{"id":113076,"date":"2019-07-19T18:29:06","date_gmt":"2019-07-19T16:29:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/frank-morrisdal-suicidio-alla-caduta-indagati-sette-sanitari\/"},"modified":"2023-01-16T18:31:06","modified_gmt":"2023-01-16T17:31:06","slug":"304238-frank-morrisdal-suicidio-alla-caduta-indagati-sette-sanitari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/304238-frank-morrisdal-suicidio-alla-caduta-indagati-sette-sanitari\/","title":{"rendered":"Frank Morris,dal suicidio alla caduta: indagati sette sanitari"},"content":{"rendered":"<h4>Chiuse le indagini sulla morte di Francesco Morrone: indagati due medici e cinque infermieri che non vigilarono sul paziente<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Usava il nome d\u2019arte Frank Morris e per un gioco del destino \u00e8 lo stesso nome di Clint Estwood nel film Fuga da Alcatraz! Ma Ciccio Morrone voleva veramente raggiungere la libert\u00e0 come Clint Eastwood? Il suo caso fu trattato come suicidio &#8220;stanco di una vita di sofferenze&#8221;, anche perch\u00e8 pi\u00f9 volte aveva paventato di togliersi la vita. In suo ricordo da due anni a questa parte in citt\u00e0 viene celebrato il Memorial &#8220;Remembering Frank Morris&#8221;. Ma i suoi familiari non hanno mai pensato che Ciccio volesse suicidarsi. Il fratello era stato in ospedale fino a tarda sera e Ciccio era tranquillo e sereno. Ed oggi, a distanza di due anni <strong>spunta l\u2019ipotesi \u00a0alternativa: potrebbe non essere suicidio ma una caduta accidentale a causa di presidi di contenzione non regolamentari delle aree aperte al pubblico del Pronto Soccorso. <\/strong>Il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Cosenza Domenico Frascino, titolare dell&#8217;inchiesta sul decesso di <strong>Francesco Morrone<\/strong>, di 50 anni, ha chiuso le indagini nelle quali sono indagati sette sanitari dell\u2019Azienda Ospedaliera di Cosenza. Francesco Morrone, mor\u00ec il 10 giugno 2017, i sanitari non avrebbero vigilato su un paziente giunto al Pronto Soccorso per pregresso tentativo di suicidio per precipitazione.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 potrebbe esserci dell&#8217;altro. Il team di esperti guidato dall&#8217;avvocato Massimiliano Coppa che rappresenta i familiari della vittima, va oltre il &#8220;presunto&#8221; suicidio: potrebbe essere morte violenta per caduta accidentale. Una morte che si sarebbe potuta evitare mediante semplici cautele non applicate. Paziente detenuto, Ciccio Morrone era perfettamente cosciente e avrebbe dovuto ricevere una vigilanza diversa da quella adottata, per altro sguarnita di tutela penitenziaria. Sembra che Morrone si fosse recato pi\u00f9 volte sul piazzale, senza essere mai accompagnato dal personale vigilante. Morrone sarebbe dovuto essere ricoverato nel reparto di Psichiatria, ma non c&#8217;erano posti letto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_304469\" style=\"width: 615px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-304469\" class=\"wp-image-304469 \" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/MORRONE.jpg\" alt=\"\" width=\"605\" height=\"363\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-304469\" class=\"wp-caption-text\">L\u2019intercapedine con altezza di 15 mt del piazzale Pronto Soccorso dell\u2019Ospedale civile Annunziata<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un presunto suicidio o una caduta dal piazzale del Pronto soccorso dell\u2019Ospedale di Cosenza? Considerato che pi\u00f9 volte il paziente era uscito fuori sul piazzale, intorno alle 5 del mattino ha pensato davvero di suicidarsi oppure ha avuto un malore, \u00e8 inciampato ed \u00e8 precipitato dal parapetto perch\u00e8 inidonea la sicurezza del presidio ospedaliero? Su queste ipotesi si sono espressi i consulenti mediante perizia consegnata al legale Coppa e finita sul tavolo dell&#8217;ufficio di Procura<\/strong><\/p>\n<h2>I FATTI<\/h2>\n<p>Francesco Morrone, in arte Frank Morris noto chitarrista cosentino, era sottoposto a misura di sicurezza alternativa alla detenzione e si trovava domiciliato presso la comunit\u00e0 terapeutica \u201cRegina Pacis\u201d in Torano Castello, in provincia di Cosenza quando, in seguito ad una crisi, venne trasportato d\u2019urgenza al Pronto Soccorso dell\u2019Ospedale Civile \u201cAnnunziata\u201d di Cosenza. Qui venne preso in carico dal personale sanitario operante.