{"id":124539,"date":"2020-02-14T10:01:51","date_gmt":"2020-02-14T09:01:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/tumore-al-seno-dove-operarsi-in-calabria-al-1-posto-il-pugliese-segue-lannunziata\/"},"modified":"2023-01-16T17:52:58","modified_gmt":"2023-01-16T16:52:58","slug":"339777-tumore-al-seno-dove-operarsi-in-calabria-al-1-posto-il-pugliese-segue-lannunziata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/339777-tumore-al-seno-dove-operarsi-in-calabria-al-1-posto-il-pugliese-segue-lannunziata\/","title":{"rendered":"Tumore al seno, dove operarsi in Calabria? Al 1\u00b0 posto il Pugliese, segue l&#8217;Annunziata"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"font-weight: 400;\">In Calabria, in cima alla classifica regionale, con 194 interventi effettuati nel 2017, c&#8217;\u00e8 il presidio Ospedaliero A. Pugliese di Catanzaro. Al 2\u00b0 posto, con 182 interventi, c&#8217;\u00e8 l&#8217; Annunziata di Cosenza<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">CATANZARO &#8211;\u00a0 Il portale di public reporting delle strutture sanitarie italiane, www.doveecomemicuro.it , ha realizzato un&#8217;<strong>indagine sugli ospedali italiani pi\u00f9 performanti per numero di interventi per tumore al seno\u00a0<\/strong>(fonte: PNE 2018 relativo all&#8217;anno 2017). Nel calcolo sono stati considerati solo quelli che effettuano almeno 5 operazioni annue.\u00a0 <strong>In Calabria<\/strong>, in cima alla classifica regionale, con 194 interventi effettuati nel 2017, c&#8217;\u00e8 il presidio Ospedaliero<strong> A. Pugliese di Catanzaro<\/strong><em>\u00a0<\/em>(che guadagna una posizione rispetto all&#8217;edizione del PNE relativa all&#8217;anno 2016). <strong>Al 2\u00b0 posto, con 182 interventi, c&#8217;\u00e8 il Presidio Ospedaliero Annunziata di Cosenza (che perde una posizione).<\/strong> Seguono, senza rispettare la soglia minima di 150 interventi annui, l&#8217;Azienda Ospedaliera Mater Domini di Catanzaro (137 interventi), il Presidio Ospedaliero Riuniti di Reggio Calabria (50 interventi) e l&#8217;Ospedale Civile San Giovanni di Dio di Crotone (35 interventi).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">&#8220;Il volume di attivit\u00e0, secondo quanto dimostrano le evidenze scientifiche, ha un impatto significativo sull&#8217;efficacia degli interventi e sull&#8217;esito delle cure&#8221;, spiega\u00a0<strong>Elena Azzolini<\/strong>, medico specialista in Sanit\u00e0 Pubblica e membro del comitato scientifico del sito. Perci\u00f2, le autorit\u00e0 ministeriali hanno fissato la\u00a0<strong>soglia minima di 150 interventi annui<\/strong>, per quanto riguarda il carcinoma alla mammella, per valutare la bont\u00e0 di una struttura. <strong>In Calabria, le strutture pubbliche o private accreditate che nel 2017 hanno effettuato questo tipo di intervento sono 20 (contro le 19 del 2016): di queste, il 10% rispetta la soglia. <\/strong>In Italia, invece, a raggiungere il numero minimo di interventi sono 137 dei 469 ospedali pubblici o privati accreditati: il 29,2% del totale. La percentuale, per\u00f2, \u00e8 in aumento: nell&#8217;ultimo quinquennio, infatti, i centri in linea con lo standard sono cresciuti del 63% (passando da 84 nel 2012 a 137 nel 2017). Al contrario, \u00e8 calato il numero complessivo degli ospedali italiani che eseguono interventi per tumore alla mammella: da 559 nel 2012 a 469 nel 2017 (-16%).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">&#8220;La direzione \u00e8 quella giusta, ma la mia aspettativa, nell&#8217;interesse dei pazienti, \u00e8 che gli indicatori individuati per valutare i centri \u2013 come le soglie di attivit\u00e0 \u2013 si perfezionino nel tempo e riflettano sempre pi\u00f9 fedelmente la qualit\u00e0 delle prestazioni offerte. Quanto alle strutture in linea con gli standard, il loro aumento \u00e8 auspicabile, ma non si pu\u00f2 prescindere da una loro equa distribuzione sul territorio che garantisca ai cittadini le stesse opportunit\u00e0 di cura risparmiando loro migrazioni da una Regione all&#8217;altra&#8221;,\u00a0commenta\u00a0<strong>Massimiliano Gennaro<\/strong>, medico della Struttura Complessa Chirurgia generale indirizzo oncologico 3 (Senologia) presso l&#8217;Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-339779 size-full\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Infografica-tumore-al-seno_2_Web.