{"id":129136,"date":"2020-05-03T07:36:11","date_gmt":"2020-05-03T05:36:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/famiglia-calabrese-rientra-dalla-polonia-decine-di-autocertificazioni-da-compilare\/"},"modified":"2023-01-16T17:58:05","modified_gmt":"2023-01-16T16:58:05","slug":"352098-famiglia-calabrese-rientra-dalla-polonia-decine-di-autocertificazioni-da-compilare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/352098-famiglia-calabrese-rientra-dalla-polonia-decine-di-autocertificazioni-da-compilare\/","title":{"rendered":"Famiglia calabrese rientra dalla Polonia. Decine di autocertificazioni da compilare"},"content":{"rendered":"<h4>Il racconto di Roberto, che con la moglie e due figli piccoli, rientra a casa dopo due mesi in Polonia. Un lungo viaggio, reso difficile da controlli e decine di autocertificazioni<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CATANZARO &#8211; Tornare a casa dopo un soggiorno all&#8217;estero. Una passeggiata in tempi normali. Una piccola impresa al tempo del coronavirus, tra code, attese e autocertificazioni. E&#8217; l&#8217;esperienza vissuta da Roberto, <strong>un catanzarese rientrato ieri in Italia con la moglie e due figli piccoli,<\/strong> dopo essere partito per la Polonia quando ancora il lockdown era un concetto lontano. Il primo problema \u00e8 stato trovare un mezzo di trasporto, visto il blocco dei voli e la chiusura delle frontiere. &#8220;Ma poi &#8211; racconta adesso l&#8217;uomo, una volta rientrato in Italia &#8211; c&#8217;\u00e8 stato da districarsi tra le disposizioni di Dpcm, ordinanze regionali e comunali&#8221;. Il tanto agognato viaggio di rientro parte alle 13.15 del primo maggio <strong>dall&#8217;aeroporto Chopin di Varsavia, grazie ad un volo speciale Alitalia organizzato dalla Farnesina tramite l&#8217;ambasciata d&#8217;Italia a Varsavia<\/strong> per il rientro dei connazionali all&#8217;estero. Non prima, il giorno precedente, di fare la registrazione al sito della Regione Calabria, segnalando il proprio rientro e la data di inizio della quarantena.<\/p>\n<p>L&#8217;impatto con lo scalo della capitale polacca \u00e8 spettrale e gi\u00e0 fa capire che il viaggio tutto sar\u00e0 tranne che una passeggiata. &#8220;All&#8217;ingresso &#8211; racconta &#8211; abbiamo trovato due soldati che, con molta gentilezza e superando le barriere linguistiche, ci hanno chiesto i documenti e i motivi del viaggio. All&#8217;interno non c&#8217;era nessuno, se non le addette al checkin Alitalia, le uniche presenti. Prima di arrivarci gli addetti sanitari polacchi ci hanno misurato la temperatura e fatto compilare l&#8217;autocertificazione da consegnare al vettore per spiegare i motivi del rientro. Otto copie in tutto, due per ogni componente la famiglia. E non ho potuto fare a meno di notare l&#8217;assurdit\u00e0 dell&#8217;autocertificazione di due bambini di pochi anni&#8221;. Riempiti i moduli, i controlli di sicurezza e finalmente l&#8217;imbarco. A bordo, &#8220;tutti con le mascherine, e distanziati il giusto. Prima del decollo &#8211; dice Roberto &#8211; l&#8217;hostess ha consegnato l&#8217;autocertificazione per motivare lo spostamento una volta arrivati a destinazione&#8221;. <strong>Giunti a Fiumicino, agli imbarchi dei voli nazionali, dice Roberto, qualche persona in pi\u00f9 ma niente rispetto al solito.<\/strong> &#8220;Tutti i viaggiatori con la mascherina indosso e attenti a rispettare il distanziamento. Ma \u00e8 stato all&#8217;aeroporto di Lamezia Terme &#8211; racconta &#8211; che l&#8217;impatto con la nuova realt\u00e0 \u00e8 stato pi\u00f9 evidente. All&#8217;ingresso gli operatori della protezione civile ci hanno invitato a stare in coda. Un&#8217;attesa apparsa interminabile. Al nostro turno, uno alla volta, ci siamo fermati davanti al termoscanner per la misurazione della temperatura. Poi \u00e8 stata la volta della presentazione dell&#8217;autocertificazione in uno dei quattro gabbiotti allestiti. <strong>La documentazione consegnata in aereo, per\u00f2, non era quella giusta e quindi abbiamo dovuto compilare altre quattro autocertificazioni<\/strong>. Devo dire che da parte della dottoressa di turno, della protezione civile e delle forze dell&#8217;ordine, c&#8217;\u00e8 stata massima disponibilit\u00e0 e collaborazione, sia per il controllo dei documenti che per la spiegazione delle procedure successive. La stanchezza e la tensione di rientrare a casa hanno dilatato l&#8217;attesa ben oltre la durata reale, circa 40 minuti&#8221;. Uscito dallo scalo, per Roberto, \u00e8 iniziato, con la propria auto, l&#8217;ultimo tratto del viaggio verso casa. Dopo code, autocertificazioni e tensione, &#8220;i 14 giorni di quarantena, non saranno un problema&#8221; dice ora Roberto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il racconto di Roberto, che con la moglie e due figli piccoli, rientra a casa dopo due mesi in Polonia. 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