{"id":121816,"date":"2019-12-24T06:44:42","date_gmt":"2019-12-24T05:44:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/terrorismo-oltre-5-milioni-rinunciano-alla-vacanza-fuori-casa-calabria-a-basso-rischio\/"},"modified":"2023-01-16T18:41:02","modified_gmt":"2023-01-16T17:41:02","slug":"331518-terrorismo-oltre-5-milioni-rinunciano-alla-vacanza-fuori-casa-calabria-a-basso-rischio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/331518-terrorismo-oltre-5-milioni-rinunciano-alla-vacanza-fuori-casa-calabria-a-basso-rischio\/","title":{"rendered":"Terrorismo: oltre 5 milioni rinunciano alla vacanza \u201cfuori casa\u201d, Calabria a basso rischio"},"content":{"rendered":"<h4>Sono i giovani a rappresentare l\u2019area pi\u00f9 significativa tra i \u201crinunciatari\u201d. Lombardia e Lazio si confermano le aree a maggior rischio di potenziale infiltrazione terroristica. E, intanto, per 1 italiano su 4, \u201cterrorismo e sicurezza\u201d sono in cima alle preoccupazioni per il 2020. \u00c8 quanto emerge dall\u2019ItalianTerrorismInfiltration Index 2019ideato dall\u2019Istituto Demoskopika.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nonostante si sia ridotto il livello di attenzione degli italiani rispetto a qualche anno addietro, terrorismo e sicurezza restano tra le principali preoccupazioni degli italiani per il 2020, superando anche l\u2019instabilit\u00e0 politica, la paura di perdere il lavoro e, infine, l\u2019immigrazione. Inoltre, sono in tanti a farsi condizionare dall\u2019ansia di possibili attacchi terroristici: oltre 5 milioni di italiani, pari al 9% della popolazioneresidente, giovani in testa (13,8%), hanno deciso di rinunciare alle vacanze \u201cfuori casa\u201d di fine anno nelle citt\u00e0 italiane o all\u2019esteropreferendo le <strong>\u201cpi\u00f9 sicure\u201d mura domestiche.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lombardia e Lazio<\/strong> si confermano, ancora una volta, le <strong>realt\u00e0 territoriali pi\u00f9 \u201cesposte\u201d<\/strong> al terrorismo secondo <strong>l\u2019ItalianTerrorismInfiltration Index 2019 <\/strong>ideato dall\u2019Istituto Demoskopika che, annualmente, traccia una mappa delle regioni pi\u00f9 a rischio potenziale di infiltrazione terroristica sulla base di quattro indicatori ritenuti \u201csensibili\u201d:<strong> le intercettazioni autorizzate, gli attentati avvenuti in territorio italiano, i visitatori nei musei italiani e gli stranieri residenti in Italia provenienti dai primi cinque paesi considerati la top five del terrore<\/strong> dall\u2019Institute for Economics and Peace (lep) nello studio \u201cGlobal Terrorism Index 2019\u201d.<\/p>\n<h3>Infiltrazione terroristica: 5 regioni ad alto rischio<\/h3>\n<p>Le pi\u00f9 a rischio <strong>Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Piemonte.<\/strong> New entry per la <strong>Campania<\/strong>. Sono <strong>cinque le regioni che si collocano nell\u2019area definita ad \u201calto livello di potenziale infiltrazione terroristica\u201d<\/strong> dai ricercatori di Demoskopika: Lombardia che con il massimo punteggio, pari a 10, si conferma, per il terzo anno consecutivo, in cima all\u2019ItalianTerrorismInfiltration Index 2019 distanziata di poco dal Lazio con 9,45 punti. Seguono, nell\u2019area \u201crossa\u201d, Emilia Romagna (4,26 punti) che fa un balzo in avanti rispetto allo scorso anno e, infine, Piemonte (4,10 punti) che, al contrario, cedendo il posto all\u2019Emilia Romagna, retrocede di una posizione. New entry, nell\u2019area pi\u00f9 a rischio per la Campania (4,09 punti).