{"id":112357,"date":"2019-07-05T02:50:06","date_gmt":"2019-07-05T00:50:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/laqueo-il-pentito-adolfo-foggetti-non-ha-mai-conosciuto-castiglia\/"},"modified":"2023-01-16T18:30:16","modified_gmt":"2023-01-16T17:30:16","slug":"302032-laqueo-il-pentito-adolfo-foggetti-non-ha-mai-conosciuto-castiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/302032-laqueo-il-pentito-adolfo-foggetti-non-ha-mai-conosciuto-castiglia\/","title":{"rendered":"Laqueo, il pentito Adolfo Foggetti non ha mai conosciuto Castiglia"},"content":{"rendered":"<h4>Il collaboratore di giustizia si fa attendere in aula. Un malore lo porta in infermeria. In videoconferenza poi ritorna a sedere e non si sottrae alle domande dell&#8217;ufficio di Procura<!--more--><\/h4>\n<h4><\/h4>\n<p>COSENZA &#8211;\u00a0 \u00a0Sembrava che l&#8217;udienza dovesse essere rinviata per il malore sopraggiunto al collaboratore di giustizia Foggetti, ma l&#8217;agente penitenziario conferma l&#8217;arrivo del pentito che dopo essersi seduto dichiara di non sentirsi bene e che in due mesi \u00e8 dimagrito 20 chili &#8220;Ho perso 20 chili da quasi due mesi &#8211; dichiara Adolfo Foggetti -, non riesco a mangiare e vomito ma la clinica sanitaria dice che se non si abbassano i parametri non possono aiutarmi pi\u00f9 del dovuto&#8221;<\/p>\n<p>Foggetti poi dichiara &#8220;io vorrei rispondere ma sto male e non \u00e8 che non voglio rispondere&#8221;; ma il collaboratore di giustizia non si sottrae alle domande della procura della Distrettuale Antimafia che gli chiede di raccontare la storia dell&#8217;appartenenza alla &#8216;ndrina cosentina e la formazione dei clan all&#8217;epoca. Foggetti risponde ma probabilmente per via del malore avvertito risulta confuso. Le uniche certezze della sua escussione sono non l&#8217;aver mai\u00a0 conosciuto Castiglia e avere appreso le notizie da Alfonsino Falbo che, la difesa di Castiglia rappresentata dall&#8217;avvocato Rossana Cribari ha chiesto di sentire. Nel caso specifico il Collegio si \u00e8 riservato fino alla prossima udienza.<\/p>\n<p>\u00abFacevo parte della famiglia Bruni &#8211; bella bella- inizia il racconto Foggetti. Quando Bruni Michele \u00e9 morto in carcere di tumore \u00e8 uscito il fratello Luca che voleva assumere il potere e fu ucciso e io feci ritrovare il cadavere. Era reggente nella zona di Paola nel 2012. Poi \u00e8 nata la nuova famiglia Rango &#8211; zingari. La mia esperienza criminale inizi\u00f2 con la famiglia Bruni 2002 \u2013 2003; conoscevo Michele, Fabio, Luca, Andrea Bruni e poi gli altri fratellastri Pasquale ed Eugenio. Bella bella venne ucciso vicino al carcere di via Popilia. Li frequentavo perch\u00e8 Bella Bella aveva avuto una figlia con la sorella di mio padre.<\/p>\n<p>Io con loro facevo estorsioni, droga, ho partecipato all\u2019omicidio Marincolo, alle riunioni a Paola con Nella Serpe contrapposta ai Martello. Il gruppo criminale\u00a0 era su Cosenza e sulla zona di Paola. A Cosenza c\u2019erano le famiglie che facevano parte Lanzino, Presta, Ru\u00e0, Perna. Infatti l\u2019omicidio Marincolo era scaturito per una guerra in atto<\/p>\n<p>Io ero pi\u00f9 piccolo all\u2019epoca, ma quando ero insieme a Michele Bruni, si diceva che Marincolo si doveva uccidere per l\u2019omicidio del padre ed era stato fatto anche il tentato omicido De Rose per avere partecipato alla sparizione del corpo. Facevano parte tutti di Cosenza. Clan Perna Marco gestiva la droga tra Serra Spiga, San Vito con Alfonsino Falbo e altri personaggi: Musacco, Castiglia, Sandro Cozza\u00bb.<\/p>\n<h2>CASTIGLIA E L&#8217;USURA<\/h2>\n<p>Foggetti parla dei Castiglia: \u00abI Castiglia so che facevano usura per conto della famiglia Perna. Quando io ero fuori c\u2019era Luisiano dal 2010 al 2012. Era successa anche una discussione perch\u00e9 pressava troppo al collaboratore di giustizia Roberto Calabrese. Era successo che avevano fatto sparare il fratello per questi soldi e poi erano stati chiamati per sistemare la situazione perch\u00e9 Calabrese era amico di Patitucci e &#8220;girava&#8221; soldi. Ma Castiglia ha intrapreso la sua strada per ricevere i soldi e poi \u00e8 successo che Calabrese ha collaborato con la giustizia\u00bb.<\/p>\n<h2>I FATTI APPRESI DA TERZI<\/h2>\n<p>\u00abQuesti fatti li appresi quando parlavamo tra i vari clan &#8211; dichiara Foggetti -, noi e il clan Rango &#8211; Zingari con Alfonsino Falbo; avevo parlato proprio con lui di questi fatti di Castiglia. Quando successero questi fatti c\u2019era gi\u00e0 la famiglia Rango \u2013 Zingari.