{"id":113889,"date":"2019-08-02T09:42:58","date_gmt":"2019-08-02T07:42:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/ndrangheta-locri-duro-colpo-alla-cosca-cordi-10-arresti\/"},"modified":"2023-01-16T18:32:01","modified_gmt":"2023-01-16T17:32:01","slug":"306329-ndrangheta-locri-duro-colpo-alla-cosca-cordi-10-arresti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/306329-ndrangheta-locri-duro-colpo-alla-cosca-cordi-10-arresti\/","title":{"rendered":"\u2018Ndrangheta Locri, duro colpo alla cosca Cord\u00ec: 10 arresti"},"content":{"rendered":"<h4>Tre le attivit\u00e0 di indagine che hanno portato all&#8217;esecuzione dei 10 fermi: indagine &#8220;Riscatto&#8221;, &#8220;Cimitero Locri&#8221; &#8220;Mille e una notte&#8221;<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LOCRI (RC) &#8211; Nella notte i militari dei Comandi Provinciali Carabinieri e Guardia di Finanza, con il supporto in fase esecutiva dei Carabinieri dello Squadrone Eliportato \u201c<em>Cacciatori Calabria<\/em>\u201d, dell\u2019 8\u00b0 Nucleo Elicotteri Carabinieri e della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica \u2013 Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, diretta dal dott. Giovanni BOMBARDIERI, nei confronti di:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>AL\u00cc Gianfranco<\/strong>, nato a Locri il 01.08.1982, ivi residente;<\/li>\n<li><strong>AL\u00cc Cosimo<\/strong>, nato a Locri il 29.3.1957, ivi residente;<\/li>\n<li><strong>ALBATOAEI Vasile Iulian <\/strong>(alias<strong> \u201c<em>Giuliano<\/em><\/strong>\u201d), nato in Romania il 18.07.1986, residente a Locri;<\/li>\n<li><strong>BRUSAFERRI Guido<\/strong>, nato a Lodi (MI) il 18.3.1965, residente a Locri;<\/li>\n<li><strong>CORD\u00cc Domenico<\/strong>, nato a Locri il 7.2.1979, ivi residente;<\/li>\n<li><strong>CORD\u00cc Domenico, <\/strong>nato a Locri il 6.5.1991, ivi residente;<\/li>\n<li><strong>CORD\u00cc Antonio<\/strong>, nato a Locri il 3.6.1997, ivi residente;<\/li>\n<li><strong>DIENI Salvatore<\/strong>, nato a Locri l\u20198.8.1971, ivi residente;<\/li>\n<li><strong>MICALE Emmanuel, <\/strong>nato a Locri il 3.7.1985, ivi residente;<\/li>\n<li><strong>ZUCCO Gerardo<\/strong>, a Locri il 15.11.1970, ivi residente.<\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019esecuzione dell\u2019odierna misura scaturisce dall\u2019unificazione di tre distinte e convergenti attivit\u00e0 d\u2019indagine condotte dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri, dalla Stazione Carabinieri e dai militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Locri che, coordinati dal Procuratore Aggiunto Giuseppe LOMBARDO e dai Sostituti Procuratori Giovanni CALAMITA e Diego CAPECE MINUTOLO, hanno permesso di ricostruire l\u2019attuale operativit\u00e0 di gruppi criminali facenti capo alla storica cosca CORD\u00cc di Locri, ai cui dirigenti e partecipi vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.), estorsione (art. 629 c.p.), danneggiamento seguito da incendio (art. 424 c.p.), illecita concorrenza con minaccia o violenza (513-bis c.p.), violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale (art. 75 l. n. 159\/2011),\u00a0 detenzione e porto in luogo pubblico di armi (art. 23 co. 1, 3 e 4 l.n. 110\/1975), con l\u2019aggravante di cui all\u2019art. 416-bis.1, avendo agito con metodo mafioso ed al fine di favorire gli interessi della \u2018Ndrangheta nella sua articolazione territoriale nota come cosca CORD\u00cc.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>L\u2019associazione mafiosa e le condotte estorsive (Indagine \u201cRISCATTO\u201d).