{"id":120310,"date":"2019-11-29T05:58:48","date_gmt":"2019-11-29T04:58:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/video-magma-colpo-al-clan-bellocco-a-gioia-tauro-la-droga-viene-buttata-in-mare\/"},"modified":"2023-01-16T18:39:18","modified_gmt":"2023-01-16T17:39:18","slug":"327063-video-magma-colpo-al-clan-bellocco-a-gioia-tauro-la-droga-viene-buttata-in-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/327063-video-magma-colpo-al-clan-bellocco-a-gioia-tauro-la-droga-viene-buttata-in-mare\/","title":{"rendered":"VIDEO &#8211; &#8220;Magma&#8221;: colpo al clan Bellocco: \u00aba Gioia Tauro la droga viene buttata in mare\u00bb"},"content":{"rendered":"<h4>Il blitz della Guardia di Finanza \u00e8 scattato alle prime luci dell&#8217;alba. Gli arresti eseguiti in Calabria ma anche nel Lazio, in Emilia Romagna e Lombardia<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; La &#8216;ndrangheta calabrese colpita duramente dall&#8217;operazione della Guardia di finanza che \u00e8 in corso in varie regioni per l&#8217;esecuzione di <strong>45 ordinanze di custodia cautelare<\/strong> in carcere e ai domiciliari emesse dal gip su richiesta della Dda di Reggio Calabria. L&#8217;operazione, denominata &#8216;<strong>Magma<\/strong>&#8216;, secondo gli investigatori, ha disarticolato il clan Bellocco di Rosarno e le sue articolazioni extra regionali operanti in particolare nel Lazio, in Emilia Romagna e in Lombardia.<\/p>\n<h4><span style=\"color: #ff0000;\">VIDEO INTERCETTAZIONI<\/span><\/h4>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Intercettazioni Magma\" width=\"740\" height=\"555\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/CDdle51qkTs?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le accuse nei confronti degli indagati sono <strong>associazione mafiosa, traffico internazionale di sostanze stupefacenti, detenzione di armi e rapine aggravate dall&#8217;utilizzo del metodo mafioso e della transnazionalit\u00e0 del reato<\/strong>.\u00a0Le attivit\u00e0 investigative hanno consentito di destrutturare completamente la cosca Bellocco di Rosarno e le sue articolazioni extraregionali.<\/p>\n<h3>Sequestrate armi e droga<\/h3>\n<p>Ben 400 chilogrammi di cocaina, 30 chili di hashish e 15 di marijuana sono stati sequestrati dai finanzieri nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8220;Magma&#8221;. Fra gli arrestati, i <strong>vertici della potente organizzazione &#8216;ndranghetista che dalla Calabria<\/strong> estende i suoi tentacoli in diverse regioni italiane e all&#8217;estero. Nella disponibilit\u00e0 della cosca anche armi come dimostra il sequestro di un fucile semiautomatico, 3 pistole semiautomatiche e munizioni.<\/p>\n<p>Una cosca, quella dei Bellocco, appartenente al &#8220;mandamento tirrenico&#8221; che grazie alla propria <strong>forza intimidatrice<\/strong> ha attuato un capillare controllo di ogni aspetto della vita, specie pubblica ed economica, con l&#8217;intento di assoggettare economicamente il territorio, progetto realizzato anche attraverso accordi con altre cosche quali quella dei Pesce di <strong>Rosarno, dei Gallace ad Anzio e dei Morabito di Africo.<\/strong><\/p>\n<p>Gli arresti sono giunti a conclusione di un&#8217;indagine coordinata dal procuratore aggiunto Gaetano Calogero Paci e dal pm Francesco Ponzetta, e condotta dal Gico-Goa del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Reggio Calabria, che ha preso le mosse da una precedente operazione, condotta sempre dal Goa denominata<strong> &#8220;Rio De Janeiro&#8221;,<\/strong> che port\u00f2 al sequestro di 385 chilogrammi di cocaina gettato in mare in contenitori impermeabili da marittimi &#8220;infedeli&#8221; di una nave <strong>portacontainer giunta al porto di Gioia Tauro il 19 ottobre 2016<\/strong>. Partendo da quella operazione, i finanzieri sono riusciti a identificare tutti i componenti dell&#8217;organizzazione, le cui attivit\u00e0 principali erano quelle dell&#8217;approvvigionamento di ingenti quantitativi di droga da far giungere nei porti nazionali, come Gioia Tauro, e internazionali, come Rotterdam (Olanda) e Le Havre (Francia), interfacciandosi, in questi siti, con organizzazioni autonome dotate di batterie di operatori portuali infedeli.