<\/p>\n<p>Morrone fu sottoposto ad una prima sommaria valutazione di natura specialista e, vista l\u2019assenza di posti letto per il suo trasferimento presso l\u2019Unit\u00e0 Operativa pi\u00f9 idonea per la cura e il trattamento di quanto riscontrato e la gestione appropriata del paziente, fu temporaneamente e forse impropriamente accettato, preso in carico e \u201cricoverato\u201d presso l\u2019Unit\u00e0 Operativa di Medicina d\u2019Urgenza del nosocomio cosentino. Qui, in assenza di qualsivoglia presidio specialistico e di vigilanza imposta soprattutto in un paziente afflitto da particolari patologie con molto probabili episodi autolesionistici che lo condussero mediante il 118 al Pronto Soccorso, intorno alle 5.30 del mattino seguente &#8211; decedeva per morte violenta, avvenuta nelle immediate vicinanze dell\u2019accesso al Pronto Soccorso, precipitando al di l\u00e0 di un parapetto, da un vuoto di circa 15 metri.<\/p>\n<p>Morrone sarebbe stato assistito da un presidio di contenzione molto probabilmente non a norma, per come accertato dai consulenti tecnici nominati dalla famiglia della vittima, gli ingegneri Fabrizio Coscarelli e Mariano Bruno,\u00a0 i quali ha presentato un corposo dossier\u00a0 all\u2019avvocato Massimiliano Coppa su tutte le probabili cause che hanno determinato il decesso per morte violenta di Francesco Morrone.<\/p>\n<p>Si \u00e8 parlato di suicidio ma i familiari hanno smentito dinanzi alla Procura questa ipotesi e, proprio perch\u00e9 questa tesi non ha convinto, \u00e8 stata ricostruita una diversa dinamica dello svolgimento delle fasi finali della vita di Morrone il quale, seppur sottoposto a sorveglianza che, probabilmente non fu mai attuata all\u2019interno dell\u2019Ospedale di Cosenza, riusc\u00ec a lasciare il reparto di Medicina d\u2019urgenza, a percorrere indisturbato tutto il percorso che conduce all\u2019uscita delle ambulanze ed, addirittura, a raggiungere il piazzale del Pronto Soccorso passando per la porta sigillata dove arrivano le ambulanze; e questo confermerebbe l\u2019assoluta assenza di vigilanza di quei luoghi per come previsto dalla vigente legge.<\/p>\n<h2>LA CONSULENZA TECNICA<\/h2>\n<p>Lo stato dei luoghi di quei giorni \u00e8 stato documentato dai periti Coscarelli e Bruni all\u2019avvocato Coppa, con accertamenti che documentano violazioni di norme tecniche, con prove filmate e fotografiche di tempi e di percorsi alternativi effettuati dal Morrone nella sua incomprensibile libert\u00e0 di movimento, con illegittimit\u00e0 di presidi non a norma che dovrebbero garantire l\u2019incolumit\u00e0 dei luoghi con grande affluenza di pubblico. E questo \u00e8 quello che sarebbe accaduto all\u2019ospedale di Cosenza.<\/p>\n<p>Dai Consulenti dell\u2019avvocato Coppa vengono ipotizzate una serie di condotte difettuali che involgono comportamenti omissivi posti in essere non solo da chi aveva l\u2019obbligo di vigilare sul paziente, per altro detenuto, \u00a0e preso in carico dall\u2019Ospedale di Cosenza con un preciso obbligo giuridico di garanzia di tutela sulla sua salute ed incolumit\u00e0 come medici e primario di reparto, ma anche da parte di figure apicali a capo dell\u2019Azienda Ospedaliera di Cosenza e dei suoi servizi tecnici, individuate per documentato e\u00a0 conclamato deficit organizzativo.<\/p>\n<p>Detta circostanza \u00e8 ancor di pi\u00f9 aggravata dal fatto che le ragioni del trasporto d\u2019urgenza mediante 118 dalla Comunit\u00e0 Terapeutica Regina Pacis di Torano Castello all\u2019Ospedale di Cosenza risiedevano nella impossibilit\u00e0 di gestione del paziente successivamente preso in carico dal Serzizio di Pronto Soccorso dell\u2019Ospedale di Cosenza che non avrebbe ottemperato a quegli obblighi di vigilanza, terapia e contenzione, oltre al collocamento immediato del paziente all\u2019interno di locali idonei ed adatti alla propria condizione clinica al momento del ricovero, anche alla luce dell\u2019obbligo di sorveglianza incombente sulla struttura sanitaria ospitante.<\/p>\n<p>Occorrer\u00e0 anche scrutinare la causa del prematuro decesso di Francesco Morrone: alla luce degli elementi prodotti dall\u2019avvocato Coppa, sembrerebbe ora protendere verso la caduta e non pi\u00f9 verso il suicidio verificando la gestione assistenziale del paziente, tutti i trattamenti sanitari per la tutela della sua salute, in rispetto ai protocolli ed alle linee-guida che sovrintendono il trattamento di casi consimili che, pare, abbia fortemente condizionato in maniera decisiva la verificazione del tragico evento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_196693\" style=\"width: 493px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-196693\" class=\"wp-image-196693\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/coppabis.png\" alt=\"\" width=\"483\" height=\"555\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-196693\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;avvocato