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"740\" title=\"\"><\/p>\n<p><strong>Al riguardo, a scegliere di farsi curare in Calabria \u00e8 il 55,2% dei residenti (contro il 54% del 2016). <\/strong>Nelle strutture italiane che rispettano la soglia ministeriale, nel 2017, sono stati eseguiti ben il 74,7% degli interventi totali contro il 55,8% del 2012. Viceversa, nelle restanti strutture accreditate (oltre due terzi), nel 2017, \u00e8 stato eseguito appena il 25,3% delle operazioni totali (poco pi\u00f9 di un quarto) contro il 44,2% del 2012. In sintesi, tre quarti delle operazioni totali si concentrano in meno di un terzo dei centri italiani, ed \u00e8 a questi che si rivolgono sempre pi\u00f9 spesso i cittadini. Dai dati di Agenas emerge, infine, un notevole<strong>\u00a0incremento delle operazioni per tumore al seno<\/strong>\u00a0che, nel nostro Paese, hanno registrato un\u00a0<strong>+ 38,5% in 5 anni<\/strong>\u00a0passando dalle 44.147 effettuate nel 2012 alle 61.137 del 2017.<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;aumento \u00e8 in linea con i dati riportati nell&#8217;ottobre scorso da AIOM, i quali rivelano un trend in crescita per quanto riguarda l&#8217;incidenza del tumore al seno in Italia (+0,3% per anno, dal 2003 al 2018). L&#8217;incremento delle diagnosi si spiega con l&#8217;ampliamento, in alcune Regioni, dello screening mammografico, che ha coinvolto nuove fasce di et\u00e0 (45-49 anni) in aggiunta a quelle per cui era gi\u00e0 attivo (dai 50 ai 69 anni). Inoltre, si deve al fatto che molte giovani donne oggi scelgono di sottoporsi ai controlli di loro iniziativa, spinte dalle campagne di prevenzione e dai progressi fatti nei campi della diagnosi e delle cure, che hanno consentito un significativo calo della mortalit\u00e0 (-0,8% per anno)&#8221;, spiega Massimiliano Gennaro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Tumore al seno: dove operarsi in Calabria?<\/strong><\/h3>\n<p>A conquistare le prime posizioni raggiungendo la soglia minima di 150 interventi annui sono il presidio Ospedaliero A. Pugliese di Catanzaro e il <strong>Presidio Ospedaliero Annunziata di Cosenza.<\/strong> Con un&#8217;incidenza di 1 donna colpita su 8, il carcinoma alla mammella \u00e8 la neoplasia pi\u00f9 diffusa nella popolazione femminile. Nell&#8217;eventualit\u00e0 di doversi sottoporre a un intervento, come individuare l&#8217;ospedale che offre maggiori garanzie di sicurezza e che risponde meglio alle proprie esigenze?\u00a0Alla base, l&#8217;assunto secondo cui <strong>pi\u00f9 alto \u00e8 il numero di casi trattati maggiori sono le garanzie per le pazienti.<\/strong> &#8220;Il volume di attivit\u00e0, infatti, secondo quanto dimostrano le evidenze scientifiche, ha un impatto significativo sull&#8217;efficacia degli interventi e sull&#8217;esito delle cure&#8221;, spiega\u00a0<strong>Elena Azzolini<\/strong>, medico specialista in Sanit\u00e0 Pubblica e membro del comitato scientifico del sito. Nel nostro Paese, gli ospedali pubblici o privati accreditati che nel 2017 hanno effettuato interventi annui per carcinoma alla mammella (tenendo conto solo di quelli che hanno eseguito almeno 5 operazioni) sono\u00a0<strong>469<\/strong>: il 42,9% \u00e8 situato al Nord, il 19,8% al Centro e il 37,3% al Sud. A quali si rivolgono pi\u00f9 frequentemente i cittadini?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Tre quarti degli interventi concentrati in meno di un terzo dei centri<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Dei 469<\/strong>\u00a0ospedali pubblici o privati accreditati che in Italia effettuano almeno 5 operazioni annue,\u00a0<strong>solo<\/strong>\u00a0<strong>137 (il 29,2% del totale)<\/strong>\u00a0<strong>rispettano la<\/strong>\u00a0<strong>soglia di 150 interventi<\/strong>\u00a0fissata dalle autorit\u00e0 ministeriali per il tumore alla mammella: il 49,6% si trova al Nord, il 24,8% al Centro e il 25,6% al Sud.\u00a0<strong>In queste strutture, nel 2017, sono stati eseguiti ben il 74,7% (quasi tre quarti) degli interventi totali<\/strong> contro il 55,8% del 2012: \u00e8 a questi centri, particolarmente performanti, quindi, che si rivolgono sempre pi\u00f9 spesso i cittadini. Viceversa, nelle restanti strutture accreditate (oltre due terzi), nel 2017 \u00e8 stato eseguito appena il 25,3% delle operazioni totali (poco pi\u00f9 di un quarto) contro il 44,2% del 2012.