{"id":129585,"date":"2020-05-11T06:23:09","date_gmt":"2020-05-11T04:23:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/la-lettera-di-un-docente-ritardi-infrastrutturali-e-digital-divide-scuola-italiana-impreparata\/"},"modified":"2023-01-16T17:58:35","modified_gmt":"2023-01-16T16:58:35","slug":"353229-la-lettera-di-un-docente-ritardi-infrastrutturali-e-digital-divide-scuola-italiana-impreparata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/353229-la-lettera-di-un-docente-ritardi-infrastrutturali-e-digital-divide-scuola-italiana-impreparata\/","title":{"rendered":"La lettera di un docente: &#8220;ritardi infrastrutturali e digital divide, scuola impreparata&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>A scrivere \u00e8 un docente di scuola media, che il giorno dopo la chiusura delle scuole, il 6 marzo, ha iniziato ha lavorare con i ragazzi a distanza col supporto delle nuove tecnologie, facendo incontri con google meet e adoperando una delle piattaforme per classi virtuali tra le pi\u00f9 avanzate<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CATANZARO &#8211; Il professore <strong>Giuseppe Candido<\/strong> \u00e8 un docente di matematica e scienze ma \u00e8 anche dirigente provinciale Catanzaro-Crotone-Vibo della Gilda insegnanti &#8211; Federazione Gilda Unams. Nella sua lettera racconta le difficolt\u00e0 della \u00abScuola italiana, quella pubblica e statale, in ogni parte del Paese, e ancor di pi\u00f9 nel Mezzogiorno e <strong>nella nostra Calabria<\/strong> che <strong>sconta anni e anni di tagli alla spesa e di &#8220;non investimenti&#8221;\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abGli edifici scolastici son quelli che sono dappertutto, e al meridione ci sono scuole &#8211; molte scuole &#8211; con aule piccole, piccolissime, con banchi doppi e di trent&#8217;anni fa, con le tapparelle non avvolgibili se non inesistenti per difendersi dal sole, per non parlare della mancanza di LIM e di computer per ogni aula. Lo Stato, in particolare gli enti statali come Comuni e Province, negli anni hanno accumulato un enorme ritardo anche nella parte strutturale che riguarda la Scuola. Gli edifici scolastici sono quelli che sono, lo sappiamo\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abMa c&#8217;\u00e8 anche un altro &#8220;ritardo&#8221;, un ritardo infrastrutturale: mancanza lavagne Interattive, carenza di dispositivi spesso presenti in numero sufficiente non solo per i ragazzi ma anche per i docenti che, in pi\u00f9 occasioni, pure durante la &#8220;normalit\u00e0&#8221; della &#8220;didattica tradizionale&#8221;, hanno garantito il diritto all&#8217;Istruzione con l&#8217;ausilio dei loro strumenti informatici. E se oggi sembra a tutti impensabile che un computer possa mancare sulla scrivania di un impiegato o di un assistente amministrativo della scuola, a tutti pare normale che i docenti debbano utilizzare la loro strumentazione personale anche in classe\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abEsiste poi il fenomeno noto come <strong>digital divide<\/strong> che divide in alunni di serie A in possesso di computer e\/o tablet efficienti, muniti di &#8220;traffico dati&#8221; sufficiente a stare collegati ore e ore, e alunni di serie B, che vivono in famiglie pi\u00f9 disagiate e che non dispongono di device adeguati n\u00e9 di traffico dati a sufficienza e che, ricordiamolo, \u00e8 un traffico dati a pagamento: per gli alunni e per i loro insegnanti, quando non si trovano nell&#8217;edificio scolastico\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSono decenni che il sistema di Istruzione italiano subisce <strong>tagli lineari di spesa; un po&#8217; come per la sanit\u00e0.<\/strong> L&#8217;Osservatorio dell&#8217;Universit\u00e0 Cattolica &#8211; spiega il prof. <strong>Candido &#8211;\u00a0<\/strong> sui &#8220;<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/10195\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Conti Pubblici Italiani<\/a><\/strong><\/span>&#8221; nota che la spesa per l&#8217;Istruzione del Bel Paese nel 217 \u00e8 stata solo del 3,9%, mentre la media europea era del 4,7% con Paesi come la Svezia che spendevano e spendono nell&#8217;Istruzione quasi il 7% del loro PIL. Ma in quella classifica persino Grecia e Polonia spendevano &#8211; in percentuale rispetto al proprio PIL &#8211; pi\u00f9 dell&#8217;Italia. <strong>Un&#8217;ultima considerazione va fatta sull&#8217;et\u00e0 