<\/p>\n<p><strong>Quattro gli indicatori ritenuti \u201csensibili\u201d<\/strong> da Demoskopika per tracciare la mappadelle regioni pi\u00f9 a rischio potenziale di infiltrazione terroristica: le intercettazioni autorizzate, gli attentati avvenuti in territorio italiano estrapolati dal Global Terrorism Databasedell\u2019universit\u00e0 del Maryland, gli stranieri residenti in Italia provenienti dai primi cinque paesi considerati la top five del terrore dall\u2019Institute for Economics and Peace (lep) nello studio \u201cGlobal Terrorism Index 2019\u201d e il numero dei visitatori nei musei italiani. Per consentire una lettura pi\u00f9 agevole, le regioni, in base al punteggio ottenuto, sono state raggruppate in quattro cluster con un livello differente di rischio: alto, medio, basso e molto basso.<\/p>\n<p>Nell\u2019area intermedia di potenziale infiltrazione terroristica oltre alle conferme diToscana (3,49 punti), Veneto (3,12 punti) e Trentino Alto Adige (2,10 punti), fa il suo ingresso il territorio delle Marche (1,67 punti). Le rimanenti realt\u00e0 regionali, seppur con perfomance differenti, si sono posizionate nelle due aree che presentano un livello <strong>medio-basso<\/strong> di rischio potenziale di infiltrazione terroristica: Liguria (1,66 punti) che migliora la sua condizione uscendo dall\u2019area di \u201crischio intermedio\u201d rispetto allo scorso anno. A seguire Sicilia (1,49 punti), <strong>Calabria (1,15 punti),<\/strong> Sardegna (1,12 punti), Friuli Venezia Giulia (0,99 punti). In coda, tra le meno a rischio si posizionano Puglia (0,91 punti), Umbria (0,62 punti), Abruzzo (0,42 punti), Basilicata (0,13 punti) e, infine, Molise (0,12 punti).<\/p>\n<h4>Orientamenti: il terrorismo cancella la voglia di vacanze per il 9% degli italiani<\/h4>\n<p>Il terrorismo continua a condizionare, almeno per una parte degli italiani, le scelte di viaggio per vacanza. E cos\u00ec, &#8211; secondo un sondaggio realizzato da Demoskopika, nella giornata del 22 dicembre, su un campione rappresentativo della popolazione residente &#8211; ben l\u20198,7% degli italiani, pari a circa 5,2 milioni di persone, ha deciso di non partire per le vacanze di fine anno perch\u00e9 \u201ccondizionato\u201d dall\u2019ansia e dalla paura di possibili episodi terroristici. In particolare, il 4,6% degli intervistati non ha esitato ad ammettere di \u201caver programmato di andare in viaggio ma di aver rinunciato\u201d a cui si aggiunge un altro 4,1% di cittadini che \u201channo molta paura, limitando il pi\u00f9 possibile le uscite di casa\u201d.<\/p>\n<p>Sul versante opposto, a prevalere, fortunatamente, la reazione degli italiani che non ci stanno a farsi intimorire. Lo \u201czoccolo duro\u201d \u00e8 rappresentato dal 38,8% che dichiara di non farsi condizionare in alcun modo dagli eventi terroristici. La met\u00e0 dei cittadini (52,5%), infine, ha scelto di \u201cnon rinunciare alle festivit\u00e0 natalizie e di fine anno\u201d pur ammettendo di provare \u201cun po\u2019 di paura\u201d. <strong>Sono i giovani (18-34 anni), con il 13,8%, a rappresentare l\u2019area pi\u00f9 significativa tra i \u201crinunciatari\u201d, seguita dagli over 55 anni (10,5%) e dagli adulti (35-54 anni) con il 5,2%.<\/strong><\/p>\n<h4>Scenari: 1 italiano su 4 pone \u201cterrorismo e sicurezza\u201d tra le preoccupazioni top del 2020<\/h4>\n<p>Quali sono le preoccupazioni principali degli italiani per l\u2019anno che verr\u00e0? A svettare la crisi economica indicata da un terzo dei cittadini (33,3%) immediatamente seguita dalle condizioni di salute (30,6%). Un gradino pi\u00f9 in basso trovano spazio, nell\u2019\u201dagenda delle preoccupazioni\u201d, il possibile peggioramento delle condizioni ambientali (29,2%) e l\u2019incubo di un ulteriore inasprimento delle tasse (26,5%). Ancora significativa, la percentuale ottenuta dall\u2019area \u201cterrorismo e sicurezza\u201d, indicata da ben 1 italiano su 4 (23,3%). A scegliere quest\u2019ultima modalit\u00e0 di risposta, in particolare, sono pi\u00f9 i giovani (27,7%) rispetto alle altre fasce d\u2019et\u00e0 e chi abita nelle realt\u00e0 regionali del Mezzogiorno (26,4%).