{"id":117634,"date":"2019-10-14T14:42:00","date_gmt":"2019-10-14T12:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/dal-pesce-con-mercurio-al-pollo-con-salmonella-i-cibi-piu-pericolosi-venduti-in-italia\/"},"modified":"2023-01-16T18:36:14","modified_gmt":"2023-01-16T17:36:14","slug":"318635-dal-pesce-con-mercurio-al-pollo-con-salmonella-i-cibi-piu-pericolosi-venduti-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/318635-dal-pesce-con-mercurio-al-pollo-con-salmonella-i-cibi-piu-pericolosi-venduti-in-italia\/","title":{"rendered":"Dal pesce con mercurio al pollo con salmonella. I cibi pi\u00f9 pericolosi venduti in Italia"},"content":{"rendered":"<h4>Nel 2019 in Italia \u00e8 <strong>scoppiato fino ad oggi pi\u00f9 di un allarme alimentare al giorno<\/strong>, per un totale di ben 281 notifiche inviate all\u2019Unione Europea durante l\u2019anno. E\u2019 quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata al Forum Internazionale dell\u2019agroalimentare a Cernobbio dove \u00e8 stata apparecchiata la tavola dei cibi pi\u00f9 pericolosi venduti in Italia nel 2019<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<div><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/div>\n<div class=\"text\">\n<p>Secondo i dati diffusi da Coldiretti al Forum Internazionale dell\u2019agroalimentare a Cernobbio, nel 2019 sul totale di 281 allarmi che si sono verificati, <strong>124 provenivano da altri Paesi dell\u2019Unione Europea (44%)<\/strong> e 1<strong>08 da Paesi extracomunitari (39%)<\/strong>. In altre parole<strong> oltre quattro prodotti su cinque pi\u00f9 pericolosi per la sicurezza alimentare provengono dall\u2019estero (83%)<\/strong>.<\/p>\n<h4>Dal tonno spagnolo ai <strong>pistacchi dalla Turchia<\/strong><\/h4>\n<p>I pericoli maggiori per l\u2019Italia sono infatti venuti dal <strong>pesce spagnolo, come tonno e pescespada<\/strong>, con<strong> alto contenuto di mercurio<\/strong> e dal <strong>pesce francese, sgombro in primis, per l\u2019infestazione del parassita Anisakis<\/strong>, ma sul podio del rischio ci sono anche i materiali a contatto con gli alimenti (MOCA), per i quali si riscontra la cessione di sostanze molto pericolose per la salute del consumatore (cromo, nichel, manganese, formaldeide ecc&#8230;), <strong>in particolare per quelli importati dalla Cina<\/strong>. Nella black list alimentare \u2013 precisa la Coldiretti \u2013 ci sono poi i <strong>pistacchi dalla Turchia<\/strong> e le<strong> arachidi dall\u2019Egitto<\/strong> per l\u2019elevato contenuto di aflatossine cancerogene, presenti anche nei pistacchi dagli Stati Uniti e la salmonella enterica nelle carni avicole polacche.<\/p>\n<p>Sul podio dei Paesi da cui arrivano in Italia il maggior numero di prodotti rischiosi al primo posto emerge<strong> la Spagna con 54 notifiche<\/strong>, riguardanti principalmente la presenza di mercurio nel pesce, seguita dalla <strong>Cina con 28 segnalazioni<\/strong>, soprattutto per migrazione di metalli nei materiali a contatto con alimenti e dalla <strong>Turchia con 22 avvisi<\/strong>, maggiormente per aflatossine nella frutta in guscio.\u00a0E questo accade \u2013 sottolinea la Coldiretti \u2013 nonostante il fatto che la Cina e la Turchia rappresentano rispettivamente appena il 2% e l\u20191% del valore delle importazioni agroalimentari in Italia mentre la Spagna arriva circa al 10%.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8405\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-318652\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Pesce-tonno-669x400.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"335\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>Pericoli chimici negli alimenti che consumiamo<\/h4>\n<p>Dai risultati sono evidenti le maggiori garanzie di sicurezza \u2013 evidenzia Coldiretti \u2013 dei prodotti nazionali mentre i pericoli vengono soprattutto dalle importazioni. Il motivo \u00e8 spiegato dalla relazione della Corte dei Conti Europea del 15 gennaio scorso sui \u201c<strong>pericoli chimici negli alimenti che consumiamo<\/strong>\u201d, in cui si parla di tolleranze all\u2019importazione e si chiede alla Commissione Europea di spiegare \u201c<strong>quali misure intende adottare<\/strong>\u201d per mantenere lo stesso livello di garanzia per gli alimenti importati rispetto a quelli prodotti nella Ue. \u00a0Infatti, sugli alimenti importati \u00e8 stata individuata una <strong>presenza irregolare di residui chimici<\/strong> pi\u00f9 che doppia rispetto a quelli Made in Italy con i pericoli che si moltiplicano per gli ortaggi