{"id":126225,"date":"2020-03-16T07:10:03","date_gmt":"2020-03-16T06:10:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/call-center-in-stato-dagitazione-attivare-smart-working-per-limitare-il-contagio\/"},"modified":"2023-01-16T17:54:51","modified_gmt":"2023-01-16T16:54:51","slug":"344581-call-center-in-stato-dagitazione-attivare-smart-working-per-limitare-il-contagio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/344581-call-center-in-stato-dagitazione-attivare-smart-working-per-limitare-il-contagio\/","title":{"rendered":"Call center in stato d&#8217;agitazione, attivare smart working per limitare il contagio"},"content":{"rendered":"<h4>Secondo lo studio elaborato dal prof. Vincenzo Carbone dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria, se e solo se, le misure di contenimento verranno applicate in maniera completa, il picco di casi della pandemia di Covid19 in Calabria si avr\u00e0 intorno a domenica prossima<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Se questo studio ha qualche attendibilit\u00e0, e pare che la abbia, prevedendo che entro il 22 aprile si arriver\u00e0 a toccare circa 200 casi, e che la curva dei contagi dovrebbe scendere per far s\u00ec che si possa uscire dall\u2019emergenza fra due mesi (fine aprile), vuol dire che la settimana che si \u00e8 appena aperta sar\u00e0 ed \u00e8 gi\u00e0 cruciale per limitare il contagio e fare s\u00ec che l\u2019uscita dall\u2019emergenza sanitaria sia pi\u00f9 rapida possibile. Il sindacato COBAS telecomunicazioni Cosenza in una nota spiega come &#8220;a questo proposito, \u00e8 dalla settimana scorsa, con il comunicato del 8\/3\/2020, che sosteniamo che le attivit\u00e0 dei <strong>call center dell\u2019area urbana di Cosenza e dell\u2019intera Calabria vadano sospese<\/strong>: per il rischio di contagio e di propagazione dovuti alle caratteristiche di mobilit\u00e0 della forza lavoro, proveniamo da ogni comune e quartiere, e per gli ambienti di lavoro, comunque sale chiuse con decine e decine, se non centinaia di operatori e operatrici. Il nostro appello e la nostra preoccupazione, condivisi dalla stragrande maggioranza della cittadinanza e dei lavoratori, pur rimanendo isolati dal punto di vista sindacale hanno avuto comunque eco tant\u2019\u00e8 che il <strong>sindaco di Rende<\/strong> ha emanato venerd\u00ec 13\/3 un\u2019ordinanza in cui si disponeva la chiusura immediata di tutti i call center che non erogassero servizi essenziali. Qualcosa di simile hanno fatto i sindaci di <strong>Montalto Uffugo e Lamezia Terme<\/strong> disponendo la temporanea chiusura della Abramo Customer Care per inadempienze nell\u2019attuazione dei protocolli di sicurezza&#8221;.<\/p>\n<h3>Alcuni call center continuano a lavorare, servizi essenziali sono ben altri<\/h3>\n<p>&#8220;Anche se, a seguito dell\u2019ordinanza, una buona parte delle aziende di call center presenti sul territorio ha sospeso le attivit\u00e0 organizzandosi per lavorare in smart working o usufruire di coperture pubbliche per i periodi di sospensione, un\u2019altra buona parte di call center ha gi\u00e0 riaperto i battenti, e seppur con numeri minori, i lavoratori e le lavoratrici usciranno di casa (e ci torneranno) per continuare a fornire servizi alle grandi multinazionali e agli enti statali a capo della filiera&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Noi crediamo che i servizi essenziali &#8211; scrive il sindacato &#8211; siano ben altri e che dietro questa interpretazione governativa molto larga di ci\u00f2 che \u00e8 essenziale ci sia la longa manus della Confindustria che, terrorizzata dall\u2019idea di vedere crollare i fatturati e sfumare le occasioni di profitto create da tutti questi \u201citaliani a casa\u201d, ha preferito imporre al governo la sostanziale continuit\u00e0 di tantissime attivit\u00e0 che in realt\u00e0 sono essenziali solo al fatturato delle grandi aziende e non alla tutela dei diritti del cittadino e della persona. Ci siamo svegliati un giorno e abbiamo scoperto di essere servizio essenziale, il vero motore della nazione! Assieme a noi inoltre si sono accorti di essere essenziali anche le cassiere e gli addetti dei supermercati, gli operai della logistica e dell\u2019industria, gli operai delle imprese di pulizia e tante altre categorie quotidianamente umiliate da condizioni di lavoro e salari a dir poco vergognose. P<strong>er non parlare di medici, infermieri e personale sanitario che, nonostante siano chiaramente un servizio essenziale,<\/strong> gi\u00e0 da prima della pandemia si trovavano a lavorare in condizioni pietose e che ora stanno dando l\u2019impossibile, pagando in termini di grandissimi sacrifici e perdita di vite umane. A queste donne e a questi uomini va tutta la nostra solidariet\u00e0 e rispetto&#8221;.