{"id":129772,"date":"2020-05-17T15:00:36","date_gmt":"2020-05-17T13:00:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/inquinamento-e-covid-ce-collegamento-tesi-e-dati-dividono-gli-esperti-mappe-a-confronto\/"},"modified":"2023-01-16T17:58:48","modified_gmt":"2023-01-16T16:58:48","slug":"353723-inquinamento-e-covid-ce-collegamento-tesi-e-dati-dividono-gli-esperti-mappe-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/353723-inquinamento-e-covid-ce-collegamento-tesi-e-dati-dividono-gli-esperti-mappe-a-confronto\/","title":{"rendered":"Inquinamento e Covid c&#8217;\u00e8 collegamento? Tesi e dati dividono gli esperti (MAPPE A CONFRONTO)"},"content":{"rendered":"<h4>La provincia di Cosenza, insieme a Crotone quella con la pi\u00f9 alta percentuale di contagi rispetto al numero dei residenti, \u00e8 anche quella con i pi\u00f9 alti indici di inquinamento<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; C&#8217;\u00e8 collegamento tra Covid-19 e inquinamento? La domanda se la stanno ponendo in molti. Ma l<strong>e risposte da parte degli scienziati,<\/strong> come spesso avviene di questi tempi, <strong>non sono omogenee tra loro.<\/strong> I temi in discussione sono sostanzialmente tre. <strong>Il primo riguarda l&#8217;eventuale presenza del virus nell&#8217;aria inquinata.<\/strong> A sostenere tale tesi sono diversi ricercatori, tra cui quelli della Societ\u00e0 italiana di medicina ambientale. Una loro recente ricerca (<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/10216\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">simaonlus.it<\/a><\/span>) dimostra che<strong> frammenti di Rna del Sars-Cov-2 sono nel particolato atmosferico<\/strong>, cio\u00e8 nel Pm, e questo fungerebbe da veicolo (carrier) e amplificatore (boost). Chi avversa la teoria, pur riconoscendo la presenza del virus nel particolato atmosferico insieme a particelle biologiche (batteri, spore, pollini, funghi, alghe, ecc.), ritiene tuttavia<strong> poco probabile che possa mantenere intatte le propriet\u00e0 infettive dopo una permanenza pi\u00f9 o meno prolungata nell&#8217;ambiente aperto<\/strong>. La discussione \u00e8 tuttora in corso.<\/p>\n<p><strong>Un secondo tema<\/strong> presenta, invece, pi\u00f9 consapevolezza comune e visione omogenea tra gli esperti: <strong>dal momento che l&#8217;inquinamento<\/strong> generato da un&#8217;alta concentrazione di particolato <strong>influisce sul sistema respiratorio<\/strong> o su quello cardiocircolatorio &#8211; su questo non ci sono dubbi &#8211;<strong> finisce per renderli pi\u00f9 suscettibili alle complicanze della malattia<\/strong>. Insomma, sulla necessit\u00e0 di ridurre l&#8217;inquinamento c&#8217;\u00e8 concordanza. Meno, purtroppo, da parte degli amministratori pubblici nell&#8217;attuare le politiche pi\u00f9 idonee.<\/p>\n<p><strong>Un terzo tema<\/strong>, subordinato agli altri due, investe la <strong>relazione tra aree inquinate e alta percentuale di casi di coronavirus in quel territorio.<\/strong> Qui gli scienziati tornano ad essere divisi tra loro, anche perch\u00e9 non \u00e8 facile stabilire con certezza una relazione.<\/p>\n<p>L&#8217;Ufficio comunicazione dell<strong>&#8216;Unsic<\/strong>, sindacato datoriale con 2.100 Caf e 550 sedi di patronato in tutta Italia, dall&#8217;inizio della pandemia \u00e8 impegnato \u2013 in modo neutrale \u2013 nella <strong>raccolta e nella divulgazione di dati<\/strong>, senza complessit\u00e0 metodologiche, finalizzati unicamente a porre in evidenza alcune tematiche e ad alimentare proficui dibattiti. Anche su questo argomento, individuando e consultando numerose fonti, ha prodotto <strong>due mappe indicative, una con i dati oggettivi della Protezione civile sull&#8217;incidenza dei casi di coronavirus<\/strong> (rielaborati in base al numero dei residenti per provincia), l&#8217;altra con il <strong>&#8220;peso&#8221; dell&#8217;inquinamento<\/strong> sempre per provincia, frutto dell&#8217;assemblaggio e della rielaborazione dei dati sulla presenza dei vari tipi di particolato.