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-331519 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/infografica-terrorismo-index-2019.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"473\" title=\"\"><\/p>\n<h4>Sicurezza: ben12 mila intercettazioni per \u201cscovare\u201d i potenziali terroristi<\/h4>\n<p>Dal 2005 al 2017, il numero dei bersagli, come vengono chiamate in gergo le utenze controllate, autorizzati dalle procure italiane per indagini relative a reati di terrorismo internazionale e interno, \u00e8 stato complessivamente pari a 12.034. Diminuisce l\u2019attivit\u00e0 di \u201cascolto\u201d nell\u2019ultimo anno: 1.149 bersagli a fronte dei 1.774bersagli del 2016 con una contrazione pari al 35,2%. A <strong>livello territoriale,<\/strong> le sezioni terrorismo delle procure operanti nei <strong>distretti<\/strong> <strong>giudiziari<\/strong> di Lombardia, Lazio e Campania sono risultate le pi\u00f9 attive, autorizzando complessivamente il 60% del totale delle intercettazioni italiane: 4.567 bersagli in Lombardia (38,0%), 1.455 utenze nel Lazio (12,1%) e 1.171 bersagli in Campania (9,7%). A seguire la Liguria con 749 intercettazioni (6,2%), il Piemonte\/Valle d\u2019Aosta con 593 bersagli (4,9%), la Sardegna con 579 bersagli (4,8%), il Veneto con 491 bersagli (4,1%), il Trentino Alto Adigecon 440 bersagli (3,7%), la Puglia con 360 bersagli (3,0%), l\u2019Emilia Romagna con 329 bersagli (2,7%) e il Friuli Venezia Giulia con 303 bersagli (2,5%). In coda, sempre per numero di intercettazioni telefoniche, ambientali, telematiche ed informatiche si collocano i distretti giudiziari attivi in Abruzzo con 270 utenze (2,2%), in Umbria con 243 utenze (2,0%), in Sicilia con 184 utenze (1,5%), in Toscana con 157 utenze (1,3%), in <strong>Calabria con 79 utenze (0,7%)<\/strong>, nelle Marche con 36 utenze (0,3%) e in Molise con 28 utenze (0,2%).<\/p>\n<h4>Radicamento: oltre 260 mila i residenti stranieri provenienti dal top five del terrore<\/h4>\n<p>Sono 262 mila gli stranieri residenti in Italia provenienti da Iraq, Afghanistan, Pakistan, Nigeria e Siria, con un incremento del 34,4% rispetto all\u2019anno precedente, paesi considerati la top five del terrore dall\u2019Institute for Economics and Peace (lep) nello studio \u201cGlobal Terrorism Index 2019\u201d: i pachistani rilevati sono 122.308 pari 46,7% del dato complessivo. Rilevante anche la comunit\u00e0 dei nigeriani che, nel 2019, ha toccato quota 117.358 residenti, pari al 44,8% dell\u2019universo monitorato. Meno significativa in termini demografici, senza alcun dubbio, la presenza degli afghani con 11.352 residenti (4,3%), dei siriani con 6.363 persone residenti in Italia (2,4%) e, infine, degli iracheni con 4.559 soggetti pari all\u20191,7%.<\/p>\n<p>L\u2019analisi per regione, evidenzia che le <strong>comunit\u00e0 di iracheni<\/strong> pi\u00f9 numerose si sono insediate nel Lazio (837individui), in Trentino Alto Adige (672individui) e in Puglia (661individui). I pachistani sono maggiormente presenti in Lombardia (40.280individui), in Emilia Romagna (22.597individui) e in Toscana (7.768individui). L\u2019analisi demografica fa emergere, inoltre, che la maggiore presenza di nigeriani si registra in Lombardia con 16.113 residenti, in Emilia Romagna (15.613individui) e in Veneto (15.368 individui). E, ancora, la comunit\u00e0 siriana trova maggiormente dimora in Lombardia (1.941individui), nel Lazio (1.091 individui) mentre gli afghani, infine, hanno scelto come regioni prioritarie dove risiedere il Lazio (2.030 individui), il Friuli Venezia Giulia (1.323 individui) e la Lombardia (1.001individui).