{"id":123941,"date":"2020-02-03T15:11:41","date_gmt":"2020-02-03T14:11:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/non-siamo-i-coloni-di-nessuno-cosi-il-consorzio-della-nocciola-calabrese-dice-no-a-ferrero\/"},"modified":"2023-01-16T17:52:19","modified_gmt":"2023-01-16T16:52:19","slug":"338012-non-siamo-i-coloni-di-nessuno-cosi-il-consorzio-della-nocciola-calabrese-dice-no-a-ferrero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/338012-non-siamo-i-coloni-di-nessuno-cosi-il-consorzio-della-nocciola-calabrese-dice-no-a-ferrero\/","title":{"rendered":"&#8220;Non siamo i coloni di nessuno&#8221;, il Consorzio della nocciola calabrese dice no a Ferrero"},"content":{"rendered":"<h4>Il progetto della multinazionale, secondo il consorzio, &#8220;richiederebbe grandi distese, una qualit\u00e0 ridotta a fronte di una quantit\u00e0 che sarebbe invece enormemente superiore. Inoltre, non produrr\u00e0 occupazione&#8221;<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Il Consorzio per la Valorizzazione e la Tutela della Nocciola di Calabria dice no alla Ferrero ed all&#8217;accordo firmato da alcune associazioni per la fornitura di prodotto alla nota azienda alimentare. &#8220;Da giorni &#8211; spiega un comunicato &#8211; sia sugli organi di stampa che sui social media, ha trovato largo spazio ed amplissima diffusione la notizia circa l&#8217;arrivo &#8220;salvifico&#8221; in Calabria della Ferrero, multinazionale che, secondo questa narrazione, determinerebbe la rinascita ed il rilancio della filiera corilicola calabrese. Nell&#8217;entusiasmo con cui viene raccontata questa notizia c&#8217;\u00e8 evidentemente &#8211; continua il comunicato &#8211; una condivisibile speranza di riscatto alimentata, per\u00f2, da una superficiale conoscenza dei luoghi, della produzione, della filiera, delle strategie di sviluppo gi\u00e0 messe in atto e perseguite con determinazione e fatica&#8221;.<br \/>\nIl Consorzio della Nocciola Tonda calabrese, si fa rilevare, &#8220;\u00e8 stato contattato tre anni fa dalla Ferrero che si apprestava a lanciare <strong>il progetto Nocciola Italia ed abbiamo risposto no<\/strong>; lo abbiamo fatto per ragioni che cerchiamo &#8211; in questa sede &#8211; di rendere note. In primo luogo la qualit\u00e0 della pianta, i nostri alberi &#8211; che ci donano la &#8220;Tonda Calabrese&#8221; &#8211; non hanno le caratteristiche per una produzione ben pi\u00f9 intensiva; per gli obiettivi della Ferrero di fatto non basterebbe l&#8217;intero territorio vocato alla produzione e ricompreso tra i Comuni di Cardinale, Torre di Ruggiero e Simbario. Qui una storia produttiva che parte dal Regno delle Due Sicilie ha disegnato il territorio e consentito il raggiungimento di una qualit\u00e0 riconosciuta ormai a livello nazionale ed internazionale&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-338015 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/nocciole2-412x280.jpg\" alt=\"\" width=\"458\" height=\"311\" title=\"\"><\/p>\n<p>Il progetto della multinazionale invece, secondo il consorzio, &#8220;richiederebbe grandi distese, una qualit\u00e0 ridotta a fronte di una quantit\u00e0 che sarebbe invece enormemente superiore. Le nocciole sarebbero poi trasformate fuori, \u00e8 un meccanismo che conosciamo, che non ha prodotto e non produrr\u00e0 occupazione relegandoci ad essere non imprenditori ma &#8220;coloni&#8221; di una logica che non condividiamo. La scelta che abbiamo fatto, e perseguiamo passo dopo passo, \u00e8 invece quella della qualit\u00e0 e di una trasformazione del prodotto che deve avvenire qui, consentendo alle imprese di strutturarsi ed ai territori di mantenere la propria identit\u00e0. I prodotti globalizzati richiedono grandi quantit\u00e0 e le importazioni hanno ad oggetto nocciole che non sono il massimo sotto il profilo della qualit\u00e0 e, a nostro avviso, anche della sicurezza alimentare al punto che ci auguriamo controlli pi\u00f9 numerosi ed incisivi. Noi &#8211; spiega il comunicato &#8211; come Consorzio di Tutelaabbiamo un sogno che, per fortuna, si sta lentamente trasformando in realt\u00e0; abbiamo deciso di puntare sul piccolo imprenditore che intende diventare grande attraverso la qualit\u00e0 del proprio prodotto. Cosi come abbiamo scelto &#8211; in linea con quanto accade in molte altre regioni &#8211; di associare alla nocciola i territori, con la loro identit\u00e0 e la loro storia; oggi la logica che produce profitto per i territori ed occupazione per i calabresi \u00e8 quella che guarda si al consumatore ma lo qualifica al tempo stesso come turista\/ospite. <strong>Vogliamo collegare la nostra nocciola ai borghi, ai territori rurali, all&#8217;offerta di prodotti,<\/strong> servizi, ristorazione, ospitalit\u00e0, esperienze all&#8217;interno di sistemi pi\u00f9 ricchi e complessi che valorizzino comunit\u00e0 e territori. Ecco perch\u00e9, ad esempio, chiediamo da tempo al Ministro Bellanova la convocazione del Tavolo Corilicolo Nazionale e condividiamo per intero le valutazioni espresse del Presidente nazionale \u201cCitt\u00e0 della nocciola\u201d Rosario d\u2019Accunto, che sottolinea come la corilicoltura italiana non possa e non debba essere abbandonata alle scelte delle multinazionali&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il progetto della multinazionale, secondo il consorzio, &#8220;richiederebbe grandi distese, una qualit\u00e0 ridotta a fronte di una quantit\u00e0 che sarebbe invece enormemente superiore. 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