{"id":128543,"date":"2020-04-26T14:30:27","date_gmt":"2020-04-26T12:30:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/il-virus-e-mutato-in-almeno-30-ceppi-quello-europeo-e-il-piu-letale\/"},"modified":"2023-01-16T17:57:26","modified_gmt":"2023-01-16T16:57:26","slug":"350612-il-virus-e-mutato-in-almeno-30-ceppi-quello-europeo-e-il-piu-letale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/350612-il-virus-e-mutato-in-almeno-30-ceppi-quello-europeo-e-il-piu-letale\/","title":{"rendered":"Il virus \u00e8 mutato in almeno 30 ceppi. Quello europeo \u00e8 il pi\u00f9 letale"},"content":{"rendered":"<h4>Lo studio \u00e8 stato realizzato all&#8217;interno dell&#8217;Universit\u00e0 di Zhejiang. Gli studiosi affermano che i loro risultati sono i primi a dimostrare che le mutazione potrebbero influenzare la gravit\u00e0 della malattia<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CINA &#8211; Il nuovo coronavirus \u00e8 mutato in almeno <strong>30 diversi ceppi e in Europa si sarebbe diffuso quello pi\u00f9 letale.<\/strong> Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell&#8217;Universit\u00e0 di Zhejiang, secondo il quale ci sarebbero <strong>decine di ceppi del virus e loro ne hanno scoperti 19 mai stati visti prima<\/strong>. I ricercatori hanno descritto la loro scoperta in un articolo che \u00e8 stato pubblicato sulla piattaforma medRxiv.org in attesa di essere sottoposto a peer review, ovvero a revisione da parte di altri scienziati. I ricercatori avrebbero per\u00f2 identificato <strong>alcuni ceppi pi\u00f9 potenti che assomigliavano a quelli diffusi in Europa,<\/strong> mentre i ceppi pi\u00f9 deboli erano simili a quelli trovati circolanti all&#8217;interno di parti degli Stati Uniti, come lo Stato di Washington.<\/p>\n<p>Gli studiosi affermano che i loro risultati sono i primi a dimostrare che <strong>le mutazione potrebbero influenzare la gravit\u00e0 della malattia<\/strong>. La ricerca arriva sulla scia di altri studi che affermano che gli Stati Uniti sono stati colpiti da due diversi gruppi di coronavirus, con il tipo A che domina la costa occidentale e il tipo B che invece avrebbe una maggiore distribuzione a New York. Gli esperti affermano che l&#8217;epidemia di tipo A si \u00e8 diffusa negli Stati Uniti dalla Cina, mentre quella di tipo B che ha colpito New York sarebbe probabilmente arrivata dall&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Gli scienziati ritengono che il <strong>SARS-CoV-2, sia costantemente mutato per superare la resistenza del sistema immunitario<\/strong> in diverse popolazioni. Per arrivare a queste conclusioni gli studiosi hanno analizzato i ceppi virali di 11 pazienti cinesi con coronavirus. Il gruppo di ricerca, coordinato da Li Lanjuan, ha testato l&#8217;efficacia del virus su cellule umane in laboratorio. La carica virale &#8211; la quantit\u00e0 di virus &#8211; \u00e8 stata valutata in tutte le cellule dopo una, due, quattro e otto ore, nonch\u00e9 il giorno successivo e 48 ore dopo. Gli esperti hanno anche esaminato gli effetti citopatici (CPE), cio\u00e8 l&#8217;insieme di <strong>cambiamenti morfologici che una cellula infetta da virus pu\u00f2 assumere<\/strong>, fino a tre giorni dopo l&#8217;esperimento. I ceppi pi\u00f9 aggressivi hanno creato fino a 270 volte pi\u00f9 carica virale del tipo meno potente e hanno prodotto la pi\u00f9 alta carica virale che, a sua volta, ha determinato anche una pi\u00f9 elevata morte cellulare.<\/p>\n<p>&#8220;I nostri risultati mostrano che le mutazioni osservate possono avere un impatto diretto sulla carica virale e sul CPE&#8221;, scrivono i ricercatori. &#8220;Questa scoperta suggerisce che <strong>le mutazioni osservate nel nostro studio possono avere un impatto significativo sulla patogenicit\u00e0<\/strong> (la capacit\u00e0 di causare malattie) del SARS-CoV-2&#8243;, aggiungono. I ricercatori hanno trovato alcune delle mutazioni pi\u00f9 mortali nello Zhejiang, dove si trova l&#8217;universit\u00e0. Queste mutazioni erano state osservate anche in diversi paesi europei duramente colpiti, come<strong> l&#8217;Italia<\/strong> e la Spagna, prima di diffondersi a New York. Tuttavia, alcune delle mutazioni pi\u00f9 lievi sono quelle che caratterizzano i ceppi in gran parte trovati negli Stati Uniti, tra cui lo Stato di Washington, come quello di Wuhan dove ha avuto inizio tutto.