{"id":126311,"date":"2020-03-17T10:08:34","date_gmt":"2020-03-17T09:08:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/coronavirus-ricercatori-unical-nuovi-anticorpi-sintetici-potrebbero-bloccare-linfezione\/"},"modified":"2023-01-16T17:54:56","modified_gmt":"2023-01-16T16:54:56","slug":"344799-coronavirus-ricercatori-unical-nuovi-anticorpi-sintetici-potrebbero-bloccare-linfezione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/344799-coronavirus-ricercatori-unical-nuovi-anticorpi-sintetici-potrebbero-bloccare-linfezione\/","title":{"rendered":"Coronavirus, ricercatori Unical: &#8220;nuovi anticorpi sintetici, potrebbero bloccare l\u2019infezione&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Positivi i primi risultati in laboratorio, brevettata la tecnologia. Ora servono nuovi test. La notizia arriva dall\u2019Universit\u00e0 della Calabria e dallo spinoff Macrofarm<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RENDE &#8211; I ricercatori hanno sviluppato in laboratorio una <strong>nuova possibile<\/strong> strategia per il trattamento di SARS-CoV-2 (<strong>nuovo Coronavirus<\/strong>). La terapia si basa sull\u2019utilizzo di anticorpi sintetici <strong>monoclonal type<\/strong> capaci di intervenire prima che il virus infetti la cellula umana. <strong>Gli anticorpi sintetici, rispetto a quelli \u201cbiologici\u201d, hanno una maggiore stabilit\u00e0 e versatilit\u00e0 e costi di produzione pi\u00f9 contenuti<\/strong>. Inoltre possono essere progettati e ulteriormente ingegnerizzati in funzione della loro applicazione specifica.<\/p>\n<p>\u00abIl nuovo <strong>Coronavirus \u201caggancia\u201d la cellula bersaglio<\/strong> attraverso una proteina, detta proteina spike, che si lega ad uno specifico recettore delle nostre cellule, ACE2. La tecnologia si basa sull\u2019ingegnerizzazione 3D di polimeri a memoria molecolare, che riescono a riconoscere e captare il dominio RBD, ovvero il segmento della proteina spike che si lega al recettore ACE2\u00bb spiegano <strong>Francesco Puoci<\/strong>, professore associato del Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione e la dottoressa Ortensia Ilaria Parisi, postdoc Unical.<\/p>\n<p><strong>ACE2, insomma, \u00e8 la porta d\u2019ingresso alle nostre cellule che le proteine spike<\/strong> (dall\u2019inglese \u201cpunta\u201d, sono quegli spuntoni che vediamo nelle rappresentazioni del nuovo Coronavirus) riescono a forzare utilizzando come \u201cchiave\u201d l\u2019unit\u00e0 RBD.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-344803 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Coronavirus-unical.jpg\" alt=\"\" width=\"561\" height=\"404\" title=\"\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-344802 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/coronavirus-unical-02.jpg\" alt=\"\" width=\"627\" height=\"475\" title=\"\"><\/p>\n<p>Il lavoro, sottomesso a una prestigiosa rivista internazionale, \u00e8 stato gi\u00e0 brevettato al fine di poter attrarre l&#8217;attenzione di istituzioni e aziende farmaceutiche nazionali ed internazionali. Il modello sperimentale utilizzato ha mostrato la capacit\u00e0 di riconoscere e legare il segmento RBD delle proteine spike bloccandone la funzione e, quindi, impedendo l\u2019interazione tra virus e cellule ospite alla base del processo di infezione.<\/p>\n<p>\u00abAbbiamo lavorato sotto forte stress e a ritmi forzati \u2013 spiega il professor Puoci, coordinatore del team \u2013 per poter raggiungere tali risultati in termini di sicurezza ed efficacia. La selettivit\u00e0 di azione \u00e8 stata verificata utilizzando come analogo strutturale la sequenza proteica di un dominio RBD di un altro coronavirus, la Sars, che con il nuovo SARS-CoV-2 condivide pi\u00f9 dell\u201980 per cento del genoma\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-344804 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/coronavirus-unical-04-1.jpg\" alt=\"\" width=\"488\" height=\"357\" title=\"\"><br \/>\nll lavoro \u00e8 stato realizzato in stretta collaborazione con lo spinoff Macrofarm. Il team che ha contribuito allo sviluppo dei nuovi anticorpi sintetici \u00e8 composto, insieme a Puoci e Parisi, anche dal professor <strong>Vincenzo Pezzi,<\/strong> ordinario di Biologia Applicata, e dal dottor <strong>Rocco Malivindi<\/strong>, tecnico sociosanitario, che hanno curato gli aspetti biologici della ricerca. Nel team anche il <strong>dottorando Marco Dattilo e il borsista Francesco Patitucci.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAbbiamo lavorato con un budget limitatissimo, ottenendo dei risultati davvero incoraggianti per un suo prosieguo \u2013 dice <strong>Francesco Puoci<\/strong> \u2013 Ringrazio il rettore Nicola Leone, che \u00e8 sempre stato aggiornato sugli sviluppi del progetto e ha incoraggiato gli sforzi compiuti. Ringrazio anche la direttrice del Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione, la professoressa Marialuisa Panno, per la disponibilit\u00e0 operativa concessa. I prossimi passi sono la sperimentazione sul virus attivo e poi quella in vivo. Il lavoro \u00e8 in progress con la voglia e la speranza di arrivare fino in fondo\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Positivi i primi risultati in laboratorio, brevettata la tecnologia. Ora servono nuovi test. 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