<\/p>\n<p>&#8220;La scelta di fissare una soglia minima d&#8217;interventi annui ha, tra i principali effetti, quello di convogliare i pazienti nei centri che offrono maggiori garanzie, che saranno cos\u00ec portati a progredire in esperienza ed adeguatezza delle cure. I grandi numeri hanno un altro vantaggio: giustificano l&#8217;impiego di pi\u00f9 specialisti in una logica multidisciplinare e consentono di attivare Breast Unit certificate:\u00a0reparti specializzati che offrono alle pazienti l&#8217;opportunit\u00e0 di essere seguite da un team di esperti e di accedere a\u00a0un trattamento personalizzato&#8221;, spiega\u00a0<strong>Massimiliano Gennaro<\/strong>, medico della Struttura Complessa Chirurgia generale indirizzo oncologico 3 (Senologia) presso l&#8217;Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Le strutture in linea con lo standard aumentate del 63% in 5 anni<\/strong><\/h3>\n<p>Nell&#8217;ultimo quinquennio, i centri che rispettano lo standard \u2013 quelli cio\u00e8 che eseguono almeno <strong>150 interventi annui<\/strong> \u2013 sono cresciuti del <strong>63%<\/strong> (da 84 nel 2012 sono passati a 137 nel 2017). Al contrario, \u00e8 calato il numero complessivo degli ospedali che eseguono interventi per tumore alla mammella (sempre tenendo conto solo di quelli che effettuano almeno 5 interventi annui): da 559 nel 2012 sono passati a 469 nel 2017 (-16%). &#8220;La direzione \u00e8 quella giusta, ma la mia aspettativa, nell&#8217;interesse dei pazienti, \u00e8 che gli indicatori individuati per valutare i centri \u2013 come le soglie di attivit\u00e0 \u2013 si perfezionino nel tempo e riflettano sempre pi\u00f9 fedelmente la qualit\u00e0 delle prestazioni offerte&#8221;,\u00a0dice Massimiliano Gennaro. &#8220;Quanto alle strutture in linea con gli standard, il loro aumento \u00e8 auspicabile, ma non si pu\u00f2 prescindere da una loro equa distribuzione sul territorio che garantisca ai cittadini le stesse opportunit\u00e0 di cura risparmiando loro migrazioni da una Regione all&#8217;altra&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Interventi aumentati di oltre un terzo in un quinquennio<\/strong><\/h3>\n<p>Dai dati di Agenas emerge anche un notevole incremento delle <strong>operazioni per tumore al seno che, nel nostro Paese, hanno registrato un + 38,5% in 5 anni<\/strong> passando dalle 44.147 effettuate nel 2012 alle 61.137 del 2017. &#8220;L&#8217;aumento \u00e8 in linea con i dati riportati nell&#8217;ottobre scorso da AIOM, i quali rivelano un trend in crescita per quanto riguarda l&#8217;incidenza del tumore al seno in Italia (+0,3% per anno, dal 2003 al 2018). L&#8217;incremento delle diagnosi si spiega con l&#8217;ampliamento, in alcune Regioni, dello <strong>screening mammografico, che ha coinvolto nuove fasce di et\u00e0<\/strong> (45-49 anni) in aggiunta a quelle per cui era gi\u00e0 attivo (dai 50 ai 69 anni). Inoltre, si deve al fatto che molte giovani donne oggi scelgono di sottoporsi ai controlli di loro iniziativa, spinte dalle campagne di prevenzione e dai progressi fatti nei campi della diagnosi e delle cure, che hanno consentito un significativo calo della mortalit\u00e0 (-0,8% per anno)&#8221;, spiega Massimiliano Gennaro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>CLASSIFICA REGIONALE STILATA PER VOLUME <\/strong><strong>DI INTERVENTI CHIRURGICI PER TUMORE AL SENO <\/strong><strong>(Fonte PNE 2018)<\/strong><\/h3>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Le strutture pubbliche o private accreditate che in Calabria hanno effettuato questo tipo di intervento sono 20. Due\u00a0strutture su 20 rispettano la soglia (10%).<\/p>\n<p><strong>Le 5 strutture che effettuano un maggior numero di interventi sono:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Ospedale Pugliese di Catanzaro (n\u00b0 interventi: 194)<\/li>\n<li>Presidio Ospedaliero Annunziata di Cosenza (n\u00b0 interventi: 182)<\/li>\n<li>Azienda Ospedaliera Mater Domini di Catanzaro (n\u00b0 interventi: 137)<\/li>\n<li>Presidio Ospedaliero Riuniti di Reggio Calabria (n\u00b0 interventi: 50)<\/li>\n<li>Ospedale Civile San Giovanni di Dio di Crotone (n\u00b0 interventi: 35)<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il 44,8% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni. Il <strong>55,2% dei residenti sceglie di farsi curare nella propria regione.<\/strong> L&#8217;1,1% di interventi eseguiti su non residenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Calabria, in cima alla classifica regionale, con 194 interventi effettuati nel 2017, c&#8217;\u00e8 il presidio Ospedaliero A. Pugliese di Catanzaro. 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