<\/strong><\/h2>\n<p>I Carabinieri, in particolare, partendo da alcuni iniziali episodi delittuosi di tipo estorsivo, hanno sviluppato un\u2019articolata attivit\u00e0 d\u2019indagine su alcuni sodali, collegati tra loro per diretti vincoli di sangue o da certificati vincoli associativi. Il variegato contesto delittuoso su cui si \u00e8 poi operato ha permesso di delineare una serie di estorsioni consumate e tentate facendo leva sulla forza intimidatrice che deriva dal riconosciuto blasone del sodalizio d\u2019appartenenza (\u201c<em>Non c\u2019\u00e8 bisogno che parliamo\u2026c\u2019\u00e8 bisogno solo che ci vedono\u2026\u201d<\/em>) al fine di convincere le vittime a \u201c<em>mettersi a posto<\/em>\u201d e garantire loro \u201c<em>protezione e sicurezza<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>In particolare, le indagini hanno permesso di ricostruire le pretese estorsive rivolte \u2013 con il coinvolgimento, a vario titolo, degli indagati <strong>ZUCCO Gerardo<\/strong>, <strong>CORD\u00cc Domenico cl. \u201979<\/strong> e <strong>ZUCCO Bruno<\/strong> \u2013 in danno di un imprenditore edile, affidatario di alcuni lavori banditi dal Comune di Locri (\u201clavori di realizzazione di un teatro in regione Moschetta\u201d, per un valore di 600.000 euro, \u00a0\u201c<em>ristrutturazione dell\u2019edificio scolastico Maresca\u201d<\/em>, per 210.000 euro, subappalto \u201c<em>valorizzazione di Palazzo Nieddu Del Rio<\/em>\u201d, per 150.000 euro, nonch\u00e9 la manutenzione idraulica dei valloni che attraversano il territorio comunale, per 48.450 euro) e di appalti privati (lavori per la ristrutturazione della \u201cCasa Bennati\u201d di Locri, commissionati dalla Diocesi di Locri-Gerace), con richieste variabili dai 1.500 ai 18.000 euro in relazione al valore del lavoro. In un caso, gli estortori hanno tentato di imporre all\u2019imprenditore anche stipula di contratto subappalto a favore di una ditta locrese priva dei requisiti di legge, poich\u00e9 non inserita nella <em>white list<\/em> prefettizie.<\/p>\n<p>In un altro caso, sono state compiutamente documentate analoghe condotte criminali poste in essere dall\u2019indagato <strong>MICALE Emmanuel<\/strong> che, facendo leva sulla sua appartenenza alle note famiglie di \u2018ndrangheta dei CORD\u00cc e degli ALECCE, ha ripetutamente tentato di costringere il titolare di una rivendita di tabacchi a \u201c<em>mettersi a posto<\/em>\u201d consegnando euro 1.500 al mese al fine di garantirsi \u201c<em>protezione e sicurezza per s\u00e8 e per il proprio locale<\/em>\u201d, non riuscendo nell\u2019intento a causa delle difficili condizioni economiche dell\u2019imprenditore, peraltro gi\u00e0 sottoposto ad estorsione da parte di <strong>DIENI Salvatore<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>L\u2019ingerenza nelle attivit\u00e0 economiche afferenti al cimitero di Locri.<\/strong><\/h2>\n<p>I militari dell\u2019Arma hanno appurato anche diversi episodi delittuosi verificatisi a Locri, apparentemente estranei a contesti di criminalit\u00e0 organizzata, in realt\u00e0 ragionevolmente imputabili ad un\u2019unica matrice delittuosa riconducibile a componenti della famiglia AL\u00cc di Locri che da anni esercitava un\u2019incontrastata egemonia delle attivit\u00e0 riconducibili alla gestione dell\u2019area cimiteriale, come le onoranze funebri e la vendita al dettaglio dei fiori proprio nei pressi del locale cimitero.