{"id":126450,"date":"2020-03-01T09:50:44","date_gmt":"2020-03-01T08:50:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/alla-scoperta-dei-borghi-arbereshe-della-provincia-di-cosenza-grazie-allautonoleggio\/"},"modified":"2023-01-16T17:55:06","modified_gmt":"2023-01-16T16:55:06","slug":"345195-alla-scoperta-dei-borghi-arbereshe-della-provincia-di-cosenza-grazie-allautonoleggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/345195-alla-scoperta-dei-borghi-arbereshe-della-provincia-di-cosenza-grazie-allautonoleggio\/","title":{"rendered":"Alla scoperta dei borghi arb\u00ebresh\u00eb della provincia di Cosenza grazie all&#8217;autonoleggio"},"content":{"rendered":"<h4>La Calabria \u00e8 la regione d\u2019Italia che conta la maggior concentrazione di arb\u00ebresh\u00eb, detti anche albanesi d\u2019Italia, presenti soprattutto nella provincia di Cosenza<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono pi\u00f9 di venticinque i comuni del cosentino fondati dai primi albanesi arrivati nella penisola e ancora abitati dai loro discendenti. Quella degli arb\u00ebresh\u00eb \u00e8 una storia di una minoranza che \u00e8 riuscita a tenere viva la propria identit\u00e0 e tradizione e i cui borghi sono di grande interesse culturale e storico.<\/p>\n<h2>Storia e tradizioni arb\u00ebresh\u00eb<\/h2>\n<p>La migrazione degli arb\u00ebresh\u00eb \u00e8 durata per diversi secoli ed \u00e8 suddivisa in pi\u00f9 ondate. Le prime furono dovute, tra il XIV e il XV secolo, all\u2019arrivo nel sud Italia di militari albanesi al soldo degli Aragonesi e degli Angioini. Alla morte di Scanderberg, l\u2019eroe nazionale albanese, avvenuta nel 1468, l\u2019Albania inizi\u00f2 a indebolirsi e a diventare vittima delle mire espansionistiche dell\u2019Impero Ottomano. Questa invasione e le relative violenze diedero il via a ulteriori ondate migratorie verso l\u2019Italia che si protrassero fino al XVIII secolo e raggiunsero anche i territorio dell\u2019Emilia-Romagna. Detto tradizionale della comunit\u00e0 arb\u00ebresh\u00eb \u00e8 &#8220;gjaku yn\u00eb i shprishur&#8221;, il sangue nostro sparso, ma nonostante questa dolorosa frammentazione, durante tutti questi secoli la comunit\u00e0 arb\u00ebresh\u00eb \u00e8 stata sorprendentemente in grado di mantenere vive le proprie tradizioni, la cultura e la lingua.<\/p>\n<p>Grazie ai rapporti famigliari e alla costante comunicazione con gli altri membri della comunit\u00e0, ben il 70% della popolazione arb\u00ebresh\u00eb \u00e8 fluente nella variante di albanese parlata in Italia, detta tosca, che negli anni \u00e8 diventata un misto di albanese, italiano e greco, restando per\u00f2 ancora parzialmente intellegibile con l\u2019albanese moderno. Altra caratteristica peculiare degli arb\u00ebresh\u00eb \u00e8 la loro aderenza al rito cattolico bizantino e di conseguenza la grande importanza che questa comunit\u00e0 d\u00e0 alla Pasqua, occasione durante la quale si dipingono le uova con colori accesi e le donne partecipano nel peculiare rito dell\u2019andare a \u201crubare l\u2019acqua\u201d al pozzo restando in silenzio. Tra le tradizioni di origine albanese mantenute dagli arb\u00ebresh\u00eb spicca la vallja, danza accompagnata dal canto per ricordare le vittorie di Scandernberg. Durante la vallja, che ha luogo in occasione di diverse celebrazioni, le donne indossano i colorati abiti tradizionali, si tengono per mano impugnando dei fazzoletti e ballano in semicerchio attraversando le vie della citt\u00e0.<\/p>\n<div id=\"attachment_345197\" style=\"width: 419px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-345197\" class=\"wp-image-345197\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/borghi-arbreshe-1.jpg\" alt=\"Fonte: Pixabay\" width=\"409\" height=\"310\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-345197\" class=\"wp-caption-text\"><em>Fonte: Pixabay<\/em><\/p><\/div>\n<h2>Alla scoperta delle comunit\u00e0 arb\u00ebresh\u00eb della provincia di Cosenza<\/h2>\n<p>Come detto sopra, la provincia di Cosenza ospita una grossa fetta della comunit\u00e0 arb\u00ebresh\u00eb, distribuita tra\u00a0diversi comuni e borghi, alcuni dei quali meritano senza dubbio una visita. La posizione talvolta isolata e lontana dai grandi centri urbani di questi villaggi comporta