{"id":112295,"date":"2019-07-04T07:28:29","date_gmt":"2019-07-04T05:28:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosenza-cavalli-di-ritorno-ricettazione-furto-ed-estorsione-4-arresti\/"},"modified":"2023-01-16T18:30:12","modified_gmt":"2023-01-16T17:30:12","slug":"301844-cosenza-cavalli-di-ritorno-ricettazione-furto-ed-estorsione-4-arresti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/301844-cosenza-cavalli-di-ritorno-ricettazione-furto-ed-estorsione-4-arresti\/","title":{"rendered":"Cosenza, cavalli di ritorno: ricettazione, furto ed estorsione: 4 arresti"},"content":{"rendered":"<h4>La richiesta di &#8220;riscatto&#8221; andava dalle 200 alle 1500 euro. Se non versata si cannibalizzavano le autovetture, traendo illeciti guadagni dalla cessione di pezzi di ricambio<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RENDE (CS) &#8211; Nelle prime ore della mattinata, in via degli Stadi,a Cosenza, nel quartier generale degli &#8220;zingari&#8221;, i militari della compagnia di Rende diretti dal capitano Maieli, hanno tratto in arresto <b>quattro<\/b> persone (di cui 2 in carcere e 2 agli arresti domiciliari), in\u00a0 esecuzione di un\u2019ordinanza emessa dal GIP presso il Tribunale di Cosenza per i reati in concorso di ricettazione, furto ed estorsione. L\u2019attivit\u00e0 investigativa, condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Rende diretti dal tenente Giovanni De Tommaso e\u00a0 coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza diretta dal Procuratore capo Mario Spagnuolo, costituisce la naturale prosecuzione dell\u2019indagine \u201c<strong>Scacco al Cavallo<\/strong>\u201d, conclusasi nel mese di novembre 2018, con l\u2019emissione di misure cautelari nei confronti di <strong>18<\/strong> soggetti appartenenti al gruppo dei c.d.<strong> \u201cZingari\u201d. <\/strong><\/p>\n<p>Pi\u00f9 in dettaglio, sul finire dello scorso anno, in Cosenza, dopo l\u2019ennesimo furto di autovettura, la vittima riceveva, nella medesima giornata, una telefonata da uno sconosciuto, il quale, con tono minaccioso, avvertiva il malcapitato che l\u2019autovettura \u201cera in loro possesso\u201d e che se la voleva indietro avrebbe dovuto recarsi in via degli Stadi nel villaggio degli zingari, altrimenti l\u2019avrebbero \u201csmontata\u201d.<\/p>\n<p>I Carabinieri, raccolta la denuncia, procedevano a meticolosi approfondimenti investigativi che facevano emergere un\u2019articolata rete di condotte criminose, principalmente furti di autovetture e conseguenti richieste estorsive con il metodo del \u201ccavalli di ritorno\u201d, poste in essere da numerosi soggetti di etnia rom con base logistica in via degli Stadi, i quali, cooperando tra loro con ruoli fluidi e interscambiabili, gestivano le diverse fasi dell\u2019attivit\u00e0 criminale di commissione dei furti, custodia dei veicoli rubati e rapporti con le persone offese. Il <strong>modus operandi<\/strong> utilizzato era ormai collaudato e consisteva nel:<\/p>\n<p>&#8211; trafugare le autovetture (per lo pi\u00f9 utilitarie), nell\u2019area urbana di Cosenza e Rende, in prossimit\u00e0 di centri commerciali o luoghi affollati;<\/p>\n<p>&#8211; contattare il proprietario del veicolo &#8211; individuato tramite i documenti trovati all\u2019interno dell\u2019abitacolo &#8211; mediante l\u2019utilizzo di cabine telefoniche, e dietro minaccia di \u201csmontare\u201d l\u2019autovettura, invitarlo a recarsi in via degli Stadi per la successiva richiesta estorsiva;<\/p>\n<p>&#8211; concordare la somma da pagare (da 200 euro a 1.500 euro) per la restituzione del veicolo;<\/p>\n<p>&#8211; segnalare al malcapitato, solo all\u2019atto della riscossione in contanti della somma pattuita, il luogo ove recuperare il veicolo;<\/p>\n<p>&#8211; \u201ccannibalizzare\u201d le autovetture, traendo illeciti guadagni dalla cessione quali pezzi di ricambio delle diverse parti smontate, allorquando le vittime non aderivano alle richieste estorsive.<\/p>\n<p>Nel corso delle attivit\u00e0 d\u2019indagine venivano:<\/p>\n<p>&#8211; accertati <strong>4<\/strong> episodi di furto, seguiti da altrettanti episodi di estorsione;<\/p>\n<p>&#8211; arrestate <strong>2<\/strong> persone in flagranza di reato con l\u2019accusa di \u201c<strong>furto di autovettura in concorso<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Inoltre, una delle vittime veniva\u00a0 denunciata in stato di libert\u00e0 per il reato di<strong> \u201cfavoreggiamento personale\u201d<\/strong> poich\u00e9, escussa in ordine all\u2019estorsione subita a seguito del furto dell\u2019autovettura di propriet\u00e0, pur a fronte di elementi comprovanti le richieste ricevute, negava l\u2019accaduto, non fornendo alcuna collaborazione allo sviluppo delle indagini, favorendo l\u2019illecita condotta dei malviventi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 odierna mette, ancora una volta, in risalto la perseverante determinazione nel contrastare il fenomeno dei \u201c<strong>Cavalli di ritorno<\/strong>\u201d, vera e propria piaga sociale dell\u2019intera area urbana, e deve costituire per i cittadini un ulteriore stimolo a riporre la massima fiducia nelle Istituzioni collaborando senza alcuna riserva o timore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La richiesta di &#8220;riscatto&#8221; andava dalle 200 alle 1500 euro. 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