{"id":123580,"date":"2020-01-28T10:18:48","date_gmt":"2020-01-28T09:18:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/frode-fiscale-da-160-milioni-eseguiti-18-arresti-anche-in-calabria\/"},"modified":"2023-01-16T17:51:54","modified_gmt":"2023-01-16T16:51:54","slug":"337006-frode-fiscale-da-160-milioni-eseguiti-18-arresti-anche-in-calabria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/337006-frode-fiscale-da-160-milioni-eseguiti-18-arresti-anche-in-calabria\/","title":{"rendered":"Frode fiscale da 160 milioni, eseguiti 18 arresti anche in Calabria"},"content":{"rendered":"<h4>Ai diciotto arrestati viene contestata anche l&#8217;estorsione, l&#8217;usura e l&#8217;autoriciclaggio. La Guardia di finanza di Milano ha anche sequestrato beni per 34 milioni di euro<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MILANO &#8211; Sono circa 300 i finanzieri dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Milano e Lecco e dello Scico di Roma che stanno eseguendo, in Lombardia, Piemonte, Lazio, Valle d&#8217;Aosta e <strong>Calabria<\/strong>, un&#8217;ordinanza emessa dal Gip di Milano nei confronti di<strong> 20 persone accusate<\/strong>, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata a una <strong>frode fiscale da oltre 160 milioni di euro, estorsione, usura ed auto-riciclaggio.<\/strong><\/p>\n<p>In particolare, sono stati eseguiti 18 arresti e sequestri per oltre 34 milioni di euro. E&#8217; stata<strong> smantellata un&#8217;organizzazione criminale composta anche da soggetti vicini a membri di una famiglia &#8216;ndranghetista<\/strong> da tempo radicata ed operante in Lombardia e a un gruppo criminale di origine calabrese che operava nel capoluogo lombardo. Le indagini hanno consentito di scoprire una complessa &#8216;frode carosello&#8217; all&#8217;Iva nel settore delle telecomunicazioni con l&#8217;utilizzo di una fitta rete di societ\u00e0 &#8216;cartiere&#8217; e &#8216;filtro&#8217;, in Paesi dell&#8217;Unione europea ed extra Ue, intestate a prestanome con precedenti anche per associazione di stampo mafioso e traffico di droga.<\/p>\n<p>Oltre 50 le perquisizioni avviate su tutto il territorio nazionale e anche all&#8217;estero, con il supporto del personale delle forze di polizia della Croazia e della Confederazione Elvetica. Il blitz rientra in una complessa attivit\u00e0 investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, che ha portato a smantellare un&#8217;organizzazione criminale composta anche da soggetti vicini a membri di una famiglia &#8216;ndranghetista.<\/p>\n<p>Il meccanismo di frode fiscale al centro dell&#8217;inchiesta ha consentito al gruppo di evadere, dal 2015 al 2018, con l&#8217;emissione e l&#8217;utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per oltre 160 milioni di euro, le imposte Iva e Ires per oltre 34 milioni di euro. Le indagini hanno permesso, inoltre, di riscontrare che due coniugi di esponenti di una nota cosca &#8216;ndranghetista e un soggetto condannato per reati di mafia erano stati assunti all&#8217;interno di imprese coinvolte nella presunta frode. Nel corso delle indagini sono stati anche ricostruiti, in capo al &#8216;dominus&#8217; dell&#8217;associazione, episodi di usura e auto-riciclaggio, oltre ad un&#8217;estorsione commessa, con tipiche modalit\u00e0 mafiose, che ha portato il gip alla contestazione, nei confronti di alcuni indagati, dell&#8217;accusa di associazione mafiosa.<\/p>\n<h3>I dettagli: il business della spazzatura da 4 milioni all&#8217;anno<\/h3>\n<p>Nel corso di una cena in un ristorante a Verbania, nel marzo 2018, il presunto boss della &#8216;ndrangheta Bartolo Bruzzaniti avrebbe offerto ad Alessandro Magnozzi (arrestato oggi e &#8216;protagonista&#8217; principale dell&#8217;inchiesta milanese)\u00a0 anche &#8220;l&#8217;<strong>opportunit\u00e0 di entrare in un nuovo business afferente il settore dei rifiuti<\/strong> che, a suo dire, gli avrebbe fruttato un guadagno di circa <strong>4 milioni di euro all&#8217;anno<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>E&#8217; uno dei dettagli che emergono dall&#8217;ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Livio Cristofano, su richiesta dei pm Sara Ombra e Gianluca Prisco, coordinati dall&#8217;aggiunto della Dda Alessandra Dolci. Dalle 270 pagine dell&#8217;ordinanza, oltre al ruolo di <strong>Magnozzi<\/strong>, amministratore della Nts srl e di fatto anche di un reticolo di societ\u00e0 &#8216;cartiere&#8217;, e ad una presunta maxi frode fiscale da 160 milioni di euro nel settore delle telecomunicazioni e in particolare &#8220;nella tecnologia Voip&#8221;, emergono pure i racconti di una serie di imprenditori vittime di episodi di usura.<\/p>\n<p>Sarebbe stato proprio lo stesso Magnozzi, stando agli atti, ad individuare le persone da &#8216;strozzare&#8217; con prestiti, perch\u00e9 versavano &#8220;in difficolt\u00e0 economiche&#8221;. In pi\u00f9, viene a galla il fronte dei rapporti tra Magnozzi, finito in carcere, e il <strong>clan della &#8216;ndrangheta calabrese<\/strong>, radicato anche a Milano, dei Bruzzaniti inserito nella &#8220;cosca dei <strong>Morabito-Palamara-Bruzzaniti<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Agli incontri tra Magnozzi e i membri della famiglia Bruzzaniti &#8211; scrive il gip &#8211; era presente, tra gli altri, anche <strong>Gianpietro Paolo Paleari<\/strong>, finito oggi ai domiciliari. Tra l&#8217;altro <strong>Maria Morabito, moglie di Antonio Bruzzaniti<\/strong>, sarebbe stata assunta nella &#8220;Sistema srl&#8221;, una delle societ\u00e0 riconducibili a Magnozzi. E allo stesso tempo <strong>Francesca Maviglia<\/strong>, moglie del fratello di Antonio, Bartolo Bruzzaniti, sarebbe stata <strong>assunta nel 2016<\/strong> in una altra societ\u00e0 delle &#8216;rete&#8217; del presunto capo dell&#8217;associazione criminale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ai diciotto arrestati viene contestata anche l&#8217;estorsione, l&#8217;usura e l&#8217;autoriciclaggio. La Guardia di finanza di Milano ha anche sequestrato beni per 34 milioni di euro<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":123581,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,16],"tags":[],"class_list":["post-123580","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/123580","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=123580"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/123580\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/123581"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=123580"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=123580"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=123580"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}