{"id":117378,"date":"2019-10-10T06:08:29","date_gmt":"2019-10-10T04:08:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/calabria-il-36-della-popolazione-e-neet-giovani-che-non-studiano-non-lavorano-e-non-si-formano\/"},"modified":"2023-01-16T18:35:55","modified_gmt":"2023-01-16T17:35:55","slug":"317923-calabria-il-36-della-popolazione-e-neet-giovani-che-non-studiano-non-lavorano-e-non-si-formano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/317923-calabria-il-36-della-popolazione-e-neet-giovani-che-non-studiano-non-lavorano-e-non-si-formano\/","title":{"rendered":"Calabria, il 36% della popolazione \u00e8 &#8220;Neet&#8221;. Italia al primo posto in Europa"},"content":{"rendered":"<h4>L&#8217;Italia ha il triste primato in tutta l&#8217;Unione Europea. La Calabria \u00e8 al secondo posto tra le regioni italiane per la presenza di giovani definiti &#8220;Neet&#8221;<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ROMA &#8211; L&#8217;Italia al primo posto in Europa per la presenza di giovani etichettabili come &#8216;Neet&#8217; (Not in education, employment or training), ovvero giovani che non studiano, non lavorano e non seguono nessun percorso di formazione. Al primo posto tra le regioni italiane, c&#8217;\u00e8 la Sicilia, con un&#8217;incidenza del 38,6% della popolazione. <strong>A seguire la Calabria (36,2%)<\/strong> e la Campania (35,9%).<\/p>\n<p>E&#8217; uno dei dati pi\u00f9 significativi contenuti nella ricerca di <strong>Unicef Italia &#8216;Il silenzio dei Neet. Giovani in bilico tra rinuncia e desiderio<\/strong>&#8216;, realizzata sugli ultimi dati Istat del 2018, e lanciata oggi nell&#8217;ambito del progetto &#8216;Neet Equity&#8217;, selezionato dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile. La fotografia dei giovani Neet italiani evidenzia una composizione particolare quanto intuibile sotto il profilo dell&#8217;et\u00e0: nel 47% dei casi tra i 25 e i 29 anni, nel 38% tra i 20 e i 24 e il restante 15% nella forchetta 15-19 anni. Interessante inoltre il fatto che la maggior parte di questa tipologia di giovani ha anche conseguito un diploma di scuola secondaria superiore (49%), a fronte di un 40% con un livello di istruzione pi\u00f9 basso e addirittura di un 11% di laureati. Nel complesso i nostri neet &#8211; ricorda ancora Unicef Italia nel suo rapporto, che sar\u00e0 presentato in tre eventi, oggi a Taranto, domani a Napoli e il 25 ottobre a Carbonia &#8211; nella fascia di et\u00e0 15-29 anni conta in tutto 2.116.000 persone. Nel Nord Italia sono il 15,5%, nel Centro il 19,5% e nel Sud il 34%.<\/p>\n<h3>Italia al primo posto in Europa<\/h3>\n<p>Nel confronto con l&#8217;Europa, che presenta una media del 12,9%, <strong>l&#8217;Italia si posiziona purtroppo al primo posto<\/strong>, seguita dalla Grecia (19,5%), Bulgaria (18,1%), Romania (17%) e Croazia (15,6%). Invece le nazioni con il tasso di neet pi\u00f9 contenuto sono i Paesi Bassi (5,7%), la Svezia (7%) e Malta (7,4%). Il progetto &#8216;Neet Equity&#8217; &#8211; il cui slogan \u00e8 &#8216;Non siamo in fuori gioco&#8217; &#8211; ha preso il via a maggio 2018 e si concluder\u00e0 nel 2020. Nello specifico si rivolge a 300 ragazzi e ragazze tra i 16 e i 22 anni, quindi nella fase di transizione dalla scuola secondaria al mondo del lavoro. In particolare il progetto di Unicef Italia si prefigge lo scopo di migliorare la capacit\u00e0 dei territori nel costruire politiche attive e partecipate, capaci di includere tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Italia ha il triste primato in tutta l&#8217;Unione Europea. 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