{"id":117840,"date":"2019-10-17T09:50:32","date_gmt":"2019-10-17T07:50:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/rapine-e-furti-una-base-nel-centro-storico-di-cosenza-le-fughe-a-200-km-allora\/"},"modified":"2023-01-16T18:36:29","modified_gmt":"2023-01-16T17:36:29","slug":"319317-rapine-e-furti-una-base-nel-centro-storico-di-cosenza-le-fughe-a-200-km-allora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/319317-rapine-e-furti-una-base-nel-centro-storico-di-cosenza-le-fughe-a-200-km-allora\/","title":{"rendered":"Rapine e furti: una base nel centro storico di Cosenza. Le fughe a 200 km all&#8217;ora"},"content":{"rendered":"<h4>Sono state indagini complesse che hanno richiesto un impegno protratto nel tempo. Per due anni le due bande hanno seminato il panico nelle province di Cosenza, Vibo, Catanzaro e anche Taranto<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; <strong>Ogni colpo era studiato nei minimi dettagli, pensato e dettagliato<\/strong>. C&#8217;era chi doveva provvedere all&#8217;effrazione, e dunque pensare alle saracinesche per favorire l&#8217;ingresso della banda, <strong>chi invece si occupava di portare via il materiale rubato<\/strong> e chi invece <strong>monitorava la strada con tanto di staffette, per evitare i controlli<\/strong>. Staffette in alcuni casi anche molto pericolose per l&#8217;incolumit\u00e0 non solo dei carabinieri ma anche degli utenti della strada. Sono stati raccolti elementi che hanno accertato la responsabilit\u00e0 <strong>in ordine a 38<\/strong> <strong>furti<\/strong>, perpetrati in danno di bar, tabacchi, sale giochi e scommesse, distributori di carburanti, supermercati, cash &amp; carry, concessionarie auto, aziende per la produzione di mezzi ed utensili da lavoro, per la produzione e distribuzione del caff\u00e8, per la distribuzione del gas, imprese edili ecc.. delle province di Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia e Taranto.\u00a0L&#8217;indagine denominata &#8220;Vulture&#8221; (&#8220;Avvoltoi&#8221;), <strong>avviata nel mese di ottobre 2017<\/strong> ha portato all&#8217;esecuzione di <strong>19 provvedimenti di custodia cautelare<\/strong> (di cui 11 in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 3 obblighi di dimora), emesse dall&#8217;Ufficio G.I.P. presso il Tribunale di Cosenza \u2013 su richiesta della locale Procura della Repubblica \u2013 nei confronti di altrettanti soggetti, indagati, a vario titolo, per i reati di &#8220;associazione per delinquere&#8221; finalizzata alla commissione di &#8220;furti&#8221; e &#8220;ricettazione&#8221;, nonch\u00e9 per &#8220;rapina in abitazione&#8221;, &#8220;resistenza a pubblico uffici<\/p>\n<p><strong>I colpi sono stati messi a segno in quasi 20 differenti comuni:<\/strong>\u00a0Cosenza, Rende, Montalto Uffugo, Amantea, Paola, Villapiana, Mangone, Diamante, Lamezia Terme, Corigliano-Rossano, Bisignano, Cetraro, Palagiano, Cassano all\u2019Ionio, Pizzo Calabro, Camigliatello Silano, per un danno complessivo stimato in circa <strong>700.000\u20ac<\/strong>.\u00a0I carabinieri hanno effettuato diversi interventi riuscendo a recuperare parte della refurtiva trafugata nei <strong>38<\/strong> <strong>episodi predatori<\/strong> consumati tra cui autovetture, prodotti cosmetici, generi alimentari, tabacchi, gratta e vinci, utensili vari, televisori, tablet, piccoli elettrodomestici, restituiti ai legittimi proprietari. Nonch\u00e9 <strong>a sequestrare 3 autovetture e diversi arnesi da scasso in uso al gruppo criminale<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-319333 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Vulture-furti-01-carabinieri-cosenza.jpg\" alt=\"\" width=\"525\" height=\"345\" title=\"\"><\/p>\n<h4>Bande dell&#8217;est europa, Corigliano-Rossano e Cosenza<\/h4>\n<p>Cos\u00ec ha raccontato i dettagli