media dei docenti che, in Italia \u00e8 di 52 anni, con docenti in servizio in aula, fino a 62 anni\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-353231 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/didattica-distanza-2.jpg\" alt=\"\" width=\"625\" height=\"351\" title=\"\"><\/p>\n<p>\u00abCon queste premesse, con l&#8217;emergenza coronavirus e la conseguente sospensione delle attivit\u00e0 didattiche prima e la chiusura delle Scuole di ogni Ordine e Grado dopo, con nota 388 del 17 marzo 2020 del capo Dipartimento del sistema educativo di Istruzione e Formazione, il Ministero dell&#8217;Istruzione, gi\u00e0 MIUR prima della scissione, ha introdotto &#8211; di fatto &#8211; la didattica a distanza, in sigla amichevole D.a.D.. Uno stravolgimento del diritto all&#8217;Istruzione strettamente vincolato ai diritti Costituzionali e ai Diritti dell&#8217;Uomo. Le limitazioni e i mutamenti imposti con DPCM, circolari e note, vanno &#8211; di fatto e di diritto &#8211; a stravolgere e a comprimere il diritto all&#8217;Istruzione costituzionalmente garantito al pari del diritto alla Salute\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abDetto ci\u00f2, devo dire che sono <strong>rimasto basito dall&#8217;intervista rilasciata il 2 di maggio dal Ministro dell&#8217;Istruzione Lucia Azzolina a Maria Latella per SkyTG24,<\/strong> sulla ripresa della scuola a <strong>settembre<\/strong> che dovr\u00e0 essere, dice il ministro, &#8220;una ripresa scolastica a met\u00e0&#8221;. <strong>Met\u00e0 classe in presenza e l&#8217;altra met\u00e0 a distanza. Cos\u00ec la socialit\u00e0 sarebbe &#8220;garantita&#8221;.<\/strong> Ma la cosa che di pi\u00f9 fa specie \u00e8 stato sentire la giornalista accusare i docenti di scarse competenze, e persino della colpa di non aver speso i soldi di edilizia scolastica, molta parte dei finanziamenti europei e di aver lasciato le loro scuole senza le dovute strutture e infrastrutture informatiche.<strong> E la frittata \u00e8 rigirata. Totalmente.\u00a0<\/strong><strong>Come se la colpa fosse dei docenti, come se pure la progettazione delle strutture e l&#8217;acquisto delle infrastrutture mancato, fosse colpa dei docenti\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon crede che qualcuno dovrebbe spiegare alla giornalista e anche alla ministra &#8211; conclude il docente &#8211; che <strong>la scuola italiana \u00e8 la cenerentola d&#8217;Europa<\/strong> non perch\u00e9 i suoi docenti non si aggiornano abbastanza ma perch\u00e9 nei decenni la politica non ha pi\u00f9 investito nell&#8217;istruzione? L&#8217;Italia si \u00e8 dimostrata impreparata all&#8217;emergenza. Non c&#8217;erano i piani di emergenza anti pandemici che l&#8217;OMS ci diceva da anni di fare, i medici sono stati mandati a combattere e spesso a morire privi di mascherine e gli ospedali sono diventati centri primari di diffusione del contagio. Le scuole hanno chiuso ma nonostante l&#8217;arretramento strutturale e infrastrutturale i docenti, hanno garantito com&#8217;era possibile una didattica a distanza che prima non c&#8217;era e che assai difficilmente potr\u00e0 essere utilizzata nella normalit\u00e0, non solo perch\u00e9 essa non pu\u00f2 sostituire quella relazione educativa essenziale per il processo di insegnamento\/apprendimento ma soprattutto perch\u00e9 la scuola italiana non \u00e8 ancora pronta a questo\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A scrivere \u00e8 un docente di scuola media, che il giorno dopo la chiusura delle scuole, il 6 marzo, ha iniziato ha lavorare con i ragazzi a distanza col supporto delle nuove tecnologie, facendo incontri con google meet e adoperando una delle piattaforme per classi virtuali tra le pi\u00f9 avanzate<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":129586,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,53],"tags":[],"class_list":["post-129585","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-ck20-scuola"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/129585","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=129585"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/129585\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/129586"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=129585"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=129585"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=129585"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}