{"id":117874,"date":"2019-10-17T15:36:03","date_gmt":"2019-10-17T13:36:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/radiazioni-ionizzanti-ecco-la-mappa-siti-contaminati-con-norm-a-crotone\/"},"modified":"2023-01-16T18:36:31","modified_gmt":"2023-01-16T17:36:31","slug":"319424-radiazioni-ionizzanti-ecco-la-mappa-siti-contaminati-con-norm-a-crotone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/319424-radiazioni-ionizzanti-ecco-la-mappa-siti-contaminati-con-norm-a-crotone\/","title":{"rendered":"Radiazioni ionizzanti: ecco la mappa dei siti contaminati con Norm a Crotone"},"content":{"rendered":"<h4>Il lavoro presentato a Perugia ed intitolato <strong><em>\u201c<\/em>La radioattivit\u00e0 naturale impropria della Calabria. La mappa dei siti contaminati da Tenorm e stime dosimetriche per la popolazione esposta<em>\u201d<\/em><\/strong>, \u00e8 stato realizzato da un team di esperti in Calabria guidati dal Dottor Salvatore Procopio, fisico del Laboratorio \u201cE. Majorana\u201d del Dipartimento provinciale di Catanzaro dell\u2019Arpacal<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>PERUGIA &#8211;\u00a0C\u2019\u00e8 una partita importante che il territorio della provincia di Crotone \u00e8 chiamato a giocare, oltre a quella che riguarda il SIN (<strong>Sito di Interesse Nazionale<\/strong>) che interessa l\u2019area di quello che fu il <strong>polo industriale della Citt\u00e0 di Pitagora<\/strong> sin dal 1928. Si tratta della bonifica delle aree, non ricadenti nel SIN ma comunque individuate nella citt\u00e0 di Crotone ed anche in provincia, in cui sono state <strong>riscontrate, nel corso degli ultimi anni, presenze di materiali e residui contenenti NORM<\/strong> (Naturally Occurring Radioactive Materials, ndr). Questa sigla indica i materiali considerati non radioattivi, ma\u00a0<b>contenenti radionuclidi naturali<\/b>\u00a0in concentrazioni superiori alla media della crosta terrestre. I NORM possono costituire\u00a0<b>la materia prima<\/b>,\u00a0<b>il prodotto o il residuo<\/b>\u00a0della lavorazione in\u00a0<b>numerose attivit\u00e0 industriali<\/b>, nelle quali il rischio radiologico \u00e8 generalmente incidentale in relazione al processo, e non elevato in confronto a quello derivante dall&#8217;esposizione ad agenti chimici. \u00c8 perci\u00f2 necessario identificare e porre sotto sorveglianza tali processi industriali. questi <strong>scarti di lavorazione delle industrie del fosforo<\/strong> a Crotone, sono stati in parte smaltiti in discariche per inerti, ma si stima che una frazione pi\u00f9 imponente, viste le buone propriet\u00e0 meccaniche, sia stata impiegata come materiale di riempimento per le strade, i porti e piazzali della citt\u00e0 e della provincia di Crotone.<\/p>\n<p>La stima \u00e8 parziale, perch\u00e9 soggetta ad aumentare ogni qualvolta in quel territorio vengono avviati lavori che interessano il movimento terra, e vengono puntualmente trovate nuove tracce di quei materiali. Gli scarti provenienti dalle produzioni industriali e che<strong> incrementano i livelli di radioattivit\u00e0 ambientale nella citt\u00e0 pitagorica<\/strong>, infatti, hanno trovato sostanzialmente due modalit\u00e0 di impiego ormai accertati: il cosiddetto \u201csandwich freddo\u201d, per il riempimento dei fondi scavo come per i manti stradali, consistente in uno strato di bitume, poi <strong>uno spessore variabile tra i 50- 80 cm di scarto contenente TENORM<\/strong> e, infine, uno strato di argilla compatta; oppure il cosiddetto \u201csandwich caldo\u201d, per il riempimento dei vespai degli ambienti confinati (abitazioni private, strutture industriali, scuole, palazzi ad impiego pubblico), con un conseguente aumento della concentrazione di attivit\u00e0 di radon indoor.