{"id":123765,"date":"2020-01-31T09:39:52","date_gmt":"2020-01-31T08:39:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/video-dopo-32-anni-fatta-luce-sullomicidio-cartisano-arrestato-il-secondo-killer\/"},"modified":"2023-01-16T17:52:06","modified_gmt":"2023-01-16T16:52:06","slug":"337491-video-dopo-32-anni-fatta-luce-sullomicidio-cartisano-arrestato-il-secondo-killer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/337491-video-dopo-32-anni-fatta-luce-sullomicidio-cartisano-arrestato-il-secondo-killer\/","title":{"rendered":"VIDEO &#8211; Dopo 32 anni fatta luce sull&#8217;omicidio Cartisano, arrestato il secondo killer"},"content":{"rendered":"<h4>E&#8217; stata eseguita stamattina un&#8217;ordinanza di misura cautelare nei confronti del secondo killer dell\u2019omicidio Cartisano<strong>\u00a0uno dei fatti di sangue pi\u00f9 efferati ed eclatanti della faida reggina<\/strong> <!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; E&#8217; ritenuto responsabile dell\u2019omicidio (premeditato ed aggravato dai motivi abietti) di Giuseppe Cartisano cl.67, assassinato a Reggio Calabria il 22 Aprile 1988, Zappia Vincenzino detto \u201cEnzo\u201d di 52 anni, attualmente detenuto per altra causa. L\u2019indagine \u00e8 stata avviata nel settembre del 2019 e ha consentito di fare <strong>completa chiarezza su uno dei fatti di sangue pi\u00f9 efferati ed eclatanti della faida reggina<\/strong> a cavallo tra gli anni 80 e 90: l\u2019omicidio di Giuseppe Cartisano.<\/p>\n<h2>I fatti<\/h2>\n<p>I due killer entrarono in azione la sera del 22 aprile 1988 all\u2019interno del <strong>bar gelateria Malavenda<\/strong>, nella centralissima piazza De Nava, e affrontarono apertamente il Cartisano, colpendolo a morte con numerosi colpi di arma da fuoco. Durante la loro fuga per\u00f2, vennero intercettati ed inseguiti dai Carabinieri, al cui indirizzo esplosero diversi colpi di arma da fuoco allo scopo di guadagnare la fuga. Nel corso del conflitto a fuoco che ne segu\u00ec, rimase ucciso uno dei due sicari, Pellican\u00f2 mentre l\u2019altro (oggi identificato nell\u2019indagato Zappia) sebbene gravemente ferito, riusc\u00ec a dileguarsi, approfittando dell\u2019aiuto fornitogli da ignoti complici.<\/p>\n<p>Sulla scena del crimine e lungo la via di fuga dei killer, i militari repertarono consistenti tracce ematiche; sangue che uno degli assassini aveva copiosamente perduto, dopo essere stato colpito alla gamba nel corso del conflitto a fuoco. Gli accertamenti tecnici condotti nell\u2019immediatezza su quel materiale biologico, non consentirono, tuttavia, per le conoscenze tecnico \u2013 scientifiche dell\u2019epoca, di individuare il soggetto.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Arresto per l&#039;omicidio Cartisano del 1988\" width=\"740\" height=\"416\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dehxx0N4ko8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h3>Il Dna incastra il killer dopo 32 anni<\/h3>\n<p>Nell\u2019anno 2019, la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, nel riesaminare le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia (che avevano fornito indicazioni su quella vicenda nell\u2019ambito del processo &#8220;Olimpia&#8221; e nel corso di indagini successive), ha proceduto ad una <strong>nuova ed accurata verifica degli atti processuali,<\/strong> recuperando i reperti di tracce ematiche rimasti custoditi per pi\u00f9 di trent\u2019anni negli archivi giudiziari. Sono stati quindi delegati accertamenti genetico molecolari sui campioni di sangue in sequestro che, grazie alle moderne tecniche di laboratorio, hanno permesso ai Carabinieri Investigazioni Scientifiche \u2013 Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina di estrapolare il DNA nucleare utile per fini identificativi.<\/p>\n<p>La successiva comparazione di laboratorio ha fornito la <strong>definitiva ed inequivocabile conferma circa l\u2019identit\u00e0 del killer fuggito all\u2019epoca dei fatti: <\/strong>Vincenzino Zappia. L\u2019individuazione dell\u2019impronta genetica si aggiunge alle dichiarazioni rese da numerosi collaboratori di giustizia, in merito al coinvolgimento diretto di <strong>Zappia nell\u2019agguato mortale di piazza De Nava.<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Omicidio Cartisano\" width=\"740\" height=\"416\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/DxIFk6nt0Y8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h3>Zappia, legato al clan De Stefano \u2013 Tegano<\/h3>\n<p>L\u2019indagine ha ulteriormente certificato l\u2019appartenenza di Vincenzino Zappia\u00a0 alla potente cosca di ndrangheta dei \u201cDe Stefano \u2013 Tegano\u201d, attiva in Reggio Calabria, per conto della quale aveva portato a compimento anche l\u2019omicidio del giovane Cartisano. Le risultanze investigative hanno consentito di ben delineare la <strong>spiccata caratura criminale<\/strong> di Zappia ritenuti tra i pi\u00f9 spietati elementi dei gruppi di fuoco che la compagine di appartenenza, durante la <strong>seconda guerra di ndrangheta<\/strong>, aveva approntato per far fronte alle offensive delle cosche avversarie. Sullo sfondo una cruenta lotta senza quartiere ingaggiata per il predominio mafioso &#8211; territoriale sulla citt\u00e0 di Reggio Calabria<\/p>\n<h3>La \u201cseconda guerra di Ndrangheta\u201d<\/h3>\n<p>Tra il 1985 ed il 1991 la citt\u00e0 di Reggio Calabria fu teatro di un cruento scontro armato tra le cosche passato alla storia come \u201cseconda guerra di ndrangheta\u201d, all\u2019esito