{"id":126635,"date":"2020-03-21T15:12:18","date_gmt":"2020-03-21T14:12:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/coronavirus-il-commovente-addio-al-papa-la-luce-si-e-spenta-sono-rimasto-al-buio\/"},"modified":"2023-01-16T17:55:17","modified_gmt":"2023-01-16T16:55:17","slug":"345636-coronavirus-il-commovente-addio-al-papa-la-luce-si-e-spenta-sono-rimasto-al-buio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/345636-coronavirus-il-commovente-addio-al-papa-la-luce-si-e-spenta-sono-rimasto-al-buio\/","title":{"rendered":"Coronavirus, il commovente addio al pap\u00e0: &#8220;la luce si \u00e8 spenta, sono rimasto al buio&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>La lettera del figlio di Franco Schettini, l&#8217;uomo di 65 anni di Cutro, deceduto nell&#8217;ospedale di Crotone a causa delle conseguenze del coronavirus &#8220;\u00e8 stata la peggiore festa del pap\u00e0 che potessi vivere, il peggiore giorno della mia vita, una luce si \u00e8 spenta all\u2019improvviso e sono rimasto al buio. Dopo tanto lottare hai deciso di mollare la presa, di allentare la stretta di quella tua mano tanto forte quanto non ne ho mai viste e ci hai lasciati cos\u00ec&#8221;<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>CROTONE &#8211; Era stato ricoverato in gravi condizioni Franco Schettini, il <strong>65enne di Cutro positivo al coronaviru<\/strong>s. Ma la sua decenza all&#8217;ospedale San Giovanni di Dio di Crotone \u00e8 purtroppo durata poco: si \u00e8 aggravato nella notte ed \u00e8 deceduto la mattina dopo. Dietro le morti provocate da questo maledetto virus c&#8217;\u00e8 il dramma dei familiari, il dramma <strong>delle morti senza lutto. La morte ai tempi del coronavirus \u00e8 ancora pi\u00f9 spietata. <\/strong>Ti strappa l&#8217;ultima carezza, l&#8217;ultimo sguardo&#8230; l&#8217;ultimo sorriso con la famiglia bloccata in casa in quarantena<strong>.<\/strong> <strong>Si piange senza funerali, rinviati a data da destinarsi.<\/strong> Nessun ultimo saluto, neanche &#8216;post mortem&#8217;. E allora ci si affida alle parole, magari ad una lunga lettera per ricordare e salutare il proprio pap\u00e0, come ha fatto Natale<\/p>\n<p>&#8220;Caro babbo dal bene che ti voglio tira fuori il portafoglio\u201d &#8230; \u00e8 una delle tante frasi simpatiche che ci hai sempre raccontato, sin da quando eravamo bambini ci hai raccontato la vita passando da questi simpatici e bizzarri modi di dire, canzoni strimpellate, proverbi e barzellette che venivano dalla tua terra, dai tuoi amici da tutto il mondo nel quale sei vissuto e dove si sono formate le tue radici.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 perch\u00e9 tu sei cos\u00ec sei uno specchio, il riflesso cristallino e limpido di una terra fatta d\u00ec persone umili semplici senza fronzoli. Ed \u00e8 vero sei cos\u00ec semplice, autentico, apparentemente ingenuo, con la testa in quelle piccole cose che per te sono tutto. Ho sempre ammirato la tua capacit\u00e0 di entrare in contatto con le persone, di fartele amiche, quella tua empatia spontanea che ti rende simpatico a pelle, quel tuo sorriso genuino che tutti ammirano, quella tua abbronzatura profonda che dura tutto l\u2019anno. \u00c8 il colore della terra quello, del sole e del vento che ti si legge in faccia, nulla di artefatto semplicemente tu. Gi\u00e0 pap\u00e0 perch\u00e9 la terra per te \u00e8 tutto, le tue piante, i tuoi animali, il tuo giardino, i trattori, le campagne estive sui mezzi, giornate infinite, calde spossanti tra la polvere, la fatica il sacrificio &#8230; giornate allo stesso tempo appaganti, perch\u00e9 \u201dchi semina raccoglie\u201d, lo dici sempre. E non ti importa nulla di fare bilanci, di quello che dice la mamma e i tuoi figli, quello che importa \u00e8 lavorare e farlo a modo tuo, \u00e8 quello ci\u00f2 che ti appaga.<br \/>\nEd ho sempre ammirato la tua capacit\u00e0 di inventarti il lavoro di creare occasioni dal nulla di partire al mattino con i tuoi broccoletti e le cime di rapa che la famiglia ti aveva aiutato a raccogliere e tornare a casa con uno scatolino di monetine. Erano pochi spiccioli, magari non valevano la fatica fatta, ma per te erano tutto.<\/p>\n<p>Pap\u00e0 ho anche ammirato molto la tua voglia di evadere, si \u00e8 vero ti domandi come pu\u00f2 essere, dopo tutte le critiche e le ramanzine che ti facciamo. Si l\u2019ho ammirata perch\u00e9 in quell\u2019ora al bar con i tuoi amici, dietro quelle carte tornavi bambino &#8230; e poi vuoi mettere la felicit\u00e0 di vincere la partita e tornare a casa con ben due lattine di coca cola!?