dell&#8217;operazione il comandante provinciale dei carabinieri di Cosenza, Piero Sutera che ha parlato di &#8220;<strong>indagini complesse che hanno richiesto un impegno protratto nel tempo, due anni<\/strong>, coordinate dalla Procura di Cosenza e che hanno puntato l&#8217;attenzione su due distinti gruppi criminali; bande specializzate in rapine nelle case e furti nelle aziende ed esercizi commerciali. L<strong>e bande si componevano di soggetti dell&#8217;Est Europa<\/strong> e di <strong>italiani della zona di Corigliano Rossano<\/strong> e del<strong> centro storico di Cosenza<\/strong>. Due distinti gruppi criminali, <strong>uno composto da slavi con base in un campo rom di Napoli<\/strong> dediti per lo pi\u00f9 a rapine e furti anche con modalit\u00e0 particolarmente violente ai danni di privati, e l&#8217;altro prediligeva centri commerciali e attivit\u00e0 locali. Sono stati raccolti elementi di prova molto solidi in ordine almeno a <strong>40 colpi tra rapine in abitazione<\/strong> e furti che venivano in gran parte compiuti nelle zone industriali di Rende e Montalto ai danni di attivit\u00e0 di vario genere&#8221;.<\/p>\n<h4>Ogni colpo studiato. Si presentavano come carabinieri<\/h4>\n<p>&#8220;Si tratta di<strong> bande strutturate e ben organizzate<\/strong> all&#8217;interno e &#8211; spiega il comandante Sutera &#8211; c&#8217;era <strong>una suddivisione dei ruoli<\/strong>: chi si occupava dell&#8217;effrazione, quindi di saracinesche e modalit\u00e0 per entrare all&#8217;interno delle aziende, chi di portare all&#8217;esterno la refurtiva. <strong>Dettagliavano il piano dai giorni precedenti<\/strong>, selezionavano gli obiettivi ed il tragitto viario da percorrere. Inoltre durante l&#8217;operazione erano soliti farsi accompagnare da staffette per evitare di incontrare i carabinieri&#8221;. In particolare, il <strong>gruppo criminale composto da 5 persone slave, agiva prevalentemente nella sibaritide<\/strong> in pieno giorno in villette isolate. Una volta individuato l&#8217;obiettivo da colpire entravano in azione repentinamente, <strong>bussando alla porta di casa della vittima e qualificandosi come &#8220;carabinieri&#8221;<\/strong>. Una volta dentro l&#8217;abitazione, mentre uno dei malviventi teneva bloccata la vittima dietro minaccia di un cacciavite, gli altri tre complici rovistavano l&#8217;abitazione, per poi darsi velocemente alla fuga a bordo di un&#8217;autovettura di grossa cilindrata condotta dal quinto complice che faceva da autista e da &#8220;palo&#8221;.\u00a0L&#8217;altro gruppo, c<strong>omposto da soggetti di nazionalit\u00e0 rumena, moldava ed italiana<\/strong> stanziali tra Cosenza e Corigliano-Rossano, sono r<strong>esponsabili di 38 furti perpetrati in danno di negozi, aziende, supermercati e concessionarie<\/strong>. Un&#8217;organizzazione pianificata nei minimi dettagli dalla selezione degli esercizi commerciali da colpire, alla definizione delle auto e degli strumenti, alla suddivisione dei ruoli.<\/p>\n<h4>Sfrecciavano di notte per chilometri a 210 km\/h<\/h4>\n<p>&#8220;Alcuni di questi episodi (le staffette) &#8211; spiega ancora Sutera &#8211; sono risultati anche molto pericolosi perch\u00e8 questi soggetti hanno sfrecciato per le strade della nostra provincia anche per chilometri e chilometri a <strong>velocit\u00e0 incredibili<\/strong>. In alcuni casi anche arrivando ai <strong>200-210 chilometri all&#8217;ora<\/strong> mettendo a repentaglio l&#8217;incolumit\u00e0 dei carabinieri e degli utenti della strada&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-319335 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Vulture-furti-02.jpg\" alt=\"\" width=\"533\" height=\"287\" title=\"\"><\/p>\n<h4>Il Gergo usato dalla banda per i furti<\/h4>\n<p>Il <strong>\u201c<\/strong><strong>gergo<\/strong><strong>\u201d <\/strong>utilizzato dai membri dell\u2019associazione criminale prevedeva una serie di termini convenzionali dal contenuto criptico ed in particolare venivano indicati con il termine \u201c<strong>ragazze<\/strong>\u201d coloro i quali commettevano i furti, mentre con l\u2019espressione \u201c<strong>andare in guerra<\/strong>\u201d veniva indicata la vera e propria azione delittuosa all\u2019interno degli esercizi commerciali (\u201c&#8230;<em>Sono andate via le ragazze in guerra?