<\/p>\n<h4>Attacchi terroristici: sono 90 eventi \u201cosservati\u201d in Italia<\/h4>\n<p>Sono<strong> 90 gli attacchi terroristici avvenuti in Italia dal 2005 al 2018<\/strong>, inclusi nel Global Terrorism Database secondo tre criteri ben precisi: l\u2019atto terroristico persegue un obiettivo politico, economico, religioso o sociale; al di l\u00e0 delle vittime dirette dell\u2019attentato, gli autori dell\u2019attacco devono avere l\u2019obiettivo di raggiungere con il loro gesto una platea pi\u00f9 ampia di destinatari dell\u2019intimidazione; e, infine, l\u2019azione deve essere classificabile al di fuori delle tradizionali attivit\u00e0 di guerra. Dall\u2019analisi dell\u2019Istituto Demoskopika emerge che, a livello territoriale, l\u2019area che ha sub\u00ecto il maggior numero di attacchi terroristici, nell\u2019arco temporale considerato, \u00e8 stato il Lazio con 19 episodi pari al 21,1% del totale, la Lombardia con 14 eventi (15,6%) e il Piemonte con 11 eventi (12,2%). Seguono l\u2019Emilia Romagna con 8 episodi terroristici monitorati (8,9%), Toscana e Veneto con 7 episodi ciascuno pari al 7,8%. A chiudere l\u2019elenco degli eventi, le Marche con 5 episodi (5,6%), Trentino Alto Adige e Liguriacon 4 episodi per ciascuna realt\u00e0 territoriale (4,4%), <strong>Calabria e Campania con 3 eventi \u201ca testa\u201d (3,3%),<\/strong> Sardegna con 2 episodi (2,2%) e, infine, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Umbria con un episodio rilevato dal Global Terrorism Database in ciascuna area (1,1%).<\/p>\n<h4>\u201cCultura controllata\u201d: oltre 64 milioni di visitatori nei musei italiani nel 2018<\/h4>\n<p>Sono stati oltre 64 milioni i visitatori dei musei e dei principali attrattori culturali italiani nel 2018. L\u2019attacco terroristico ad un bene culturale produce alcuni benefici immediati per chi li commette. Da un lato, si colpisce l\u2019identit\u00e0 culturale di un popolo distruggendo i simboli in cui si riconosce e, dall\u2019altro, si ottengono migliaia di vittime in un \u201ccolpo solo\u201d. In questa direzione, l\u2019ItalianTerrorismInfiltration Index 2019analizza anche i dati relativi ai flussi di milioni di persone nei luoghi culturali italiani ritenuti sensibili ai fini della ricerca.<\/p>\n<p>A livello territoriale, in particolare, il flusso maggiore di visitatori ha sub\u00ecto maggiormente il fascino dell\u2019offerta culturale del Lazio che ha superato la soglia dei 25 milioni di visitatori, della Campania con poco meno di 12 milioni di visitatori e della Toscana con oltre 7,5 milioni di visitatori. A seguire, con una presenza rilevante di \u201cfruitori\u201d dell\u2019offerta culturale, Sicilia (5 milioni di visitatori), Trentino Alto Adige (3,2 milioni di visitatori), Piemonte (3,1 milioni di visitatori), Lombardia (1,9 milioni di visitatori), Friuli Venezia Giulia (1,3 milioni di visitatori), Emilia Romagna (1,1 milioni di visitatori) e Veneto (1 milione di visitatori). E, ancora, Puglia (800 mila visitatori), Marche (550 mila visitatori), Sardegna (504 mila visitatori), <strong>Calabria (498 mila visitatori),<\/strong> Umbria (294 mila visitatori), Liguria (293 mila visitatori), Basilicata (264 mila visitatori), Abruzzo (133 mila visitatori) e, infine, Molise (83 mila visitatori).