stranieri venduti in Italia che sono quasi cinque volte piu\u2019 pericolosi di quelli nazionali, secondo l\u2019ultimo report del ministero della Salute sul \u201cControllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti\u201d pubblicato in agosto 2019. Su circa 11.500 i campioni di alimenti (ortofrutta, cereali, olio, vino, baby food e altri prodotti) analizzati per verificare la presenza di residui di prodotti fitosanitari <strong>appena lo 0,9% dei campioni di origine nazionale<\/strong> \u2013 sottolinea la Coldiretti \u2013 \u00e8 risultato irregolare ma <strong>la percentuale sale al 2% se si considerano solo gli alimenti di importazioni<\/strong> e tra questi il record negativo \u00e8 fatto segnare dagli ortaggi dall\u2019estero con il 5,9%.<\/p>\n<h4>Made in Italy garanzia di sicurezza<\/h4>\n<p>Se si evidenzia \u2013 continua la Coldiretti \u2013 il primato del Made in Italy nella sicurezza alimentare a livello internazionale ed europeo, dove<strong> la media delle irregolarit\u00e0 \u00e8 del 2,5%<\/strong>, a preoccupare \u00e8 la presenza sul territorio nazionale di alimenti di importazione con elevati livelli di residui.\u00a0In questo contesto, in caso di allarme alimentare le maggiori preoccupazioni sono proprio determinate dalla difficolt\u00e0 di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio generando un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi e che spesso ha messo in difficolt\u00e0 ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro. \u201cL\u2019esperienza di questi anni dimostra <strong>l\u2019importanza di una informazione corretta<\/strong> con l\u2019obbligo di i<strong>ndicare in etichetta l\u2019origine nazionale dei prodotti<\/strong> che va esteso a tutti gli alimenti\u201d sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che \u201cva anche tolto in Italia il segreto sui flussi commerciali con l\u2019indicazione delle aziende che importano materie prime dall\u2019estero per consentire interventi mirati in situazioni di emergenza sanitaria che si ripetono sempre pi\u00f9 frequentemente\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8406\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-318654\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/pistacchi-735x400.jpg\" alt=\"\" width=\"559\" height=\"304\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u201cUna preoccupazione viene anche per l<strong>\u2019elevato numero di allarmi alimentari che riguardano Paesi come l\u2019Argentina ed il Brasile<\/strong> che fanno parte del gruppo dei MERCOSUR con i quali l\u2019Unione Europea ha siglato accordi di libero scambio per agevolare proprio le importazioni di riso, agrumi e carne\u201d conclude Prandini nel sottolineare che anche per queste ragioni l\u2019Italia non deve ratificare l\u2019accordo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>TOP TEN DEI PRODOTTI PI\u00d9 PERICOLOSI VENDUTI IN ITALIA<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Pesce dalla Spagna (37 notifiche), principalmente per mercurio (31)<\/li>\n<li>Pesce dalla Francia (19), principalmente per Anisakis (17)<\/li>\n<li>Materiali a contatto con alimenti dalla Cina per cessione di metalli (18)<\/li>\n<li>Pistacchi dalla Turchia per aflatossine (11)<\/li>\n<li>Arachidi dall\u2019Egitto per aflatossine (9)<\/li>\n<li>Cozze dalla Spagna (7), principalmente per Escherichia Coli (4)<\/li>\n<li>Carni avicole dalla Polonia per Salmonella (6)<\/li>\n<li>Pistacchi dagli USA per aflatossine (6)<\/li>\n<li>Carni avicole dall\u2019Ungheria per Salmonella (6)<\/li>\n<li>Mandorle dagli USA per aflatossine (4)<\/li>\n<\/ol>\n<p><em>Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Rassf allarmi alimentari in Italia nei primi nove mesi del 2019<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>TOP TEN DEI PAESI CHE ESPORTANO IN ITALIA I PRODOTTI PI\u00d9 PERICOLOSI<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Spagna (54 notifiche)<\/li>\n<li>Cina (28)<\/li>\n<li>Turchia (22)<\/li>\n<li>Francia (21)<\/li>\n<li>USA (13)<\/li>\n<li>Polonia (11)<\/li>\n<li>Egitto (9)<\/li>\n<li>Argentina (7)<\/li>\n<li>Brasile (6)<\/li>\n<li>Ungheria (6)<\/li>\n<\/ol>\n<p><em>Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Rassf allarmi alimentari in Italia nei primi nove mesi del 2019<\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2019 in Italia \u00e8 scoppiato fino ad oggi pi\u00f9 di un allarme alimentare al giorno, per un totale di ben 281 notifiche inviate all\u2019Unione Europea durante l\u2019anno. 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