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8437\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-319433\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Arpacal-566x400.jpg\" alt=\"\" width=\"543\" height=\"384\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>Delle implicazioni sulla tutela dell\u2019ambiente e della salute collettiva di queste operazioni se ne \u00e8 parlato ieri a Perugia nel corso del Convegno Nazionale di Radioprotezione che ogni anno l\u2019Airp (Associazione Italiana di Radioprotezione) celebra per presentare lo stato della ricerca nel settore. Il lavoro presentato a Perugia, ed intitolato\u00a0<strong><em>\u201cLa radioattivit\u00e0 naturale impropria della Calabria. La Mappa dei siti contaminati da Tenorm e stime dosimetriche per la popolazione esposta\u201d<\/em><\/strong>, \u00e8 stato realizzato da un team di esperti in Calabria guidati dal dr. Salvatore Procopio (<em>foto<\/em>), fisico del Laboratorio \u201cE. Majorana\u201d del Dipartimento provinciale di Catanzaro dell\u2019Arpacal.<\/p>\n<h4>Indagine realizzata su 16 hot-spot<\/h4>\n<p>L\u2019indagine \u2013 che \u00e8 stata realizzata su 16 \u201chot-spot\u201d nel territorio crotonese, nei quali \u00e8 stata accertata la p<strong>resenza di tali scarti di lavorazione<\/strong> &#8211; non esclude che possa essere estesa ben oltre i confini pitagorici, ogni qualvolta venga riscontrata la presenza di quel materiale. Gli autori del lavoro, infatti, non escludono che quei residui di lavorazione, cos\u00ec buoni per le propriet\u00e0 meccaniche e dal costo sostanzialmente contenuto, possano essere stati \u201cesportati\u201d nelle altre province calabresi o in qualunque cantiere ove fosse necessario (grandi opere infrastrutturali oppure opere viarie ad esempio).\u00a0 L\u2019azione istituzionale congiunta di alcuni Enti, come l\u2019Arpacal e la Prefettura di Crotone, ha permesso di <strong>tracciare quindi le aree contaminate da TENORM<\/strong>. Queste porzioni di territorio sono state classificate con potenziale interesse di tipo radiologico, a seguito di una caratterizzazione, in cui i meta silicati ritrovati, con un alto contenuto di radioattivit\u00e0 naturale, sono stati sottoposti ad una analisi quali-quantitativa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8438\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-319428\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Tenorm-Crotone-617x400.jpg\" alt=\"\" width=\"548\" height=\"355\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>Rischio radiologico<\/h4>\n<p>Le conclusioni di questo studio, dunque, giungono a <strong>tenere alta l\u2019attenzione sul rischio radiologico derivante dalla movimentazione terra<\/strong> in quel territorio. Se \u201ctombato\u201d nelle ipotesi del cosiddetto sandwich, freddo per le strade o caldo per i vespai di edifici pubblici o privati, <strong>il rischio radiologico viene considerato quasi trascurabil<\/strong>e; ma se scalfito il manto stradale, cosa molto frequente, o non aerati gli edifici pubblici interessati dai vespai prodotti con quei materiali, e nei quali \u00e8 stato accertato un a<strong>umento della presenza di gas radon<\/strong>, ecco che il rischio radiologico potrebbe incidere sulle dinamiche di protezione dell\u2019ambiente e della salute collettiva.<\/p>\n<p>\u201cNon solo la descrizione di un rischio, quello che abbiamo presentato a Perugia \u2013 ha commentato il Direttore generale dell\u2019Arpacal, Dott. Domenico Pappaterra &#8211; ma anche una opportunit\u00e0 economica per il territorio: avviare un percorso condiviso di bonifica, significa dare vita ad un indotto socio-economico che sarebbe in grado di risollevare le sorti di quel territorio\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8439\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">SCARICA E LEGGI LA RELAZIONE DELL&#8217;ARPACAL<\/a><\/span><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il lavoro presentato a Perugia ed intitolato \u201cLa radioattivit\u00e0 naturale impropria della Calabria. La mappa dei siti contaminati da Tenorm e stime dosimetriche per la popolazione esposta\u201d, \u00e8 stato realizzato da un team di esperti in Calabria guidati dal Dottor Salvatore Procopio, fisico del Laboratorio \u201cE. 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