{"id":129210,"date":"2020-05-04T13:59:32","date_gmt":"2020-05-04T11:59:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/rientro-in-calabria-storie-di-un-lockdown-chi-dalla-fidanzata-e-chi-ospitato-da-frati\/"},"modified":"2023-01-16T17:58:10","modified_gmt":"2023-01-16T16:58:10","slug":"352274-rientro-in-calabria-storie-di-un-lockdown-chi-dalla-fidanzata-e-chi-ospitato-da-frati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/352274-rientro-in-calabria-storie-di-un-lockdown-chi-dalla-fidanzata-e-chi-ospitato-da-frati\/","title":{"rendered":"Rientro in Calabria, storie di un lockdown. Chi dalla fidanzata e chi ospitato da frati"},"content":{"rendered":"<p>Dopo due mesi di chiusura i primi rientri in Calabria. Decine i racconti e le storie di centinaia di persone rimaste lontane da casa tra paura, speranza e voglia di ricominciare<!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>COSENZA &#8211; C&#8217;\u00e8 Massimo bloccato a casa dalla fidanzata, c&#8217;\u00e8 Gregorio che ha trasformato un corso in percorso spirituale e ci sono Isabella e Guido, maghi di professione, &#8216;spariti&#8217; causa lockdown. Oggi loro, come tantissimi altri, <strong>rientrano a casa dopo oltre 50 giorni di esilio forzato<\/strong>. Ora, dpcm alla mano, possono finalmente farlo.<\/p>\n<p>Incredulit\u00e0, rassegnazione, impotenza, pochi vestiti invernali diventati troppo pesanti perch\u00e9 dopo due mesi \u00e8 quasi estate, la paura che i soldi potessero finire, ma soprattutto la mancanza di casa. Il lockdown ha sorpreso Massimo, 22 anni, lontano da casa. Da oggi per\u00f2 niente pi\u00f9 videochiamate a mamma e pap\u00e0, niente pi\u00f9 &#8220;mi manchi&#8221; e &#8220;speriamo di poterci vedere presto&#8221; via chat. <strong>Oggi un treno lo riporta a casa<\/strong>. Massimo \u00e8 di Genova e studia Economia a Pavia. <strong>Si trovava a Parigi con la fidanzata Irene e il 9 marzo dovevano rientrare a Milano, che la sera prima era stata dichiarata zona rossa<\/strong>. Per non rischiare di restare bloccato, ha seguito Irene a Roma: &#8220;Lei abita l\u00ec &#8211; racconta oggi sorridendo &#8211; ma poi il giorno dopo anche quella \u00e8 stata dichiarata zona rossa. Mi sono ritrovato quindi a casa della mia fidanzata e della mamma per 50 giorni, ho cercato di pesare su di loro il meno possibile aiutando nei lavori domestici. Ho cucinato a volte anche dolci con Irene, come la mia famosa mousse al cioccolato&#8221;. Le giornate di entrambi erano scandite dalle lezioni on line con l&#8217;universit\u00e0, dalla lettura, &#8220;ma per sgranchirci salivamo sul terrazzo condominiale per camminare un po&#8217; e fare stretching. Avevo con me pochissime cose, solo l&#8217;occorrente per un fine settimana a Parigi, e s\u00ec, ho indossato anche abiti da donna come paio di pantaloncini con la scritta &#8216;Love&#8217;. E&#8217; una cosa che ricorder\u00f2&#8221;. <strong>Oggi Massimo \u00e8 a casa,<\/strong> &#8220;le chiamate di pap\u00e0 erano sempre pi\u00f9 insistenti, non mi vedevano da troppo tempo&#8221;. Il viaggio \u00e8 durato 5 ore e mezza, &#8220;in un treno per fortuna non pieno&#8221;. Ma Massimo gi\u00e0 si chiede quando potr\u00e0 Irene, dopo una convivenza forzata ma gradita che non avevano mai vissuto n\u00e8 programmato.<\/p>\n<p>\u00c8 invece<strong>\u00a0rimasto bloccato dai frati ad Assisi Gregorio, calabrese che vive a Roma da sette anni,<\/strong> &#8220;per seguire un corso spirituale&#8221; che poi per forza di cosa \u00e8 diventato un percorso &#8220;per riflettere&#8221;. &#8220;Ho avuto la fortuna di avere un alloggio grazie alle persone che organizzavano il corso. All&#8217;inizio questo lockdown per me ha rappresentato un momento di riflessione ma col passare del tempo mi mancava casa. E anche qualche indumento di ricambio, che ho ordinato su internet. Fortunatamente non c&#8217;\u00e8 stata una sera in cui non mi sia collegato con gli amici di una vita dalle 22 alle 2 di notte. Parlavamo del coronavirus, divisi tra chi aveva paura di uscire e chi invece era tranquillo. Ma soprattutto parlavamo del nostro mare. Passer\u00f2 da Roma e poi partir\u00f2 per la Calabria, non vedo l&#8217;ora di riabbracciare i miei. Mi faranno il tampone e far\u00f2, giustamente, la mia quarantena. Ma poi andr\u00f2 al mare&#8221;, dice.<\/p>\n<p><strong> L&#8217;avventura di Isabella Zanivan e Guido Marini, coppia artistica e nella vita da 15 anni, professione maghi, sembra un videogioco<\/strong>: &#8220;Avevamo accettato da mesi un lavoro per esibirci su una nave in Svezia e cos\u00ec siamo partiti. I nostri spettacoli sono andati avanti tra Helsinki e Stoccolma ma poi si \u00e8 bloccato tutto anche l\u00ec. Siamo riusciti a tornare prima, nonostante il blocco, ma ci abbiamo messo ben tre giorni e non so quanti scali: ci arrivavano in continuazione mail che annullavano i voli. Anche perch\u00e9 non avevamo pi\u00f9 una grande disponibilit\u00e0 economica e viaggiavamo con bagagli davvero grandi. Noi artisti siamo dimenticati dal mondo in questo momento. Quello che fa pi\u00f9 male adesso \u00e8 il non sapere quale sar\u00e0 il nostro futuro lavorativo&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo due mesi di chiusura i primi rientri in Calabria. 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