{"id":119750,"date":"2019-11-19T05:47:19","date_gmt":"2019-11-19T04:47:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/video-imprenditori-contigui-alla-ndrangheta-maxi-sequestro-da-200-milioni\/"},"modified":"2023-01-16T18:38:40","modified_gmt":"2023-01-16T17:38:40","slug":"325321-video-imprenditori-contigui-alla-ndrangheta-maxi-sequestro-da-200-milioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/325321-video-imprenditori-contigui-alla-ndrangheta-maxi-sequestro-da-200-milioni\/","title":{"rendered":"VIDEO &#8211; Imprenditori contigui alla &#8216;ndrangheta, maxi sequestro da 200 milioni"},"content":{"rendered":"<h4>Il sequestro da parte della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e degli uomini della Dia, riguarda il patrimonio illecito accumulati da 4 imprenditori edili reggini contigui alle cosche di &#8216;ndrangheta. il sequestro riguarda l\u2019intero compendio aziendale<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Un patrimonio da oltre 200 milioni di euro illecitamente accumulati e riconducibili ai noti imprenditori edili reggini<strong> Andrea Francesco Giordano<\/strong> <strong>69 anni<\/strong>, <strong>Michele Surace 62 anni, Giuseppe Surace 35 anni <\/strong>e <strong>Carmelo Ficara 63 anni<\/strong>, indiziati di appartenenza\/contiguit\u00e0 alle note cosche di &#8216;ndrangheta reggine dei \u201c<em>Tegano<\/em>\u201d e \u201c<em>De Stefano\u201d<\/em>.\u00a0 Stamattina i militari dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri di Reggio Calabria, unitamente a personale del locale Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia, e del Servizio Centrale Investigazione Criminalit\u00e0 Organizzata della Guardia di Finanza, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Capo Giovanni Bombardieri, stanno eseguendo il sequestro dei beni. Nel mirino <strong>compendi societari, beni mobili e immobili, nonch\u00e9 rapporti finanziari<\/strong> per un valore complessivo stimato <strong>superiore a 200 milioni di euro<\/strong> riconducibili a noti imprenditori indiziati di appartenenza\/contiguit\u00e0 alle pi\u00f9 importanti cosche del capoluogo nonch\u00e9 ai rispettivi nuclei familiari. Il sequestro riguarda l\u2019i<strong>ntero compendio aziendale<\/strong> di <strong>20 imprese\/societ\u00e0<\/strong> commerciali edili (comprensivo, altres\u00ec, quote sociali, <strong>172<\/strong> <strong>immobili e 9 veicoli<\/strong>), quote societarie relative a <strong>10<\/strong> imprese, n. <strong>284<\/strong> <strong>tra fabbricati e terreni<\/strong>, n. <strong>4 veicoli<\/strong>, nonch\u00e9 disponibilit\u00e0 finanziarie e rapporti bancari\/assicurativi, per un valore stimato in oltre <strong>200<\/strong> <strong>milioni di euro<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/x79xG5CMR_o\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>Tutti gli imprenditori erano stati tratti in arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa su proposta della Procura della Repubblica DDA di Reggio Calabria nell\u2019ambito dell\u2019operazione \u201c<strong><em>Monopoli<\/em><\/strong>\u201d scattata <strong>ad aprile del 2018<\/strong> e condotta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria. I 4 erano stati raggiunti da provvedimenti restrittivi personali per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e autoriciclaggio. Gi\u00e0 lo scorso anno era state effettuati sequestri di imprese e societ\u00e0, beni mobili e immobili, per un valore complessivo stimato in 50 milioni di euro.<\/p>\n<h4>Le fortune &#8220;illecite&#8221; dei due imprenditori<\/h4>\n<p>Le indagini, avviate nel febbraio 2017 dai militari del Nucleo Investigativo, hanno fatto luce su un sistema di cointeressenze criminali, coltivate da imprenditori reggini che, sfruttando l\u2019appoggio delle pi\u00f9 temibili cosche cittadine, erano riusciti ad accumulare, in modo del tutto illecito, <strong>enormi profitti prontamente riciclati in fiorenti e diversificate attivit\u00e0 commerciali<\/strong>.