{"id":122170,"date":"2020-01-02T11:27:00","date_gmt":"2020-01-02T10:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosenza-giovane-vittima-del-racket-la-solitudine-di-chi-denuncia-e-un-dramma-dopo-7-anni-solo-silenzio\/"},"modified":"2023-01-16T17:50:20","modified_gmt":"2023-01-16T16:50:20","slug":"332596-cosenza-giovane-vittima-del-racket-la-solitudine-di-chi-denuncia-e-un-dramma-dopo-7-anni-solo-silenzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/332596-cosenza-giovane-vittima-del-racket-la-solitudine-di-chi-denuncia-e-un-dramma-dopo-7-anni-solo-silenzio\/","title":{"rendered":"Cosenza, giovane vittima del racket: &#8220;chi denuncia \u00e8 solo, 7 anni di silenzio&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>&#8220;La mia esperienza drammatica, in una terra dove<strong> l\u201980% delle attivit\u00e0 paga in silenzio il pizzo<\/strong>, poteva essere da stimolo per un cambiamento. Ed invece il<strong> silenzio da parte delle istituzioni&#8221;<\/strong><!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Il coraggio di un giovane imprenditore cosentino che ha deciso di non piegarsi alle estorsioni e denunciare. L&#8217;intimidazione e la paura continua, paura per s\u00e8 stessi e per chi ti sta accanto. La grande forza di perseguire nei propri ideali, perch\u00e8 <strong>onesti si nasce non si diventa<\/strong>, nonostante il fiato sul collo del clan. L&#8217;indifferenza della Istituzioni, di uno Stato cieco e sordo che poco, anzi per nulla, tutela chi reagisce alla mafia. Questa \u00e8 la storia di <strong>Sandro Pezzi<\/strong> che oggi si sfoga con un post pubblico sulla sua pagina Facebook.<\/p>\n<p>&#8220;Prendo spunto dalla triste vicenda &#8211; scrive &#8211; emersa negli ultimi giorni e all\u2019attenzione dei media locali e nazionali. In particolare, mi soffermo su un messaggio inviato dall\u2019ex prefetto all\u2019imprenditrice <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/9151\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">&#8220;Insieme faremo grandi cose&#8221;.<\/a><\/span> Mi sarei aspettato una frase del genere nei giorni successivi alla mia prima denuncia <strong>dopo la minaccia dei proiettili<\/strong>, mi sarei aspettato una frase del genere dopo la mia seconda denuncia nei confronti delle persone che mi chiesero il pizzo, mi sarei aspettato una frase del genere dopo gli arresti delle persone che mi chiesero il pizzo nel 2013 , mi sarei aspettato una frase del genere dopo essermi costituito parte civile nel processo Rango Zingari, mi sarei aspettato una frase del genere dopo la sentenza di condanna in cassazione, mi sarei aspettato una frase del genere dopo <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/9152\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">la lettera pubblicata lo scorso 25 aprile<\/a><\/span> in occasione della festa della liberazione. Sono<strong> Sandro Pezzi, un imprenditore, un pap\u00e0.<\/strong> Nel 2010 ho deciso di avviare un\u2019attivit\u00e0 di food and beverage nel pieno centro di Cosenza, in un quartiere ancora troppo spento per la cultura e il calore che la mia generazione meritava. La mia era un\u2019attivit\u00e0 che cresceva molto bene e creava cultura enogastronomica, aggregazione ed esperimenti imprenditoriali e sociali intorno a s\u00e9. <strong>Il mio locale \u00e8 stato precursore di un cambiamento nel centro citt\u00e0.<\/strong> Locali, bar, ristoranti e tanto altro. Attivit\u00e0 produttive in crescita. Un\u2019isola felice agli occhi di molti, ma in realt\u00e0 una penisola infelice ancorata al sistema.<\/p>\n<p>Ho subito intimidazioni, proiettili, richieste estorsive, ho denunciato subito e mi sono costituito parte civile in un processo di mafia. <strong>Mi sarei aspettato un supporto psicologico, umano, concreto.