<\/p>\n<p>A seguito del susseguirsi di gravissimi eventi chiaramente collegati agli interessi economici sul cimitero di Locri, le indagini dei Carabinieri hanno infatti permesso di acquisire elementi di porva a carico dei componenti della famiglia AL\u00cc (in particolare Gianfranco Al\u00ec), i quali hanno acquisito il controllo del settore delle attivit\u00e0 cimiteriali locresi, imponendo un regime di fatto monopolistico attraverso gravi azioni intimidatorie e danneggiamenti in danno di ditte concorrenti, privati cittadini e amministratori pubblici.<\/p>\n<p>In particolare, nel periodo compreso tra il 29 maggio 2017 ed il 27 giugno 2019 si sono verificati nel comune di Locri una serie di episodi delittuosi accomunati dal contrapposto interesse economico, nella gestione delle attivit\u00e0 cimiteriali, tra tutte le vittime e gli AL\u00cc: con una tempistica che non lascia margine di incertezza, coloro che svolgevano attivit\u00e0 concorrenziale nei confronti degli AL\u00cc o gli amministratori pubblici che avevano adottato atti volti a contrastare o, comunque, ad attenuare quel monopolio hanno subito danneggiamenti e gravi minacce arrivate fino all\u2019incendio dei mezzi di lavoro, al posizionamento di un ordigno dinanzi all\u2019abitazione di un funzionario comunale; da ultimo, quale fatto di particolare rilievo, il Sindaco di Locri, Giovanni CALABRESE, \u00e8 stato minacciato con modalit\u00e0 particolarmente insidiose ed allusive consistite nell\u2019avergli comunicato la prossima scomparsa delle spoglie dei suoi parenti sepolti nel cimitero di Locri (\u201c<em>Giovannoni domani dir\u00f2 dov\u2019\u00e8 sepolto qualche tuo parente da tantissimi anni<\/em>\u201d).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Contesto operativo \u201cMILLE E UNA NOTTE\u201d<\/strong><\/h2>\n<p>Le parallele indagini svolte dalla Guardia di Finanza \u2013 Gruppo di Locri, hanno tratto origine dal grave fenomeno di assenteismo degli impiegati comunali di quella citt\u00e0, segnalato anche dallo stesso sindaco tramite numerose interviste pubblicate sui giornali locali e nazionali.<\/p>\n<p>All\u2019esito delle investigazioni, emergeva come i CORDI\u2019, con l\u2019ausilio di una fitta rete di associati ed affiliati, abbiano effettuato continuato ad esercitare il loro controllo criminale su tutto il territorio locrese, tramite gravi forme intimidatorie e vere e proprie perlustrazioni giornaliere, finalizzate a monitorare le diverse attivit\u00e0 commerciali ed imprenditoriali insistenti sul territorio di riferimento.<\/p>\n<p>\u00c8 stato inoltre documentato, grazie all\u2019attivit\u00e0 svolta dal Corpo, come la cosca CORDI\u2019 continui ad esercitare un potere incontrastato nei settori commerciali di maggior interesse, quali le forniture giornaliere di pane, che viene imposto senza possibilit\u00e0 di reso ad ogni singolo esercente del settore, e la gestione delle onoranze funebri.<\/p>\n<p>La attuale pericolosit\u00e0 della cosca \u00e8 ulteriormente confermata dalla immediata disponibilit\u00e0 di armi e munizioni, cos\u00ec come \u00e8 emerso dalle attivit\u00e0 investigative svolte dal Corpo, tramite le quali \u00e8 stato possibile sottoporre a sequestro, abilmente occultati all\u2019interno di due tubi di cemento siti in un fondo pubblico ed avvolti in dei sacchi di plastica, 3 fucili semi-automatici e con canne mozzate, tutti con matricola abrasa, unitamente a cospicuo munizionamento.<\/p>\n<p>All\u2019esito delle operazioni, gli arrestati sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Locri a disposizione dell\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria distrettuale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre le attivit\u00e0 di indagine che hanno portato all&#8217;esecuzione dei 10 fermi: indagine &#8220;Riscatto&#8221;, &#8220;Cimitero Locri&#8221; 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