<\/p>\n<p>Io avevo rapporti anche con Francesco Patitucci. Quando sono uscito il 2010 dal carcere Michele Bruni mi ha detto che era stata fatta la pace e quindi c\u2019era una unica bacinella e dovevamo dividere tutto. All\u2019epoca erano latitanti sia Lanzino che Presta. E quel giorno che erano andati a parlare, nel pomeriggio tardi, erano stati fermati Patitucci, Sas\u00e0 Aiello, Di Puppo Umberto e Bruni Michele uscito dalla porta secondaria del bar sotto casa di Patitucci. Bruni mi ha fatto stringere la mano con Patitucci dicendogli che ero un uomo suo ed era tutto apposto. Patitucci era quello che gestiva tutto e si doveva parlare con lui quando Presta e Lanzino erano latitante.<\/p>\n<p>Tutte le estorsioni, droga e proventi illeciti erano nella bacinella e se scappavano le gaamebe a qualcuno che era stato arrestato lo stipendio al mese era di 1800 euro. Questo accordo era per le famiglie Patitucci, Lanzino presto, Presta, Ru\u00e0 Bruni, la famiglia degli Zingari, tutti quanti noi. A Perna era stato concessa solo la droga per rispetto al padre. Falbo era la stessa cosa e le usure li dovevano girare a Castiglia.<\/p>\n<p>Falbo con Perna non andavano molto d\u2019accordo ma dovevano occuparsi della droga. Sulle usure di Di Puppo, Perna e in particolare Castiglia non riuscii a parlarne con Patitucci, arrestato nel 2011 prima dell\u2019Immacolata. Di questi soldi dell\u2019usura di Castiglia avevo trovato Alfonsino Falbo nel garage in via Panebianco. C\u2019era successo un ammanco di soldi a Calabrese. Io so solo che facevano girare soldi ad usura e ogni tanto ci veniva data una percentuale. Ad un certo punto Calabrese \u00e8 andato sotto. Tra i soldi che aveva in mano di Patitcci e Castiglia avr\u00e0 avuto un grosso ammanco e poi Castiglia con i Perna rivolevano i soldi\u00bb.<\/p>\n<h4>IL RIMPROVERO A CASTIGLIA DELLA GESTIONE CALABRESE<\/h4>\n<p>\u00abNoi eravamo andati da Alfonsino Falbo e c\u2019erano pure gli italiani che ci dicevano fate piano piano che questo pu\u00f2 anche scappare e come infatti ha collaborato con la giustizia. Prima della collaborazione di Calabrese, Castiglia pensava di gestirlo ma poi non c\u2019\u00e8 riuscito. L\u2019hanno messo con le spalle al muro a Calabrese. Nei dettagli non lo so ma si parlava che lo minacciavano sempre di rientrare con questi soldi. Andava a minacciarlo Luisiano Castiglia per avere i soldi. Queste notizie le sentivo sempre da Falbo. C\u2019erano stati atti intimidatori ma non ricordo quali siano stati, ma gli hanno fatto avere tanta paura. Io Castiglia lo sentivo dire per Alfonsino Falbo, io non l\u2019ho mai conosciuto\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Il legale di Castiglia, l&#8217;avvocato Rossana Cribari, in controesame chiede al collaboratore di giustizia di spiegare questo ammanco di soldi<\/h3>\n<p>\u00abI soldi non c\u2019erano. Gli avevano dato dei soldi da girare ad usura ma non riusciva a rientrare. So che doveva dare dei soldi che non erano rientrati. Poi non so che cosa abbia fatto Calabrese con i soldi. Calabrese doveva dare questi soldi a Luisiano\u00bb e poi sul contabile del gruppo \u00abFacevo parte del gruppo Rango Zingari ed il contabile era Ettore Sottile. Noi fino al 2011 facevamo riferimento a Patitucci. Poi Michele Bruni muore a giugno 2011. Morto Michele sale Luca poi ucciso per le intercettazioni nel carcere di Lecce. In questa fase le cosche erano Patitucci Francesco, eravamo tutti uniti e la cosca era Rango zingari e il contabile era Ettore Sottile\u00a0 dalla parte loro c\u2019era Robertino Porcaro\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Imputati, con rito ordinario, Luisiano Castiglia, Giovanni Guarasci, Danilo Magurno, Francesco Magurno, Ariosto e Francersco Mantuano, William Sacco. Per gli inquirenti della Distrettuale antimafia che portarono a termine il blitz nell\u2019agosto del 2016 si parlava di un\u2019<strong>organizzazione criminale<\/strong>\u00a0responsabile di\u00a0<strong>usura ed estorsione aggravate<\/strong>\u00a0dalle modalit\u00e0 mafiose e tentato omicidio, in riferimento al caso del fratello di Roberto Violetta Calabrese vittima di un attentato all\u2019interno dell\u2019esercizio commerciale che all\u2019epoca gestiva in via XXIV Maggio, a Cosenza.<\/p>\n<p>Il collegio difensivo \u00e8 rappresentato dagli avvocati Antonio Quintieri, Matteo Cristiani, Rossana Cribari, Pasquale Vaccaro, Pasquale Marzocchi, Amabile Cuscino e Renato Tocci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il collaboratore di giustizia si fa attendere in aula. Un malore lo porta in infermeria. 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