{"id":116032,"date":"2019-09-17T14:57:35","date_gmt":"2019-09-17T12:57:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/scuola-calabria-2-anni-indietro-rispetto-al-trentino-invalsi-prof-anziani-e-strutture-vecchie\/"},"modified":"2023-01-16T18:34:25","modified_gmt":"2023-01-16T17:34:25","slug":"313043-scuola-calabria-2-anni-indietro-rispetto-al-trentino-invalsi-prof-anziani-e-strutture-vecchie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/313043-scuola-calabria-2-anni-indietro-rispetto-al-trentino-invalsi-prof-anziani-e-strutture-vecchie\/","title":{"rendered":"Scuola: Calabria 2 anni indietro rispetto al Trentino. Invalsi, &#8220;prof&#8221; anziani e strutture vecchie"},"content":{"rendered":"<h4><strong>Il Direttore dell&#8217;Eurispes Calabria Roberto Bevacqua affronta il tema della formazione del sistema educativo in Italia e in Calabria che non solo portano alla dispersione scolastica, ma ad un divario rispetto al Trentino alto Adige di due anni<\/strong>. L\u2019arretratezza delle strutture, l\u2019assenza di servizi di mensa, laboratori e palestre e docenti anziani ampliano la forbice <!--more--><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Siamo all&#8217;apertura di un nuovo anno scolastico e ancora una volta si sente la necessit\u00e0\u00a0 di operare una seria riflessione sul sistema educativo del paese. Scrive Bevacqua: &#8220;<strong>i dati sulla dispersione geografica<\/strong> che \u00e8 un indice sensibile della qualit\u00e0 del sistema scolastico di una nazione, ma anche di disuguaglianza nella distribuzione e dell&#8217;appropriazione delle chance educative, come sottolinea Parsons, mostrano un <strong>generale miglioramento della media nazionale che si attesta intorno al 13%<\/strong>, in sostanziale recupero verso la media Ue del 10%. <strong>Resta per\u00f2 ancora un divario Nord-Sud<\/strong> che meriterebbe una seria riflessione da parte del sistema scolastico del paese, sia sui dati della dispersione scolastica, con la <strong>Calabria che si attesta al 15,7%<\/strong> e un <strong>mezzogiorno che in media raggiunge il 20%<\/strong>, ma anche sull&#8217;offerta formativa di qualit\u00e0 in aree considerate da sempre difficili e trascurate&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Un ulteriore handicap per il Mezzogiorno &#8211; continua il Direttore Eurispes Calabria &#8211; si registra con i <strong>risultati delle prove Invalsi, con punte di insufficienza intorno al 40%<\/strong>, soprattutto nelle prove di abilit\u00e0 in matematica e inglese. Le prove standardizzate mostrano che<strong> il Trentino \u00e8 la realt\u00e0 pi\u00f9 avanzata d&#8217;Italia<\/strong> e con un sistema scolastico in grado di garantire a tutti e a ciascuno uguali opportunit\u00e0 di apprendimento, mentre in forte ritardo \u00e8 ancora la scuola calabrese. Tutto ci\u00f2 si sostanzia in un <strong>divario di preparazione degli studenti calabresi di circa due anni rispetto ai coetanei del Trentino<\/strong>, come risulta da\u00a0 uno studio della fondazione Agnelli del 2010. Ritardo che, a una prima riflessione, appare dovuto a pi\u00f9 di una circostanza.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8111\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-301672\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Scuola-insegnante-classe-alunni-720x400.jpg\" alt=\"\" width=\"551\" height=\"306\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>Formazione e strutture vecchie ampliano il divario<\/h4>\n<p>I<strong> genitori sembrano interessarsi ai voti<\/strong> <strong>pi\u00f9 che alla reale formazione dei figli<\/strong>\u00a0in un complessivo disinteressamento dei programmi e delle verifiche oggettive del loro apprendimento. L<strong>\u2019arretratezza delle strutture, l\u2019assenza di servizi di mensa, laboratori e palestre, ampliano la forbice del ritardo<\/strong>. Sono circa il\u00a0 50% degli alunni del nord ad usufruire della scuola anche nel pomeriggio, mentre nel sud solo nell&#8217;11% dei casi si ha la possibilit\u00e0 di una scuola a\u00a0 tempo pieno. Professori demotivati\u00a0 e contesti sociali poco stimolanti culturalmente fanno il resto. \u00a0Il risultato \u00e8, come spiega Roberto Ricci, dirigente di ricerca e responsabile Area prove Invalsi, che la differenza tra gli studenti del nord e quelli del sud nell\u2019interpretare un testo scritto, nel\u00a0 risolvere un problema logico-matematico e comprendere la lingua inglese \u00e8 minima all\u2019ingresso alla scuola primaria e massima alla fine delle scuole superiori. Ci\u00f2 dimostra che <strong>il processo formativo allarga, paradossalmente, le differenze<\/strong>.