{"id":127826,"date":"2020-04-10T07:07:42","date_gmt":"2020-04-10T05:07:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/coronavirus-studio-delluniversita-magna-graecia-sintomi-meno-gravi-per-chi-ha-un-cane\/"},"modified":"2023-01-16T17:56:38","modified_gmt":"2023-01-16T16:56:38","slug":"348824-coronavirus-studio-delluniversita-magna-graecia-sintomi-meno-gravi-per-chi-ha-un-cane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/348824-coronavirus-studio-delluniversita-magna-graecia-sintomi-meno-gravi-per-chi-ha-un-cane\/","title":{"rendered":"Coronavirus, studio dell&#8217;Universit\u00e0 Magna Graecia: sintomi meno gravi per chi ha un cane"},"content":{"rendered":"<h4>Il team di ricerca, guidato da scienziati dell\u2019Universit\u00e0 Magna Gr\u00e6cia di Catanzaro ipotizza che chi ha un cane, potrebbe sviluppare una forma meno aggressiva di coronavirus<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CATANZARO &#8211; Uno studio italiano effettuato dall\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Roma, in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 Magna Graecia di Catanzaro e l\u2019Universit\u00e0 di Milano, ha scoperto una grande somiglianza nella struttura della proteina &#8216;spike&#8217; del coronavirus umano con quella del cane e del bue, suggerendo dunque l\u2019ipotesi &#8211; da dimostrare &#8211; che l&#8217;esposizione a questi animali sia in grado di dotare l&#8217;uomo di difese immunitarie &#8216;naturali&#8217;, in grado di attenuare i sintomi di un&#8217;eventuale infezione da Covid-19. La ragione risiede nella somiglianza genetica tra la <strong>proteina S del SARS-CoV-2 e quella del coronavirus respiratorio dei cani<\/strong>.<\/p>\n<p>Questa ipotesi di <strong>lavoro preliminare<\/strong> potrebbe portare in futuro a nuovi trattamenti e vaccini, ma anche a nuovi approcci diagnostici. Lo studio, descritto sul sito del Policlinico Gemelli di Roma &#8211; in uno spazio dedicato alle nuove &#8216;Pillole anti Covid-19&#8217; &#8211; suggerisce anche una possibile spiegazione alla grande variabilit\u00e0 dei quadri clinici osservati nel caso di infezione da Covid-19 (da quelli fatali, a quelli paucisintomatici).<\/p>\n<h4>Ma come nasce questa ipotesi?<\/h4>\n<p>Lo studio di bioinformatica, pubblicato online su &#8216;Microbes and Infection&#8217;, ha realizzato un confronto tra identikit molecolari di coronavirus infettanti specie animali diverse della sequenza aminoacidica della proteina Spike del Sars CoV-2, usata dal virus per penetrare nelle cellule, confrontandola con quella di altri coronavirus &#8216;imparentati&#8217; da un punto di vista tassonomico e dotati di un tropismo per altre specie animali.<\/p>\n<p>I risultati hanno rivelato una bassa omologia di sequenza della proteina<strong> Spike del Sars-CoV2 con quella del coronavirus respiratorio del cane (36,93%), del coronavirus bovino (38,42%) e del coronavirus enterico umano (37,68%)<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-348827 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/cane-abbraccio-.jpg\" alt=\"\" width=\"547\" height=\"385\" title=\"\"><\/p>\n<p>&#8220;Ma andando a restringere l\u2019analisi alle sequenze che si sa essere riconosciute dal sistema immunitario, i cosiddetti epitopi del SarS CoV-2 &#8211; spiega <strong>Maurizio Sanguinetti, direttore del Dipartimento Scienze di laboratorio e infettivologiche del Policlinico Gemelli e ordinario di microbiologia dell&#8217;Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore<\/strong> &#8211; abbiamo riscontrato un&#8217;elevata percentuale di omologia rispetto ai coronavirus tassonomicamente correlati. Di particolare interesse risulta la grande somiglianza delle sequenze dell\u2019epitopo 4 del coronavirus respiratorio canino con quelle del SarS CoV-2&#8243;.<\/p>\n<p>I risultati dello studio, appena pubblicato, <strong>aprono la strada a nuove ipotesi di lavoro per cercare di comprendere i meccanismi biologici alla base dell\u2019infezione virale<\/strong>. In particolare, gli autori ipotizzano che una precedente esposizione al coronavirus del cane potrebbe garantire un\u2019immunizzazione almeno parziale, in grado di attenuare i sintomi di un\u2019eventuale infezione da Covid-19. Somiglianze importanti sono emerse anche tra gli epitopi della proteina Spike del SARS CoV-2 e il coronavirus bovino (il cui genoma e le cui proteine sono stati inclusi in alcune delle formulazioni vaccinali impiegate in medicina veterinaria su animali da reddito).<\/p>\n<p>&#8220;Gli <strong>animali insomma<\/strong> &#8211; conclude Sanguinetti &#8211; <strong>potrebbero aver avuto un ruolo critico nell\u2019innesco e nell\u2019evoluzione di questa epidemia<\/strong> (che ricordiamo essere una zoonosi),<strong> sia come serbatoio virale, ma anche agendo come fonte &#8216;benefica&#8217; di particelle virali immuno-stimolanti,<\/strong> in grado di offrire protezione contro il Sars CoV-2 circolante, attenuandone i sintomi&#8221;. Una ipotesi di lavoro, che andr\u00e0 vagliata da studi ed esperimenti ad hoc, concludono i ricercatori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il team di ricerca, guidato da scienziati dell\u2019Universit\u00e0 Magna Gr\u00e6cia di Catanzaro ipotizza che chi ha un cane, potrebbe sviluppare una forma meno aggressiva di coronavirus<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":127827,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,47],"tags":[681],"class_list":["post-127826","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-qui-la-zampa","tag-coronavirus"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/127826","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=127826"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/127826\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/127827"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=127826"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=127826"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=127826"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}