<br \/>\nTutto questo e tanto altro sei tu, un uomo con mille difetti ma con una forza e una caparbiet\u00e0 che fanno invidia a chiunque.<br \/>\nHo sempre saputo dentro di me che non ti saresti mai staccato da questo mondo, non saresti mai venuto a Milano &#8230; per fare cosa poi? anche l\u00ec riuscivi a fare amicizia con tutti, ma &#8230; non era lo stesso. L\u2019ho sempre detto ai miei amici che non ce la si faceva a staccarti da li, nonostante con la mamma e i fratelli ci piacesse fantasticare di vederti al nord con un tuo orto a preparare i broccoletti e le cime di rapa per noi &#8230; e magari anche per venderli, che l\u00ec vanno a peso d\u2019oro!<\/p>\n<p>Pap\u00e0 ti scrivo questa lettera perch\u00e9 non l\u2019ho mai fatto e perch\u00e9 sono certo che se lo avessi fatto non l\u2019avresti letta, avresti chiesto a mamma di farlo per te, troppo sbattimento &#8230; pi\u00f9 facile chiedere alla mamma o ai tuoi figli, facevi cos\u00ec persino quando guardavi la tv. Per\u00f2 pap\u00e0 un po\u2019 di cose in questi miei 40 anni le ho fatte e so che di questo sei sempre stato molto orgoglioso, cos\u00ec come lo sei stato di tua figlia e del tuo piccolo. Non ci hai mai perdonato di essere tutti andati via dalla tua terra per seguire gli studi e un lavoro diverso ma tutti i tuoi amici sanno quanto sei fiero di noi.<\/p>\n<p>Pap\u00e0 ho iniziato a scrivere questa lettera per non impazzire, per mettere su un foglio elettronico i mille pensieri che mi frullano nella testa da quel maledetto momento quando ho ricevuto quella chiamata dall\u2019ospedale. Ti ha portato via un male arrivato da lontano, dalla Cina, da quelle persone che per te erano di un altro mondo &#8230; ma che ti stavano molto simpatici \u201cle cinesine\u201d le chiamavi in modo ironico, cos\u00ec come ti stavano simpatiche tutte le persone buone del mondo. Questo male \u00e8 arrivato da lontano e ti ha preso nella tua campagna, ti ha preso mentre eri distratto forse in una di quelle sere sempre dietro a quelle carte. Ma figurati, dicevi, stai tranquillo, anzi state attenti voi l\u00ec a Milano, nella metropoli dove arrivano da tutto il mondo &#8230;<\/p>\n<p>\u00c8 stata la peggiore festa del pap\u00e0 che potessi vivere, \u00e8 stato il peggiore giorno della mia vita, una luce si \u00e8 spenta all\u2019improvviso e sono rimasto al buio. Dopo tanto lottare hai deciso di mollare la presa, di allentare la stretta di quella tua mano tanto forte quanto non ne ho mai viste e ci hai lasciati cos\u00ec. Ed \u00e8 questo il momento in cui capisco finalmente quanto sei parte di noi, quanto sei dentro ogni mio gesto, ogni mia azione, dietro ogni decisione e chiave di lettura \u201cromantica\u201d della vita &#8230; in tutto quello che faccio, nel mio lavoro di ogni giorno, dall\u2019altra parte del tuo mondo e nel mio vivere quotidiano non sono altro che il riflesso di quello che mi hai dato, nonostante chi ci conosce entrambi dica che \u00e8 il contrario, nonostante ci abbiano sempre definiti diversi (e mia moglie questo me lo ha detto spesso).<\/p>\n<p>\u00c8 per questo che tu non andrai da nessuna parte, tu sei dentro di me, sei dentro la tua famiglia dentro i cuori di tutti i tuoi amici anche di quelli che, nella loro ignoranza vittime anche loro di una situazione estrema mal gestita, ti hanno portato via. Non so come faremo a superare questo strazio ma so per certo che l\u2019unico modo \u00e8 quello di tenerti fermo dentro di noi.<\/p>\n<p>Non so come chiudere questa lettera, non vorrei mai averla iniziata, ma so che in fondo dietro a questa dipartita c\u2019\u00e8 la tua decisione di farci prendere cura della mamma, della tua sposa della persona dalla quale non ti saresti mai potuto allontanare.<\/p>\n<p>Ci dicevi sempre che \u201cna mamma f\u00e0 ppi centu figgi ma centu figgi n\u00f9 fannu p\u00ec na mamma\u201d per questo ora ci devi aiutare da lass\u00f9 a salvare almeno lei &#8230; lei e gli altri che come lei stanno lottando contro un male invisibile, per la propria vita. Fallo ora che hai potuto riabbracciare la tua di mamma, fallo prima di iniziare ad indaffararti con qualche altro lavoretto lass\u00f9.<\/p>\n<p>Un abbraccio infinito&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lettera del figlio di Franco Schettini, l&#8217;uomo di 65 anni di Cutro, deceduto nell&#8217;ospedale di Crotone a causa delle conseguenze del coronavirus &#8220;\u00e8 stata la peggiore festa del pap\u00e0 che potessi vivere, il peggiore giorno della mia vita, una luce si \u00e8 spenta all\u2019improvviso e sono rimasto al buio. 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