<\/p>\n<p>Inoltre, i ricercatori hanno avvertito che s<strong>olo perch\u00e9 alcune mutazioni sono pi\u00f9 lievi, questo non significa che c&#8217;\u00e8 un basso rischio di mortalit\u00e0.<\/strong> Dieci degli 11 pazienti che erano stati studiati avevano chiari collegamenti con Wuhan, la citt\u00e0 dove la pandemia \u00e8 iniziata a dicembre. Tutti i pazienti sono guariti, <strong>otto erano uomini e tre erano donne.<\/strong> Due pazienti nello Zhejiang, uno sui 30 e uno sui 50 anni d&#8217;et\u00e0, si sono ammalati gravemente dopo aver contratto ceppi pi\u00f9 deboli. Sebbene entrambi i pazienti si siano ripresi, per il paziente pi\u00f9 anziano \u00e8 stato necessario il ricovero in terapia intensiva. Gli autori affermano che i pazienti con Covid-19 hanno ricevuto lo stesso trattamento in ospedale indipendentemente dal ceppo. Tuttavia, ritengono che<strong> i diversi ceppi potrebbero richiedere diversi sforzi, che subisce una mutazione al mese.<\/strong> &#8220;Lo sviluppo di farmaci e vaccini, sebbene urgente, deve tener conto dell&#8217;impatto di queste mutazioni che si accumulano&#8221;, concludono i ricercatori.<\/p>\n<p>&#8220;I virus a RNA, come il nuovo coronavirus, mutano e questo fa parte della loro natura. Studiare queste mutazioni ci dovrebbe aiutare a capire<strong> se avremo bisogno di molte pi\u00f9 armi, cio\u00e8 di pi\u00f9 di un vaccino e di pi\u00f9 di un anticorpo monoclonale per combatterle<\/strong>&#8220;, ha spiegato all&#8217;AGI Giuseppe Novelli, genetista dell&#8217;Universit\u00e0 Tor Vergata di Roma e coordinatore del progetto GEFACOVID, un maxistudio internazionale che ha lo scopo di esaminare in dettaglio tutte le informazioni genetiche relative a SArs-Cov2 al fine di identificare nuovi percorsi diagnostici e nuove terapie. &#8220;Il lavoro che arriva dalla Cina &#8211; dice l&#8217;esperto &#8211; \u00e8 certamente interessante, ben fatto e ben accurato. Naturalmente va confermato e il fatto stesso che sia un articolo in preprinting significa che deve ancora superare le analisi relative ai sistemi di revisione dei paper. Quindi bisogna essere sempre cauti. I dati che sono riportati certamente confermano quanto sappiamo e cio\u00e8 ch<strong>e i virus a RNA mutano<\/strong>. E&#8217; nella loro natura e non fanno altro che il loro lavoro che \u00e8 quello di cambiare replicandosi. E replicandosi si diffondono in forme, tipi e sottotipi diversi&#8221;.<\/p>\n<p>Secondo Novelli, questo \u00e8 quello che ci aspettiamo da un virus a Rna come questo. &#8220;Sequenziare l&#8217;RNA, cio\u00e8 leggerlo, \u00e8 importante per cercare di capire<strong> l&#8217;evoluzione e la patogenicit\u00e0 del virus, cio\u00e8 se questa mutazioni sono pi\u00f9 o meno associate a una differente forma di patogenicit\u00e0.<\/strong> \u00c8 bene per\u00f2 non dimenticare &#8211; continua &#8211; che non dipende solo dal virus: queste variazioni devono dialogare e interfacciarsi con il genoma dell&#8217;ospite. E&#8217; quello che stiamo cercando di capire&#8221;. In tutto il mondo ci sono consorzi, come quello che sta coordinando Novelli, che hanno come scopo quello di comprendere le mutazioni dell&#8217;uomo che possono dare una risposta diversa alle mutazioni del virus. &#8220;Perch\u00e9 se cambia la proteina spike, la chiave d&#8217;ingresso del virus, cambia pure il recettore dell&#8217;uomo. Nelle varie popolazioni &#8211; spiega Novelli &#8211; sappiamo che l&#8217;ACE2, che \u00e8 il recettore di spike, cambia.<\/p>\n<p>E allora \u00e8 interessante cercare di capire che<strong> relazione c&#8217;\u00e8 tra patogeno e ospite.<\/strong> Non bisogna mai dimenticare che l&#8217;effetto di un&#8217;infezione \u00e8 sempre un rapporto mutualistico tra patogeno e ospite, tra genoma del patogeno e genoma dell&#8217;ospite&#8221;. Da qui si potrebbe arrivare alla conclusione che forse<strong> non baster\u00e0 solo un&#8217;arma: &#8220;Quindi probabilmente si dovr\u00e0 pensare a pi\u00f9 di un vaccino o a pi\u00f9 di un anticorpo monoclonale&#8221;,<\/strong> sottolinea Novelli. &#8220;Il nostro obiettivo quindi \u00e8 quello di individuare i punti deboli di questo virus e costruire armi contro le parti del virus che non cambiano o cambiano poco&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo studio \u00e8 stato realizzato all&#8217;interno dell&#8217;Universit\u00e0 di Zhejiang. 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