\u00a0Le risultanze investigative hanno consentito di appurare come gli imprenditori <strong>Andrea Giorano<\/strong> <b>e Michele Surace<\/b>, quest&#8217;ultimo coadiuvato dal figlio <strong>Giuseppe<\/strong>, sfruttando l&#8217;appoggio delle cosche cittadine, fossero riusciti ad accumulare, in modo del tutto illecito, enormi profitti prontamente riciclati attraverso diverse attivit\u00e0 commerciali &#8211; tra le quali l<strong>&#8216;unica Sala Bingo presente nel comune di Reggio Calabria,<\/strong> attivit\u00e0 gestita in regime di \u201cmonopolio\u201d in virt\u00f9 di precisi accordi stipulati con esponenti apicali della famiglia \u201cTegano\u201d di Archi, nonch\u00e9 reimpiegando ingentissime quantit\u00e0 di denaro per lo pi\u00f9 nel settore edile, grazie alla costituzione di svariate societ\u00e0 fittiziamente intestate a compiacenti prestanome.<\/p>\n<p>Gli inquirenti, avvalendosi anche delle rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno delineato il profilo di Giordano e Surace<strong>\u00a0<\/strong>quali<strong> affiliati di lunga data ai \u201cTegano\u201d di Archi<\/strong>\u00a0in contatto, in particolare, con il boss 80enne <strong>Giovanni Tegano<\/strong> attualmente detenuto. Ulteriori approfondimenti investigativi hanno permesso di ricostruire le fortune del duo imprenditoriale che hanno preso il via dall&#8217;attivit\u00e0 di costruzione di fabbricati nell\u2019edilizia residenziale. Infatti, verso la fine degli anni \u201990 avevano realizzato il complesso residenziale \u201c<em>Mary Park<\/em>\u201d, fabbricato che successivamente ospiter\u00e0 i locali dell\u2019unica sala bingo cittadina, oltre a numerose villette a schiera, in cui era stata riservata la disponibilit\u00e0 di un appartamento a Giuseppe\u00a0 Tegano, fratello del boss Giovanni. Nel tempo, il rapporto sinallagmatico con la cosca, ha garantito ai due imprenditori un e<strong>ccezionale sviluppo economico<\/strong>. In tale contesto, gli accertamenti effettuati hanno permesso di documentare il <strong>reimpiego dei proventi illeciti della cosca in diversificate iniziative imprenditoriali<\/strong> affidate a Surace e Giordano, divenuti nel tempo un t<strong>assello fondamentale del sistema di riciclaggio<\/strong> e reinvestimento dei proventi illeciti della \u201cfamiglia\u201d.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/oS6LDsVSE1s\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<h4>Il patto con i De Stefano<\/h4>\n<p>All&#8217;imprenditore Carmelo Ficara, invece, viene contestato di concluso un<strong> patto con lo storico sodalizio criminoso reggino dei De Stefano<\/strong>, in cambio del quale avrebbe ottenuto protezione e possibilit\u00e0 di sviluppo imprenditoriale ed edificatorio, soprattutto nel territorio di Archi.<\/p>\n<p>I nomi di Giordano, Surace e Ficara emergono anche nll\u2019<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8743\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">operazione Martingala<\/a><\/span><\/strong>, condotta dalla D.I.A. e dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia economico finanziaria di Reggio Calabria, con il coordinamento della DDA, nei confronti di un articolato sodalizio criminale dedito alla commissione di gravi delitti tra cui &#8211; a vario titolo &#8211; quelli di associazione mafiosa, riciclaggio e autoriciclaggio, associazione a delinquere finalizzata all\u2019emissione di false fatturazioni, con l&#8217;aggravante &#8211; per alcuni di essi &#8211; del metodo mafioso &#8211; e conclusa nel 2018 con l\u2019esecuzione di\u00a0 provvedimenti restrittivi personali nei confronti di 27 persone, nonch\u00e9 di provvedimenti cautelari reali nei confronti di 51 societ\u00e0 &#8211; anche estere &#8211;\u00a0 partecipazioni sociali, beni mobili e immobili, disponibilit\u00e0 finanziarie per un ammontare complessivo stimato in circa \u20ac. 119.000.000.