{"id":122827,"date":"2020-01-14T18:14:27","date_gmt":"2020-01-14T17:14:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/voleva-solo-dare-un-futuro-alla-sua-famiglia-freddato-in-strada-davanti-alla-figlia\/"},"modified":"2023-01-16T17:51:04","modified_gmt":"2023-01-16T16:51:04","slug":"334506-voleva-solo-dare-un-futuro-alla-sua-famiglia-freddato-in-strada-davanti-alla-figlia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/334506-voleva-solo-dare-un-futuro-alla-sua-famiglia-freddato-in-strada-davanti-alla-figlia\/","title":{"rendered":"Voleva solo dare un futuro alla sua famiglia. Freddato in strada davanti alla figlia"},"content":{"rendered":"<h4>Tornava a casa in scooter, venne avvicinato dal killer che spar\u00f2 a distanza ravvicinata. Bruno Ielo morto ammazzato su mandato di un esponente della \u2018ndrangheta in modo plateale, con la pistola abbandonata accanto al cadavere. Non si era voluto piegare alle \u201cregole\u201d della cosca<!--more--><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211;\u00a0<strong>Bruno Ielo aveva 66 anni<\/strong>. <strong>Ex carabiniere, gestiva una tabaccheria a Gallico, quartiere alla periferia nord di Reggio Calabria<\/strong> controllato in parte anche dalla cosca Tegano. La sua ambizione era semplice,<strong> gestire l&#8217;attivit\u00e0 per dare un futuro alla famiglia<\/strong>. Ma questa volont\u00e0 si scontr\u00f2 con la ferocia, l&#8217;arroganza e la prepotenza degli uomini della cosca che vedevano la tabaccheria come il fumo negli occhi perch\u00e9 faceva concorrenza a quella di uno degli elementi di spicco della &#8216;ndrina. Inutili furono i tentativi di farlo chiudere.<\/p>\n<h4>La falsa rapina per intimidirlo<\/h4>\n<p>Neanche una falsa rapina, portata a termine in realt\u00e0 con lo scopo di intimidire un anno prima, ed <strong>un colpo di pistola in faccia<\/strong>, avevano convinto Bruno a chinare la testa. E cos\u00ec<strong> la sera del 27 maggio 2017 fu assassinato davanti agli occhi della figlia<\/strong>. Adesso, per\u00f2, presunti mandanti ed esecutori dell&#8217;omicidio sono stati arrestati dalla squadra mobile di Reggio Calabria coordinata dalla DDA. A ordinare l&#8217;omicidio, secondo le indagini, sarebbe stato<strong> Francesco Polimeni, di 56 anni, ritenuto un elemento di spicco del clan e cognato di Pasquale Tegano.<\/strong> A sparare sarebbe stato Francesco Mario Dattilo, mentre Cosimo Scaramozzino avrebbe collaborato nel pedinamento precedente l&#8217;omicidio. Ielo<strong> pur avendo subito la finta rapina nel novembre del 2016 che gli cost\u00f2 una pallottola in faccia, non aveva ceduto alle minacce degli uomini dei Tegano<\/strong>. &#8220;<em>Doveva chiudere lui e invece stiamo chiudendo noi<\/em>&#8220;, \u00e8 lo <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/9278\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>sfogo carico di rabbia<\/strong><\/a><\/span> di Franco Polimeni con la figlia, indagata in stato di libert\u00e0. Un dialogo intercettato pochi minuti dopo la telefonata del direttore di una banca che ingiungeva a Polimeni di rientrare da un debito.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/bAOCFHxbplk\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<h4>L&#8217;agguato mortale la sera di due anni fa<\/h4>\n<p>La sera del 25 maggio del 2017, Ielo, dopo avere chiuso la sua tabaccheria poco dopo le 21, si era diretto verso casa (a\u00a0 Catona) percorrendo via Nazionale in direzione nord a bordo di un ciclomotore <strong>preceduto dalla figlia su un&#8217;auto<\/strong>. Il terzetto, secondo l&#8217;accusa, segu\u00ec ogni mossa dell&#8217;ex carabiniere a <strong>bordo di una Fiat Panda di colore rosso<\/strong> e dal killer Francesco Mario Dattilo in sella ad uno scooter. Quando Ielo giunse sulla statale 18, <strong>Dattilo, a bordo dello scooter, lo affianc\u00f2, sparandogli contro due colpi di pistola Beretta calibro 7.65 <\/strong>uno dei quali centr\u00f2 la vittima alla nuca. Quindi, prima di fuggire, lasci\u00f2 il messaggio &#8216;ndranghetista: <strong>la pistola lasciata vicina al cadavere<\/strong>.\u00a0Le modalit\u00e0 del delitto avevano assunto <strong>connotazione simbolica per riaffermare il potere della cosca<\/strong> di fronte a tutta la comunit\u00e0 cos\u00ec da reprimere qualsiasi tentativo di opposizione, anche perch\u00e8 nelle tasche della vittima furono rinvenute banconote per migliaia di euro. Era l\u2019incasso della giornata, rispetto al quale il killer si era mostrato del tutto indifferente.<\/p>\n<h4>Le meticolose indagini<\/h4>\n<p>Gli investigatori della squadra mobile reggina, diretti da Francesco Ratt\u00e0 e coordinati dalla Dda, <strong>avviarono un delicato lavoro di indagine confrontando migliaia di riprese di telecamere di sicurezza<\/strong>, sofisticati sistemi a tecnologia avanzata in 3D, pedinando ed intercettando pi\u00f9 soggetti e ottenendo anche un contributo da collaboratori di giustizia. Hanno studiato le abitudini degli indagati, monitorato le loro condotte, analizzato le peculiari fattezze fisiche e il modus operandi particolarmente violento. Un lavoro che ha portato ad individuare i responsabili nei Tegano, cosca capeggiata dal boss Giovanni Tegano, protagonista di primissimo piano nella guerra di mafia che ha insanguinato Reggio dal 1985 al 1990 con circa 700 omicidi, che al momento dell&#8217;arresto, il 26 aprile 2010, dopo anni di latitanza, fu salutato fuori dalla Questura reggina come &#8220;uomo di pace&#8221; dai suoi fedelissimi. Adesso, con l&#8217;operazione &#8220;Gi\u00f9 la testa&#8221;, gli investigatori ritengono di <strong>avere chiuso il cerchio sugli autori dell&#8217;omicidio di un uomo che la testa non la volle chinare<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tornava a casa in scooter, venne avvicinato dal killer che spar\u00f2 a distanza ravvicinata. Bruno Ielo morto ammazzato su mandato di un esponente della \u2018ndrangheta in modo plateale, con la pistola abbandonata accanto al cadavere. 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