{"id":119424,"date":"2019-11-13T09:30:38","date_gmt":"2019-11-13T08:30:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/allarme-tik-tok-da-una-scuola-reggina-studente-contattato-da-un-pedofilo\/"},"modified":"2023-01-16T18:38:18","modified_gmt":"2023-01-16T17:38:18","slug":"324410-allarme-tik-tok-da-una-scuola-reggina-studente-contattato-da-un-pedofilo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/324410-allarme-tik-tok-da-una-scuola-reggina-studente-contattato-da-un-pedofilo\/","title":{"rendered":"Allarme Tik Tok da una scuola reggina: &#8220;studente contattato da un pedofilo&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>La segnalazione arriva da un istituto di Reggio Calabria. L&#8217;applicazione pi\u00f9 scaricata al mondo dai teenager per condividere <strong>video<\/strong>, che ha superato Facebook e Instagram, \u00e8 pericolosa<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Un genitore avrebbe lanciato l&#8217;allarme: l&#8217;applicazione sarebbe stata utilizzata da un <strong>pedofilo<\/strong> per contattare e avvicinare il figlio. <strong>Tik Tok<\/strong>, la piattaforma di condivisione pi\u00f9 amata dalle nuove generazioni pu\u00f2 nascondere tanti pericoli. Il social network cinese \u00e8 stato lanciato nel 2016 e permette di creare brevi <strong>videoclip musicali di durata tra i 15 e i 60 secondi.<\/strong> L&#8217;utente si diverte anche ad utilizzare i filtri o effetti per rendere i filmati unici e particolari. L\u2019app permette di <strong>lanciare e praticare sfide<\/strong> (i cosiddetti &#8220;challenge&#8221;) che possono diventare anche pericolosi per i ragazzi. Perch\u00e8 se da un lato c&#8217;\u00e8 chi propone di raccontare le buone pratiche per il rispetto dell&#8217;ambiente, da un altro lato ci si sfida su quanti vestiti ci si riesce a cambiare in 60 secondi. E ci\u00f2 prevede che ci si spogli e che le immagini di minori finiscano in tutto il mondo. L\u2019applicazione inoltre permette di inviare e ricevere messaggi privati e questo rappresenta un &#8216;facile&#8217; accesso ai pedofili per avvicinare le vittime.<\/p>\n<p>Negli ultimi giorni inoltre, \u00e8 stato lanciato l&#8217;allarme su una nuova sfida detta \u201c<strong>Bright Eye Challenge<\/strong>\u201d: per partecipare, occorre mettere in un sacchetto di plastica candeggina, disinfettante per le mani e schiuma da barba. In seguito, bisogna <strong>appoggiare il sacchetto pieno di questo mix<\/strong> pericoloso su un occhio a scelta: dopo pochi minuti, tolto l\u2019impacco, si potr\u00e0 notare che<strong> l\u2019iride sar\u00e0 diventato di un altro colore<\/strong>. Una sfida pericolosissima e ovviamente il video di partenza \u00e8 un fake: l&#8217;ideatore \u00e8 uno studente universitario che ha eseguito un <strong>montaggio per dimostrare la riuscita dell&#8217;assurda sfida<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-324414 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/challenge-tik-tok-Bright-Eye-Challenge.jpg\" alt=\"\" width=\"524\" height=\"375\" title=\"\"><\/p>\n<p>E uno dei tanti <strong>segnali d&#8217;allarme arriva da Reggio Calabria<\/strong> dove la <strong>dirigente scolastica<\/strong> di un istituto comprensivo ha diramato una nota per informare &#8220;le famiglie degli alunni che su segnalazione di un genitore di una classe siamo venuti a conoscenza che l\u2019app \u2018Tik Tok\u2019 \u00e8 stata utilizzata per <strong>contattare il figlio da un pedofilo<\/strong>&#8220;. La preside invita i genitori a prestare massima attenzione sull&#8217;utilizzo che i propri figli fanno dei giochi e delle app visti i pericoli che questi comportano\u201d.<\/p>\n<p>Per accedere a quest&#8217;applicazione infatti, il limite d&#8217;et\u00e0 dovrebbe essere di 13 anni ma non sempre viene rispettato ed \u00e8 facile che qualcuno si nasconda dietro ad un profilo falso per adescare. A Modena \u00e8 stato registrato un caso con un <strong>bambino di 9 anni<\/strong> divenuto oggetto di attenzione da parte di un presunto pedofilo.<\/p>\n<p>L&#8217;applicazione spinge i ragazzi ad esibirsi, ad essere creativi e a condividere e li attira per il <strong>meccanismo di likes, followers e visualizzazioni.<\/strong> Ma gli esperti sconsigliano l&#8217;utilizzo dell&#8217;applicazione nei bambini sotto i 13 anni anche se questi posseggono uno smartphone. La rete infatti, \u00e8 sempre un ambiente pubblico, poco protetto, anche se pu\u00f2 apparire innocuo. Per i ragazzini invece, meglio se i genitori li accompagnino alluso dell\u2019app.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La segnalazione arriva da un istituto di Reggio Calabria. 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