{"id":116118,"date":"2019-09-19T08:48:47","date_gmt":"2019-09-19T06:48:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/poverta-e-lavoro-nero-le-due-facce-del-reddito-di-cittadinanza-calabria-in-testa\/"},"modified":"2023-01-16T18:34:31","modified_gmt":"2023-01-16T17:34:31","slug":"313332-poverta-e-lavoro-nero-le-due-facce-del-reddito-di-cittadinanza-calabria-in-testa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/313332-poverta-e-lavoro-nero-le-due-facce-del-reddito-di-cittadinanza-calabria-in-testa\/","title":{"rendered":"Povert\u00e0 e lavoro nero, le due facce del reddito di cittadinanza. Calabria in testa"},"content":{"rendered":"<h4>La ricerca di Demoskopika per BCC Mediocrati: oltre 960mila le domande di reddito accolte in Italia, pari alla met\u00e0 dei nuclei familiari in condizione di povert\u00e0 assoluta. Il maggiore livello di copertura al Sud, con in testa Campania, Calabria e Sicilia, realt\u00e0 che presentano, per\u00f2, anche la pi\u00f9 elevata presenza di occupati non regolari<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>COSENZA &#8211; La misura bandiera del Movimento 5 stelle ha raggiunto in questi primi mesi esattamente 1 famiglia su 2 della platea potenzialmente pi\u00f9 bisognosa. Su circa 1<strong>,8 milioni di famiglie stimate dall\u2019Istat in condizione di povert\u00e0 assoluta in Italia nel 2018<\/strong>, infatti, il numero dei nuclei percettori del Reddito di cittadinanza, ossia le domande accolte secondo gli ultimi dati disponibili aggiornati allo scorso 4 settembre, sono stati<strong> circa 960mila, coinvolgendo oltre 2,3 milioni di individui<\/strong>. Un maggiore successo si \u00e8 generato principalmente nel Mezzogiorno con <strong>in vetta Campania, Calabria e Sicilia dove il livello di copertura del Reddito di cittadinanza ha raggiunto mediamente oltre l\u201980% dei nuclei familiari in povert\u00e0 assoluta<\/strong>, incapaci di poter acquisire un paniere di beni necessari per vivere. A fare da contrappeso al tasso di successo, per\u00f2, il possibile \u201ccondizionamento\u201d del lavoro irregolare al crescere del quale sembrerebbe aumentare anche il numero delle domande per il reddito di cittadinanza. Non \u00e8 un caso che, ancora una volta, Calabria, Sicilia e Campania si posizionano sul podio delle realt\u00e0 regionali anche con il pi\u00f9 elevato tasso di irregolarit\u00e0 generato dalla presenza di ben 817mila occupati non regolari. \u00c8 quanto emerge da un\u2019anticipazione del Rapporto BCC Mediocrati sull\u2019economia regionale realizzato da Demoskopika.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8130\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-313334\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Grafica-5-650x400.jpg\" alt=\"\" width=\"603\" height=\"371\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>Andamenti: 960mila domande accolte, 2,3 milioni di persone coinvolte<\/h4>\n<p><strong> Al 4 settembre 2019 risultano pervenute all\u2019Inps 1,5 milioni di domande<\/strong> di cui <strong>960mila sono state accolte<\/strong>, <strong>90mila in lavorazione e 410mila respinte o cancellate<\/strong>. Delle 960mila domande accolte, 843mila riguardano nuclei percettori del Reddito di cittadinanza con 2,2 milioni di persone coinvolte e le restanti 117mila sono nuclei percettori di Pensione di cittadinanza con 134 mila persone coinvolte. Analizzando il peso percentuale sulla popolazione residente e consentendo in tal modo un confronto omogeneo <strong>al primo posto nella classifica regionale si colloca la Calabria con un valore pari a 33,45% domande accolte per ogni 1.000 residenti<\/strong> e con <strong>65.458 nuclei percettori in valore assoluto<\/strong>. Seguono, per incidenza delle domande accolte, altre due realt\u00e0 del Mezzogiorno: <strong>Sicilia con 32,88% domande accolte<\/strong> (165.273 in valore assoluto) e C<strong>ampania con 31,21% domande accolte<\/strong> (181.874 in valore assoluto). Una minore attenzione, in rapporto alla popolazione residente, si \u00e8 verificata principalmente nelle regioni del Nord-est: Trentino Alto Adige con 2,76<strong>%<\/strong> domande accolte (2.945 in valore assoluto), Veneto con 6,00<strong>%<\/strong> domande accolte (29.440 in valore assoluto) e, infine, Emilia Romagna con 7,69<strong>%<\/strong> domande accolte (34.230 in valore assoluto).