<\/p>\n<p>Le fonti di approvvigionamento dello stupefacente erano, in particolare, in Argentina e Costarica. Uomini dei Bellocco si sono serviti di alcuni emissari che hanno effettuato diversi viaggi in Sudamerica per visionare la droga e contrattare gli aspetti logistici dell&#8217;importazione. Durante le indagini, i finanzieri hanno anche sventato una rapina che alcuni componenti la cosca stavano organizzando in un ufficio postale del Lazio per finanziare l&#8217;acquisto di cocaina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-327126 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Operazione-Magma-Guardia-di-Finanza-.jpg\" alt=\"\" width=\"495\" height=\"315\" title=\"\"><\/p>\n<h3>Cinque persone percepivano il reddito di cittadinanza<\/h3>\n<p>Tra le 45 persone arrestate per i traffici, soprattutto di droga, capaci di generare illegalmente ingenti introiti, c&#8217;erano anche 5 soggetti che percepivano il reddito di cittadinanza. Inoltre, secondo le indagini, alcuni componenti del clan <strong>stavano preparando una rapina in un istituto postale<\/strong> nel Lazio al fine di approvvigionarsi di denaro contante da investire successivamente nell\u2019acquisto di droga.<\/p>\n<p>Gli\u00a0 uomini della Guardia di Finanza hanno sventato il piano, pedinando alcuni degli indagati mentre effettuavano diversi <strong>sopralluoghi e riprese video<\/strong> dell&#8217;obiettivo del colpo documentando, tra l\u2019altro, i <strong>movimenti dei furgoni portavalori<\/strong> e le mosse delle guardie giurate poste a vigilanza delle operazioni. Grazie al tempestivo intervento dei militari del Goa di Reggio Calabria, nel corso delle indagini, \u00e8 stato arrestato un membro del sodalizio criminale, sorpreso in possesso di armi, munizionamento, guanti e passamontagna, da utilizzare per eseguire la rapina, nonch\u00e9 di sostanza stupefacente destinata allo spaccio.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Operazione Magma\" width=\"740\" height=\"416\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/noJfmvZlIWU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h4>I rapporti con i &#8216;colletti bianchi&#8217; di Buenos Aires<\/h4>\n<p>La cosca Bellocco poteva contare, in Argentina, su alcuni <strong>&#8220;colletti bianchi&#8221; italo-argentini ritenuti intranei<\/strong> <strong>all&#8217;organizzazione<\/strong> e disposti ad agevolare la pianificazione dei traffici illeciti e dell&#8217;importazione di ingenti quantitativi di cocaina. Una presenza emersa grazie alla collaborazione tra la Guardia di finanza di Reggio Calabria e la <strong>Gendarmeria argentina,<\/strong> tramite rogatoria internazionale promossa dalla Dda reggina. In tale contesto, \u00e8 emerso che uno di questi, sfruttando le proprie conoscenze, \u00e8 riuscito ad ottenere informazioni riservate riguardanti l&#8217;attivit\u00e0 d&#8217;indagine avviata dal Tribunale Penale-Economico di Buenos Aires, informando tempestivamente i sodali calabresi e fornendo loro anche copia di alcuni atti di indagine<\/p>\n<p>Tra i dettagli emersi, anche quello di un emissario in sud America della cosca che si sarebbe prodigato per <strong>risolvere alcune questioni che hanno interessato la famiglia Morabito di Africo<\/strong>. In particolare, \u00e8 emerso che l&#8217;emissario \u00e8 stato coinvolto con alcuni componenti dei Morabito per far arrivare in Uruguay 50 mila euro, finalizzati alla scarcerazione di Rocco Morabito, detto &#8220;Tamunga&#8221;, arrestato nel 2017 a Montevideo dopo 27 anni di latitanza e fuggito dal carcere il 24 giugno scorso con una rocambolesca evasione dai tetti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il blitz della Guardia di Finanza \u00e8 scattato alle prime luci dell&#8217;alba. 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