, fondamentalismo e radicalizzazione, organizzazioni criminali&#8230;). Il carcere non \u00e8 un luogo dove si buttano le persone dentro e le abbiamo messe a freno. Inoltre, quando le carceri sono all&#8217;interno delle citt\u00e0, diventa tutto pi\u00f9 complesso da gestire. Se ci fosse un sistema anti scavalcamento anche una pallina verrebbe segnalata.<strong> Oggi nelle carceri entra di tutto e di pi\u00f9<\/strong> &#8211; conclude Di Giacomo &#8211; e ci\u00f2 \u00e8 dovuto alla carenza di organico, ma anche anche al fatto che molte carceri sono all&#8217;interno delle citt\u00e0 e alla mancanza di strumenti in grado di segnalare queste cose, un sistema che va assolutamente rivisto&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il segretario nazionale del Sindacato di Polizia Penitenziaria, Aldo Di Giacomo, non usa mezzi termini circa la situazione del sistema carcerario italiano e soprattutto in Calabria e Campania: &#8220;in 20 anni questo \u00e8 il peggior momento che io ricordi. 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