{"id":119670,"date":"2019-11-18T06:18:10","date_gmt":"2019-11-18T05:18:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/traffico-beni-archeologici-23-arresti-eseguiti-anche-allestero\/"},"modified":"2023-01-16T18:38:35","modified_gmt":"2023-01-16T17:38:35","slug":"325121-traffico-beni-archeologici-23-arresti-eseguiti-anche-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/325121-traffico-beni-archeologici-23-arresti-eseguiti-anche-allestero\/","title":{"rendered":"Traffico beni archeologici, 23 arresti eseguiti anche all&#8217;estero"},"content":{"rendered":"<h4>L&#8217;operazione scattata stamattina vede impegnati i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale. <strong> I reperti, provento di scavi clandestini in Calabria, venivano esportati illecitamente fuori dall&#8217;Italia<\/strong><!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CROTONE &#8211; E&#8217; scattata alle prime luci di oggi, in tutta Italia e in alcuni Paesi esteri un&#8217;operazione dei carabinieri del Comando Tutela patrimonio culturale, diretta dalla Procura della Repubblica di Crotone. Sono in corso d&#8217;esecuzione 23 misure cautelari, 2 finiti in carcere e 21 ai domiciliari, contro i presunti componenti di una holding criminale che gestiva un ingente traffico di beni archeologici.<strong> I reperti, provento di scavi clandestini in Calabria, venivano esportati illecitamente fuori dall&#8217;Italia.<\/strong><\/p>\n<p>La holding criminale era estesa al Regno Unito, alla Germania, alla Francia e alla Serbia. I carabinieri hanno fatto scattare l\u2019operazione non a caso chiamata \u201c<strong>Achei<\/strong>\u201d, frutto di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone. Dalla notte scorsa, in tutto il Paese ma anche negli altri quattro territori stranieri, i militari del Comando Tutela Patrimonio Culturale, con il coordinamento di <strong>Europol ed Eurojust<\/strong>, stanno eseguendo un\u2019ordinanza per l\u2019applicazione di misure cautelari &#8211; emessa dal Gip del Tribunale pitagorico &#8211; nei confronti di 23 persone e, contemporaneamente, stanno effettuando delle perquisizioni nei <strong>confronti di altri 80 soggetti,<\/strong> di cui quattro all\u2019estero. Le indagini, avviate nel 2017, hanno permesso cos\u00ec di recuperare numerosi reperti archeologici per un valore di diversi milioni di euro. Complessivamente sono 123 le persone indagate.<\/p>\n<p>Gli indagati sono accusati di danneggiamento del patrimonio archeologico dello Stato, impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, ricettazione ed esportazione illecita. Eseguite perquisizioni in diverse localit\u00e0 italiane (Crotone, Bari, Benenvento, Bolzano, Caserta, Catania, Catanzaro, <strong>Cosenza<\/strong>, Ferrara, Frosinone, Latina, Matera, Milano, Perugia, Potenza, Ravenna, Reggio Calabria, Roma, Siena, Terni e Viterbo) e in quattro stati europei (Francia, Germania, Inghilterra e Serbia).<\/p>\n<h3>\u201cCriminalit\u00e0 Archeologica Crotonese\u201d<\/h3>\n<p>Dalla provincia di Crotone, in particolare da Isola di Capo Rizzuto, l&#8217;organizzazione era capace di alimentare i bilanci di interi nuclei familiari. Una struttura piramidale in cui i ruoli di ciascuno erano ben definiti. A capo dell\u2019organizzazione criminale secondo gli inquirenti c&#8217;erano <strong>Giorgio Salvatore Pucci, 59 anni di Cir\u00f2 Marina, e Alessandro Giovinazzi, 30 anni di Scandale<\/strong>, entrambi cultori di archeologia e conoscitori dei luoghi in cui reperire il materiale da introdurre illecitamente sul mercato e gli scavi sono stati effettuati, prevalentemente, nel Crotonese. Le indagini sono scattate a seguito di segnalazioni e denunce, che hanno poi trovato riscontro nei successivi approfondimenti dei carabinieri e di forze di polizia dei Paesi esteri.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 investigativa dei carabinieri del <strong>Nucleo carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza<\/strong> \u00e8 riuscita a ricostruire un rilevante traffico \u2013 a livello nazionale ed internazionale \u2013 di reperti archeologici rinvenuti attraverso l\u2019esecuzione di scavi clandestini anche nei siti archeologici di \u201cApollo Aleo\u201d di Cir\u00f2 Marina, di Capo Colonna, di <strong>\u201cCastiglione di Paludi\u201d nel Comune di Paludi, nel Cosentino<\/strong>, nell\u2019area di Cerasello ed in tante altre aree private dislocate nel territorio della provincia di <strong>Crotone e Cosenza.<\/strong><\/p>\n<h3>Il parco di Paludi<\/h3>\n<p>L\u2019ultima segnalazione di scavi abusivi risale al 22 gennaio dello scorso anno e la Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le Province di Catanzaro, Cosenza e Crotone avrebbe comunicato la presenza di \u201cbuche rinvenute in prossimit\u00e0 dei resti archeologici, probabile testimonianza dell\u2019intrusione di scavatori clandestini\u201d. Aree archeologiche saccheggiate per anni da un gruppo di tombaroli che ha fornito materiale archeologico al mercato clandestino da destinare alla commercializzazione in Italia ed all\u2019estero, attraverso una fitta rete di <strong>ricettazione. <\/strong>Un&#8217;articolata organizzazione costituita da tombaroli, intermediari e ricettatori che tra di loro usavano un linguaggio fatto di codici come &#8220;appartamenti&#8221;, &#8220;asparagi&#8221;, &#8220;motosega&#8221;, per eludere eventuali indagini e avevano in dotazione sofisticati strumenti elettronici per la ricerca dei metalli nel sottosuolo (minilab, cercametalli tra i pi\u00f9 efficati).