{"id":124728,"date":"2020-02-18T05:15:11","date_gmt":"2020-02-18T04:15:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/provocarono-un-aborto-per-truffare-lassicurazione-quattro-condanne\/"},"modified":"2023-01-16T17:53:10","modified_gmt":"2023-01-16T16:53:10","slug":"340353-provocarono-un-aborto-per-truffare-lassicurazione-quattro-condanne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/340353-provocarono-un-aborto-per-truffare-lassicurazione-quattro-condanne\/","title":{"rendered":"Cosenza: provocarono un aborto per truffare l&#8217;assicurazione, quattro condanne"},"content":{"rendered":"<h4>Per i giudici della Corte d\u2019Assise del tribunale di Cosenza sono colpevoli di omicidio volontario con l\u2019aggravante della premeditazione<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211;\u00a0Sono stati condannati a 25 anni di reclusione Sergio Garasto, 24 anni Stefania Russo, 23 anni per Nunziatina Falcone e Piero Andrea Zangaro. Per i giudici della Corte d\u2019Assise del tribunale di Cosenza sono colpevoli di omicidio volontario con l\u2019aggravante della premeditazione. Il pm Valentina Draetta, per loro aveva chiesto l\u2019ergastolo, <strong>perch\u00e9 ritenuti in concorso, di aver provocato l\u2019aborto di Stefania Russo<\/strong>, al sesto mese di gravidanza, simulando un incidente stradale al fine di incassare il risarcimento previsto dalla polizza assicurativa automobilistica.<\/p>\n<p>La vicenda \u00e8 emersa grazie all\u2019operazione Medical Market coordinata dalla Procura di Castrovillari che coinvolse <strong>144 persone.<\/strong> Oggi, sono stati condannati il medico del pronto soccorso Sergio Garasto (58 anni), Stefania Russo (42 anni), all&#8217;epoca dei fatti incinta del feto del quale poi si sarebbe causata la morte, Nunziatina Falcone (47anni), l&#8217;amica che accompagn\u00f2 la ragazza in pronto soccorso e Piero Andrea Zangaro (38 anni). Nel corso della requisitoria, la pubblica accusa aveva chiesto la pena dell\u2019ergastolo sostenendo che l\u2019aborto \u00e8 stato indotto meccanicamente e farmacologicamente ( utilizzando il farmaco Cervidil) e che una volta fuoriuscito il nascituro sarebbe s<strong>tato lasciato morire al fine di portare a termine il disegno criminoso e intascare i soldi dell&#8217;assicurazione<\/strong>. <strong>La difesa, invece, aveva chiesto l\u2019assoluzione<\/strong> degli assistiti contestando tutta la ricostruzione e affermando che <strong>il feto era privo di vita quando fu visitata.<\/strong> Tesi corroborata anche da perizie di parte e collegiali, ma che non ha convinto i giudici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/9580\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-340355\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/9580\" alt=\"\" width=\"553\" height=\"345\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L&#8217;operazione Medical market<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;operazione <strong>Medical Market<\/strong> coordinata dalla Procura di Castrovillari coinvolse ben <strong>144 persone (99 per falsi incidenti e 45 per invalidit\u00e0 fittizie) e scatt\u00f2 all\u2019alba del 22 gennaio 2015<\/strong> con la notifica di sette ordinanze di custodia cautelare. I provvedimenti furono eseguiti dalla Polizia Stradale di Cosenza insieme alle Fiamme Gialle bruzie che accertarono una<strong> truffa ordita ai danni di alcune assicurazioni e dell\u2019INPS da due milioni di euro<\/strong>. Gli indagati furono accusati a vario titolo di <strong>omicidio volontario, falso ideologico e materiale in atto pubblico, corruzione, peculato, frode e truffa ai danni dello Stato<\/strong>. Medici, legali, tecnici di laboratorio e semplici cittadini si avvalevano della struttura dell\u2019Ospedale di Corigliano Calabro per truffare assicurazioni ed INPS attraverso false certificazioni mediche. I profitti dell\u2019attivit\u00e0 fraudolenta venivano poi spartiti tra i complici. Gli arrestati posti alla detenzione domiciliare sono accusate di infanticidio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per i giudici della Corte d\u2019Assise del tribunale di Cosenza sono colpevoli di omicidio volontario con l\u2019aggravante della premeditazione<\/p>\n","protected":false},"author":56,"featured_media":124729,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-124728","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/124728","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/56"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=124728"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/124728\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/124729"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=124728"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=124728"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=124728"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}