{"id":120507,"date":"2019-12-03T05:56:56","date_gmt":"2019-12-03T04:56:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/mafia-nigeriana-maxi-retata-contro-la-tratta-e-la-prostituzione\/"},"modified":"2023-01-16T18:39:31","modified_gmt":"2023-01-16T17:39:31","slug":"327656-mafia-nigeriana-maxi-retata-contro-la-tratta-e-la-prostituzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/327656-mafia-nigeriana-maxi-retata-contro-la-tratta-e-la-prostituzione\/","title":{"rendered":"Mafia nigeriana, maxi retata contro la tratta e la prostituzione: 32 arresti"},"content":{"rendered":"<h4>Un colpo importante alla mafia nigeriana attiva nella tratta di persone con un&#8217;operazione internazionale della Polizia di Stato che ha colpito anche la Calabria<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>BARI &#8211; La maxi retata ha permesso di dare un colpo forte alla mafia nigeriana. Un&#8217;operazione internazionale della polizia di Stato \u00e8 scattata questa mattina con arresti in italia, Germania, Francia, Olanda e Malta. Nel mirino due <strong>organizzazioni mafiose di matrice nigeriana<\/strong> accusate di <strong>associazione a delinquere, tratta, riduzione in schiavit\u00f9, estorsione, rapina, lesioni, violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione<\/strong>.<\/p>\n<p>Decine sono gli arresti e le perquisizioni, eseguite su ordine della Direzione distrettuale antimafia della procura di Bari, sono in corso in Puglia, Sicilia, Campania, <strong>Calabria<\/strong>, Lazio, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna e Veneto; l&#8217;attivit\u00e0 \u00e8 stata eseguita dai poliziotti della Squadra mobile di Bari, con la collaborazione degli omologhi uffici investigativi provinciali ed il coordinamento del Servizio centrale operativo.<\/p>\n<p>Con il supporto della Divisione Interpol del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, alcuni degli indagati sono stati rintracciati e catturati in Germania, Francia, Olanda e Malta.<\/p>\n<h2>I dettagli<\/h2>\n<p>Sono 32 i destinatari dell&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Bari ed eseguita dalla Squadra Mobile in Puglia, Sicilia, Campania, Calabria, Marche, Basilicata, Lazio, Emilia Romagna, Veneto ed all\u2019estero, grazie al coordinamento dello Sco ed alle attivit\u00e0 di cooperazione internazionale condotte dall&#8217;Interpol in Germania, Francia, Olanda e Malta.<\/p>\n<p>Gli arrestati sono ritenuti responsabili, con vari ruoli, di associazione mafiosa finalizzata al favoreggiamento della immigrazione clandestina, alla tratta di esseri umani, alla riduzione in schiavit\u00f9, alle estorsioni, alle rapine, alle lesioni personali, alla violenza sessuale, all\u2019uso di armi bianche ed allo sfruttamento della prostituzione e dell\u2019accattonaggio.<\/p>\n<p>Gli arrestati sono accusati di aver fatto parte, insieme a numerose altre persone non ancora identificate, di <strong>due distinte associazioni a delinquere<\/strong> di stampo mafioso,<strong> di natura cultista<\/strong>, operanti nella provincia di Bari quali cellule autonome delle fratellanze internazionali denominate \u201cSupreme Vikings Confraternity &#8211; Arobaga\u201d e \u201cSupreme Eiye Confraternity\u201d, che hanno agito per lungo tempo allo scopo di ottenere il predominio sul territorio barese e di gestire i propri affari illeciti.<\/p>\n<p>Le indagini della Squadra Mobile barese hanno preso avvio dalle denunce nel 2016, di due cittadini nigeriani ospiti del Centro Accoglienza Richiedenti Asilo di Bari, vittime di pestaggi, rapine e ripetuti tentativi di condizionamento per esser \u2018arruolati\u2019 tra le fila di un gruppo malavitoso che stava espandendo la sua influenza all\u2019interno del Centro, poi scoperto essere quello dei <strong>cosiddetti \u201cVikings\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Gli investigatori intuirono che molte delle violenze commesse dagli ospiti nigeriani del C.A.R.A. nei mesi successivi non erano casi isolati, ma si inserivano in un contesto di scontri tra le due principali gang criminali ivi presenti, <strong>quella dei \u201cVikings\u201d e quella degli \u201cEyie<\/strong>\u201d, la prima pi\u00f9 numerosa