{"id":125908,"date":"2020-03-11T07:57:32","date_gmt":"2020-03-11T06:57:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/furbetti-del-cartellino-lunghe-pause-al-bar-anziche-lavorare-22-dipendenti-pubblici-indagati\/"},"modified":"2023-01-16T17:54:29","modified_gmt":"2023-01-16T16:54:29","slug":"343721-furbetti-del-cartellino-lunghe-pause-al-bar-anziche-lavorare-22-dipendenti-pubblici-indagati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/343721-furbetti-del-cartellino-lunghe-pause-al-bar-anziche-lavorare-22-dipendenti-pubblici-indagati\/","title":{"rendered":"Furbetti del cartellino: favori reciproci per fare &#8220;lunghe pause&#8221;, 22 dipendenti pubblici indagati"},"content":{"rendered":"<h4>Si scambiavano i favori per poter approfittare delle ore di assenza ingiustificate per fare i propri comodi, magari trascorrendo ore al bar anzich\u00e8 svolgere il loro servizio<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; <strong>Ventidue dipendenti della Citt\u00e0 Metropolitana di Reggio Calabria<\/strong> sono indagati per <strong>truffa aggravata<\/strong> ai danni dell\u2019ente di appartenenza. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla locale procura della Repubblica, avrebbero fatto emergere un sistema che consentiva loro di <strong>lasciare il posto di lavoro in orario di servizio<\/strong>. Il sistema era basato su <strong>favori reciproci ed espedienti<\/strong> posti in essere per attestare la presenza lavorativa negli uffici di appartenenza, e consentiva ai dipendenti infedeli di assentarsi indisturbati dal luogo di lavoro anche per diverse ore al giorno.<\/p>\n<h3>Un dipendente vidimava tutti i badge<\/h3>\n<p><strong>Alcuni impiegati non facevano neppure ingresso in ufficio,<\/strong> sebbene figurassero regolarmente in servizio. In dipendenti attestavano falsamente la presenza sul lavoro, <strong>raccogliendo, a rotazione, pi\u00f9 tessere magnetiche<\/strong> vidimandole per certificare la presenza del<br \/>\npersonale, facendo s\u00ec che<strong> il solo \u201cvidimatore<\/strong>\u201d intraprendesse il servizio e che, solo in seguito, arrivassero alcuni degli altri, riuscendo cos\u00ec ad eludere ogni forma di controllo interno. \u00c8 stato accertato che, in media, ciascun dipendente arrivava ad<strong> assentarsi anche per diverse ore al giorno, su un orario previsto giornaliero di 6 ore di servizio.<\/strong><\/p>\n<p>Molti impiegati giungevano la mattina con <strong>oltre 2 o 3 ore di ritardo e senza vidimare la presenza<\/strong>: il collega d\u2019ufficio aveva, infatti, gi\u00e0 provveduto ad attestare per loro l\u2019entrata. Il favore veniva ricambiato dai colleghi \u201critardatari\u201d della mattina, all\u2019uscita. In questo modo diversi impiegati potevano abbandonare, in modo del tutto arbitrario, l&#8217;ufficio con largo anticipo e senza dover registrare la fine del proprio turno di servizio. <strong>Alcuni impiegati, addirittura, \u201ccoperti\u201d da colleghi d\u2019ufficio<\/strong>, non si presentavano neppure sul luogo di lavoro, pur risultando regolarmente in servizio.<\/p>\n<p>Con questo stratagemma, in ogni singolo gruppo, ciascun dipendente poteva rimodulare autonomamente la propria giornata lavorativa assentandosi liberamente e a propria discrezione, per poter cos\u00ec fruire di <strong>lunghe pause caff\u00e8 nei diversi bar della citt\u00e0, per andare a fare spese lungo il corso cittadino o per dedicarsi a un&#8217; altra attivit\u00e0 lavorativa<\/strong>. Diversi indagati &#8211; sottolineano gli inquirenti &#8211; rientravano poi in ufficio dopo essersi assentati anche per diverse ore con le buste della spesa al seguito. Agli indagati \u00e8 stato notificato l&#8217;avviso di conclusione delle indagini preliminari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si scambiavano i favori per poter approfittare delle ore di assenza ingiustificate per fare i propri comodi, magari trascorrendo ore al bar anzich\u00e8 svolgere il loro servizio<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":125909,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-125908","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/125908","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=125908"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/125908\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/125909"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=125908"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=125908"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=125908"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}