una scarsit\u00e0 o\u00a0totale assenza di\u00a0mezzi pubblici. \u00c8 quindi consigliato spostarsi per i borghi\u00a0arb\u00ebresh\u00eb, spesso distanti l&#8217;uno dall&#8217;altro, tramite automobili di propriet\u00e0, se si vive in Calabria. Altrimenti, se non \u00e8 possibile raggiungere\u00a0la regione con la propria auto, \u00e8 consigliabile cercare dei servizi di\u00a0car sharing o noleggio auto su portali come <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/9840\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.offertenoleggioauto.it<\/a><\/span><\/strong> o <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/9841\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.autoeurope.it\/<\/a><\/span><\/strong>. Ci\u00f2 vi permetter\u00e0\u00a0di esplorare questi luoghi in tutta semplicit\u00e0 ed evitando tanti mal di testa.<\/p>\n<p>Da scoprire \u00e8 infatti Civita,\u00a0parte del circuito dei Borghi pi\u00f9 belli d\u2019Italia e\u00a0sicuramente il fiore all\u2019occhiello degli arb\u00ebresh\u00eb in provincia di Cosenza. Fondata nel XV secolo, Civita offre ai visitatori sia bellezze naturali che siti di interesse culturale. Il paese sorge infatti, per ragioni difensive, sulle gole del fiume Raganello e per questo motivo \u00e8 anche conosciuto come il paese tra le rocce o il paese del Ponte del Diavolo. Una visita a Civita non pu\u00f2 essere conclusa senza prima aver visitato il Museo Etnico Arb\u00ebresh\u00eb e aver assaggiato uno dei piatti tipici del luogo che uniscono la cucina tipica arb\u00ebresh\u00eb con quella dell\u2019area del Pollino.<\/p>\n<p>Di grande interesse archeologico sono invece i siti di Spezzano Albanese. Tra questi spiccano la torre Mordillo, la cui origine normanna attesta la presenza di insediamenti nel territorio prima dell\u2019arrivo arb\u00ebresh\u00eb, e il santuario della Madonna delle Grazie, che risale all\u2019arrivo dei primi albanesi nell\u2019area ed la cui fondazione \u00e8 legata a un\u2019apparizione mariana. L\u2019organizzazione architettonica di Santa Sofia d\u2019Epiro rende il villaggio una sorta di museo a cielo aperto: \u00e8 infatti ancora possibile riconoscere la suddivisione delle vie cittadine in gijtonie, cio\u00e8 quartieri attorno al quale si organizzava la vita sociale della societ\u00e0. Meritano inoltre una visita a Santa Sofia d\u2019Epiro il Museo del territorio e del costume Arb\u00ebresh\u00eb e la colorata chiesa di Sant\u2019Atanasio il Grande.<\/p>\n<div id=\"attachment_345196\" style=\"width: 568px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-345196\" class=\"wp-image-345196\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/borghi-arbreshe.jpg\" alt=\"Fonte: Pixabay\" width=\"558\" height=\"386\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-345196\" class=\"wp-caption-text\"><em>Fonte: Pixabay<\/em><\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 arb\u00ebresh\u00eb \u00e8 riuscita negli anni a bilanciare sapientemente la propria identit\u00e0 albanese con la presenza in un territorio straniero. Mantenendo vive tradizioni, lingua e feste religiose, quella arb\u00ebresh\u00eb \u00e8 una cultura dal valore inestimabile che continua a essere tramandata di generazione in generazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Calabria \u00e8 la regione d\u2019Italia che conta la maggior concentrazione di arb\u00ebresh\u00eb, detti anche albanesi d\u2019Italia, presenti soprattutto nella provincia di Cosenza<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":126451,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,40,574,28,569],"tags":[],"class_list":["post-126450","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-cultura-spettacolo","category-meravigliosa-calabria","category-provincia","category-turismo"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/126450","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=126450"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/126450\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/126451"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=126450"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=126450"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=126450"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}