{"id":113002,"date":"2019-07-17T17:09:11","date_gmt":"2019-07-17T15:09:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/diffamo-magistrato-giornalista-condannato-anche-in-appello\/"},"modified":"2023-01-16T18:31:00","modified_gmt":"2023-01-16T17:31:00","slug":"304028-diffamo-magistrato-giornalista-condannato-anche-in-appello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/304028-diffamo-magistrato-giornalista-condannato-anche-in-appello\/","title":{"rendered":"Diffam\u00f2 magistrato: giornalista condannato anche in appello"},"content":{"rendered":"<h4>In primo grado Gabriele Carchidi venne condannato a nove mesi di reclusione, pena sospesa, per avere diffamato a mezzo stampa, il pm Curreli. In appello i giudici confermano la sentenza di primo grado<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; La Corte di Appello conferma la condanna ma ridetermina la pena in 3500 euro. Nello specifico per il reato della diffamazione a mezzo stampa \u00e8 prevista la reclusione e\/o la multa. In primo grado era stato condannato alla reclusione con sospensione condizionale della pena. La Corte di Appello conferma la responsabilit\u00e0 della condanna e la ridetermina applicando la pena alternativa della multa. Per cui il giornalista Carchidi dovr\u00e0 corrispondere la somma di 3500 euro.<\/p>\n<p>Il caso riguarda la diffamazione a mezzo stampa nei confronti del pubblico ministero Curreli all&#8217;epoca dei fatti titolare dell&#8217;inchiesta sulla vicenda dell&#8217;Oasi Francescana, di padre Fedele Bisceglia e la pseudo violenza sessuale che avrebbe usato contro una suora (dopo dieci anni si \u00e8 dimostrata l&#8217;innocenza totale del frate con una assoluzione piena, ndc). In quegli anni la vicenda ebbe una risonanza mediatica non indifferente. Il giornalista Carchidi a riguardo pubblic\u00f2 una serie di articoli tra cui quelli in cui diffam\u00f2 il pubblico ministero Curreli.<\/p>\n<p>A marzo del 2017 il giudice monocratico De Vuono condann\u00f2 il giornalista Carchidi alla pena di nove mesi. In solido condann\u00f2 anche il responsabile civile dell\u2019editoria Essegi Editoriale srl al risarcimento del danno ordinando la pubblicazione della sentenza sul Quotidiano della Calabria e sulla Gazzetta del Sud. La difesa del giornalista fece ricorso in Appello. Il tre luglio scorso i giudici confermarono la sentenza in primo grado emessa dal Tribunale di Cosenza, rideterminando la pena inflitta all\u2019imputato in 3500 euro.<\/p>\n<p>Termina quindi anche il secondo grado di giudizio del giornalista Carchidi nei confronti del magistrato Claudio Curreli rappresentato dall\u2019avvocato Giampiero Calabrese. Curreli nel 2010 prest\u00f2 servizio presso la Procura di Cosenza e nel gennaio del 2015, in riferimento al caso di padre Fedele Bisceglia, Carchidi scrisse un articolo \u2013 inchiesta \u2013 in cui riportava nell\u2019occhiello \u201c<em>Il pm Curreli smascherato dal legale del monaco<\/em>\u201d e all\u2019interno dell\u2019articolo le frasi \u201c<em>Il nostro servizio sullo squallido complotto ordito dalla politica, chiesa, magistratura e forze dell\u2019ordine ai danni di padre Fedele Bisceglia ha colto nel segno<\/em>\u201d; e ancora \u201c<em>Perch\u00e9 chi ha la responsabilit\u00e0 di aver messo in moto una macchina diabolica di calunnie e menzogne non la passer\u00e0 liscia. Su tutti (\u2026) Curreli<\/em>\u201d. Per il legale di Curreli, l&#8217;avvocato Calabrese \u201cil Carchidi commistionando scientificamente notizie vere a notizie false, <strong>ha coscienziosamente indicato Curreli quale autore di uno \u201csquallido complotto\u201d<\/strong>. Carchidi ripropose ancora la notizia all\u2019interno delle pagine del quotidiano con altro sottotitolo dell\u2019articolo recante \u201c<em>Il pm Curreli archivi\u00f2 senza mostrare le carte\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Il legale di Curreli evidenzi\u00f2 al giudice che nel lettore medio sviato dal titolo in prima pagina ed ignaro dei fatti processuali e delle norme di diritto, il giornalista cre\u00f2 la convinzione che quanto emerso dalla sua indagine giornalistica avesse basi veritiere e fondate e che il magistrato avesse agito \u201ccontra legem\u201d al fine di \u201cfar\u201d condannare Francesco Bisceglia. Cita ancora l\u2019articolo \u201c<em>Alla fine di tutto il percorso investigativo, il pm Curreli fu costretto a chiedere l\u2019archiviazione di tutti i procedimenti ma senza portare un bel nulla in dibattimento. Solo la caparbiet\u00e0 dell\u2019avvocato Bisceglia ha portato alla luce tutto questo assurdo castello di situazioni al limite del paradossale. Ma non \u00e8 finita qui<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Il legale di