della quale venne ridefinita la nuova struttura gerarchica ed organizzativa della ndrangheta. Diverse sono le motivazioni che avevano spinto i clan ad entrare in guerra. Di certo, tra le cause scatenanti il conflitto, vi furono i dissidi insorti tra le cosche Imerti e De Stefano che avevano manifestato un certo interesse ad espandere la loro influenza sul territorio di Villa San Giovanni anche in previsione dei futuri interessi economici legati alla possibile realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-337503 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/omicidio-cartisano-reggio-1988.jpg\" alt=\"\" width=\"552\" height=\"327\" title=\"\"><\/p>\n<p>Il 16 febbraio del 1985, il boss Antonino Imerti alias \u201cNano Feroce\u201d, contrae matrimonio con Giuseppa Condello sorella del boss Domenico inteso \u201cMicu u Pacciu\u201d, nonch\u00e9 cugina di Pasquale alias \u201cIl Supremo\u201d. Prima dell\u2019inizio della guerra tra clan, i Condello erano federati ai De Stefano, in particolare Pasquale \u201cIl Supremo\u201d era uno degli uomini di fiducia del defunto boss Paolo De Stefano, la cui famiglia di ndrangheta guard\u00f2 con forte preoccupazione all\u2019unione tra le due cosche Imerti e Condello, ritenendo che da questo nuovo vincolo sarebbe potuta nascere una forte minaccia in grado di intaccare la loro egemonia sul territorio. Da qui la decisione dei De Stefano di compiere un attentato alla vita di Antonino Imerti, nei confronti del quale &#8211; in data 11 ottobre 1985 &#8211; venne fatta esplodere un\u2019autobomba a Villa San Giovanni che caus\u00f2 la morte di alcuni suoi affiliati ma non quella del boss. In risposta al cruento attentato, due giorni pi\u00f9 tardi, il 13 ottobre 1985, un commando armato formato da esponenti del clan Imerti \u2013 Condello entr\u00f2 in azione nel quartiere di Archi, cuore del territorio dei De Stefano, uccidendo in un agguato il boss Paolo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-337499 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/omicidio-cartisano-1988-02.jpg\" alt=\"\" width=\"525\" height=\"278\" title=\"\"><\/p>\n<p>\u00c8 questo l\u2019evento che sancisce l\u2019inizio della seconda guerra di mafia a Reggio Calabria, con la violenta contrapposizione tra le famiglie di ndrangheta presenti sul territorio e sostanzialmente suddivise in due cartelli: quello \u201c<strong>Condelliano<\/strong>\u201d del quale facevano parte le famiglie mafiose degli Imerti, Saraceno, Rosmini, Araniti, Lo Giudice, Serraino e altri; e quello &#8220;De Stefaniano&#8221; cui facevano capo, invece, le famiglie mafiose dei Tegano, Libri, Latella-Ficara, Barreca, Paviglianiti e altre ancora.<\/p>\n<p>Oltre <strong>700 furono i morti<\/strong> accertati all\u2019esito dello scontro armato, che si concluse <strong>nel 1991<\/strong> con una pace concordata tra le famiglie mafiose del mandamento reggino, le quali si divisero il territorio in zone di influenza.<\/p>\n<h4>L\u2019excursus criminale di Vincenzino \u201cEnzo\u201d Zappia<\/h4>\n<p>Zappia Vincenzino, detto \u201cEnzo\u201d, \u00e8 un personaggio dalla rilevante caratura criminale. Sin da giovane, infatti, \u00e8 tra le figure pi\u00f9 in vista nel panorama criminale reggino che si consacra, in modo particolare, durante la gi\u00e0 citata c.d. \u201cseconda guerra di mafia\u201d. Molto vicino al boss Giuseppe De Stefano, Zappia si \u00e8 contraddistinto per essere un uomo d\u2019azione, un killer spietato dello schieramento \u201cDe Stefaniano\u201d, all\u2019epoca dei fatti contrapposto a quello \u201cCondelliano\u201d.<\/p>\n<p>La carriera di Zappia , attualmente detenuto per altra causa, \u00e8 ben delineata nell\u2019inchiesta giudiziaria \u201cIl Padrino\u201d, per la quale \u00e8 stato tratto in arresto nel 2014 insieme ad altri numerosi esponenti delle cosche De Stefano \u2013 Tegano, tra loro federate, ad esito della quale veniva condannato alla pena di anni 17 di reclusione per associazione mafiosa. Ma gi\u00e0 in passato altre indagini ne avevano ben tratteggiato il suo profilo delinquenziale. Era stato coinvolto, in particolare, nella ben nota inchiesta \u201c<strong>Olimpia<\/strong>\u201d, in conseguenza della quale aveva riportato un condanna ad anni 6 di reclusione per lo stesso tipo di reato. Pi\u00f9 recente (2017), invece, \u00e8 la sua condanna ad oltre 13 anni di reclusione \u2013 indagine \u201cIl <strong>Principe<\/strong>\u201d \u2013 in quanto riconosciuto colpevole, insieme tra gli altri a Giovanni Maria De Stefano di \u201c[\u2026] un\u2019associazione di tipo mafioso operante in Reggio Calabria e sull\u2019intero territorio nazionale\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; stata eseguita stamattina un&#8217;ordinanza di misura cautelare nei confronti del secondo killer dell\u2019omicidio Cartisano\u00a0uno dei fatti di sangue pi\u00f9 efferati ed eclatanti della faida reggina<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":123766,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-123765","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/123765","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=123765"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/123765\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/123766"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=123765"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=123765"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=123765"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}