{"id":117000,"date":"2019-10-03T18:18:16","date_gmt":"2019-10-03T16:18:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/contenuti-diffamanti-e-illeciti-lue-impone-a-facebook-lobbligo-della-rimozione\/"},"modified":"2023-01-16T18:35:30","modified_gmt":"2023-01-16T17:35:30","slug":"316481-contenuti-diffamanti-e-illeciti-lue-impone-a-facebook-lobbligo-della-rimozione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/316481-contenuti-diffamanti-e-illeciti-lue-impone-a-facebook-lobbligo-della-rimozione\/","title":{"rendered":"Contenuti diffamanti e illeciti? L&#8217;UE impone a Facebook l&#8217;obbligo della rimozione"},"content":{"rendered":"<h4>La Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea ha stabilito che &#8220;i prestatori di servizi di hosting sono tenuti a rimuovere anche i commenti o post identici o equivalenti a un contenuto gi\u00e0 giudicato illecito&#8221;. E potr\u00e0 imporlo quasi giudice di uno stato membro <!--more--><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 spesso siamo abituati a leggere contenuti postati su Facebook non solo diffamatori, ma addirittura illeciti e finanche pericolosi. Da oggi in poi un giudice di uno stato membro potr\u00e0 <strong>ordinare a Facebook, cos\u00ec come ad altre piattaforme online e alle realt\u00e0 che erogano servizi di hosting, la\u00a0cancellazione di un contenuto\u00a0ritenuto illegale o illecito<\/strong>. \u00c8 quanto stabilito oggi dalla Corte di Giustizia dell\u2019Unione Europea con una\u00a0sentenza nella quale<strong> obbliga anche il social network a operare autonomamente<\/strong>, qualora venisse a conoscenza della presenza, sulle proprie pagine, di informazioni illegali.<\/p>\n<p>Con la sentenza odierna, la Corte Ue ha quindi stabilito che i giudici europei <strong>hanno il diritto di chiedere la cancellazione dal Web<\/strong> n<strong>on solo dei contenuti da loro ritenuti illeciti, ma anche di quelli simili o equivalenti<\/strong>. E questo senza violare le norme europee n\u00e8 la libert\u00e0 n\u00e8 di espressione. La vicenda ha preso le mosse dall&#8217;azione legale intentata dall&#8217;austriaca Eva Glawischnig-Piesczek, presidente del gruppo parlamentare dei Verdi, contro Facebook Ireland dinanzi ai giudici austriaci.\u00a0L&#8217;esponente verde aveva chiesto di <strong>ordinare a Facebook di cancellare un commento pubblicato da un utente lesivo<\/strong> del suo onore nonch\u00e9 a<strong>ffermazioni identiche o dal contenuto equivalente<\/strong>. E la Corte suprema austriaca aveva chiesto alla Corte di giustizia Ue di interpretare la direttiva sul commercio elettronico per capire come applicare la norma.<\/p>\n<p>Oggi la Corte Ue ha quindi deciso che, sebbene un prestatore di servizi di hosting come Facebook non sia responsabile delle informazioni memorizzate qualora non sia a conoscenza della loro illiceit\u00e0, questo <strong>non pregiudica la possibilit\u00e0 di ingiungergli di porre fine o impedire una violazione<\/strong>, in particolare cancellando le informazioni illecite o disabilitando l&#8217;accesso alle medesime. \u00c8 bene precisare che <strong>la normativa non attribuisce al fornitore del servizio (quindi Facebook) la responsabilit\u00e0 delle informazioni memorizzate<\/strong> qualora non sia a conoscenza della loro illiceit\u00e0 o nel caso in cui agisca in modo tempestivo per rimuoverle non appena ne viene a conoscenza. Tuttavia, <strong>deve obbedire a un eventuale ordine di eliminazione<\/strong> e fare in modo che i contenuti &#8220;sanzionati&#8221; n<strong>on risultino pi\u00f9 accessibili agli iscritti,<\/strong> pubblicamente oppure in forma privata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea ha stabilito che &#8220;i prestatori di servizi di hosting sono tenuti a rimuovere anche i commenti o post identici o equivalenti a un contenuto gi\u00e0 giudicato illecito&#8221;. 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