<\/p>\n<h4>Al sud troppi docenti anziani e poco digitalizzati<\/h4>\n<p>Un ulteriore analisi riguarda la\u00a0 polarizzazione della qualit\u00e0 dell\u2019istruzione al sud. C\u2019\u00e8 una <strong>tendenza a concentrare in alcuni istituti un miglior insegnamento e servizi aggiuntivi a scapito del contesto<\/strong>. Inoltre, la maggior parte dei giovani insegnanti proviene dal sud ma dopo la laurea si trasferisce al nord caratterizzato da carenze di docenti e cattedre vuote, come risulta da un dossier CNR sui docenti migranti; cos\u00ec <strong>al sud resta una classe di docenti pi\u00f9 anziana<\/strong>, spesso <strong>con minor competenze digitali, poco motivata dal contesto e costretta a operare in\u00a0 strutture vecchie e insicure<\/strong>.\u00a0Servono dunque <strong>fondi per riequilibrare il divario del sistema scolastico<\/strong> tra le diverse aree del paese, fondi che il Miur in questi anni ha stanziato per l\u2019edilizia e il piano scuola digitale. Vero \u00e8 che per rendere operativi nel tempo tali fondi \u00e8 necessario coinvolgere i territori, i comuni e le famiglie e insieme a questi protagonisti occorre un piano di interventi organici\u00a0 generali da parte dello Stato che riequilibri &#8211; in un quadro di spesa proporzionale alle variabili territorio e abitanti &#8211; le condizioni paritarie di investimento infrastrutturale globale nel Mezzogiorno, affinch\u00e9 anche le condizioni di mobilit\u00e0, di lavoro e dei servizi possano elevare il contesto sociale, economico e culturale del sud.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8112\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-286343\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Sciopero-Scuola-635x400.jpg\" alt=\"sciopero scuola\" width=\"495\" height=\"312\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>Disagio sociale e digitale in tutta Italia<\/h4>\n<p>Ma anche <strong>la situazione del sistema educativo e culturale italiano in generale mostra i suoi limiti<\/strong> s<strong>e raffrontata con la media europea<\/strong>, basta incrociare i dati Invalsi con i dati Ocse sull\u2019analfabetismo funzionale e l\u2019intero sistema paese ne esce in difficolt\u00e0.\u00a0 <strong>Medie che superano ormai il 28% di slow skilled<\/strong> (contro il 7,5% della Svezia) indicano cittadini con difficolt\u00e0 di interpretazione di un testo e abilit\u00e0 ridotte nel far di conto, incapaci di veicolare e interpretare l\u2019informazione sempre pi\u00f9 sotto il\u00a0 controllo circolare da parte\u00a0 dei detentori di dati.\u00a0\u00a0L\u2019i<strong>nformazione si riduce spesso a semplice comunicazione, per di pi\u00f9 distorta e incontrollabile<\/strong>, ponendo problemi anche di sicurezza nazionale. Nel quadro di quella che Mario Caligiuri, docente di pedagogia della comunicazione all\u2019Unical e direttore del master in intelligence, <strong>chiama Societ\u00e0 della disinformazione, si realizza una cesoia tra coloro che sono consapevoli<\/strong> della necessit\u00e0 di dotarsi di strumenti necessari al controllo e alla verifica dell\u2019informazione e coloro che ne rimangono tagliati fuori. In questo limbo dunque s<strong>i crea un\u00a0 forte disagio sociale che si cumula con il disagio digitale<\/strong> che sta separando la popolazione tra fruitori digitali e analfabeti digitali, governati entrambi da algoritmi che gestiscono la spesa e indirizzano sempre pi\u00f9 le decisioni di consumo.<\/p>\n<p>Ancora una volta &#8211; conclude Bevacqua\u00a0 &#8211; <strong>\u00e8 la scuola che, con la formazione e l\u2019educazione dell\u2019individuo,\u00a0 pu\u00f2 essere l\u2019antidoto alla disinformazione<\/strong> e al declino cognitivo della societ\u00e0, strumento di capacit\u00e0 utili e necessarie non solo all&#8217;economia ma anche e soprattutto alla gestione del pensiero delle nuove generazioni che dovr\u00e0 reggere le sorti della nazione. Heidegger diceva che la conseguenza di non coltivare la parola\u00a0 porta a un mondo sempre pi\u00f9 stupido e povero, oggi dovremmo aggiungere anche <strong>pi\u00f9 incontrollabile e manipolabile<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Direttore dell&#8217;Eurispes Calabria Roberto Bevacqua affronta il tema della formazione del sistema educativo in Italia e in Calabria che non solo portano alla dispersione scolastica, ma ad un divario rispetto al Trentino alto Adige di due anni. 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