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8131\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-313335\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Grafica-6-675x400.jpg\" alt=\"\" width=\"586\" height=\"347\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>Povert\u00e0: al Sud 7 famiglie su 10 raggiunte dal reddito<\/h4>\n<p>Nel 2018, l\u2019Istat stima oltre <strong>1,8 milioni di famiglie in povert\u00e0 assoluta per un totale di 5 milioni di individui<\/strong>. Non si rilevano variazioni significative rispetto al 2017 nonostante il quadro di diminuzione della spesa complessiva delle famiglie in termini reali. In gran parte questo si deve al fatto che soltanto le famiglie con minore capacit\u00e0 di spesa, a maggiore rischio di povert\u00e0, mostrano una tenuta dei propri livelli di spesa, con un conseguente miglioramento in termini relativi rispetto alle altre. Nel tentativo, infine, di comprendere una reale, seppur preliminare, risposta delle regioni italiane al reddito di cittadinanza \u2013 si legge nell\u2019anticipazione del rapporto di Demoskopika &#8211; si \u00e8 pensato di rapportare i valori assoluti delle domande di reddito di cittadinanza accolte, nel periodo di riferimento, alla quota delle famiglie stimata per regione in condizione di povert\u00e0 assoluta. Le domande accolte al 4 settembre 2019 consentirebbero, gi\u00e0 in questa prima fase il raggiungimento della met\u00e0 (52,7%) dei nuclei familiari in Italia stimati da Istat in condizione di povert\u00e0 assoluta. Nel solo Mezzogiorno, inoltre, <strong>la misura riguarderebbe ben 7 famiglie povere su 10<\/strong>: <strong>579mila domande accolte su un universo di 824mila famiglie in povert\u00e0 assoluta<\/strong> con un coinvolgimento di <strong>ben 1,5 milioni di individui<\/strong>. In questo caso sul podio, come era prevedibile, si collocano tre regioni meridionali. E, in particolare, in Campania sarebbe pari all\u201986,9% il livello di copertura del reddito di cittadinanza sulle 209mila famiglie stimate in povert\u00e0, i<strong>mmediatamente seguita da Calabria con un\u2019incidenza dell\u201984,7% sulle 77mila famiglie povere<\/strong> e la Sicilia con una copertura pari al 76,4% sui 216mila nuclei in condizione di grave disagio economico. Un risultato sul versante del contrasto al disagio economico, ancora pi\u00f9 evidente se si considera che soltanto nelle tre realt\u00e0 regionali, appena menzionate, il numero delle persone coinvolte dalla misura \u2013 secondo i dai pi\u00f9 recenti dell\u2019Inps \u2013 \u00e8 pari a oltre un milione di individui, circa la met\u00e0 dell\u2019intero universo ad oggi \u201cinteressato\u201d dal provvedimento. Sul versante opposto, un minor livello di copertura si verificherebbe in quasi tutte le realt\u00e0 del nord dell\u2019Italia con Trentino Alto Adige (12,2%), Veneto (26,8%), Valle d\u2019Aosta (28,7%) e Lombardia (29,6%) a guidare la tendenza.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8132\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-313336\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Grafica-2-658x400.jpg\" alt=\"\" width=\"551\" height=\"335\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>\u201cRelazioni pericolose\u201d: la misura prevale dove \u00e8 maggiore il lavoro irregolare<\/h4>\n<p>Nel 2016 \u2013 secondo gli ultimi dati disponibili dell\u2019Istat &#8211; i<strong> lavoratori irregolari in Italia hanno registrato un incremento di oltre 188 mila unit\u00e0<\/strong>, passando dai circa 3,1 milioni di lavoratori irregolari del 2011 ai <strong>3,3 milioni del 2016<\/strong>. Se si sposta l\u2019analisi sul livello regionale si scopre che, con il 22,3%, a presentare il tasso di irregolarit\u00e0 pi\u00f9 alto, calcolato per occupati e unit\u00e0 di lavoro come rapporto tra la tipologia di occupazione non regolare e la corrispondente occupazione totale, moltiplicato per cento, \u00e8 la <strong>Calabria generando circa 141 mila occupati non regolari.