<\/em>..\u201d). Ed ancora \u201c<strong>abiti puliti<\/strong>\u201d stava ad indicare il cambio degli indumenti utilizzati per il furto (\u201c<em>\u2026Prendo i vestiti puliti?&#8230;\u201d<\/em>), mentre termini pi\u00f9 colorati venivano utilizzati per indicare le autovetture \u201c<strong>puttane<\/strong>\u201d (\u201c\u2026<em>E&#8217; entrata una puttana nella stazione di servizio adesso per fare rifornimento! Dillo presto a loro!&#8230;\u201d<\/em>), le forze di polizia \u201c<strong>ratti neri o neri<\/strong>\u201d (\u201c\u2026<em>Quei ratti neri? Sono andati con la macchina in caserma!&#8230;\u201d<\/em>) e le guardie giurate \u201c<strong>spose<\/strong>\u201d (\u201c<em>\u2026Le spose sono venute verso di voi, sono venute qui! Hanno guardato qui e poi sono andate verso di voi!&#8230;\u201d<\/em>).<\/p>\n<h4>Spagnuolo sul centro storico: &#8220;soggetti che traggono sostentamento solo dall&#8217;illecito&#8221;<\/h4>\n<p>Il procuratore di Cosenza, Mario Spagnuolo ha ribadito come i due gruppi dediti ai reati predatori, mettessero a segno rapine e furti ben orchestrati. &#8220;I due gruppi hanno avuto base nel Cosentino per un periodo limitato ma con interessi criminali su tutto il <strong>territorio nazionale<\/strong> e in modo seriale, commettevano reati creando danni importanti a strutture economiche che &#8211; sottolinea il procuratore &#8211; non possono certo permettersi il lusso di subire questi danni&#8221;.\u00a0Riguardo alla base nel centro storico di Cosenza, Spagnuolo ha ribadito la pericolosit\u00e0 della zona: &#8220;Il centro storico \u00e8 un <strong>problema di tipo sociale, etico, politico istituzione prima che criminale<\/strong>. Nel centro storico vi \u00e8 una presenza di soggetti che traggono il sostentamento per vivere solo dall&#8217;illecito. Questi soggetti stavano l\u00ec perch\u00e9 godevano di maggiore impunit\u00e0, ma non ci sono solo autori di furti e rapine ma anche le basi dello smercio della droga e di altri reati ancora pi\u00f9 gravi&#8221;.<\/p>\n<h4>I colpi anche a Catanzaro, Vibo, Taranto: &#8220;strutture fluide&#8221;<\/h4>\n<p>&#8220;Quando pensate a queste organizzazioni &#8211; ha sottolineato il procuratore di Cosenza &#8211; non dovete pensare alle organizzazioni mafiose. Queste sono <strong>strutture fluide<\/strong>. La gente si compone, si ricompone, sta insieme, fa una serie di reati per un certo periodo di tempo, si trasferisce e poi si ricompone in altre localit\u00e0 per commetterne altri. Questi sono reati tipici di una societ\u00e0 globalizzata dove le persone si muovono sul territorio&#8221;. &#8220;Questa \u00e8 un&#8217;indagine &#8211; ci tiene a precisare Spagnuolo &#8211; che parte da una stazione dei carabinieri. Cosenza troppo spesso viene considerata dal punto di vista investigativo una &#8220;cenerentola&#8221;, mentre invece qui, c&#8217;\u00e8 una realt\u00e0 criminale diffusa, importante, predatoria che crea problemi alla sicurezza dei cittadini&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>https:\/\/quicosenza.it\/news\/le-notizie-dell-area-urbana-di-cosenza\/cosenza\/319261-cosenza-operazione-vulture-19-arresti-per-rapine-e-furti-in-case-e-negozi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono state indagini complesse che hanno richiesto un impegno protratto nel tempo. 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