<\/p>\n<p>&#8220;Talvolta i tentativi di ascrivere al solo mondo scientifico alcuni argomenti che investono la vita quotidiana di tutti noi, finiscono per produrre ermetici tecnicismi e una babele di posizioni contrapposte \u2013 evidenzia <strong>Domenico Mamone<\/strong>, presidente dell&#8217;Unsic. &#8220;Proprio per favorire un <strong>processo di semplificazione e di chiarezza e per assicurare il giusto risalto a tematiche centrali, come quella dell&#8217;inquinamento<\/strong>, il nostro Ufficio comunicazione, in una logica &#8216;open source&#8217;, \u00e8 impegnato a produrre materiali per la libera e utile condivisione. E&#8217; chiaro per\u00f2 \u2013 conclude Mamone \u2013 che il rapporto con l&#8217;inquinamento, se confermato, potrebbe costituire solo una tessera di un grande mosaico: sappiamo, infatti, che sono<strong> molteplici i fattori che favoriscono la pandemia,<\/strong> dalla mobilit\u00e0 alla prossimit\u00e0 tra persone. Per quanto riguarda l&#8217;inquinamento, poi, oltre alla qualit\u00e0 dell&#8217;aria, vanno considerate le caratteristiche delle comunit\u00e0 residenti, ad esempio l&#8217;et\u00e0 media e le condizioni socio-economiche, nonch\u00e9 lo stato di salute preesistente e la comorbidit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><strong>LE DUE MAPPE<\/strong> \u2013 Soffermandosi su questo tema, l&#8217;Unsic ha dunque realizzato due mappe: una con &#8220;il peso del coronavirus&#8221; e l&#8217;altra con &#8220;il peso dell&#8217;inquinamento&#8221; nelle differenti province italiane. <strong>Dodici livelli di colorazione, corrispondenti a rispettive classi di gravit\u00e0, mettono a confronto i due blocchi di dati.<\/strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-353726 size-full\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Mappa_Covid.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"574\" title=\"\"><\/p>\n<p>Da una parte, in linea con i sostenitori dell&#8217;ipotesi di stretto collegamento tra inquinamento e pandemia, emergono sovrapposizioni abbastanza nette in Pianura Padana, ma pure nell&#8217;area settentrionale di Marche, Toscana e Sardegna. <strong>Anche in Calabria c&#8217;\u00e8 una certa sovrapposizione: la provincia di Cosenza, insieme a Crotone quella con la pi\u00f9 alta percentuale di contagi rispetto al numero dei residenti, \u00e8 anche quella con i pi\u00f9 alti indici di inquinamento, bench\u00e9 molto al di sotto della media nazionale.<\/strong> Inoltre nel Mezzogiorno, dove il virus ha colpito poco, si confermano i bassi indici complessivi di contaminazione ambientale. Al contrario, alcune aree inquinate nel Centrosud (ad esempio nel Lazio, in Campania e in Puglia) non registrano percentuali rilevanti di contagi da Covid-19, smentendo quindi la relazione. Emblematico il caso di Taranto o delle tante Terre dei fuochi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La provincia di Cosenza, insieme a Crotone quella con la pi\u00f9 alta percentuale di contagi rispetto al numero dei residenti, \u00e8 anche quella con i pi\u00f9 alti indici di inquinamento<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":129773,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-129772","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/129772","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=129772"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/129772\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/129773"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=129772"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=129772"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=129772"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}