<\/p>\n<p>In una circostanza l\u2019attivit\u00e0 di scavo \u00e8 stata interrotta dall\u2019intervento dei Carabinieri della Compagnia di Crotone (su input dei colleghi del Nucleo Carabinieri TPC di Cosenza), che ha sorpreso in flagranza di reato alcuni membri dell\u2019organizzazione. Significative, infatti, sono le immagini realizzzate, mediante l\u2019utlilzzo di un drone, che testimoniano la violenza con cui un\u2019area di interesse archeologico il gruppo criminale ha operato degli scavi clandestini, con pietoso violenza, scagliando colpi al suolo attraverso l\u2019utilizzo di un escavatore, nell\u2019ingordo intento di sottrarre quanto di pi\u00f9 prezioso il sottosuolo ancora custodiva.<\/p>\n<p>Nel corso dell\u2019attivit\u00e0 investigativa sono stati recuperati diversi<strong> reperti archeologici risalenti al IV e al III sec. a.C.<\/strong> rinvenuti nella disponibilit\u00e0 di uno dei capi dell\u2019organizzazione, quali: 5 vasi e lucerne in terracotta, piatti con scene di animali, fibule e monili vari, nonch\u00e8 sono stati sequestrati i mezzi meccanici e le attrezzature tecniche utilizzati rispettivamente per le escavazioni del terreno e per le ricerche archeologiche clandestine.<\/p>\n<h4>In carcere:<\/h4>\n<p>Giorgio Salvatore Pucci, 58 anni di Cir\u00f2 Marina (Kr)<br \/>\nAlessandro Giovinazzi, 30 anni di Scandale (Kr)<\/p>\n<h4>Agli arresti domiciliari:<\/h4>\n<p>Antonio Camardo, 56 anni di Pisticci<br \/>\nRaffaele Gualtieri, 56 anni di Isola Capo Rizzuto (Kr)<br \/>\nSanto Perri, 58 anni di Sersale (Cz)<br \/>\nAlfiero Angelucci 70 anni di Trevi (Pg)<br \/>\nEnrico Cocchi, di Castano Primo (Mi)<br \/>\nFrancesco Comito, 30 anni di Rocca di Neto (Kr)<br \/>\nGiuseppe Caputo, 42 anni di Dugenta (Bn)<br \/>\nSebastiano Castagnino, 47 anni di Petilia Policastro (Kr)<br \/>\nSimone Esposito, 35 anni di Rocca di Neto (Kr)<br \/>\nGiuseppe Gallo, 68 anni di Strongoli (Kr)<br \/>\nDomenico Guareri, 65 anni di Isola Capo Rizzuto (Kr)<br \/>\nVittorio Kuckiewicz, 72 anni di Fermo (Fm)<br \/>\nFranco Lanzi, 67 anni di Norcia (Pg)<br \/>\nLeonardo Lecce, 70 anni di Crotone<br \/>\nRaffaele Malena, 72 anni di Cir\u00f2 Marina<br \/>\nMarco Godano Otranto, 26 anni di Crotone<br \/>\nRenato Peroni, 48 anni di Magnago (Mi)<br \/>\nVincenzo Petrocca, 55 anni di Isola Capo Rizzuto<br \/>\nAldo Picozzi, 67 anni di Castano Primo (Mi)<br \/>\nDomenico Riolo, 37 anni di Scandale (Kr)<br \/>\nDino Sprovieri, 53 anni di Cir\u00f2 Marina (Kr)<\/p>\n<h4>Franceschini: &#8220;utilizzate sofisticate tecniche investigative&#8221;<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-67943 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/franceschini.jpg\" alt=\"\" width=\"443\" height=\"329\" title=\"\"><\/p>\n<p>&#8220;Grazie a sofisticate tecniche investigative e alla collaborazione di Europol e delle forze di polizia estere competenti, in Italia, Francia, Regno Unito, Germania e Serbia, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha condotto a termine con successo una vasta operazione di contrasto al traffico illecito di reperti archeologici dalla Calabria al Nord Italia e verso l&#8217;estero recuperando migliaia di beni e sequestrando materiali utilizzati per gli scavi clandestini&#8221;. E&#8217; il commento del ministro per i Beni e le Attivit\u00e0 culturali e per il Turismo Dario Franceschini: &#8220;U<strong>n&#8217;operazione che dimostra ancora una volta l&#8217;eccellenza del Comando dei Carabinieri che opera dal 1969 a difesa del patrimonio culturale italiano<\/strong>&#8220;.A loro, alla Procura Crotone che ha diretto le indagini e a tutti i soggetti che vi hanno partecipato &#8211; prosegue il ministro &#8211; va il plauso del governo italiano&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;operazione scattata stamattina vede impegnati i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale. I reperti, provento di scavi clandestini in Calabria, venivano esportati illecitamente fuori dall&#8217;Italia<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":119671,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-119670","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/119670","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=119670"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/119670\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/119671"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=119670"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=119670"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=119670"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}