e pi\u00f9 violenta della seconda. Entrambe reclutavano nuovi adepti attraverso cruenti riti di iniziazione consistenti in \u2018prove di coraggio\u2019, per tentare di prevalere l\u2019una sull\u2019altra e commettevano violenze, rappresaglie e punizioni fisiche. I due gruppi hanno dimostrato di possedere una struttura rudimentale quanto ai mezzi adoperati, ma solidissima dal punto di vista della ideologia, della organizzazione e dei reati da perseguire, senza cercare in alcun modo aderenze con le mafie locali (dando prova, quanto allo sfruttamento della prostituzione, di supremazia anche nei confronti delle bande composte da albanesi e rumeni).<\/p>\n<p>Si sono registrati casi di inaudita violenza nei confronti di coloro che non accettavano di aderire alle confraternite o che non ne rispettavano le regole. <strong>Le vittime hanno raccontato agli investigatori di veri e propri pestaggi, frustate, pugni, calci e bastonate con l\u2019utilizzo di spranghe, mazze e cocci di bottiglia.<\/strong> Nei confronti delle donne nigeriane, in particolare, \u00e8 emersa anche la <strong>vessazione psicologica<\/strong> riservata ad un ceto ritenuto inferiore, buono solo a soddisfare le <strong>esigenze sessuali della comunit\u00e0 maschile<\/strong> e, soprattutto, a produrre <strong>denaro attraverso lo sfruttamento della prostituzione<\/strong>.<\/p>\n<h3>Sfruttamento della prostituzione, giovani costrette al meretricio<\/h3>\n<p>Una delle principali attivit\u00e0 illecite \u00e8 stata proprio quella dello <strong>sfruttamento della prostituzione<\/strong>, arrivando ad occupare <strong>immobili a Bari<\/strong> adibiti al meretricio, nonch\u00e9 le strade sulle quali collocare le giovani da fare prostituire. Inoltre le due associazioni sfruttavano i giovani nigeriani che mendicano davanti ai supermercati ed altri esercizi commerciali di Bari e provincia. Anche in questo caso, i servizi di intercettazione telefonica hanno delineato uno spaccato di vita e di criminalit\u00e0 all\u2019interno della comunit\u00e0 nigeriana ben chiaro, confortato dalle dichiarazioni delle vittime che hanno confermato il pagamento del \u2018pizzo\u2019 sui loro miseri ricavi, con consegna di denaro agli esponenti delle gangs o con ricariche telefoniche sulle utenze di costoro.<\/p>\n<p>Fra l\u2019altro, i dati pian piano acquisiti alle indagini si sono dimostrati perfettamente sovrapponibili agli esiti investigativi che, nel frattempo, molte altre Squadre Mobili in Italia hanno sviluppato in quel periodo, a conferma del fatto che la mafia nigeriana si \u00e8 radicata i molte zone del territorio nazionale (dal Veneto alla Sicilia, dal Piemonte alla Campania, dalle Marche alla Puglia) con numerosi insediamenti di cellule di ispirazione cultista, tutte votate a perseguire i medesimi obiettivi delinquenziali e tutte operanti secondo le classiche metodologie mafiose improntate alla violenza, <strong>all\u2019assoggettamento e all\u2019omert\u00e0<\/strong>. Gi\u00e0 nel 2011 l\u2019Ambasciata Nigeriana a Roma emanava una nota in cui si leggeva \u201c nuova attivit\u00e0 criminale di un gruppo di nigeriani appartenenti a sette segrete, proibite dal governo a causa di atti violenti: purtroppo ex membri sono riusciti ad entrare in Italia e hanno fondato nuovamente l\u2019organizzazione qui, principalmente con scopi criminali\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un colpo importante alla mafia nigeriana attiva nella tratta di persone con un&#8217;operazione internazionale della Polizia di Stato che ha colpito anche la Calabria<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":120508,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,16],"tags":[],"class_list":["post-120507","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/120507","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=120507"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/120507\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/120508"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=120507"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=120507"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=120507"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}