{"id":121098,"date":"2019-12-12T06:06:27","date_gmt":"2019-12-12T05:06:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/i-tentacoli-della-ndrangheta-anche-in-umbria-decine-di-arresti\/"},"modified":"2023-01-16T18:40:12","modified_gmt":"2023-01-16T17:40:12","slug":"329324-i-tentacoli-della-ndrangheta-anche-in-umbria-decine-di-arresti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/329324-i-tentacoli-della-ndrangheta-anche-in-umbria-decine-di-arresti\/","title":{"rendered":"I tentacoli della &#8216;ndrangheta nell&#8217;economia dell&#8217; Umbria, 27 arresti (VIDEO &#8211; NOMI)"},"content":{"rendered":"<h4>Le cosche della &#8216;Ndrangheta hanno messo le loro mani anche sull&#8217;Umbria, infiltrando in modo significativo il sistema economico della regione. Due diverse operazioni portate a termine dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e dalla Procura distrettuale di Reggio Calabria.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CATANZARO &#8211; <strong>Beni per oltre 10 milioni di euro sono stati sequestrati dalla polizia di Stato<\/strong> (Sco e squadre mobili di Perugia, Catanzaro e Reggio Calabria) ad appartenenti alle cosche Trapasso e Mannolo di San Leonardo di Cutro e Commisso di Siderno, che, come emerso dagli esiti di due operazioni (Infectio e Core Business), avevano realizzato importanti proiezioni in Umbria. <strong>Ventitr\u00e9 sono le misure cautelari<\/strong> (20 in carcere e 3 ai domiciliari) eseguite nei confronti altrettanti soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e occultamento di armi clandestine, minacce, violenza privata, associazione a delinquere finalizzata alla consumazione di una serie di reati di natura contabile o economico-finanziaria strumentali alla realizzazione sistematica di frodi in danno del sistema bancario.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8971\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-329434\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8971\" alt=\"\" width=\"556\" height=\"354\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p><strong>Operazione &#8220;Infectio&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>La prima indagine, denominata \u201cInfectio\u201d, <strong>condotta dalle Squadre mobili di Perugia e Catanzaro, ha portato all\u2019arresto di 23 persone (20 in carcere e 3 ai domiciliari)<\/strong>. Gli indagati sono accusati di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e occultamento di armi clandestine, minacce, violenza privata, associazione per delinquere finalizzata alla consumazione di una serie di reati di natura contabile o economico-finanziaria strumentali alla realizzazione sistematica di frodi in danno del sistema bancario.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/KE7Mv1lUaXE\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>L&#8217;operazione, approfondendo alcuni esiti dell&#8217;<strong>operazione &#8220;Malapianta&#8221; dello scorso maggio<\/strong>, ha svelato l&#8217;operativit\u00e0 delle co<strong>sche di &#8216;ndrangheta Mannolo, Zoffreo e Trapasso<\/strong> di San Leonardo di Cutro in Umbria dove era stato impiantato un lucroso traffico di stupefacenti, anche con la complicit\u00e0 di trafficanti albanesi e minato, attraverso attivit\u00e0 estorsive, la libera concorrenza nella esecuzione di lavori edili arrivando al punto di esercitare influenze a favore di soggetti candidati alle elezioni amministrative locali f<strong>avorendo di fatto quelle \u201cvicine\u201d alle cosche, non tralasciando la ricerca di appoggi politici attivandosi a favore di alcuni candidati, alle elezioni amministrative locali<\/strong>.\u00a0Le attivit\u00e0 dei criminali <strong>avevano inquinato il tessuto economico della zona attraverso la costituzione di societ\u00e0 intestate a prestanome o a soggetti inesistenti<\/strong>, che offrivano prodotti illeciti come fatture relative ad operazioni inventate, per favorire imprenditori compiacenti; in questo modo venivano realizzate truffe ai danni delle banche e operazioni per riciclare il denaro proveniente da attivit\u00e0 illecite.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Core Business&#8221;,<\/strong><\/p>\n<p>La seconda operazione conclusa oggi \u00e8 stata denominata \u201c<strong>Core business\u201d<\/strong> ed \u00e8 stata condotta dalle S<strong>quadre mobili di Reggio Calabria e Perugia<\/strong>, che hanno arrestato quattro persone accusate di associazione mafiosa e appartenenti alla cosca di <strong>\u2019Ndrangheta Commisso di Siderno <\/strong>ritenute responsabili di associazione mafiosa. Tra loro c&#8217;\u00e8 <strong>Cosimo Commisso, alias &#8220;u quagghia&#8221;<\/strong>, scarcerato nel gennaio del 2019. Le indagini rappresentano la naturale prosecuzione dell&#8217;operazione &#8220;Acero-Siderno Connection&#8221; del 2015, quando Cosimo Commisso si stabil\u00ec a Perugia, in localit\u00e0 &#8220;Casa del Diavolo&#8221;.\u00a0L\u2019indagine \u00e8 iniziata nel 2015, subito dopo l\u2019arrivo a Perugia del leader della cosca che doveva finire di scontare una pena detentiva agli arresti domiciliari. Questo ha consentito all\u2019uomo di allacciare contatti con gli altri referenti di zona della \u2019Ndrangheta, facendo cos\u00ec da tramite con le cosche operanti a Crotone.