penalista Massimiliano Coppa<\/p><\/div>\n<h2><\/h2>\n<h2>L&#8217;ACCUSA<\/h2>\n<p>L&#8217;accusa formulata nei confronti dei sei indagati \u00e8 &#8220;nella qualit\u00e0 di sanitari in servizio presso l&#8217;ospedale civile dell&#8217;Annunziata, in cooperazione colposa tra loro, avendo avuto in affidamento e cura Francesco Morrone, il quale veniva accettato presso il Pronto soccorso\u00a0 dell&#8217;unit\u00e0 operativa complessa di Medicina e Chirurgia d&#8217;Accettazione e d&#8217;urgenza dell&#8217;Azienda Ospedaliera di Cosenza il 9 giugno 2017 accompagnato dal personale del 118 per tentativo di suicidio, proveniente dal&#8217;istituto Regina Pacis dove si trovava in regime di arresti domiciliari, con colpa consistita in imprudenza, negligenza ed imperizia e per inosservanza delle modalit\u00e0 operative\u00a0 del protocollo denominato &#8220;prevenzione del suicidio in ospedale&#8221; adottato dall&#8217;azienda ospedaliera di Cosenza e attivo dal 2 maggio 2008, non impedivano il suicidio di Morrone il quale scavalcava il parapetto del piazzale antistante il Pronto soccorso cadendo da un&#8217;altezza di circa 15 metri con conseguente politrauma\u00a0 cranico torace addominale e degli arti precipitando e successivamente exitus. in particolare nonostante il Morrone fosse giunto al Pronto soccorso di Cosenza per pregresso tentativo di suicidio per precipitazione.<\/p>\n<p><strong>Il medico psichiatrico<\/strong> \u00e8 indagato perch\u00e8 quel giorno fu chiamato a rendere consulenza psichiatrica su Morrone nonostante questo fosse giunto presso il Pronto Soccorso per pregretto tentativo di suicidio, esprimesse temi di rovina, fosse soggetto ansioso\u00a0 e tossicodipendente con disturbo della personalit\u00e0, pur trattenendo il paziente in ospedale in ragione del potenziale rischio di reiterazione del tentativo di suicidio, ometteva di fornire al Pronto Soccorso indicazioni terapeutiche e sulla gestione del paziente, sull&#8217;entit\u00e0 del rischio di suicidio, sulla reale determinazione del paziente a metter in pratica il suo progetto, non indicando la tipologia di monitoraggio da attuare, la modalit\u00e0 di vigilanza, le condotte di protezione, le misure per impedire al paziente di accedere ad ambienti potenzialmente pericolosi;<\/p>\n<p><strong>Il medico in servizio al pronto soccorso<\/strong> non considerando adeguatamente il rischio suicidario del Morrone ometteva di valutare il predetto con cadenza periodica dalle 21.15 all&#8217;ora del decesso, lasciava solo il paziente, non definiva modalit\u00e0 di vicinanza proporzionale alla gravit\u00e0 del rischio, non lo spostava in una stanza in cui il controllo da parte del personale sarebbe stato maggiore, non informava i congiunti e non chiedeva ai predetti collaborazione nell&#8217;osservazione del paziente, non informava il collaboratore infermieristico della presenza in reparto di un paziente a rischio suicidario, in tal modo omettendo di attivare le procedure indicate nelle &#8220;modalit\u00e0 operative&#8221; del protocollo ospedaliero &#8220;prevenzione del suicidio in ospedale&#8221;;<\/p>\n<p><strong>I cinque infermieri<\/strong> in servizio presso il Pronto Soccorso omettevano di controllare periodicamente il paziente e comunque di segnalare al medico di guardia potenziali situazioni di pericolo per il paziente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_304472\" style=\"width: 535px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-304472\" class=\"wp-image-304472\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/MORRONE1-2.jpg\" alt=\"\" width=\"525\" height=\"396\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-304472\" class=\"wp-caption-text\">Le Porte sigillate del Pronto Soccorso dell&#8217;ospedale civile dell&#8217;Annunziata<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiuse le indagini sulla morte di Francesco Morrone: indagati due medici e cinque infermieri che non vigilarono sul paziente<\/p>\n","protected":false},"author":37,"featured_media":113077,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-113076","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/113076","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/37"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=113076"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/113076\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/113077"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=113076"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=113076"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=113076"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}