<\/p>\n<p>Dopo verr\u00e0 il momento delle rivendicazioni, per adesso crediamo, anche in base all\u2019ultimo protocollo siglato tra sindacati confederali, Confindustria e governo, che tutti i front-end telefonici delle varie filiere (internet e telefonia, energia, previdenza, credito, assicurazioni, soccorso stradale, intrattenimento, etc) debbano essere erogati in regime di telelavoro. In alternativa saremo a richiedere di nuovo la temporanea sospensione delle attivit\u00e0 non essenziali attingendo alle risorse messe in campo dal governo. <strong>A tutti i lavoratori e le lavoratrici che si trovano costretti a continuare a lavorare diciamo che, per quanto inadeguate, le disposizioni di sicurezza devono essere tassativamente rispettate&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>A tal fine richiediamo:<\/p>\n<p>&#8211; Massima disponibilit\u00e0 ed elasticit\u00e0 nel concedere la fruizione di congedi, permessi e ferie, turnistica agevolata;<br \/>\nriduzione drastica dei flussi di lavoro per consentire un minimo afflusso di personale;<br \/>\n&#8211; sospensione di tutte le attivit\u00e0 chiaramente non essenziali (informazioni commerciali, proposte di vendita, indagini di mercato, recupero crediti, etc) e copertura piena dei salari attraverso strumenti messi a disposizione dal governo;<br \/>\n&#8211; disposizione delle postazioni a scacchiera con almeno un metro di distanza fra un operatore e un altro;<br \/>\n&#8211; sanificazione e disinfezione delle postazioni e degli strumenti di lavoro prima di ogni turno, oltre che disinfezione periodica dell\u2019intero ambiente di lavoro (la certificazione deve essere visibile agli RSU\/RLS o apposta in bacheca);<br \/>\n&#8211; contingentamento della forza lavoro, divisione in sottogruppi con accessi e uscite diverse e chiusura o limitazione dell\u2019accesso alle zone comuni;<br \/>\n&#8211; le aziende devono mettere a disposizione dei dipendenti disinfettanti per le mani;<br \/>\n&#8211; mettere a disposizione mascherine e guanti anche se non previsti espressamente nel caso dei call center.<\/p>\n<p>Dichiariamo <strong>aperto lo stato di agitazione per le aziende di call center presenti nei comuni dell\u2019area urbana di Cosenza <\/strong>al fine:<br \/>\n&#8211; di garantire il rispetto delle misure di prevenzione del contagio da Covid19 in ogni call center che non sospender\u00e0 le attivit\u00e0;<br \/>\n&#8211; di fare pressione per l\u2019adozione dello smart working per tutti i contact center delle varie filiere e limitare cos\u00ec in maniera seria e radicale il possibile emergere di focolai di infezione nel nostro e in altri territori.<\/p>\n<p>Siamo pronti a dichiarare sciopero in qualsiasi azienda qualora le misure di prevenzione non dovessero essere rispettate e qualora si continuasse oltre ogni ragionevole tempistica a procrastinare l\u2019adozione dello smart working, unico strumento in grado di garantire continuit\u00e0 lavorativa e reale protezione dal contagio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo lo studio elaborato dal prof. Vincenzo Carbone dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria, se e solo se, le misure di contenimento verranno applicate in maniera completa, il picco di casi della pandemia di Covid19 in Calabria si avr\u00e0 intorno a domenica prossima<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":126226,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-126225","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/126225","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=126225"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/126225\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/126226"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=126225"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=126225"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=126225"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}