{"id":124525,"date":"2020-02-14T12:00:42","date_gmt":"2020-02-14T11:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/torturatore-sara-processato-in-libia-mga-sindacato-avvocati-siamo-perplessi\/"},"modified":"2023-01-16T17:52:56","modified_gmt":"2023-01-16T16:52:56","slug":"339741-torturatore-sara-processato-in-libia-mga-sindacato-avvocati-siamo-perplessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/339741-torturatore-sara-processato-in-libia-mga-sindacato-avvocati-siamo-perplessi\/","title":{"rendered":"Torturatore sar\u00e0 processato in Libia, MGA sindacato avvocati: &#8220;siamo perplessi&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Dovr\u00e0 essere processato in Libia, con l&#8217;accusa di avere torturato migranti, Alhasaeri Wael Ghali Maosud, di 37 anni, l&#8217;uomo di nazionalit\u00e0 libica fermato il 10 febbraio scorso dalla Squadra mobile di Crotone<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CROTONE &#8211; La decisione \u00e8 del gip di Crotone, Romina Rizzo che ha accolto nel corso dell&#8217;udienza di convalida del provvedimento di fermo, <strong>l&#8217;eccezione presentata dall&#8217;avvocato Francesco Barbuto<\/strong>, <strong>difensore<\/strong> di Maosud, riguardo il <strong>difetto di giurisdizione per l&#8217;accusa di torture<\/strong>. L&#8217;uomo era stato fermato perch\u00e9 riconosciuto da un giovane somalo che era arrivato nel centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto come uno dei <strong>torturatori nella saf house libica<\/strong> in cui era stato rinchiuso dal maggio del 2019 fino alla partenza per l&#8217;Italia nel gennaio del 2020. Il fermo di indiziato di delitto era stato eseguito dalla Polizia su disposizione della Dda di Catanzaro.<\/p>\n<p><strong>Vittima e presunto torturatore si erano incontrati nel centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto<\/strong> ed in tale occasione il libico, secondo l&#8217;accusa, avrebbe prima proposto al giovane somalo dei soldi per pagare il suo silenzio e poi, al diniego, sarebbe passato alle minacce. Il gip di Crotone, nel convalidare il fermo, ha anche emesso un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Maosud con l&#8217;accusa di associazione per delinquere e favoreggiamento dell&#8217;immigrazione clandestina.<\/p>\n<h3>MGA Sindacato Nazionale Avvocati: &#8220;siamo perplessi&#8221;<\/h3>\n<p>&#8220;La notizia diffusa secondo cui il GIP del Tribunale di Crotone &#8211; scrive il sindacato in una nota\u00a0&#8211; abbia deciso in ordine al difetto di giurisdizione per il reato di tortura contestato ad un cittadino libico fermato pochi giorni fa su disposizione della DDA di Catanzaro ci <strong>lascia perplessi e preoccupati<\/strong>. Il cittadino libico, ad oggi in regime custodiale in carcere con l\u2019accusa di associazione per delinquere e favoreggiamento dell\u2019immigrazione clandestina, era stato riconosciuto da un cittadino somalo presso il CARA di Sant\u2019Anna quale uno dei carcerieri che lo hanno torturato presso un campo di prigionia dove era detenuto in Libia, prima di riuscire a fuggire ed arrivare in Italia nel gennaio di quest\u2019anno&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Le indagini, avviate grazie al coraggio del cittadino somalo di denunciare il suo aguzzino, avevano fatto scattare il provvedimento di fermo anche per il reato di tortura, imputazione caduta in sede di convalida del fermo perch\u00e9, a parere del GIP, la competenza per detta fattispecie spetti alla Libia quale locus commissi delicti. Una decisione, questa, <strong>che rifiuta di fatto l\u2019applicazione di un principio di diritto internazionale penale<\/strong>, codificato in sede pattizia, che riconosce il principio di giurisdizione universale, ossia la capacit\u00e0 degli Stati e delle organizzazioni internazionali di rivendicare la giurisdizione penale su una persona accusata, indipendentemente da dove il presunto crimine sia stato commesso, indipendentemente dalla nazionalit\u00e0 dell\u2019imputato, dal Paese di residenza o da qualsiasi altra relazione con l\u2019ente che procede&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Ci\u00f2 perch\u00e9 i crimini perseguiti sotto la giurisdizione universale &#8211; spiegano da MGA sindacato nazionale avvocati &#8211;\u00a0 sono considerati crimini contro tutti, troppo gravi per tollerare l\u2019arbitrato giurisdizionale. Il concetto di giurisdizione universale riconosce l\u2019efficacia erga omnes di alcune norme internazionali, dovute, dunque, all\u2019intera comunit\u00e0 mondiale e mira ad evitare che crimini che offendono il genere umano nel suo insieme restino impuniti per mancanza di volont\u00e0 o di capacit\u00e0 dello stato avente giurisdizione di esercitare l\u2019azione penale o per impossibilit\u00e0 di adire la Corte Penale Internazionale per difetto di giurisdizione.