<\/strong> A seguire, con quote rilevanti di lavoratori irregolari in percentuale sul totale dei lavoratori, altre tre realt\u00e0 territoriali del Mezzogiorno: <strong>Campania con un tasso di irregolarit\u00e0 pari al 20,1%<\/strong> (373mila occupati non regolari), S<strong>icilia con un tasso di irregolarit\u00e0 pari al 19,8%<\/strong> (304mila occupati non regolari) e, infine, P<strong>uglia con un tasso di irregolarit\u00e0 pari al 16,7%<\/strong> (227mila occupati non regolari). Sul versante opposto, sono tutte al Nord le realt\u00e0 meno esposte al fenomeno: Veneto con un tasso di irregolarit\u00e0 pari all\u2019 8,9% (198mila occupati non regolari), TrentinoAlto Adige con un tasso di irregolarit\u00e0 pari al 9,6% (52mila occupati non regolari) e, infine, EmiliaRomagna con un tasso di irregolarit\u00e0 pari al 10,0% (208mila occupati non regolari). A questo punto, l\u2019interesse dello studio \u00e8 centrato a comprendere se la diffusione del fenomeno del lavoro irregolare pu\u00f2, in qualche modo, \u201ccondizionare\u201d l\u2019ammontare delle domande inoltrate per il reddito di cittadinanza. Nel tentativo di offrire una risposta, precisandone la sua non assoluta esaustivit\u00e0 a causa della complessit\u00e0 delle variabili osservate, \u00e8 stato costruito un grafico a dispersione (<strong>vedi grafico in basso<\/strong>) per visualizzare, su uno spazio cartesiano, il modo in cui agiscono le due variabili prese in considerazione, ossia il tasso di irregolarit\u00e0 e il numero delle domande per il reddito di cittadinanza, su un insieme di elementi, nel caso specifico le regioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8133\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-313337\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Grafica-1-589x400.jpg\" alt=\"\" width=\"554\" height=\"376\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo si \u00e8 cercato di mostrare l\u2019effetto di relazioni tra le due dimensioni osservate e quanto una variabile possa essere influenzata dall\u2019altra. Il valore del coefficiente pari a 0,8936 indica l&#8217;esistenza di una correlazione lineare significativamente positiva: al crescere del tasso di irregolarit\u00e0 aumenta il numero delle domande per il reddito di cittadinanza. Come si pu\u00f2 facilmente notare, osservando lo scatter graph, a presentare una numerosit\u00e0 maggiore delle richieste di reddito di cittadinanza sono tutte le realt\u00e0 territoriali del Mezzogiorno che, come gi\u00e0 osservato, presentano anche i tassi di irregolarit\u00e0 pi\u00f9 elevati. <strong>In testa, in assoluto, la Calabria che il cui elevato tasso irregolarit\u00e0, pari al 22,3% sembra condizionare anche il maggiore numero di domande presentate<\/strong>: 47,57 richieste di reddito di cittadinanza per ogni 1.000 residenti. A seguire la Sicilia e Campania rispettivamente con 44,72 e 43,13 domande presentate. In tutt\u2019altra direzione, si posiziona, di fatto, l\u2019intero Nord collocato nella parte bassa del diagramma di dispersione, nel quale a tassi di irregolarit\u00e0 bassi corrispondono anche minori richieste presentate per l\u2019ottenimento del reddito di cittadinanza.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8134\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-313333\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Grafica-4-504x400.jpg\" alt=\"\" width=\"547\" height=\"434\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ricerca di Demoskopika per BCC Mediocrati: oltre 960mila le domande di reddito accolte in Italia, pari alla met\u00e0 dei nuclei familiari in condizione di povert\u00e0 assoluta. 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