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-331521 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/italian-terrorism-infiltration-index.jpg\" alt=\"\" width=\"610\" height=\"339\" title=\"\"><\/p>\n<p>L\u2019ItalianTerrorism Infiltration Index 2019 ha lo scopo di tracciare annualemnte un mappa del rischio potenziale di infiltrazione terroristica nelle regioni italiane.In questa direzione, \u00e8 stato individuato un set di indicatori ritenuti sensibili per il raggiungimento dell&#8217;obiettivo della ricerca. Quattro gli indicatori individuati con le rispettive fonti: le intercettazioni autorizzate dalle procure italiane operanti nei singoli distretti per indagini di terrorismo internazionale e interno, rilevate dalla banca dati della Direzione generale di statistica del Ministero della Giustizia; gli eventi terroristici avvenuti nelle singole realt\u00e0 regionali italiane estrapolati dal Global Terrorism Database dell\u2019universit\u00e0 del Maryland che raccoglie informazioni su oltre 150 mila attacchi terroristici, realizzati in tutto il mondo tra il 1970 e il 2019, con pi\u00f9 di 45 variabili analizzate dai ricercatori; il numero dei visitatori nei musei, monumenti e aree archeologiche rilevato dalla banca dati dell&#8217;Ufficio Statistica della Direzione Generale Bilancio del Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali e per il Turismo. Inoltre, la fonte utilizzata per rilevare il numero dei visitatori in Sicilia \u00e8 il Dipartimento dei beni culturali e dell&#8217;Identit\u00e0 siciliana; per la provincia di Bolzano la fonte \u00e8 l&#8217;Ufficio provinciale di statistica (ASTAT, 2018); per la provincia di Trento la fonte usata \u00e8 l&#8217;Istituto di Statistica della Provincia di Trento (ISPAT, 2018).E, infine, l\u2019ultima grandezza considerata, riguarda i residenti stranieri nelle singole regioni italiane, provenienti dai primi cinque paesi considerati la top five del terrore dall\u2019Institute for Economics and Peace (lep) nello studio \u201cGlobal Terrorism Index 2019\u201d: Iraq, Afghanistan, Nigeria, Siria e Pakistan. Per quest\u2019ultima variabile, sono state utilizzate le informazioni statistiche della fonte Istat relative agli stranieri residenti in Italia al 31 dicembre 2018.<br \/>\nGli anni assunti, dai ricercatori di Demoskopika per disporre di un andamento storico e di un confronto significativamente omogeneo delle variabili osservate, si riferiscono al periodo 2005-2017 per le intercettazioni e al periodo 2005-2018 per gli eventi terroristici. Da precisare, inoltre, che i dati rilevati (per tutti gli indicatori) della Valle d\u2019Aosta sono stati inclusi in quelli del Piemonte. Per quanto riguarda la rilevazione del sentiment degli italiani sul \u201ccondizionamento\u201d del terrorismo nella decisione di trascorrere le festivit\u00e0 \u201cfuori casa\u201d e l\u2019agenda delle preoccupazioni per il 2020, la rilevazione \u00e8 stata condotta il 22 dicembre 2019attraverso metodologia CAWI su un campione nazionale di 819 individui,rappresentativo per i caratteri socio-demografici e per la distribuzione territoriale della popolazione italiana di et\u00e0 superiore ai 18 anni. Il margine di errore relativo ai risultati del sondaggio sul totale dei casi, al livello di significativit\u00e0 del 95%, \u00e8 compreso fra +\/- 3,4%.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono i giovani a rappresentare l\u2019area pi\u00f9 significativa tra i \u201crinunciatari\u201d. Lombardia e Lazio si confermano le aree a maggior rischio di potenziale infiltrazione terroristica. 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