<\/p>\n<p>In tale contesto, \u00e8 stato delineato un illecito sistema &#8211; \u201c<strong><em>Sistema Scimone<\/em>\u201d &#8211;<\/strong> dal nome del suo ideatore e promotore <strong>Antonio<\/strong> Scimone che, attraverso l\u2019emissione e l\u2019utilizzo di fatture per operazioni inesistenti &#8211; grazie all\u2019impiego di societ\u00e0 cartiere &#8211; era funzionale alla consumazione di frodi fiscali e di riciclaggio, nonch\u00e9 al reimpiego di imponenti flussi finanziari provenienti da imprenditori espressione dell\u2019infiltrazione economica della \u2018ndrangheta. Al riguardo, dopo aver delineato il profilo di pericolosit\u00e0 sociale qualificata dei proposti, anche valorizzando le risultanze delle pregresse indagini, la pertinente attivit\u00e0 investigativa \u00e8 stata indirizzata alla ricostruzione delle acquisizioni patrimoniali, dirette o indirette, effettuate nell\u2019ultimo trentennio, accertando-\u00a0 attraverso una complessa, articolata e minuziosa attivit\u00e0 di accertamento e riscontro documentale &#8211; i patrimoni dei quali gli imprenditori risultavano disporre, direttamente o indirettamente, il cui <strong>valore era decisamente sproporzionato rispetto alla capacit\u00e0 reddituale dichiarata<\/strong> ai fini delle imposte sui redditi, nonch\u00e9 le fonti illecite dalle quali i medesimi avevano tratto le risorse per la loro acquisizione e, soprattutto, la natura <em>mafiosa<\/em> delle attivit\u00e0 d\u2019impresa svolte &#8211; nel tempo \u2013 dai proposti quali imprenditori espressione delle cosche di riferimento.<\/p>\n<p>Dagli approfondimenti svolti \u00e8 infatti emerso come gli imprenditori, inseriti nelle file della \u2018ndrangheta reggina, avessero stabilmente e in maniera sistematica <strong>messo a disposizione nel tempo le proprie risorse economiche e capacit\u00e0 professionali, non solo a favore delle citate cosche <em>Tegano<\/em> e <em>De Stefano<\/em><\/strong> &#8211; intessendo con questi un rapporto di florida e pluriennale collaborazione in una prospettiva di biunivoca utilit\u00e0 &#8211; ma anche a sostegno delle pi\u00f9 importanti famiglie mafiose del capoluogo quali i<strong> Latella, Libri ed i Labate,<\/strong> nell\u2019ottica dell\u2019ormai riconosciuta unitariet\u00e0 della \u2018ndrangheta.\u00a0Le investigazioni svolte, altres\u00ec, hanno consentito d\u00ec acquisire plurimi elementi di riscontro in merito a<strong> fittizie intestazioni di beni<\/strong> &#8211; architettate dai citati imprenditori con la complicit\u00e0 di familiari e terzi prestanome &#8211; per eludere l&#8217;applicazione d\u00ec misure di prevenzione patrimoniali, attraverso la costruzione di articolate strutture volte a schermare la titolarit\u00e0 di fatto di societ\u00e0 e immobili costituenti un cospicuo patrimonio di provenienza delittuosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sequestro da parte della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e degli uomini della Dia, riguarda il patrimonio illecito accumulati da 4 imprenditori edili reggini contigui alle cosche di &#8216;ndrangheta. il sequestro riguarda l\u2019intero compendio aziendale<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":119751,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-119750","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/119750","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=119750"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/119750\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/119751"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=119750"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=119750"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=119750"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}