<strong> Il reato di tortura rientra tra i crimini per i quali sussiste la giurisdizione universale<\/strong>, ovvero tra quelle gravi violazioni al diritto internazionale umanitario previste anche dall\u2019art. 85 del protocollo addizionale alle 4 convenzioni di Ginevra ( Adottato a Ginevra l\u20198 giugno 1977 e ratificato dall\u2019Italia con legge n. 762 dell\u201911 dicembre 1985 ), che in forza dell\u2019art. 7 della Convenzione contro la Tortura e le altre pene o trattamenti crudeli, inumani e degradanti ( Adottata dall\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1984 \u2013 autorizzazione alla ratifica ed ordine di esecuzione in Italia dati con legge n. 489 del 3 novembre 1988 ), diviene un principio di diritto internazionale generale&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-309106 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/cara-sant-anna-isola-capo-rizzuto-kr.jpg\" alt=\"\" width=\"514\" height=\"338\" title=\"\"><\/p>\n<p>&#8220;La stessa Corte internazionale di giustizia con la sentenza del 20 giugno 2012 nel caso Belgio c. Senegal ha ribadito l\u2019efficacia erga omnes del delitto di tortura, cristallizzando quel principio di giurisdizione universale vigente in forza del paragrafo 1 dell\u2019art. 7 della Convezione ONU sulla tortura. Appare evidente che la pronuncia del GIP di Crotone, ponendosi in contrasto con la normativa internazionale, pone l\u2019Italia in condizione di essere giudicata responsabile della violazione dell\u2019obbligo di sottoporre il caso alle autorit\u00e0 giudiziarie, posto che, per come chiarito dalla stessa CIG, il principio \u201caut dedere aut iudicare\u201d trova quale limite oggettivo all\u2019estradizione la possibilit\u00e0 che il crimine resti impunito nel Paese ove sussiste la giurisdizione nazionale. Ed ovvio, perch\u00e9 gli stessi rapporti ONU lo hanno ribadito pi\u00f9 volte, che il governo di unit\u00e0 nazionale libica guidato da Al Sarraj non \u00e8 nelle condizioni di giudicare i crimini commessi nei campi di detenzione governativi e non, laddove \u00e8 emerso che anche i campi non gestiti direttamente da funzionari governativi, godono del placet dell\u2019autorit\u00e0 libica&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Ed allora\u00a0 conclude il sindacato degli avvocati &#8211; dovendo riconoscere sussistenti i requisiti di collegamento per l\u2019esercizio dell\u2019azione penale in forza della giurisdizione universale per il crimine di tortura, che per la sua gravit\u00e0 valica i tre criteri penalistici della territorialit\u00e0, della persona attiva e della persona passiva, e pu\u00f2 fondarsi anche nel solo fatto che l\u2019indagato si sia venuto a trovare &#8211; anche occasionalmente &#8211; sul territorio dello Stato ove il processo \u00e8 iniziato, auspichiamo un intervento endoprocedurale della Procura distrettuale di Catanzaro per <strong>garantire la celebrazione del processo anche per il reato di tortura a carico di Alhasaeri Wael Ghali Maosud, riportando cos\u00ec Crotone in Italia, dove da Milano a Palermo, passando per Agrigento, i carcerieri libici rei di torturare i migranti reclusi nei campi di detenzione in Libia, vengono processati per quei crimini&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dovr\u00e0 essere processato in Libia, con l&#8217;accusa di avere torturato migranti, Alhasaeri Wael Ghali Maosud, di 37 anni, l&#8217;uomo di nazionalit\u00e0 libica fermato il 10 febbraio scorso dalla Squadra mobile di Crotone<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":124526,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-124525","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/124525","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=124525"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/124525\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/124526"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=124525"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=124525"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=124525"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}