<\/strong> La mia esperienza drammatica, in una terra dove<strong> l\u201980 per cento delle attivit\u00e0 paga in silenzio il pizzo<\/strong>, poteva essere da stimolo per un cambiamento, un supporto alle istituzioni per la diffusione, anche mediatica, del diritto a lavorare in modo dignitoso e a rivendicare la propria libert\u00e0. Ed invece, il<strong> silenzio da parte delle istituzioni.<\/strong> All\u2019indomani l\u2019esperienza drammatica che ho vissuto, mi sono sentito solo, tanto da decidere di lasciare, dopo qualche anno, la citt\u00e0 che ho sempre amato. Parte delle istituzioni, che oggi concorrono alle regionali rivendicando una politica pulita, mi hanno lasciato solo, disinteressandosi di un grave fenomeno che parte dalla Calabria, passa per l\u2019Europa e arriva in tutto il mondo. Non so cosa mi aspettavo, o meglio lo so. Volevo un supporto, un \u201cfaremo grandi cose, grandi iniziative, diffonderemo insieme legalit\u00e0, diffonderemo un messaggio di aiuto e supporto alle vittime del racket\u201d.<\/p>\n<p><strong>Dalla mia denuncia sono passati 7 lunghi anni. La solitudine degli imprenditori che denunciano \u00e8 un dramma<\/strong> che capisco fin troppo bene e che non tollero pi\u00f9. Non ho mai ricevuto un segnale di vicinanza da parte delle istituzioni e di molte associazioni. Le ambizioni di un imprenditore comune, purtroppo, vengono annientate paradossalmente proprio dal giorno della denuncia. Sei fuori. Fuori dal sistema. Si perch\u00e9 quando denunci e ti esponi, in una comunit\u00e0 deviata, sei tagliato fuori da una grossa fetta di mercato, sei tagliato fuori <strong>addirittura dalla finanza agevolata regionale che impone, a volte, una &#8220;ricompensa obbligatoria&#8221;,<\/strong> sei tagliato fuori da un circuito malato che \u00e8 quello che muove una grossa fetta di persone colluse. Io, per\u00f2, sono testardo, con il sostegno costante di mia moglie Michela, ho deciso di tornare e di fare nuovamente impresa. E denuncerei, denuncerei altre mille volte perch\u00e9 credo in un riscatto sociale, in una comunit\u00e0 libera. Questo pensiero non \u00e8 solo il mio ma \u00e8 quello di molti altri piccoli imprenditori e liberi lavoratori che con dignit\u00e0 hanno detto no ad un sistema perverso. <strong>Persone che con dignit\u00e0 hanno scelto di lavorare liberamente.<\/strong> Il sentimento di ritrovata fiducia che oggi ripongo nelle istituzioni, \u00e8 proprio quello della gente che ha scelto di vivere in un modo differente.<\/p>\n<p>Il mio contributo in ambito regionale vuole avere un risvolto concreto avendo conosciuto da vicino il fenomeno dell&#8217;ndrangheta. Ci\u00f2 che nessuno disse a me, io ora voglio dire a vo<strong>i. \u00c8 una lotta alla legalit\u00e0, dobbiamo avere la forza tutti insieme di cambiare la Calabria, perch\u00e9 possiamo farlo.<\/strong> Possiamo unirci e dimostrare che non tutto \u00e8 marcio, che anzi ci sono risorse non solo paesaggistiche ma soprattutto umane che magari abbandonano la nostra terra per andare altrove. Dobbiamo farli ritornare, dobbiamo pensare al nostro futuro, ai giovani disoccupati e a chi ha voglia di intraprendere e magari non lo fa. Dobbiamo credere in un riscatto sociale. Insieme alle istituzioni, insieme alla magistratura e alle forze dell\u2019ordine. Concorro alle elezioni del Consiglio regionale per la presidenza di Carlo Tansi nella circoscrizione Nord della lista \u201cTesoro Calabria\u201d. Confido nell\u2019aiuto di tutti voi affinch\u00e9 insieme possiamo condividere il messaggio di libert\u00e0 e di speranza.&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La mia esperienza drammatica, in una terra dove l\u201980% delle attivit\u00e0 paga in silenzio il pizzo, poteva essere da stimolo per un cambiamento. 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