Curreli, l\u2019avvocato Calabrese spieg\u00f2 le motivazioni del perch\u00e9 le notizie riportate nell\u2019articolo giornalistico fossero errate e forvianti per il lettore. <strong>L\u2019annullamento con rinvio<\/strong> operato dalla Suprema Corte di <strong>Cassazione<\/strong> <strong>attiene semplicemente ad un difetto di motivazione<\/strong> della sentenza emessa dalla Corte di Appello <strong>e giammai all\u2019operato di Curreli<\/strong> per cui nessun complotto e nessuna scoperta fu eviscerata dalla Suprema Corte di Cassazione;<\/p>\n<p>Sulla mancata presentazione al dibattimento di atti d\u2019indagine relativi alle denunce querele presentate dalla suora con relativi decreti di archiviazione successivamente all\u2019arresto di padre Bisceglia, <strong>il pm Curreli adottava il decreto di secretazione ed il provvedimento stralcio di alcuni atti d\u2019indagine relativi ad altri procedimenti penali sorti a seguito di denunce di violenza sessuale minacce subite dalla suora<\/strong> successivamente ai fatti, al fine di preservare il segreto istruttorio sulla violenza di gruppo perpetrata da soggetti diversi dal frate e su altri episodi commessi in Reggio Calabria e in Roma. <strong>Le denunce non consentirono l\u2019individuazione dei colpevoli e portarono alla richiesta di archiviazione.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esistenza del \u201c<strong>complotto<\/strong>\u201d ai danni di padre Fedele venne riproposto ancora dal giornalista in un altro articolo in cui scrisse che \u201cmira a far luce su una serie di strategie, diabolicamente studiate per screditare la figura del monaco e giungere ad una sentenza di condanna\u201d. Scriver\u00e0 ancora il giornalista a proposito dell\u2019operazione Spezzacatene che \u201c<em>Padre Fedele ispiratore dell\u2019operazione Spezzacatene ovvero del giro di vite sugli spregiudicati sfruttatori dei bambini rom davanti ai semafori, mentre il giudice Caruso diceva s\u00ec ai procedimenti chiesti dal monaco per l\u2019affidamento dei bambini alle loro mamme, <strong>l\u2019intransigente pm Claudio Curreli si opponeva regolarmente e disponeva che i bambini fossero destinati alle case famiglia. Con ogni probabilit\u00e0 era studiata a tavolino dai due colleghi<\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Per il legale di Curreli si evince dalla lettura dell\u2019articolo come in buona sostanza il pm Curreli avesse organizzato e complottato le adozioni insieme ad un collega per orientarne gli affidi secondo le scelte opportunamente patteggiate. Anche queste per l&#8217;avvocato Calabrese furono accuse infondate tese a denigrare il pubblico ministero nella persona e nell\u2019attivit\u00e0 svolta. E il lettore medio fu fortemente indotto a pensare che i bambini fossero stati rapiti o venduti o altro con la complicit\u00e0 del sostituto procuratore della Repubblica e quindi del pm Curreli.<\/p>\n<p>Altro articolo di giornale riport\u00f2 la notizia dell\u2019<strong>indagine da parte della procura di Salerno sul pm Curreli e sul Gip Branda iscritti nel registro degli indagati<\/strong> a seguito della denuncia presentata dal padre Fedele Bisceglia con l\u2019accusa di abuso d\u2019ufficio e l\u2019<strong>inizio del processo<\/strong>. Anche in questo caso la notizia fu \u201cvolutamente\u201d errata in quanto fu accolta la <strong>richiesta di archiviazione<\/strong> avanzata dal pm della Procura di Salerno e non fu celebrato alcun processo.<\/p>\n<p>Sempre nell\u2019articolo si legge la storia dei <strong>faldoni fatti sparire dai magistrati senza scrupoli avvalorando la tesi del complotto<\/strong>. Il legale di Curreli fa evincere che la realt\u00e0 \u00e8 ben diversa: la difesa di Bisceglia chiese la visione del fascicolo formatosi in relazione ai fatti denunciati dalla suora a Reggio Calabria e a Roma. Non ci fu nessun occultamente doloso e nessun ritrovamento ma il semplice rilascio di copie.<\/p>\n<p>A seguito di questi fatti il legale del pm Curreli ha portato all\u2019attenzione dei giudici il danno provocato dal giornalista per la reputazione, l\u2019onore, la professionalit\u00e0 e l\u2019immagine non solo di un privato ma di un servitore dello Stato con la pubblicazione di notizie false e prive di fondamento.\u00a0 E sia il giudice monocratico in primo grado che La Corte di Appello in secondo grado hanno ritenuto di accogliere le motivazioni del legale del magistrato giungendo ad una conferma della condanna per il giornalista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In primo grado Gabriele Carchidi venne condannato a nove mesi di reclusione, pena sospesa, per avere diffamato a mezzo stampa, il pm Curreli. 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