\u00a0Grazie a questa operazione sono emersi i legami economici della cosca Commisso con professionisti e manager umbri dell\u2019organizzazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8972\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-329432\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8972\" alt=\"\" width=\"537\" height=\"306\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri<\/h4>\n<p>\u201cSiamo riusciti a coordinare bene e rinvigorire l\u2019asse tra le Procure di Catanzaro e Reggio Calabria che \u00e8 molto importante. L\u2019indagine ha coinvolto tre squadre Mobili, Catanzaro, Reggio Calabria e Perugia, confermando la ricchezza della \u2018ndrangheta che investe da Roma in su\u201d. Lo ha detto il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, commentando le operazioni \u201cInfection\u201d e \u201cCore Business\u201d, <strong>contro gli affari della \u2018ndrangheta in Umbria<\/strong>. Nel corso della conferenza stampa che si \u00e8 svolta a Catanzaro, anche il procuratore di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, ha sottolineato \u201cl<strong>\u2019importanza delle indagini<\/strong>\u201d e il \u201cruolo della famiglia Commisso, storicamente una delle principali della \u2018ndrangheta\u201d. Nel polifunzionale della Polizia di Stato, alla presenza del questore Amalia Di Ruocco, il procuratore vicario della Dda di Catanzaro, Vincenzo Capomolla, ha ribadito che \u201canche i professionisti umbri si rivolgevano ai rappresentanti delle cosche calabresi per risolvere i propri problemi\u201d, confermando una presenza capillare sul territorio della malavita, mentre il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, ha aggiunto che \u201cla \u2018ndrangheta utilizza modelli espansionistici sia in Italia che all\u2019estero\u201d. Tesi confermate dal capo della squadra Mobile di Perugia, Carmelo Alba, il quale ha aggiunto che \u201calcuni degli indagati si interessavano alle vicende politiche e amministrative di Perugia durante le precedenti elezioni a quelle tenute nel 2019\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8973\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-329441\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8973\" alt=\"\" width=\"548\" height=\"360\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>I nomi delle pe<\/h4>\n<p><strong>Sono 27 le persone raggiunte da un provvedimento cautelare<\/strong> nell\u2019ambito delle operazioni \u201cInfection\u201d e \u201cCore Business\u201d, condotte dalla Polizia di Stato contro gli affari della \u2018ndrangheta in Umbria. Complessivamente <strong>51 i nomi finiti sul registro degli indagati<\/strong>. La custodia cautelare <strong>in carcere<\/strong> \u00e8 stata disposta dal giudice per le indagini preliminari di Catanzaro, Paola Ciriaco, nei confronti di:<br \/>\nGiuseppe Benincasa, 66 anni, nato a Cerenzia (KR) e residente a Perugia<br \/>\nCalli Illirjan 42, albanese domiciliato a Umbertide (PG)<br \/>\nArapi Scherif, 29, albanese residente a Bastia Umbra (PG)<br \/>\nMario Cicerone, 62, residente a Rieti<br \/>\nFabrizio Conti, 45, residente a Perugia<br \/>\nMario De Bonis, 60, residente a Roma<br \/>\nAntonio De Franco, 53, nato a Cir\u00f2 Marina (Kr) e residente ad Assisi (PG)<br \/>\nMario Falcone, 65, di San Leonardo di Cutro (KR)<br \/>\nLuigi Giappichini, 47, residente a Perugia<br \/>\nGiuseppe Mannolo, 26, residente a Cutro (KR)<br \/>\nPasquale Nicola Profiti, 55, nato a Vibo Valentia e domiciliato a Monza<br \/>\nAntonio Ribecco, 58, nato a Cutro (KR) e residente a Perugia<br \/>\nFrancesco Ribecco, 53, nato a Cutro (KR) e residente a Suzzana (MN)<br \/>\nNatale Ribecco, 30, nato a Catanzaro e residente a Perugia<br \/>\nFrancesco Procopio, 51, residente a Fieri di Belcastro (CZ)<br \/>\nGiovanni Rizzuti, 45, di Petron\u00e0 (CZ)<br \/>\nEmiliano Regni, 31, di Perugia<br \/>\nPietro Scerbo, 62, di San Leonardo di Cutro (KR)<br \/>\nFrancesco Valentini, 44, residente a Cannara (PG)<br \/>\nLeonardo Zoffreo, 49, di Cutro (KR)<\/p>\n<p><strong>Agli arresti domiciliari<\/strong>: Antonio Costantino, 37, di Isola Capo Rizzuto; Giuseppe Costantino, 42, di Isola Capo Rizzuto, ed Emanuele Regni, 40, di Perugia. Il Gip della Procura di Reggio Calabria ha, invece, disposto il carcere nei confronti di Cosimo Commisso, ; Francesco Commisso; Antonio Rod\u00e0; Giuseppe Minnici. Le indagini sono state seguite dalle Procure distrettuali di Catanzaro e Reggio Calabria con i sostituti Antonio De Barnardo, Paolo Sirleo e Domenico Guarascio per Catanzaro, e Simona Ferraiuolo e Giovanni Calamita per Reggio Calabria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8974\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-329433\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/8974\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"317\" title=\"\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le cosche della &#8216;Ndrangheta hanno messo le loro mani anche sull&#8217;Umbria, infiltrando in modo significativo il sistema economico della regione. 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